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In questa puntata, partita da Creta, parlo di strade dissestate, conversazioni scomode e populismo.
Da lì il discorso si sposta su Locke, Rawls e Donna Haraway — tra contratti sociali, veli d’ignoranza e sguardi situati.
Perché la giustizia e la conoscenza non nascono dall’uniformità, ma dal riconoscimento delle differenze.
E no, non siamo “una faccia, una razza:” siamo molti sguardi che imparano, ogni giorno, a guardare meglio.
L’allattamento è un tema che torna ogni anno, soprattutto in occasione della Settimana Mondiale dell’Allattamento, che si è appena conclusa.
Ma in realtà, tutto ciò che riguarda le donne — e in generale i corpi — riguarda anche gli studi di genere.
E tutto ciò che riguarda il corpo è inevitabilmente anche oggetto del femminismo.
Perché parlare di allattamento non significa solo parlare di nutrizione o di salute, ma di lavoro di cura, di disuguaglianze e di valore invisibile.
Pensiamo, per esempio, alle balie: per secoli hanno nutrito i figli di altre donne — spesso più abbienti, spesso più privilegiate — mentre i loro stessi figli venivano lasciati a qualcun altro, o a nessuno.
Una forma di lavoro di cura profondamente fisico e affettivo, ma raramente riconosciuto come tale.
Anche oggi, in modo diverso, l’allattamento resta intrecciato con le strutture sociali e di potere: con chi può permettersi di allattare, chi è costrettə a smettere troppo presto, e chi viene giudicatə per qualsiasi scelta.
Ecco perché ne parliamo (anche) qui: perché il corpo — il corpo che nutre, che produce, che si svuota e si rigenera — è sempre anche un terreno politico.
🤰🏽 account ostetrica Caterina Tenisci https://www.instagram.com/ostetricate?igsh=MTJzOWE4eHd6YXQ3aw==
👩🏻⚕️account pediatra Carla (miniera d’oro per quanto riguarda anche l’autosvezzamento) https://www.instagram.com/pediatracarla?igsh=MXJqcno1c3FqeWd4Ng==
Info grafica Safe Sleep 7 in Italiano https://llli.org/wp-content/uploads/Safe-Sleep-7-infographic-6.pdf
📚 Altre fonti e approfondimenti citati
→ Analisi delle pratiche di marketing predatorio nel settore del latte artificiale
🔗 https://ysph.yale.edu/news-article/experts-call-for-an-end-to-the-exploitative-marketing-used-by-the-baby-formula-milk-industry
→ Inchiesta sulle strategie digitali e psicologiche usate dalle multinazionali del latte artificiale per influenzare le decisioni dei genitori.
🔗 https://edition.cnn.com/2023/02/07/health/baby-formula-marketing
→ Studio accademico sulla storia dello scandalo Nestlé, le conseguenze globali delle sue campagne e la nascita del Codice OMS del 1981.
🔗 https://hshm.yale.edu/sites/default/files/files/Wattana%20senior%20essay%202016.pdf
🔗 https://businessinsider.com/nestles-infant-formula-scandal-2012-6
🔗 https://theguardian.com/business/2018/feb/01/nestle-under-fire-for-marketing-claims-on-baby-milk-formulas
🔗 https://theguardian.com/global-development/2024/apr/17/nestle-adds-sugar-to-infant-milk-sold-in-poorer-countries-report-finds
🔗 https://lemonde.fr/en/international/article/2025/07/01/israel-limits-entry-of-baby-formula-in-gaza-as-infants-die-of-hunger_6742899_4.html
🔗 https://www.aljazeera.com/news/2025/7/31/palestinian-newborns-starving-in-gaza-as-infant-formula-runs-out
In questa puntata parliamo di consenso — non solo nel contesto sessuale o medico, ma in un ambito che, a mio avviso, non viene abbastanza messo in discussione: la presenza dei minori sui social. A partire dai casi sempre più diffusi di teachtokers e insegnanti-influencer, analizziamo perché parlare di “consenso” in questi casi è un falso alibi.
Smontiamo punto per punto cosa significa davvero consenso: informato, libero, esplicito, revocabile e specifico. E vediamo come, quando si tratta di bambini, nessuna di queste condizioni possa essere pienamente rispettata.
Dal caso di un’aspirante educatrice-influencer di Venegono Superiore, fino al fenomeno da quasi 170k followers del maestro Gabriele, riflettiamo su come la nostra società — soprattutto quella italiana — continui a trattare i bambini come se non fossero persone, normalizzando pratiche che ledono la loro dignità.
Il femminismo intersezionale ci ricorda invece che la tutela dei più vulnerabili non è opzionale: è un obbligo politico, sociale ed etico.
🔗 un’ottima analisi sul caso dell’autoproclamata “prof più amata d’Italia” https://www.instagram.com/p/DNnCuJrsCvL/?img_index=15&igsh=MTd2MGRhYTBlYWFiaA==
🔗 link alla prima parte della mia serie di video di critica social(e) e decostruzione del caso del Maestro Gabriele. Instagram https://www.instagram.com/reel/DK7iZHyoKbZ/?igsh=MW9lbjdxMnZ1NGg5Yg== TikTok https://vm.tiktok.com/ZNdg2DQ4U/
Questa puntata mette in discussione le etichette che diamo a vestiti e colori: davvero esistono abiti “da maschio” e “da femmina”? Dal colore rosa,* un tempo colore “unisex”, agli ideali di mascolinità imposti dallo sguardo maschile, fino al peso dell’eteronormatività, esploriamo come ciò che indossiamo rifletta non solo gusti personali ma soprattutto regole sociali e culturali.
* voglio ringraziare anche qui Eva e Daniela per aver condiviso le loro ricerche sulla storia del colore rosa, e vi consiglio di ascoltare il loro podcast Cromatica, Storia e Chimica del Colore 💓
🔗 https://www.ilgiornaledivicenza.it/territorio-vicentino/vicenza/diffonde-foto-di-ragazze-su-siti-hard-ha-patteggiato-due-anni-br-1.9446767/amp
In questo episodio rifletto sull’incertezza legata alla maternità: il sentirsi “on the fence”, sospese tra il desiderio, il dubbio, e la libertà di scegliere. Parlo di esperienze child free, del diritto di cambiare idea e del peso delle aspettative sociali. Un episodio intimo, pensato come spazio di autocoscienza femminista, dove la complessità delle scelte non è giudicata ma ascoltata
Nella puntata di oggi intervisto la Dott.ssa Alice Pomodoro, che ho avuto il piacere di conoscere tramite TikTok (dove la trovate come @alice.pomodoro). Alice è prossima alla laurea magistrale in Studi di Genere, che ha deciso di frequentare a Praga. In questa intervista Alice ci racconta della sua scelta di studiare in Repubblica Ceca, della reazione di famiglia e amici, e della sua esperienza con gli Studi di Genere ✨
In questa puntata affrontiamo due concetti centrali per comprendere la strumentalizzazione politica dei diritti LGBTQI+: pinkwashing e omonazionalismo.
Partendo dalla frase «Ma la comunità LGBT lo sa che in Palestina durerebbe due secondi?» – analizziamo come i diritti civili vengano spesso utilizzati come strumento di propaganda, soprattutto in contesti di guerra e occupazione coloniale.
Parliamo del caso di Israele e del g. in corso a Gaza, smontando la narrazione secondo cui Israele sarebbe un “paradiso queer” in contrapposizione a una Palestina arretrata e intrinsecamente omofoba.
Attraverso esempi concreti, come la foto del soldato con la bandiera pride rilanciata dall’account ufficiale dello Stato di Israele, mettiamo in discussione questa retorica e restituiamo voce alle soggettività queer palestinesi spesso cancellate dal discorso pubblico.
Chiudiamo con una testimonianza anonima da Queering the Map, geolocalizzata a Gaza e scritta pochi mesi dopo l’inizio del genocidio. Ecco la traduzione:
“Ti ho sempre immaginatə e me sedutə al sole, mano nella mano, finalmente liberə.
Parlavamo di tutti i posti in cui saremmo andatə, se solo avessimo potuto.
Ma ora tu non ci sei più.
Se avessi saputo che le bombe che piovevano su di noi ti avrebbero portatə via, avrei detto al mondo quanto ti adoravo, più di ogni altra cosa.
Mi dispiace di essere statə codardə.”
🌈 Buon Pride. A chi resiste. A chi ama, anche sotto le bombe.
🔗 Jasbir Puar, Homonationalism: terrorist assemblages in queer times https://read.dukeupress.edu/books/book/1247/Terrorist-AssemblagesHomonationalism-in-Queer
🔗 Gianmaria Colpani sull’omonazionalismo (in italiano). https://www.academia.edu/21869198/Omonazionalismo_nel_Belpaese
🔗 Su “la prima bandiera del pride mai issata a Gaza” https://www.theguardian.com/world/article/2024/jun/16/queer-palestinians-lgbtq-israel-pride-flags-gaza-conflict-pink-washing
🔗 link al progetto queering the map https://www.queeringthemap.com/
Corpi, peso, grassofobia; ma anche colonialismo e patriarcato: ne parlo con la dott.ssa Roberta Borriello (@mensana_nutrizione), biologa e nutrizionista specializzata in approcci non centrati sul peso. Insieme affrontiamo temi come:
🔗 “Nella scienza medica, infatti, non è possibile individuare un’unica e sola determinante della salute che sia più impattante delle altre, pertanto, il peso non è la causa principale di cattiva salute, ma è piuttosto l’effetto di altre variabili o fattori a costituire le reali cause della malattia, come la genetica (22%), i fattori socio-economici (24%) e ambientali (7%), i comportamenti individuali (36%), tra cui dieta ed esercizio fisico (solo 15%).” link allo studio citato da Roberta https://www.goinvo.com/vision/determinants-of-health/
❤️🍝🔗 Trovate Roberta anche su TikTok https://www.tiktok.com/@mensana_nutrizione?_t=ZN-8whfoCwDCHG&_r=1 e Instagram https://www.instagram.com/mensana_nutrizione?igsh=MXd5N3drY2J0MGttag==
📒🔗 il libro consigliato da Roberta nella puntata di intitola Grass* ed è stato scritto da Elisa Manici https://www.erisedizioni.org/prodotto/grass-elisa-manici/
Disclaimer: in questo episodio cito uno studio del King’s College London secondo cui un terzo delle persone intervistate crede che l’asessualità possa essere curata con la terapia. La percentuale corretta è del 31%. Link allo studio del King’s College: 🔗
In questa puntata apriamo una serie dedicata ai corpi, partendo da una domanda scomoda e necessaria: chi ha il potere di stabilire chi è una donna?
Parliamo di transfobia, di transvestigation e di come il sospetto verso le donne trans finisca per colpire tutte le donne – soprattutto quelle razzializzate, queer, asessuali o semplicemente non conformi agli standard.
Approfondiamo il ruolo di J.K. Rowling come voce di spicco del movimento transfobico globale, il caso emblematico della pugile algerina Imane Khelif, e i meccanismi con cui i corpi femminili vengono sorvegliati, giudicati, esclusi.
Per un femminismo davvero intersezionale, non siamo liberə finché non lo siamo tuttə.
🔗 Sulla deriva TERF di JK Rowling https://theweek.com/feature/1020838/jk-rowlings-transphobia-controversy-a-complete-timeline
🔗 la pagina Wikipedia sulla storia delle operazioni “correttive” ai danni delle persone intersex ha una bibliografia ben curata https://en.m.wikipedia.org/wiki/History_of_intersex_surgery
🔗 sulla transvestigazione (termine che non è ancora molto usato in italiano) https://www.vice.com/en/article/a-wild-investigation-of-transvestigators-the-people-who-think-celebs-are-all-trans/
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