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Nel racconto delle ore che portarono al 25 aprile 1945, la Liberazione dell’Italia del Nord emerge come il risultato di una lunga tensione tra clandestinità, guerra partigiana, mediazioni politiche e scelte irrevocabili. Attraverso arresti, trattative fallite, insurrezioni cittadine e decisioni drammatiche, si ricostruisce come la Resistenza riuscì a trasformarsi da rete fragile e perseguitata in forza capace di prendere il potere nelle città, ponendo fine al fascismo e aprendo, tra entusiasmi e lacerazioni, la strada all’Italia repubblicana.
La storia di una scultura straordinaria rimasta solo su carta e in un modello di creta perduto.
In un anno segnato da freddo, carestia e guerre, quattro destini si intrecciano mentre il mondo sembra avviarsi alla fine: una donna ossessionata dallo sguardo altrui organizza una festa destinata a trasformarsi in disastro, un uomo colto ma fragile è costretto a cantare la violenza della guerra che lo terrorizza, un intellettuale innamorato scivola verso una rovina assurda, e una vedova affamata di vita insegue il desiderio fino all’autodistruzione. Tra fanatismo religioso, miseria e illusioni, le loro storie mostrano come, anche nell’apocalisse, le passioni private restino grottescamente centrali e irriducibili.
Storia di un incontro tra impero, fede antica e identità: come Roma riuscì a imporsi non solo politicamente, ma spiritualmente, nelle terre del Nilo.
Un uomo cresciuto tra Medio Oriente, Nord America e Occidente osserva il presente mentre una guerra trasmessa in diretta incrina definitivamente le promesse morali del mondo in cui vive. Attraverso ricordi d’infanzia, migrazioni, lutti familiari, vita culturale e paternità, il racconto intreccia biografia e politica per mostrare come il potere usi linguaggio, paura e convenienza per rendere accettabile la violenza. Ne emerge un atto di testimonianza e di rifiuto: non una richiesta di purezza, ma la scelta di non partecipare più a un sistema che pretende neutralità di fronte allo sterminio.
È un viaggio attraverso la vita quotidiana dall’antichità al Novecento, raccontata non dalle grandi battaglie ma dalle domande fondamentali di ogni epoca: come si mangiava, ci si curava, si viaggiava, si amava, si amministrava la giustizia. Attraverso episodi concreti e storie dimenticate, il libro mostra come innovazioni lente – dal pane ai mulini, dalle famiglie ai tribunali, dalle guerre alle credenze – abbiano modellato il mondo moderno. Ne emerge un affresco che rivela quanto il passato fosse duro, creativo e sorprendentemente vicino a noi, illuminando ciò che oggi diamo per scontato.
La protagonista, Antigone, sceglie la fedeltà alla famiglia piuttosto che all’autorità dello Stato, con conseguenze drammatiche.
Il libro ripercorre l’origine e l’evoluzione della civiltà occidentale, mostrando come l’essere umano, grazie alla sua mente plastica e alla capacità di immaginare, abbia costruito società, valori e visioni del mondo che lo distinguono dagli altri viventi. Dalla Grecia a Roma, fino al cristianesimo, si forma un’idea dell’umano fondata su dignità, relazione, libertà e trascendenza. Oggi però questi pilastri sono in affanno: guerre, tecnologie senza guida etica, smarrimento culturale e perdita di senso minacciano la continuità stessa della civiltà. Da qui la proposta di un “breviario esistenziale”, un percorso quotidiano che, attraverso principi primi e riflessioni serali, invita a ritrovare l’orientamento interiore e la possibilità di rinascita, perché ogni persona può cambiare e contribuire al ritorno dell’umano.
Scopri l’epico viaggio di un re deciso a sconfiggere la morte e ottenere l’immortalità… 4000 anni prima che nascesse Ulisse.
La mia vita in musica ripercorre il cammino di Antonio Pappano dalle radici sannite e dall’infanzia londinese, segnata dai sacrifici della famiglia emigrata, fino all’ascesa ai vertici della direzione d’orchestra. Il racconto segue la sua formazione tra Inghilterra e Stati Uniti, l’intenso apprendistato nei teatri europei, l’esperienza creativa e talvolta tempestosa alla Monnaie di Bruxelles, l’approdo alla Royal Opera House di Londra e la lunga collaborazione con l’Accademia di Santa Cecilia. Tra ricordi personali, incontri decisivi, analisi musicali e riflessioni sul mestiere, emerge la storia di un artista che ha costruito la propria identità attraverso lavoro instancabile, curiosità e un profondo senso di responsabilità verso la musica e le nuove generazioni.
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