Questa sera volevo parlarvi di un tema che ritengo sia estremamente importante e forse, a questo punto, anche urgente.
Nelle ultime ore, in città, si sono verificati alcuni fatti gravi.
Mi sono giunte diverse segnalazioni di persone che mentre transitano per strada vengono invitate a tornare a casa con tono aggressivo o, peggio, insultate, da persone affacciate al balcone.
In un caso è stato segnalato il lancio di gavettoni.
Le segnalazioni, peraltro, sono giunte da persone che si stavano recando a lavoro a piedi, in un caso, poi, da un’impiegata di un supermercato.
Inoltre i commenti in rete sono letteralmente invasi di persone che hanno messo in piedi una vera e propria caccia a presunti untori.
Vi renderete conto da soli che si tratta di comportamenti irresponsabili, del tutto inaccettabili.
Non può e non deve partire per alcun motivo una assurda caccia all’untore.
Come vi sentireste se poi scopriste che una di queste persone è un medico o un infermiere o un vigile che entra in servizio?
Mi chiedo, è davvero di questo che abbiamo bisogno in questo momento?
Ci facciamo forti cantando dal balcone il nostro Inno nazionale. Quello stesso Inno che ci chiede di “stringerci a coorte”, in gruppo. E che individua la debolezza proprio nell’essere divisi.
Vi chiedo a cuore aperto. Non lasciamo che questo virus ci imbruttisca. Non lasciamo che oltre a dividerci fisicamente ci allontani dall’essere comunità, dall’essere umani.
Non lasciamoci contagiare da un altro virus: quello della rabbia.
Volete fare delle segnalazioni? Grazie, ci sono utili, ma fatele alle Forze dell’Ordine e alla Polizia Municipale. Appellatevi a loro ed esclusivamente a loro. Stanno facendo un lavoro straordinario, senza risparmiarsi presidiando le nostre strade, piazze e parchi.
È già difficile così, senza necessità di ulteriori ostacoli posti da noi.
Abbiamo di fronte a noi un virus molto pericoloso, mortale, che ci espone a immagini profondamente dolorose, come quelle che arrivano da Bergamo e che potrebbero arrivare da altre città.
Restiamo uniti, conserviamo il rispetto, conserviamo lo spirito di comunità. Quando supereremo questo momento - perché lo supereremo - ne usciremo tutti più forti. E più uniti.