SPIRITUAL EVOLUTION

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SPIRITUAL EVOLUTION episodes

  • GHIANDOLA PINEALE
    I SEGRETI DELLA GHIANDOLA PINEALE
    (dal web russo)
    ...Si sa che nella pineale (o l’episifi) c’è la cosiddetta “sabbia”, ovvero i cristalli minerali di forma sferica, lunghi fino a 2 mm. Ce li abbiamo tutti dalla nascita e finora si sa poco a che cosa servono. Ma ecco alcune ipotesi: gli esperimenti hanno evidenziato le proprietà “informazionali” di “acervulus cerebralis”: sembra che i suoi microcristalli contengano l’informazione olografica su tutto l’organismo umano!
    Questo ha permesso di supporre che i cristalli dell’epifisi siano i portatori degli ologrammi e formano una sorta di pannello di comando dell’organismo umano che indica il ritmo della sua esistenza nel tempo e nello spazio. Secondo il biologo A. Panichev e l’ingegnere A. Gulkov, alla sincronizzazione di questo centro contribuisce l’irradiazione di natura non elettromagnetica che parte istantanea da alcuni oggetti nello spazio (Sole, Luna, i pianeti del sistema solare)...
    ... Alcuni scienziati hanno notato la straordinaria mobilità della ghiandola pineale, la sua capacità di ruotare simile all’occhio. Si è parlato della similitudine della ghiandola con l’occhio, ha anch’essa una lente e dei ricettori per percepire i colori; l’attività della pineale è in gran parte stimolata dai segnali luminosi che arrivano dagli occhi.
    Esiste un’opinione secondo la quale in millenni dell’inattività l’epifisi si è molto ridimensionata, mentre in un lontano passato sarebbe stata grande come una ciliegia.
    ... Alcune persone che si dedicano agli esercizi spirituali, in seguito all’evoluzione, subiscono alcuno cambiamenti anche della struttura ossea della sommità del capo; l’osso diventa talmente sottile che rimane praticamente solo la pelle – una specie di ”occhio di serpente”. 
E’ probabile che il terzo occhio una volta fosse collocato in cima alla testa o verso la nuca, e non sulla fronte. Non aveva ragione di esserci sulla fronte - lì abbiamo già due occhi vigili. Invece, una sua collocazione dietro o sopra quest’area creava la possibilità di avere una visuale quasi circolare, e nelle situazioni di pericoli, era una qualità impagabile.
    Nel corso dell’evoluzione il terzo occhio si è sprofondato dentro il cervello mantenendo però la sua capacità di muoversi, e ha diretto la sua attenzione verso l’area dalla quale arriva il massimo dell’informazione. Non visiva, certamente, ma sottile – telepatica. E da dove arriva il flusso massimo dei segnali telepatici? Dal davanti, da coloro che hanno attirato l’attenzione del proprietario della pineale: dalla persona o dall’animale che sta per attaccare... Era naturale che il terzo occhio mobile avesse orientato la sua lente ricevente in questa direzione – è girata in avanti; da qui prende la gran parte dell’informazione e qui irradia la sua informazione.
    Ecco perché la pineale viene disegnata sulla fronte - è di là che è diretto il flusso dei segnali telepatici.
    ...La versione “la pineale = il terzo occhio” spiega anche qualche altro mistero. Una delle tecniche per imporre i propri pensieri all’interlocutore consiste nel fissare lo sguardo non sugli occhi ma sopra e dietro, gli occhi nella profondità del cervello. Una persona vigile è in grado di individuare un “magnetizzatore” simile grazie alla particolare espressione (vitrea) dei suoi occhi che guardano “attraverso” l’interlocutore.
    5 min
  • L'UOMO E
    “L’unica cosa che ci rifiutiamo di ammettere è di essere in balia di «forze» che non siano riducibili al nostro controllo. […]
    Il motto «Volere è potere» è la superstizione dell’uomo moderno.
    Eppure l’uomo contemporaneo, pur di mantener viva questa fede, paga lo scotto di una grave mancanza di introspezione. Egli resta cieco al fatto che, pur con tutta la sua razionalità e la sua efficienza, «forze» non controllabili lo tengono ancora in loro balia. I suoi dèi e i suoi demoni non sono affatto scomparsi: hanno solo cambiato nome. Essi lo tengono in uno stato d’agitazione incessante attraverso vaghe apprensioni, complicazioni psicologiche, un bisogno insaziabile di pillole, di alcool, di tabacco, di cibo e soprattutto imponendogli un pesante fardello di nevrosi."
    (C.G.Jung – L’uomo e i suoi simboli)
    2 min
  • LA RABBIA È
    LA RABBIA È DENTRO DI NOI
    Un monaco decide di meditare da solo.
    Lontano dal suo monastero, prende una barca e va in mezzo al lago, chiude gli occhi e inizia a meditare.
    Dopo alcune ore di silenzio imperturbabile,
    improvvisamente sente il colpo di un'altra barca che colpisce la sua. Con gli occhi ancora chiusi, sente crescere la sua rabbia e, quando li riapre, è pronto a gridare al barcaiolo che ha osato disturbare la sua meditazione.
    Ma quando ha aperto gli occhi,
    ha visto che era una barca vuota, non legata, che galleggiava in mezzo al lago ...
    In quel momento, il monaco raggiunge l'autorealizzazione e capisce che la rabbia è dentro di lui;
    ha semplicemente bisogno di colpire un oggetto esterno per provocarlo.
    Dopodiché, ogni volta che incontra qualcuno che irrita o provoca la sua rabbia, si ricorda;
    l'altra persona è solo una barca vuota.
    La rabbia è dentro di me. "
    Thich Nhat Hanh
    2 min
  • VIVIAMO
    Viviamo in un mondo materialista costruito sul furto, la competizione, lo sfruttamento, l’egoismo… tutto è predisposto per impedire alla coscienza di svilupparsi, perché la coscienza disturba, confonde. Il sistema scolastico mantiene i bambini a un livello distante dalla presa di coscienza, un livello che impedisce al mondo di cambiare. Esiste una evidente cospirazione che tende a mantenere il mondo così com’è, su fondamenta prive di morale. A sessant’anni, al tramonto della vita, gettiamo gli esseri umani nella pattumiera della società. Li abbiamo abituati da sempre a quest’idea e, accettandola, gli individui vivono accompagnati dall’angoscia di raggiungere questa età critica. Ci troviamo all’interno di una società criminale che distrugge l’essere: la cospirazione contro il risveglio.
    (Alejandro Jodorowsky)
    2 min
  • KRISHNAMURTI
    L’uomo ha costruito dentro di sè delle immagini come barriera di sicurezza – immagini religiose, politiche e personali, che si manifestano come simboli, idee, credenze. Il fardello di queste immagini domina il pensiero dell’uomo, le sue relazioni e la sua vita quotidiana. Queste immagini sono la causa dei nostri problemi, in quanto dividono l’uomo dall’uomo. La sua percezione della vita è modellata dai concetti già stabiliti nella sua mente. Il contenuto della sua coscienza costituisce la sua intera esistenza. L’individualità è il nome, la forma, la cultura superficiale che egli acquisisce dalla tradizione e dall’ambiente. L’unicità dell`uomo non risiede nel superficiale ma in una completa libertà dal contenuto della sua coscienza, che è comune all’umanità intera. L’uomo non è quindi un individuo.
    Krishnamurti
    2 min
  • NON FERMARTI
    Non fermarti all'apparenza, combatti il tuo stesso pregiudizio andando a fondo nella conoscenza dei fenomeni che ci circondano.
    Nulla succede per caso, tutto ha un senso.
    Se un evento ti sembra inspiegabile prova a cambiare la prospettiva da cui lo guardi.
    Troverai tanto male nel mondo, non posso negarlo.
    Ma incontrerai anche gente che pensavi diversa solo perché la società a cui appartieni ti ha annebbiato la vista con tabù e preconcetti.
    Allora fidati meno del sentito dire e di più del tuo istinto, delle tue sensazioni e soprattutto della tua esperienza diretta.
    Anton Vanligt
    1 min
  • SE SAPESSI...
    SE SAPESSI CHI IN REALTÀ SEI.
    Se sapessi chi in realtà sei, non avresti mai più paura della morte, figuriamoci della vita, perché la morte è vita in un'altra forma, sapresti che questi legami potresti farli ripetutamente, in realtà li stai facendo proprio ora, hai occupato altri corpi e ti sei imbarcato in un'infinità di avventure prima di questa vita e continuerai a farlo dopo questa.
    Se sapessi chi in realtà sei, sapresti di essere un'Anima Eterna, senza tempo, che è Uno con il Tutto, che ha tutto, che è Amore, Gioia e Verità, Pace, Saggezza e Felicità.
    Se sapessi chi in realtà sei, non vedresti gli altri come separati da te, sapresti che oltre l'illusione del mondo fisico, c'è un mondo in cui siamo sempre uno, dove siamo quell'unità e collettivo che molti chiamano Dio.
    Se sapessi chi in realtà sei, sapresti che non c'è niente, nessuno, superiore, o inferiore a te, ognuno è unico e irripetibile, ognuno è perfetto, ognuno sperimenta il suo piano, il suo scopo qui sulla terra in modo diverso e unico,ognuno porta con sé la propria Luce, alcuni ricordano di più quello che abbiamo sempre saputo, ma questo non li rende superiori .
    Se sapessi chi in realtà sei, sapresti che non devi chiedere nulla a Dio, che non è necessario che tu gli renda culto, o che tu lo ami, che tu paghi tributi perché ti perdoni, in realtà non è necessario nulla di tutto questo.
    Secondo te Dio darebbe vita ai suoi figli solo per rendergli culto e lode? E se questi non lo facessero nel modo giusto, li manderebbe nel fuoco eterno?Nooo… lui ama incondizionatamente!Questo accade solo quando non sai chi in realtà sei, e chi in realtà è Dio.
    Se sapessi chi in realtà sei, smetteresti di seguire gli altri, smetteresti di vivere secondo le loro esperienze e il loro modo di vedere la vita, vivresti della tua Luce, della tua Verità, smetteresti di cercare al di fuori di te, perché sapresti di essere la Fonte di tutto ciò di cui pensi di poter avere bisogno.
    Se sapessi chi in realtà sei, inizieresti a vivere davvero, senza paure, senza vincoli, senza giudizi, senza colpe; vivresti pienamente come l'Essere divino che sei, come l'Essere divino incarnato sulla terra, che porta la sua Luce, e lascia scorrere la musica che porta dentro, che porta il cielo in questo mondo, per portarsi le esperienze di questo mondo in cielo, e tornare ancora una volta.
    Autore sconosciuto
    4 min
  • VIVERE IN ARMONIA
    Perché occorre cercare di vivere in armonia? Perché si tratta di uno stato che scatena nell’organismo una serie di reazioni psico-chimiche, e tutti i processi fisiologici si svolgono allora più correttamente. Vivere in armonia significa decidersi a sperimentare le potenze dello spirito, le potenze dell’anima, le potenze del pensiero e del sentimento sul corpo fisico. Quanti demoliscono la propria salute perché continuano a nutrire dentro di sé pensieri e sentimenti caotici! Costoro ignorano che si tratta di forze malefiche che li stanno distruggendo, e continuano a cercare altrove la causa delle proprie malattie. Come far loro capire che spesso sono i loro pensieri e i loro sentimenti a renderli malati? Smettendo di nutrirli ed esercitandosi a introdurre in se stessi l’armonia, a respirarla e a impregnarsene, si sentiranno subito meglio.
    ~Omraam Mikhaël Aïvanhov
    2 min
  • SE UNO SCONOSCIUTO
    Se uno sconosciuto mi chiedesse quali concetti applicare per cambiare la vita qui ed ora, io gli avrei detto questo:
    - Non prenderti troppo sul serio. Dimentica il pensiero che qualcosa nel mondo ha a che fare con te personalmente.
    - Ricordati che ogni tua parola rafforza, riflette e crea la tua essenza. Scegli chi vorresti essere dentro, tutti i giorni, e dire soltanto ciò che potrebbe dire quella persona. Col tempo le parole ti trasformeranno in lei.
    - Tu non provi la realtà, senti soltanto i tuoi pensieri sulla realtà. Permetti alla realtà di passare senza i tuoi pensieri.
    - Qualsiasi cosa tu faccia applicati sempre al 100%. Certe volte otterrai un capolavoro, altre volte farai un buon lavoro che un altro avrebbe fatto meglio. Nel primo caso proverai un vero piacere, nel secondo caso sarai certo di aver fatto il possibile.
    - In questo mondo si arriva senza un’istruzione d’uso. La gente non deve comportarsi di modo che tu stia bene, e questo si riferisce anche a te, anche tu sei venuto senza alcun’istruzione. E anche tu non devi nulla a nessuno.
    (Mikhail Saidov)
    2 min
  • ACCETTAZIONE
    PARLIAMO SPESSO DI ACCETTAZIONE, COSA INTENDIAMO PER ACCETTAZIONE?
    Quando parliamo di Accettare non intendiamo dire subire, reprimersi. Se abbiamo provato a farlo (e tutti lo abbiamo fatto) sappiamo anche quali sono gli effetti di questo comportamento, perchè la conseguenza naturale è esplodere o implodere, e entrambi i risultati sono dolorosi (per noi e/o per gli altri).
    C'è invece una cosa che è estremamente utile, la scelta di non opporsi a quello che succede (che è già successo) e di pensare poi a come agire per risolvere una situazione di difficoltà.
    RICORDIAMO SEMPRE CHE LA PRIMA CAUSA DELLA SOFFERENZA E' IMMAGINARE UNA COSA IN UN MODO E POI ACCORGERCI CHE NON E' IN REALTA' COME AVEVAMO IMMAGINATO
    Accettazione dell'Adesso
    Hai menzionato alcune volte l'«arrendersi». Non mi piace questo concetto. Sembra qualcosa di fatalistico. Se noi accettiamo sempre le cose come so-no, non faremo alcuno sforzo per migliorarle. Mi sembra che lo scopo del progresso, nella nostra vita personale e collettivamente, sia non di accet-tare i limiti del presente ma di sforzarsi di superarli e creare qualcosa di meglio. Se non avessimo fatto così vivremmo ancora nelle caverne. Come possiamo conciliare l'abbandono con la necessità di cambiare le cose e di portarle a termine?
    Per alcune persone l'arrendersi può avere connotazioni negative, che implicano la sconfitta, la rinuncia, il non essere all'altezza delle sfide della vita, l'apatia, eccetera. I
    l vero arrendersi, però, è qualcosa di completamente diverso. Non significa sopportare passivamente la situazione in cui ci si trova e non fare niente in proposito. Né significa smettere di fare progetti o di dare inizio ad azioni positive.
    L'arrendersi è la saggezza, semplice ma profonda di lasciarsi andare anziché opporsi al flusso della vita.
    L'unico punto in cui potete avere esperienza del flusso della vita è l'Adesso, per cui abbandono significa accettare incondizionatamente e senza riserve il momento presente.
    Significa abbandonare la resistenza interiore a ciò che è.
    La resistenza interiore è dire di no a ciò che esiste, attraverso il giudizio mentale e la negatività emotiva.
    Diventa particolarmente pronunciata quando le cose «vanno storte», vale a dire quando vi è un divario fra le esigenze o le rigide aspettative della vostra mente e ciò che esiste. Questo è il divario del dolore.
    Se avete vissuto abbastanza a lungo, saprete che le cose «vanno storte» piuttosto spesso. È precisamente in questi momenti che bisogna praticare l'arrendersi se si vuole eliminare il dolore fisico e morale dalla propria vita.
    L'accettazione di ciò che esiste vi libera immediatamente dall'identificazione con la mente e così vi ricollega all'Essere.
    La resistenza è la mente.
    L'abbandono, l'arrendersi, è un fenomeno puramente interiore.
    Non significa che a livello esteriore non potete intraprendere azioni e modificare la situazione. In effetti non è la situazione complessiva che dovete accettare quando praticate l'abbandono, ma soltanto quel segmento minuscolo chiamato Adesso.
    Per esempio, se siete impantanati nel fango da qualche parte, non dite: «Va bene, mi rassegno a essere impantanato nel fango».
    La rassegnazione non è abbandono.
    Non è necessario accettare una situazione di vita indesiderabile o spiacevole. E nemmeno dovete ingannarvi e dire che non vi è niente di male nell'essere impantanati nel fango. No.
    Voi riconoscete pienamente che volete tirarvene fuori.
    Allora restringete la vostra attenzione al momento presente senza etichettarlo mentalmente in alcun modo.
    Ciò significa che non vi è alcun giudizio sull'Adesso. Pertanto non vi è resistenza, non vi è negatività emozionale.
    Accettate l'«essere così» di questo momento.
    Allora intraprendete un'azione e fate tutto ciò che potete per tirarvi fuori dal fango.
    Una simile azione la chiamo «azione positiva». È molto più efficace dell'azione negativa, che nasce dalla collera, dalla disperazione o dalla frustrazione.
    Finché non ottenete il risult
    5 min

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Tu non sei un essere umano che sta vivendo un'esperienza spirituale. Tu sei un essere spirituale che sta vivendo un esperienza umana. (Wayne W. Dyer)