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Sostenibilità a due ruote è il titolo del 61° episodio dei SustainabiliTALKS©.
Il nostro CEO Federico Fioretto incontra Stijn Vriends, CEO di Vittoria Spa, leader mondiale nei pneumatici da bicicletta ad alte prestazioni. Con Stijn scopriamo diversi vantaggi che la sostenibilità porta alla sua azienda.
Questi i temi principali trattati nella puntata e il relativo minutaggio:
Un incontro davvero spumeggiante quello che costituisce la 61° puntata dei SustainabiliTALKS©. Stijn Vriends è un imprenditore olandese che da vent'anni ha deciso di vivere e lavorare in Italia.
Oggi è CEO di Vittoria SpA, leader mondiale dei pneumatici da bicicletta da alte prestazioni.
Con lui discutiamo di alcune strategie, azioni e progetti che l'azienda ha attivato in funzione di migliorare la sostenibilità dei propri prodotti e della propria attività.
Scopriamo così, a beneficio di tanti altri imprenditori, anche in altri settori, che la sostenibilità non solo oggi è necessaria, ma è in grado di generare vantaggi competitivi e profitti economici notevoli. Questo purché l'imprenditore e il management siano competenti, coraggiosi e visionari.
Scopriamo come l'azienda ospite non solo guida il settore verso la riscoperta di una produzione più ecologica, ma che attraverso questa ricerca ha realizzato prodotti che superano i concorrenti in prestazioni.
Così ottenendo di poter far pagare il maggior costo che l'innovazione, per ora ancora con pochi volumi, comporta. Questo senza dover ricorrere a un improbabile "green premium price", la chimera che ancora qualcuno propone come solo vantaggio della sostenibilità.
Creazione di relazioni forti con i rivenditori, modelli di business di servitizzazione (chi l'avrebbe mai detto per i copertoni da bicicletta?) e soprattutto la costruzione di un solido ecosistema sociale che coltiva e allarga la platea dei clienti, presenti e futuri, svolgono anche un utile servizio sociale.
Insomma, una scoperta che crediamo possa dare un sacco di spunti e idee a tanti imprenditori, per indirizzare decisamente le proprie imprese sulla strada della sostenibilità.
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Per dire una parola fine sulla cosiddetta Intelligenza Artificiale e sulle aspettative ragionevoli che possiamo nutrire nei suoi confronti abbiamo intervistato uno dei "padri" del computer e dell'informatica: Federico Faggin, creatore del microchip e della tecnologia del touch screen.
Ecco il minutaglia dei temi principali trattati nell'intervista:
82 anni, lucidissimo, il fisico e imprenditore italiano, che vive dal 1968 negli USA, conosce meglio di chiunque altro la natura e i limiti dei computer. A lui abbiamo chiesto se l'IA possa essere considerata "intelligente" e come sfruttarne meglio i vantaggi, evitandone i rischi.
Faggin ci parla dal triplice punto di vista di un esperto di informatica, di fisica quantistica e del tema della coscienza. Infatti, negli ultimi trent'anni Faggin si dedica anima e corpo allo studio del fenomeno della coscienza, della quale ha sviluppato una teoria avanzata che spiega nel suo ultimo libro "Irriducibile" (che raccomandiamo caldamente di leggere).
Per lui il divario tra intelligenza umana e computer è incolmabile; questo proprio in virtù della diversa natura dei due. Il computer è una macchina classica, deterministica, che può solo lavorare a grande velocità scelte binarie basate sul duo 1-0, individuando al massimo alte probabilità statistiche di corrispondenze simboliche.
L'essere umano, ma anche la singola cellula, sono al contrario "macchine" sia classiche che quantistiche, operando allo stesso tempo nei due modi.
Questo però permette di creare realtà prima non esistenti, in base alla disponibilità del libero arbitrio. Cosa del tutto preclusa al computer, per quanto potente e "intelligente" sia.
Per questo Faggin, in conclusione, invita a ricordare bene questa differenza e che l'uomo è molto di più di una macchina, checché la si voglia chiamare "intelligente".
Dunque l'esortazione è quella di mantenere il controllo sulle nostre vite, usare intelligentemente i computer e le tecnologie dell'IA, ma sapendo che ne trarremo beneficio solo se manterremo la responsabilità di ciò che da esse viene elaborato e definito.
Buon ascolto!
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Rating di sostenibilità: come sta cambiando la percezione della sostenibilità da parte di chi valuta gli investimenti? Nella puntata di oggi il CEO di Exsulting, Federico Fioretto, conversa con Camilla Bossi Associate Director Client Relationship di Morningstar Sustainalytics.
Questi i temi principali e il minutaggio:
- 4,00 Sostenibilità e ESG: quale relazione
.- 9,10 Riforma dei Rating in Europa
- 12,35 dalla compliance alla strategia
- 18,00 Esiste una finanza sostenibile?
- 22,20 La qualità delle informazioni fornite dalle imprese
- 27,20 Quanto rende fare sostenibilità?
- 32,50 Conclusioni
In modo molto spigliato e dalla sua grande esperienza l'ospite di oggi parla senza remore del mondo dei rating di sostenibilità e di come sia sempre più necessario guardare ai due aspetti principali: valore della società investita e rischi di sostenibilità. Un duplice sguardo ancora non chiaro a tutti.
Soprattutto ora che la compliance diviene sempre più complessa, bisogna superare il vecchio paradigma che metteva più attenzione ad essa che al contenuto: a cosa serve la sostenibilità, è la domanda da porsi.
E la risposta non può che essere "a generare valore nel tempo", dunque si, la sostenibilità rende, e tanto.
Ma bisogna avere orizzonti temporali più lunghi di quelli soliti della finanza.
E cominciano a esserci investitori che lo hanno capito.
Buon ascolto!
Come annunciato, ecco il link per l'iscrizione al corso sul Sistema di Gestione Integrata della Sostenibilità© (SGIS©) del 17 Aprile 2024: https://info.alens.it/corso-di-formazione-gestione-integrata-della-sostenibilita
Come vede uno degli investitori più importanti del mondo il tema degli investimenti sostenibili? In questa puntata, ospite Desirée Scarabelli di Pictet, scopriamo il punto di vista dell'investitore su sostenibilità e ESG.
La tracciabilità genetica delle filiere agroalimentari è l'oggetto di questa puntata del podcast.
Tracciare le filiere è diventato oggi un elemento indispensabile per essere in regola con le normative europee sulla sostenibilità. Che si tratti di CSRD, CSDDD, CRMA o altre normative, come la Deforestation prevention, il tracciamento è fondamentale.
Tempo di transizioni efficaci. Questo il titolo del 55° SustainabiliTALKS©. Nell'episodio odierno dei SustainabiliTALKS© parliamo della necessità di essere efficaci nel condurre la transizione richiesta dal nuovo contesto europeo sulla sostenibilità. Ma non solo.
Ne parla nella puntata odierna il nostro CEO Federico Fioretto.
Il quadro europeo posto dalla CSRDD
Bisogna tenere conto, per le imprese europee e quelle extraeuropee con volumi di attività significativi nel continente, della normativa nota come ESRS (European Sustainability Reporting Standards).
In poche parole, questo quadro normativo, obbliga un cambiamento radicale nel modo di affrontare il tema della sostenibilità aziendale. Un modo, diciamolo subito, che per noi di Exsulting, è molto appropriato.
Non scendiamo oggi nel dettaglio. Magari un giorno lo farà la nostra specialista, la collega Siu Lie Tan, una delle voci più autorevoli sul quadro europeo in divenire in Italia e non solo. Ma anche senza scendere nel dettaglio dobbiamo dire che finalmente il quadro europeo obbliga a considerare la sostenibilità aziendale alla stregua di tutti gli altri elementi della strategia aziendale.
Dal prodotto alla strategia globale
Se fino a oggi la maggior parte delle aziende che trattavano la sostenibilità aziendale si limitavano al prodotto, o al massimo ad aspetti di processo strettamente legati al prodotto, oggi non è più possibile.
Né si potrà più considerare la sostenibilità solo come un fatto ambientale, magari limitato alla carbon footprint.
La sostenibilità aziendale deve diventare parte integrante delle strategie globali dell'impresa.
Gli ostacoli alla transizione
Se oggi le imprese sono di fronte a un tempo di transizioni efficaci, dobbiamo considerare che questi passaggi sono sovente ricchi di ostacoli. Le organizzazioni sono fatte di persone e il cambiamento è, da sempre, cosa di cui le persone diffidano.
Paura del nuovo, dubbi, incertezze sugli obiettivi e sulle risorse disponibili sono sicuramente elementi importanti tra questi ostacoli.
Ma dobbiamo ricordare che di fronte a ogni cambiamento, anche se desiderato, ogni persona ha sempre due contrastanti tendenze: una verso il nuovo stato. L'altra, verso la conservazione di uno status quo che, seppure non ideale, è però conosciuto.
Queste due tendenze sono entrambe legittime, naturali in un certo senso. Però bisogna sapere come affrontarle per poter conciliare i bisogni che ne sono alla base. È un conflitto che mina a volte anche transizioni nate sotto i migliori auspici, perfino se indispensabili o vitali.
Ecosistemi per la circolarità
Un aspetto particolare della transizione globale che la nostra economia e la nostra società stanno affrontando è quello della creazione di ecosistemi per la sostenibilità e l'economia circolare.
Infatti, in questo nuovo modello economico, nel quale la sostenibilità aziendale è chiave per la sopravvivenza e il successo dell'iniziativa imprenditoriale, non si può più pensarsi come soggetti lineari. Io sono io, il mio fornitore è un soggetto totalmente separato, il mio cliente è un altro soggetto e ognuno di noi ha un solo legame a monte e uno a valle.
Questi contesti multi stakeholder sono molto delicati e la loro costruzione richiede una sapiente comunicazione e definizione di strategie e strutture operative mutualmente soddisfacenti. Una cosa non facile.
Un metodo per transizioni di successo
Il Metodo CASE®, sviluppato dal nostro CEO e co-fondatore Federico Fioretto, è uno strumento molto efficace a questo proposito. CASE® nasce dal mondo della trasformazione dei conflitti e si avvale di conoscenze di comunicazione, dinamiche sociali e psicologiche, antropologia, neuroscienze e fisica quantistica.
Il Metodo CASE® aiuta i leader di organizzazioni e progetti a "pensare sistemico". Esso tiene conto dell'esigenza di costruire obiettivi e modelli di catene del valore benefici per tutti gli stakeholders coinvolti.
Nell'episodio odierno dei SustainabiliTALKS© parliamo di un tema attualissimo: la cosiddetta Intelligenza Artificiale. Oggi che ChatGPT e i suoi simili possano diventare la soluzione a tutti i nostri problemi. Ma quanto ne sappiamo veramente? Davvero c'è un potenziale tutto positivo? Quali rischi presenta? E quali delusioni probabili?
Materiali innovativi sostenibili sono un mattone fondamentale della transizione alla sostenibilità. Oggi la ricerca e l'innovazione propongono soluzioni di ogni tipo. Alcune sono interessanti, altre meno. Parliamone con la nostra "inviata speciale" nel mondo dei materiali innovativi Luisa Prina Cerai.
In questa conversazione con Philip Morris, Federico Fioretto esplora la transizione alla sostenibilità di una della industrie più controverse: quella del tabacco.
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