Storie ribelli - micro storie di ragazzi e ragazze a mafiòpoli con Peppino Impastato.

Storie ribelli - micro storie di ragazzi e ragazze a mafiòpoli con Peppino Impastato.

By Paolo ChircoSociety & Culture
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Storie ribelli - micro storie di ragazzi e ragazze a mafiòpoli con Peppino Impastato. episodes

  • Carnevale alternativo a Cinisi nel 1977

    Un carnevale che è stato anche un momento culturale per noi. L’abbiamo vissuto in maniera alternativa anche nella sala, con i prezzi politici per un panino e una bibita, al minimo per autofinanziarci. Ogni settimana era dedicata ad un tema: indiani, clown … e oltre all’abbigliamento ci si comportava secondo il tema. I balli di coppia erano considerati molto tradizionali per cui si facevano spesso trenini e balli collettivi, balli alternativi si diceva: si ballava, si scherzava, tutto autogestito, con costi minimi e senza nessuno che intendesse specularci. Un carnevale, quello al circolo "Musica e Cultura" nel 1977, trasgressivo, antagonista al carnevale tradizionale. Una sfilata molto coreografica con palloncini ed uno splendido Peppino e tanti altri di noi.

    Così si è pensato di portare l'allegria nelle strade del paese: non un evento che allora, come oggi si svolge nel corso, la via principale, ampia e dritta, ma un evento da fare vivere nelle strade, nei quartieri, con la stessa idea della mostra itinerante svolta in estate: portare la cultura, la musica, l'evento, in tutto il territorio, in mezzo a quella gente che difficilmente usciva da casa per partecipare a quegli eventi che si svolgevano nel corso. C'era in questo anche il tentativo di recuperare una tradizione, la tradizione del carnevale in cui persone vestite in modo fantasioso e con cappuccio, nei pomeriggi di carnevale, giravano per le vie del paese, persone singole o piccoli gruppi, e tanti ragazzini che avevano voglia di ridere e scherzare. Noi eravamo gruppo e come gruppo ci siamo mossi. Un serpentone di persone in maschera ma senza cappuccio, con i volti scoperti, con l'idea mettiamoci la faccia, vestiti un po' da indiani, un po' da negri, un po' da clown, che con delle grandi latte da usare come tamburi, con dei grandi coperchi come grancasse, giravamo per le vie del paese, ballando e cantando. Un gran divertimento che iniziava già dai preparativi, quando i locali del circolo "Musica e Cultura", tra scherzi e risate, si trasformavano in laboratorio da trucco.

    14 min
  • Marcella di radio AUT racconta il convegno di Bologna del '77

    Il 1977 fu un anno molto duro, con scontri violenti  nelle piazze,  con lo Stato che colpiva tutte le forme di dissenso,  criminalizzando ed  arrestando studenti, operai, intellettuali, editori e  giornalisti.  Questo clima di repressione indignò la comunità  internazionale che  diffuse un appello, a firma degli intellettuali  francesi, contro la  repressione e la militarizzazione del territorio.  Questo diede lo  spunto al convegno di tre giorni, tenutosi a Bologna, a cui anche una  rappresentanza del Circolo "Musica e Cultura" e di "Radio AUT"  parteciparono, telefonando in Radio la diretta degli incontri. Peppino  Impastato fu tra questi inviati a Bologna. In questo episodio è Marcella Stagno che racconta a  "Storie ribelli" quella esperienza.

    Dedicato a Giorgiana Masi

    18 min
  • Radio AUT e il convegno di Bologna del '77 - parte seconda

    Il 1977 fu un anno molto duro, con scontri violenti  nelle piazze, con lo Stato che colpiva tutte le forme di dissenso,  criminalizzando ed arrestando studenti, operai, intellettuali, editori e  giornalisti. Questo clima di repressione indignò la comunità  internazionale che diffuse un appello, a firma degli intellettuali  francesi, contro la repressione e la militarizzazione del territorio.  Questo diede lo spunto al convegno di tre giorni, tenutosi a Bologna, a cui anche una rappresentanza del Circolo "Musica e Cultura" e di "Radio AUT" parteciparono, telefonando in Radio la diretta degli incontri. Peppino Impastato fu tra questi inviati a Bologna. Benedetto Cavataio racconta a "Storie ribelli" quella esperienza.

    Dedicato a Francesco Lorusso

    12 min
  • Radio AUT e il convegno di Bologna del '77 - parte prima

    Il 1977 fu un anno molto duro, con scontri violenti nelle piazze, con lo Stato che colpiva tutte le forme di dissenso, criminalizzando ed arrestando studenti, operai, intellettuali, editori e giornalisti. Questo clima di repressione indignò la comunità internazionale che diffuse un appello, a firma degli intellettuali francesi, contro la repressione e la militarizzazione del territorio. Questo diede lo spunto al convegno di tre giorni, tenutosi a Bologna, a cui anche una rappresentanza del Circolo "Musica e Cultura" e di "Radio AUT" parteciparono, telefonando in Radio la diretta degli incontri. Peppino Impastato fu tra questi inviati a Bologna. Benedetto Cavataio racconta a "Storie ribelli" quella esperienza. 

    Dedicato a Francesco Lorusso

    parte prima

    16 min
  • FELICIA: Mia nonna- parte quarta

    Felicia raccontata da chi ha vissuto accanto a Lei il suo dramma ineluttabile di moglie e madre, in perenne equilibrio tra l'essere moglie di un "amico degli amici" e l'essere madre di un figlio che preferisce farsi buttare fuori di casa pur di non stare dalla parte del padre. Anello di congiunzione tra mondi opposti che anche dentro le mura domestiche collidono e si intrecciano in una dicotomia inevitabile e irrisolvibile.

    In esclusiva, la voce di Felicia, tratta dalle audio-cassette del 1984: l'intervista-inchiesta di Anna Puglisi e Umberto Santino che qui raccontano la genesi del libro "la mafia in casa mia", pietra miliare per la comprensione del fenomeno mafioso all'interno e dall'interno della quotidianità familiare.

    La nuora, Felicetta, nel suo intimo rapporto quotidiano, ci racconta della donna madre e della donna rivoluzionaria mentre Luisa, la nipote, ci racconta degli aspetti più intimi, intensi ed oltremodo comuni della donna nonna.

    Giovanni Riccobono narra l'aspetto protettivo e materno  di Felicia verso i compagni di Peppino.

    21 min
  • FELICIA: La mafia incasa mia - terza parte

    Felicia raccontata da chi ha vissuto accanto a Lei il suo dramma ineluttabile di moglie e madre, in perenne equilibrio tra l'essere moglie di un "amico degli amici" e l'essere madre di un figlio che preferisce farsi buttare fuori di casa pur di non stare dalla parte del padre. Anello di congiunzione tra mondi opposti che anche dentro le mura domestiche collidono e si intrecciano in una dicotomia inevitabile e irrisolvibile.

    In esclusiva, la voce di Felicia, tratta dalle audio-cassette del 1984: l'intervista-inchiesta di Anna Puglisi e Umberto Santino che qui raccontano la genesi del libro "la mafia in casa mia", pietra miliare per la comprensione del fenomeno mafioso all'interno e dall'interno della quotidianità familiare.

    La nuora, Felicetta, nel suo intimo rapporto quotidiano, ci racconta della donna madre e della donna rivoluzionaria mentre Luisa, la nipote, ci racconta degli aspetti più intimi, intensi ed oltremodo comuni della donna nonna.

    Giovanni Riccobono narra l'aspetto protettivo e materno  di Felicia verso i compagni di Peppino.

    19 min
  • FELICIA: giustizia, no vendetta - seconda parte

    Felicia raccontata da chi ha vissuto accanto a Lei il suo dramma ineluttabile di moglie e madre, in perenne equilibrio tra l'essere moglie di un "amico degli amici" e l'essere madre di un figlio che preferisce farsi buttare fuori di casa pur di non stare dalla parte del padre. Anello di congiunzione tra mondi opposti che anche dentro le mura domestiche collidono e si intrecciano in una dicotomia inevitabile e irrisolvibile.

    In esclusiva, la voce di Felicia, tratta dalle audio-cassette del 1984: l'intervista-inchiesta di Anna Puglisi e Umberto Santino che qui raccontano la genesi del libro "la mafia in casa mia", pietra miliare per la comprensione del fenomeno mafioso all'interno e dall'interno della quotidianità familiare.

    La nuora, Felicetta, nel suo intimo rapporto quotidiano, ci racconta della donna madre e della donna rivoluzionaria mentre Luisa, la nipote, ci racconta degli aspetti più intimi, intensi ed oltremodo comuni della donna nonna.

    Giovanni Riccobono narra l'aspetto protettivo e materno  di Felicia verso i compagni di Peppino.

    16 min
  • FELICIA: la mamma - parte prima

    Felicia raccontata da chi ha vissuto accanto a Lei il suo dramma ineluttabile di moglie e madre, in perenne equilibrio tra l'essere moglie di un "amico degli amici" e l'essere madre di un figlio che preferisce farsi buttare fuori di casa pur di non stare dalla parte del padre. Anello di congiunzione tra mondi opposti che anche dentro le mura domestiche collidono e si intrecciano in una dicotomia inevitabile e irrisolvibile.

    In esclusiva, la voce di Felicia, tratta dalle audio-cassette del 1984: l'intervista-inchiesta di Anna Puglisi e Umberto Santino che qui raccontano la genesi del libro "La mafia in casa mia", pietra miliare per la comprensione del fenomeno mafioso all'interno e dall'interno della quotidianità familiare.

    La nuora, Felicetta, nel suo intimo rapporto quotidiano, ci racconta della donna madre e della donna rivoluzionaria mentre Luisa, la nipote, ci racconta degli aspetti più intimi, intensi ed oltremodo comuni della donna nonna.

    Giovanni Riccobono narra l'aspetto protettivo e materno  di Felicia verso i compagni di Peppino.



    14 min
  • Lo ZETA 10 - mafia e territorio.
    Lirio Abbate racconta una delle foto della mostra fotografica, con didascalie scritte da #Peppino , che pubblicizzavano gli accordi e le cifre della speculazione sul territorio. La mostra verrà esposta in due edizioni: una prima volta nell'estate del 1977 e portata a spalla per le via principale del paese perchè il sindaco negò l'autorizzazione all'occupazione del suolo pubblico con la scusa di un'altra manifestazione in corso (la festa dell'emigrante). Peppino propose di non posare i pannelli a terra ma di tenerli in mano, a volte poggiati sui piedi ... e fu un successo perchè i pannelli furono portati davanti alle persone sedute davanti casa, nei bar e davanti a tutte le persone in strada per la festa, raggiungendo un pubblico più vasto. La seconda edizione fu nei primi giorni del 1978, pochi giorni prima dell'assassinio di Peppino e fu vista sia dai mafiosi locali che dal maresciallo dei carabinieri. Il risultato è ormai storia.
    17 min
  • Le streghe
    Le Streghe
    Il 24 luglio del 1976 il circolo “Musica e Cultura”, attraverso la sua componente femminile, presenta lo spettacolo teatrale “Le Streghe” del Gruppo Romano Teatro Femminista. Nello spiazzo antistante la scuola elementare “Tenente Anania”, in via Sacramento, si rappresenterà una piece teatrale semplice, con una scenografia povera, fatta di fili stesi dove appendere panni teatralmente lavati al fiume o che, diversamente appesi, simuleranno un bosco o faranno parte di un improvvisato tribunale medioevale dell’inquisizione. Il tema è quello della sottomissione della donna e rappresentato attraverso la metafora della caccia alle streghe. E’ la prima volta che la componente femminile partecipa attivamente alla preparazione di un evento preparando le tessere-biglietto (prezzo “politico” cioè simbolico, di qualche centinaio di lire, ma anche ad offerta libera o … gratis) preparando e distribuendo volantini e cercando un dialogo con le donne del paese che, a leggere dalle pagine del loro diario, non ci sarà. All’interno del gruppo delle ragazze nasce anche un dibattito tra chi avrebbe voluto gestire tutto lo spettacolo da sole, senza l’aiuto dei ragazzi (palco, luci, trasporti, autorizzazioni…) per dimostrare la loro capacità e autonomia, e chi invece ha ritenuto importante questo coinvolgimento maschile come momento di crescita comune.
    Di seguito una rara testimonianza di quell’evento, anzi unica, perché vista e raccontata da chi ha preparato e realizzato lo spettacolo.
    Il testo seguente è stato riadattato dal testo originale “perché le Streghe” dalla rivista EFFE del novembre 1976 e visionabile sul sito:
    https://efferivistafemminista.it/perche-le-streghe/
    14 min

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Per la serie "Una foto una storia", "Documenti sonori" e "Micro-biografie" presento il podcast "Storie Ribelli, micro storie di ragazzi e ragazze a Mafiòpoli con Peppino Impastato". Questo podcast è una piazza virtuale dove, immaginandoci seduti in cerchio, quegli amici e compagni di Peppino condividono le loro esperienze di impegno culturale e politico, usando come pretesto un documento fotografico per raccontare la propria storia.