📖 "Questo libro è scritto col mio sangue vitale!" Scopri come J.R.R. Tolkien rispose alle primissime, storiche critiche sul manoscritto de Il Signore degli Anelli e perché rifiutò sempre l'etichetta di allegoria. 👇
Benvenuti a un nuovo episodio di "Tolkien in lettere", un progetto curato da Sentieri Tolkieniani. Oggi ci immergiamo nell'analisi della Lettera 109, datata 31 luglio 1947 e indirizzata al suo editore Sir Stanley Unwin. Si tratta di una delle missive più lunghe e importanti di sempre, scritta in risposta ai commenti del giovane Rayner Unwin, che aveva letto in anteprima il Libro I de Il Signore degli Anelli esprimendo alcune perplessità.
Ecco i concetti chiave che esploreremo in questo video:
🔹 *Le storiche critiche di Rayner Unwin:* Pur definendo l'opera "una storia brillante e avvincente", il giovane lettore si disse quasi sopraffatto dagli eventi, definendo la trama macabra, molto più intensa rispetto a Lo Hobbit e sollevando dubbi su quale potesse essere il reale pubblico di riferimento (temendo che gli adulti potessero ritenere indecoroso leggerlo).
🔹 *Storia contro Allegoria:* Di fronte al sospetto che la lotta tra luce e oscurità fosse pura allegoria, Tolkien risponde con una tesi famosissima. Spiega che la storia narra eventi reali e concreti, mentre l'allegoria tratta concetti astratti. Sebbene l'Anello possa essere interpretato come un'allegoria del potere del nostro tempo, lo scrittore specifica che questo accade solo perché ogni tipo di potere (magico o meccanico) opera sempre nello stesso modo se preso sul serio.
🔹 *L'orrore reale e la forza degli Hobbit:* Tolkien difende la natura cupa del libro. Ogni romanzo d'invenzione serio deve contenere una trama di paura e orrore per assomigliare alla realtà e non ridursi a mero escapismo. Lo scrittore si dice convinto che non esista orrore che i semplici Hobbit non possano superare grazie alla grazia e al totale rifiuto di scendere a compromessi.
🔹 *Il vero punto debole: il problema psicologico di Gollum:* L'autore accetta le osservazioni sul complesso collegamento tra i due libri, ma individua la vera debolezza in Gollum e nel suo gesto originario di offrire l'Anello in regalo nel vecchio testo dello Hobbit. Per risolvere questa discrepanza psicologica, Tolkien annuncia l'intenzione di voler rimodellare leggermente la vecchia storia nel capitolo V dello Hobbit.
🔹 *Il pubblico di prova di Tolkien:* Chi leggeva i capitoli mentre l'opera cresceva? Oltre a una ristretta cerchia letteraria (C.S. Lewis, Charles Williams e il figlio Christopher), Tolkien svela con orgoglio che il suo pubblico comprendeva un avvocato, un medico oncologo, un anziano ufficiale dell'esercito, una maestra elementare, un artista e un contadino. Il gusto per questo genere non è limitato né dall'età né dalla professione.
🔹 *Un'opera scritta col sangue:* In un momento di enorme confidenza, Tolkien dichiara che la storia è scritta con il suo "sangue vitale" e ammette di desiderare fortemente la pubblicazione, poiché un'arte che rimane solitaria non può essere considerata vera arte.
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