“La solitudine che mi ha cresciuto meglio di chiunque”
In questa puntata apro una finestra su quella strana maestra che tutti abbiamo incontrato almeno una volta: la solitudine.
Quella che non ti chiede permesso per entrare, ma che sa educarti come pochi sanno fare.
Racconto come, negli anni, la mia solitudine non è stata solo un vuoto, ma una palestra per l’anima:
un luogo dove ho imparato ad ascoltarmi davvero,
a capire cosa mi mancava e cosa invece era già dentro di me,
solo nascosto sotto qualche ferita mal chiusa.
Parlerò delle mie due nascite,
di come il viaggio dall’altra parte del mondo mi abbia insegnato a rinascere senza fare rumore.
Della poesia trovata a quattordici anni,
delle parole che mi hanno salvato quando non c’era nessuno da chiamare.
E di come il mio percorso, tra ricoveri, cadute e respiri spezzati,
mi abbia insegnato una cosa semplice ma dura:
che certe battaglie le vinci solo quando smetti di scappare da te stesso.
In questa puntata c’è spazio anche per la creatività fatta in casa,
per le canzoni registrate col telefono,
per la voce che ho lanciato nel mondo con un coraggio un po’ ingenuo e un po’ necessario.
E poi ci sono le relazioni:
gli amici persi, quelli veri trovati più tardi,
e l’amore che sa indicarti la strada anche quando ti senti nebbia.
“La solitudine che mi ha cresciuto meglio di chiunque”
non è un elogio al restare soli,
ma un invito a scoprire cosa possiamo diventare
quando impariamo a restarci accanto davvero.