“Sì, in Svezia lo fanno meglio: lo dicono dati, cifre, elenchi di conquiste civiche nel campo dell’armonia sociale e il notevole calo dei crimini correlati alla prevaricazione su altre persone, alla presunzione di poterne disporre a piacimento. Come ci sono riusciti?
Diffondendo una seria, sana, aperta e completa cultura sessuoaffettiva in tutte le scuole a partire dall’infanzia, con programmi affidati a esperti che hanno accompagnato la maturazione dei giovani cittadini svedesi. Il Paese scandinavo ha introdotto nelle scuole l’insegnamento dell’educazione sessuale fin dal 1955”.
- Gli svedesi lo fanno meglio, 2025
Nel 1960, il presidente americano Dwight D. Eisenhower utilizzò la Svezia come esempio dei pericoli del socialismo, affermando che lo stato sociale aveva condotto il paese a un’orgia di
“peccato, nudità, ubriachezza e suicidio”.
La “reputazione” della Svezia come paese particolarmente promiscuo (tra le altre cose) è da imputare a più fattori, tra cui i film svedesi dell’epoca — molto espliciti per la sensibilità del pubblico internazionale, soprattutto quando non venivano bollati come “pornografici” e quindi fruiti anche da un pubblico generalista. Ancora oggi, in tedesco, “film svedesi” è sinonimo di “porno”. Ma questa reputazione è legata anche al fatto che la Svezia fosse già all’avanguardia nel campo dell’educazione sessuo-affettiva.
In questa puntata di Sul Genere, Sui Generis dialogo con la dott.ssa Flavia Restivo, politologa e attivista, autrice di “Gli svedesi lo fanno meglio” (2025).
Insieme abbiamo parlato di educazione sessuo-affettiva in Svezia e in Italia, di statistiche, di cosa significa essere donna negli spazi pubblici e molto altro.
Con Flavia andremo anche a smontare le dichiarazioni della ministra Eugenia Roccella, che ci invita a rallegrarci di “ogni donna che non viene uccisa”. E lo faremo partendo dalle basi: come si comparano paesi diversi? Come si costruiscono le statistiche? Chi raccoglie i dati?