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By Riccardo Palombo e Antonio DiniSociety & Culture
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tilde episodes

  • Preservare il digitale // Il viaggio a Buenos Aires // Chi era Gesù?
    E se ci accelerassimo? Perché alla fine i vocali, i podcast, forse anche le serie dovremmo guardarle a 1,5x almeno. O no?

    Note della puntata: https://tilde.show/podcast-26/

    È il dubbio della giornata anche se, diciamocelo, la cosa che emoziona di più i nostri due noti ladri di tè è che è arrivato il pacco dal Giappone. Riccardo apre un nuovo fronte: intanto si è comprato una Dreamcast con GDEmu e spiega bene come funziona tutta quella scena di giochi, hardware e modifiche che stanno aumentando a vista d’occhio negli ultimi anni. Un pochino se ne era occupato anche Antonio nel suo ebook L’impero dei videogiochi che sta per (ri)mettere online. Ha avuto solo un piccolo contrattempo con il docker che gestiva il motorino della sezione “sfoglio” del sito, ma tutto si rimedia, con il tempo.

    Sempre parlando di cose serie, c’è da decidere la dotazione tecnologica di Antonio che tra qualche giorno va a Buenos Aires a far prendere aria alla sua partita Iva. Cosa andrà nello zainetto ultraleggero per due settimane da nomade digitale? L’unica certezza sono il MacBook Air M1 e l’iPhone. Poi Kindle, ReMarkable 2, iPad Mini o forse altro se la litigano con la Ricoh GR II. Intanto, Riccardo si prepara al suo personale tour de force: maratona di Milano e mezza di Orbetello, poi commercializzazione della Marea, che finalmente è pronta.

    Cose da leggere e cose lette: Riccardo ha trovato una grande soddisfazione nel Vagabondo delle stelle di Jack London (gran libro!) e sta divorando Sulle tracce del Nazareno di Adriano Virgili, che è una indagine storica piena di rimandi ai Vangeli ma scritta non per i religiosi, quanto per le persone curiose.

    Antonio invece ha finito di leggere La vita di Vivian Maier di Ann Marks, notevole divorato tutto sull’iPad mini, mentre in rampa di lancio adesso c’è Kiki. Consegne a domicilio (volume uno e due) da cui Hayao Miyazaki ha tirato fuori il film a cartoni animati omonimo (e c’è anche da ricordare The Incredible Tide di Alexander Key, da cui è stato tratto Conan il ragazzo del futuro).

    Così, tra un breve excursus sulla qualità degli adattatori per cuffie analogiche su USB-C, la proposta di fare un video su come si mette Linux sui vecchi Mac e qualche osservazione sulla storia dei Kappa Boys (ma c’era anche una ragazza!) anche questo episodio di Tilde finisce in bellezza.
    39 min
  • Hasselblasky e Nokia // In volo col VR // ChatGPT è il nuovo C64
    Questa volta abbiamo capito tutto: leggere “Cime tempestose” è come leggere Dostoevskij, e altre amenità (soprattutto sulla fotografia)

    → Note della puntata: https://tilde.show/podcast-25/

    I nostri eroi sono decisamente alle prese con la mezza età digitale. Antonio è appena tornato da Nashville (città moderna ma povera e con la solita americanata: questa volta il Partenone in scala 1:1) e ha visto il suo giovane vicino di sedile passare sette ore incollato all’iPad Pro a guardare il walkthrough di Harry Potter - Hogwarts Legacy. Cosa ha imparato? Che si potrebbe fare qualcosa del genere con la realtà virtuale e il metaverso. Lo pensa anche Riccardo che già si immagina a guardare la gente che gioca a Sega Rally.

    C’è chi sperimenta cose strane in realtà virtuale come l’aggeggio di realtà virtuale con i puntali interattivi per le dita. Ma c’è un posto dove sicuramente il metaverso non arriverà (speriamo) e cioè nella pubblica amministrazione, che è già devastata oggi con le sue app sgangherate, figuriamoci come sarebbe dentro la VR.

    Riccardo intanto è ricaduto nel gorgo dei netbook e si è comprato “qualche” Nokia di un bel po’ di anni fa, e ci sta facendo una ‌rice da paura con Alpine Linux: i3, tmux, carica tutto in RAM e su framebuffer per renderlo velocissimo e avere il sistema dentro una chiavetta. Ci vuole un po’ di più per avviare ma poi va come un missile.

    Parliamo anche di tastiere: lo sapete che sono le cyber-chitarre elettriche posmoderne? Le asce digitali? E che sono il vero “strumento” suonato da Antonio e Riccardo. Quest’ultimo sta diventando un vero e proprio cyber-liutaio: ha passato anni a misurare la distanza e l’altezza delle file dei tasti dal bordo delle tastiere dei portatili che ha comprato o provato. Tutta questa sapienza a qualcosa servirà pure, no?

    Intanto, mentre aspettano che arrivino i famosi acquisti dal Giappone (ci vuol pazienza per certe cose), Antonio si è comprato un visore con pentaprisma per la sua vecchia Hasselblad 500C. La macchina è originale, il visore è un clone russo della Kiev 88: la famosa Hasselblaski (nota: nel frattempo è arrivato e va alla grande). Bello scattare a pellicola, per carità, ma Antonio sta aspettando da quindici anni che i dorsi digitali dell’Hasselblad diventino economicamente abbordabili. Prima o poi ce la farà.

    Cose lette a questo giro: Cime tempestose nella nuova traduzione, che secondo Riccardo è come leggere Dostoevskij. Poi L’immagine infedele di Claudio Marra sulla falsa rivoluzione della fotografia digitale (saccente per come è scritto ma l’idea di fondo è buona, dice Antonio) e infine Sapere di Alessandro Carrera (perché la conoscenza è importante e va comunicata).

    Da ultimo, l’intelligenza artificiale: perché ChatGPT è il Commodore 64 della generazione che sta
    nascendo adesso. Lo avranno avuto a disposizione fin dal principio e crescendo lo daranno per scontato. Ma fare arte, la sensibilità artistica, è un’altra cosa e non dipende dalla macchina, analogica o digitale che sia. Invece, bisogna guardare le cose dalla giusta prospettiva, che è quella della strana teoria di Antonio sul cavernicolo con le mani intinte nella pasta colorata che disegna gli animali sulla volta della caverna.

    Tutto si tiene, le tastiere, ChatGPT, la rice di Riccardo che è un ambiente per essere creativi, e la modernità degli antichi romani, che erano gente sofisticata come lo siamo noi. Per dire: è presuntuoso pensare che quelli prima di noi fossero tutti dei pirla e che solo noi abbiamo capito tutto. Non è così, e non è mai stato così.

    Dopodiché, una volta bisognerà riprenderlo per bene, questo maledetto argomento.
    50 min
  • Tokyo vs Milano // Fotocamere razziste // Come (non) fare soldi col software
    Siamo sbarcati nel 2023 e abbiamo subito capito che era come l’anno precedente, solo con nuovi libri da comprare

    → Note della puntata: https://tilde.show/podcast-24/

    Due cari ragazzi che si parlano una volta ogni tanto ma religiosamente a distanza. Per esempio, questa volta Antonio è un po’ in crisi perché sta leggendo poco. Ma Riccardo viene in soccorso con un paio di consigli niente male, come Immaginare le storie di Giulio Mozzi e Valentina Durante oppure l’Harry Potter illustrato da MinaLima. Costicchia, ma non bisogna dimenticare che tra le altre cose belle del Natale c’è che il giorno dopo sui mercatini si trova tantissima roba “usata-ma-nuova” a prezzi molto bassi.

    Non è finita qui, ovviamente. In realtà Antonio qualcosa compra sempre e fa i suoi mucchietti di libri che non legge. Come Ready Player Two di Ernest Cline, il seguito del romanzo diventato il filmone di fantascienza sui metaversi, una raccolta in inglese di cose di Antoine de Saint-Exupéry, lo Schiaccianoci (pardon, The Nutcracker) e soprattutto il libro Emerging Tokyo di Jorge Almazán, che racconta la ricetta magica della capitale giapponese, cioè la sua capacità di essere gigantesca ma non schiacciante grazie a un modo di svilupparsi dal basso molto interessante. Più di quello di Milano, che negli ultimi venti anni si è gentrificata, cioè si è fatta bella, ha cacciato i suoi abitanti e ce ne ha messi di nuovi e più ricchi.

    Riccardo sorride, perché questa volta Antonio con Milano sembra lui quando parla di Roma. Ma si sa che quando ci abiti da un po’ di anni, a una città cominci a volergli bene e quindi ne parli male. A Milano comunque c’è sempre la Hoepli, il tempio del libro, oltre che casa editrice, che vale la pena visitare. L’invito di Antonio è partito: Riccardo lo ascolterà?

    Parliamo d’altro: software. Come si fa a vendere un software che dovrebbe essere open source ma invece, dopo due anni di lavoro, viene proposto a pagamento? Superbacked è questo, una app costosa per creare qualcosa di supersicuro (codici QR per gestire le passphrase) che la community non accetta non sia open source e non vuole pagare. C’è anche il clone in Rust, Hyperbacked. Una vicenda che il titolare di Superbacked, Sun Knusden, spiega così. La domanda a questo punto diventa: come si vende il software, allora?

    Altro tema “scottante”: le fotocamere degli smartphone sono razziste? Se lo chiede uno dei più grossi creator americani (e quindi del mondo), Marquis Bronlee, alias mmkbhd. La risposta non vi piacerà.

    Questo porta a un altro ragionamento sul funzionamento dei siti: se Inps, banca e poste funzionassero come Amazon, tutto il nostro Paese avrebbe fatto un bel salto in avanti. Invece, indovinate con chi ha fatto una convenzione l’agenzia nazionale per la cybersecurity? Inizia con la M e finisce con ft.

    Beh, chiudiamo con un pensiero alternativo, I video di Sprouht, che è andato in giro a chiedere ad anziani scelti a caso per strada quali sono stati i loro più grandi errori e rimpianti. Fate tesoro, gente.
    39 min
  • Riccardo trafficante e Antonio amanuense, ChatGPT, edizioni da collezione
    Puntatona natalizia dove si scoprono cose come l’Odissea in prosa, la voglia di fare libri a mano, e gli NFC mancati.

    Note della puntata: https://tilde.show/podcast-23/

    Prima di parlare della rivoluzione del web ai tempi dell’intelligenza artificiale parliamo dell’home-office di Antonio. Ma voi lo sapevate che Riccardo ha cambiato la vita di Antonio? No? Neanche Riccardo. Però ormai il piccolo studio di Antonio è costruito a immagine e somiglianza di quello di Riccardo. Son cose che capitano anche queste.

    E poi parliamo della rivoluzione del web. Altro che software che mangia il mondo. In realtà il problema è l’intelligenza artificiale che si mangerà tutto, a partire dal web. Crudo e senza neanche condirlo. Perché il web è pieno di cose scritte, e adesso saremo sommersi da quelle tirate fuori a nastro dall’AI. La scrittura di contorno verrà schiacciata e noi ne vedremo delle belle.

    Mica è finita: anche questa è una puntata ricca, come al solito. Alla fine dell’anno gli altri podcast fanno previsioni, raccontano le cose successe e quelle che faranno, e in generale si parla di feste e di relax. Ci si vuole bene. Noi invece no, neanche per sogno, maledetti Toscani che non siamo altri. Sembra un lunedì qualunque. Quindi, si parla di giornali che fanno i furbetti pubblicando le foto prese dalla rete e di troll delle immagini che raccattano soldi minacciando cause ai siti che pubblicano la jpg sbagliata.

    Si parla anche di motori di ricerca. E delle penalizzazioni che il loro strapotere ha portato a tutti i siti. Ma siamo anche usciti dalla nostra bolla tecnologica e Antonio ha parlato della sua cartolina Mostly Happy New Year per i lettori del suo sito (ma la potete prendere anche voi qui, se volete) con l’idea poi di fare anche un libro tutto a mano, perché no. La cartolina è bella, però, e ve la spedisce lui a mano con tanto di francobollo e tutto il resto.

    Ovviamente abbiamo parlato di Elon Musk (come evitarlo?), che sta mettendo sul piatto dei problemi enormi come la privacy, il tracking degli utenti e la loro libertà di espressione, ma in modo assolutamente idiota.

    Ci sono poi i libri, argomento di cui si parla sempre volentieri da queste parti: Riccardo ha finito quello sullo storytelling e sta leggendo Human Hacking pubblicato da Apogeo, un manuale sull’ingegneria sociale. Abbiamo citato Cime tempestose di Emily Brontë, morta a quanto pare assieme alle due sorelle (e al fratello) per via della falda inquinata dal vicino cimitero del loro piccolo paese nella provincia inglese dove vivevano.

    Invece, quell’episodio della caccia alle streghe di Salem a cui fa riferimento Riccardo forse è questo (ma più probabilmente un’altra cosa che non ci ricordiamo). Riccardo poi ha tirato fuori dal cilindro anche Morti favolose degli antichi di Dino Baldi, libro spettacolare sui casi di morte più ammirevoli, impressionanti ed esemplari tratti dall’antichità greca e latina.

    Antonio invece ha scovato una collana che adesso adora: i libri della Penguin Classic formato “telato” (anzi, “clothbound”) creati da Coralie Bickford-Smith, una designer britannica spettacolare e talentuosa, e vorrebbe quasi quasi fare il libro con gli estratti della sua newsletter usando questo tipo di legatura e copertina, ma facendo tutti a mano. Artigianato estremo: dopo la tastiera di Riccardo, potremmo veder arrivare anche il libro di Antonio, insomma. Si prospettano tempi non brevi.

    Tra l’altro, Antonio in questi giorni ha letto Breakfast at Tiffany’s di Truman Capote, che è un libro semplicemente spettacolare, facile da leggere anche in inglese e molto più moderno di quanto non potremmo pensare. E attenzione, attenzione, per leggerlo si è dovuto fare gli occhiali da lettura (ci teneva a farvelo sapere).

    Finiamo parlando di serie da vedere (Wednesday su...
    43 min
  • Allenare la creatività; Twitter e identità online; sceneggiare fumetti, raccontare storie
    Fare lezione stanca, ma anche scrivere: eppure la creatività non si esaurisce mai. E poi un giro di tavolo sui social, tra quelli che ci piacciono e quelli che anche no.

    Siete pronti? Perché nei prossimi 46 minuti sarà un vero ottovolante di temi, libri e ragionamenti vari.

    → Note della puntata: https://tilde.show/podcast-22/

    Intanto, Riccardo è da solo a casa (niente di grave, ma la sua ragazza è bloccata dai genitori con il Covid) e lui può realizzare quel sogno di fare l’eremita cittadino che coltiva da anni. Antonio invece è bello brasato dopo due settimane di lezioni fatte a un corso serale 18-22: insegnare stanca.

    Anche per questo si parla di sforzo fisico e sforzo di creatività: il lavoro di scrittura e l’importanza di “avere una voce” più che di essere tecnicamente esperti. Tante idee, forse un po’ troppe, ma decisamente interessanti.

    Riccardo, poi, ce l’ha con Youtube (e come dargli torto), mentre Antonio cerca di spiegare il suo punto di vista su Twitter, che usa in modo molto basico ma comunque ha un’opinione. Tuttavia Antonio, seguendo la filosofia di riportare le sue parole disperse dentro il recinto del suo sito, con un paio di ricette su IFTT salva una copia di tutto il suo flusso Twitter e Instagram su Dropbox. Sono cose di cui poi non se ne farà mai niente, sia chiaro, però l’idea è buona.

    Poi c’è anche da ragionare un po’ sull’identità digitale: da questo punto di vista Riccardo ha la vista lunga: il futuro è peer-to-peer. Antonio invece è ancora sotto shock perché i suoi studenti sono tutti nati dopo il Duemila. Un po’ fa impressione invecchiare, ammettiamolo.

    Sarà per questo che, tra qualche protesta, lamentazione e commento inacidito, i nostri due ladri di tè alla loro ormai venerandissima età somigliano sempre più a Statler e Waldorf, i due vecchietti del Muppet Show. Anche fisicamente? Un po’ sì, dai.
    47 min
  • Monitor eInk, acquisti in Giappone, libri di James Bond e server di Netflix
    Nonostante un problemino di produzione (ci siamo persi una registrazione) siamo ancora qui, con qualche storia nuova da raccontare

    → Note della puntata: https://tilde.show/podcast-21/

    Tra inghippi fisici di Riccardo, diete di Antonio e qualche disastro nella registrazione precedente andata ahimè perduta, i nostri eroi tornano sulla ribalta dei podcast. E questa volta si è parlato di poco meno di mille e una cosa.

    A cominciare dal buon Antonio, che si stupisce ancora (alla sua tenera età e nel 2022!) di poter comprare degli adesivi a mezzanotte dal letto con il telefonino. E Riccardo che giustamente gli ricorda che la notte il telefonino va tenuto spento, non acceso per di più a letto.

    In questo podcast, voi lo sapete, ci sono come sempre i famosi “momenti libro” e neanche questa volta ci smentiamo. Ad Antonio per esempio arriva il nuovo volume di James Bond in diretta (letteralmente, suona il campanello e c’è il corriere) mentre Riccardo spiega che sta facendo una collezione “usata” di vecchi libri di Giulio Verne: filoni della fantasia, della fantascienza e varie altre cose tutte prese nei mercatini.

    Ma quale sarà il futuro del libro? Secondo Antonio potrebbe essere qualcosa di unico e fatto a mano, come nel finale del terzo film del Signore degli Anelli. È il motivo per cui, per la sua newsletter Mostly Weekly sta preparando qualche sorpresa (cartoline personalizzate? stampa del primo anno della newsletter? rotolini di carta termica con una raccolta di parole giapponesi?) anche se Riccardo ricorda che, ahimè, il 40% di quello che viene spedito per corrispondenza postale va perduto.

    Parlando sempre di libri, Antonio sta finendo di mettere online il primo dei suoi vecchi libri (finalmente!). Il primo è Dino Zei, il mago degli orologi ma il merito è di Riccardo che gli ha indicato il framework da usare (guardatelo, è davvero carino).

    Ancora a proposito di libri: ringraziamo Matteo per aver regalato a Riccardo il libro su Patagonia!

    Ma qui si legge o si parla solo? Beh, Antonio un manga se lo sta leggendo. È Frieren, un manga che racconta cosa succede quando è finita l’avventura, ed è un piccolo gioiello; invece Riccardo sta provando a leggere e scrivere con un monitor eInk costoso ma fenomenale in quanto a resa. Si chiama Boox Mira e se Riccardo lo vende a qualcuno di Milano prima lo manda su ad Antonio, così lo prova un po’ anche lui e poi lo consegna di persona. Che ne dite?

    Fine. Anche questa è stata una puntatona, dentro c’è molto di più di quanto abbiamo messo qui, ma non vogliamo rovinarvi la sorpresa. Invece, avanti tutta, e ricordate di lasciare le recensioni a Tilde sulle app per far andare avanti il nostro. Ma già lo sapete come funziona. Grazie!
    36 min
  • Madrid, la mistica orientale, Apple Watch Ultra, Quantified Self
    Sopravvissuti alla bella stagione con danni contenuti, adesso siamo belli carichi e ne abbiamo di cose da dire!

    Lo sapevate che le trackball si lubrificano con un po’ di grasso del naso? Antonio no, e visto che (forse) gli sudano le orecchie, potrebbe essere una nuova opportunità lavorativa per quest’inverno di crisi che avanza!

    → Note della puntata: https://tilde.show/podcast-20/

    Scherzi a parte (ma neanche poi tanto), dopo una pausa estiva particolarmente intensa siamo tornati. Riccardo con un nuovo microfono dinamico (lo sentite quando parla) e Antonio con un giro a Cupertino a vedere i nuovi aggeggi di Apple appena sfornati da Tim Cook.

    Intanto, sappiate che a Riccardo si è rotta la cancellazione del rumore delle AirPods Pro, mentre Antonio è andato a far flanella a Madrid, cercando locali con estetica Instagram dove scrivere la sua newsletter (ne ha trovati una dozzina). Casomai ve lo steste chiedendo, il trucco per collegare il MacBook al cellulare italiano e non finire i giga del roaming europeo è un’utility che si chiama TripMode, fedele compagna di viaggio da anni.

    Ma Tilde~ non è un podcast in cui si parla solo di fatti nostri: ci sono anche ragionamenti sull’opportunità mancata del software libero per la pubblica amministrazione, la sicurezza dagli attacchi di malintenzionati e un po’ di altre cose che non vi spoileriamo (forse).

    Abbiamo parlato di libri, come al solito: quelli letti da Antonio e quelli letti da Riccardo: la lista è qua sotto. Attenzione, a proposito, che Antonio sta preparando una cosa per pubblicare online i suoi vecchi libri sul sito. Grazie a una dritta di Riccardo, ovviamente. Ma ci vuole ancora un po’ di tempo, vi avvertiamo noi casomai.

    E poi, un po’ alla rinfusa perché sennò vi spoileriamo davvero tutto il podcast: Patagonia, che adesso ha come azionista unico il pianeta Terra; il Watch Ultra di Apple: modaiolo come un Rolex o strumento vero per lo sport? E poi, a cosa serve il Quantified Self? (Spoiler alert: a poco o niente: imparate ad ascoltarvi e a meditare, perché raccogliere solo numeri non serve a niente).

    Infine, visto che non è un vero libro lo citiamo qui: Se Tony Fadell con il suo Build è lo zenith, al nadir c’è Steven Sinofsky che sul suo Substack sta scrivendo in pubblico il libro sulla grande storia di Microsoft vissuta in prima persona. Uno si è inventato l’iPod e l’altro ha fatto uscire Office e Internet Explorer, per dire.

    Insomma, una puntatona che apre la nuova stagione: arriva l’inverno ma noi teniamocela vicina al cuore e andiamo avanti con coraggio! Come sempre, del resto.
    56 min
  • Dove eravamo rimasti?
    Sempre noi, sempre qui: leggermente laggati rispetto alla nostra rispettiva percezione del tempo ma si sa, è anche il nostro bello.

    → Note della puntata: https://tilde.show/podcast-19/

    Una super puntata XL dove abbiamo parlato un po’ di tutto: dal documentario sui Beatles, che è piaciuto parecchio a Riccardo, alla nuova postazione di lavoro di Antonio passando per un bel po’ di libri, intelligenze artificiali, viaggi, M2 e tanto altro.

    Soprattutto: dovevamo fare anche il punto di com’è andato quest’anno. E poi, dopo i viaggi di Antonio (la WWDC di Apple e AWS re:MARS di Amazon durante giugno) e la vacanza in Sicilia di Riccardo, abbiamo anche parlato di libri letti. Trovate la lista qui sotto ma insomma, Autostop con Buddha di Will Ferguson è davvero tanta roba. E potrebbe essere la base per un viaggio in Giappone di Riccardo e Antonio. Ma non per fare la maratona, bensì per comprare videogiochi! Ebbene sì, lo abbiamo ammesso. È l’obiettivo del 2023.

    Abbiamo anche avuto modo di parlare di Apple e della WWDC, i nuovi MacBook Air M2 e soprattutto l’Apple Park: chissà cosa se ne faranno tra cento anni… Mentre Riccardo pianifica l’acquisto di un nuovo MacBook (solo per l’estate), Antonio discetta delle specifiche dei nuovi computer e del loro aspetto estetico.

    E poi libri, libri, libri. Veramente tanti libri (dopotutto è passato un anno). Nel frattempo Antonio ci ricorda che, oltre alla sua newsletter, ha fatto anche un mini programma radio in cui parla di un libro in 5 minuti (si trova qui). Tutto per dire: meglio leggere meno ma meglio.

    Ah, c’è stato anche da parlare di Intelligenza Artificiale: oltre all’intervista, al podcast (entrambi in inglese) e al video di Mr Rip (in italiano), c’è anche la vecchia puntata di Tilde (la 17ª). E cosa abbiamo detto noi? Che queste idee di AI che sono davvero intelligenti è ahimè una presa in giro. E anche i filosofi purtroppo parlano parlano ma non sono mica tanto all’altezza. Forse perché non capiscono l’aspetto tecnico?

    Infine: il sociale su Internet. Non cresce e non ha memoria. I Covid non ci ha insegnato niente. Ma abbiamo un’idea: cercare un’Internet diversa, forse noiosa ma fatta da persone che trattano di cose interessanti e lo fanno per bene. Ad esempio, spiegando senza pregiudizi cosa sta succedendo nel mondo delle cripto. O come fare a mangiare più sano, magari anche un po’ vegano, che tra l’altro fa bene al pianeta. Ce ne saranno di cose da dire, nella nuova stagione di Tilde!
    1 hr 9 min
  • Come abbiamo usato GPT-3: dietro le quinte con l’AI
    Ce l’abbiamo fatta! Abbiamo usato l’intelligenza artificiale di Trenitalia! Anzi no. Stiamo scherzando. La puntata 17 di Tilde è stata condotta dall’intelligenza artificiale di OpenAI, GPT-3, questo lo sapete. È stato un lavorone, ma per capirlo ci vuole qualche spiegazione, sennò sembra davvero che abbiamo giocato con Siri sull’iPhone.

    Note della puntata: https://tilde.show/podcast-18/

    Invece, è un po’ più complicato di così: abbiamo fatto molte più cose e le abbiamo spiegate passo passo in questa che è veramente l’ultima puntata della stagione.

    In questo lungo dietro le quinte, spieghiamo il perché e il percome di tutto. Da dove siamo partiti (c’è anche il trailer che avevamo preparato all’inizio dell’anno per il primo tentativo andato miseramente in buca), come abbiamo operato e poi perché le reti neurali sono una gran cosa e tutto il lavoro di cesello che c’è stato per consentire al computer di esprimersi al meglio delle sue possibilità.

    Attenzione, perché vi spieghiamo non solo come abbiamo fatto a fare la puntata del podcast condotto dall’intelligenza artificiale, ma vi spieghiamo anche come funziona GPT-3 dal punto di vista pratico: non è una cosa che trovate da tutte le parti.

    Alla fine siamo riusciti a fare quel che ci interessava, cioè provarci, capire questa cosa e poi condividerla. Secondo noi la volta scorsa abbiamo tirato fuori una chicca di quelle buone, da spilluzzicare con gusto; ne siamo soddisfatti. Però, prima di salutarci e andare in villeggiatura a ricaricare le batterie, ci siamo messi un attimo anche a parlare di libri per l’estate. Li abbiamo indicati qui sotto.
    43 min
  • Conduce la puntata: l’intelligenza artificiale GPT-3
    Ci siamo riusciti e ne siamo molto orgogliosi: abbiamo fatto condurre un’intera puntata di Tilde all’intelligenza artificiale. In questa puntata il nostro è stato solo un ruolo di intervistati e di tecnici del suono, gestori del mixaggio e facilitatori, ma il “pensiero originale” è quello della rete neurale di GPT-3 in italiano.

    Note dell'episodio: https://tilde.show/podcast-17/

    Abbiamo scelto l’argomento (podcast e libri) e risposto alle domande dell’intervista che la nostra intelligenza artificiale (non abbiamo voluto darle un nome perché i computer si arrabbiano se li antropomorfizzi) ci ha posto e ai commenti che ha fatto dopo aver “capito” le nostre risposte. Abbiamo scelto una voce femminile solo per contrasto con le due nostre maschili, per il resto quello che sentite è stato veramente e solamente “pensato” dalla macchina.

    Non è stato un lavoro facile, intendiamoci: convincere una intelligenza artificiale a fare una cosa complicata come condurre un podcast con due ospiti non è per niente banale e richiede molto lavoro intorno; ve ne parleremo in una puntata di coda a questa prima stagione di Tilde, che arriverà più avanti. Per adesso noi ci si ferma qui. A voi, intanto, giudicare il risultato.

    E ricordate: state ascoltando il primo podcast in Italia (e forse nel mondo) condotto in modo autonomo da una intelligenza artificiale. Oh yeah!
    18 min

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