Che cos’è l’arte per Teresa Macrì?
In questa seconda parte di episodio di THE ARTIST, John Pentassuglia indaga sul concetto di bellezza attraverso il racconto del lavoro performativo della Orlan e di Matthew Barney, per poi proseguire con il dualismo arte e danza estrapolato dall'ultimo scritto della Macrì stessa "Stato di incanto. Danza, non-danza, post-danza e performance art". Si passa dal rapporto tra social e arte al concetto di fallimento, dalle diverse forme di protesta al comprendere le nuove dinamiche in cui si colloca lo spazio artistico.
Teresa Macrì (Catanzaro, 1960) è una critica d’arte, curatrice e scrittrice italiana la cui ricerca indaga le tensioni tra arte, corpo, politica e società contemporanea. Attraverso un approccio teorico radicale e interdisciplinare, Macrì interpreta l’arte contemporanea come luogo di trasformazione, scontro e rinegoziazione della soggettività, con un’attenzione particolare alle pratiche performative e alle estetiche del corpo postorganico. Autrice di testi fondamentali nel dibattito critico italiano, ha pubblicato Il corpo postorganico (Costa & Nolan, 1997), Fallimento (Postmedia Books, 2017), Slittamenti della performance. Vol. 1. Anni 1960–2000 (Postmedia Books, 2020) e Stato di incanto. Danza, non-danza, post-danza e performance art (Postmedia Books, 2025). In questi lavori traccia una cartografia teorica che attraversa performance art, postumanesimo, femminismi e culture visuali, indagando la disgregazione dell’identità e le nuove forme di presenza nel mondo postmediale. Teresa Macrì continua a interrogare i linguaggi del corpo e dell’azione, restituendo alla performance e all’immaterialità un ruolo centrale nella comprensione dell’arte di oggi.