L'inflazione USA non scende quanto sperato e i mercati restano in stallo. Se hai obbligazioni a lunga scadenza o stai valutando dove parcheggiare liquidità, questo episodio ti riguarda direttamente.
La misura di inflazione preferita dalla Fed si è attestata al 3,7% ad agosto 2026, invariata rispetto a giugno e sopra le attese degli economisti al 3,6%. Il risultato ha tenuto vive le scommesse su nuovi rialzi dei tassi, spingendo il rendimento del Treasury decennale al 4,65% e quello del Bund tedesco al 3,23%. Sul fronte valutario, il dollaro ha guadagnato terreno: euro a 1,1653, sterlina a 1,3594, yen a 159,35.
Le borse hanno reagito con cautela: S&P 500 quasi invariato, Dow Jones -0,2%, Nasdaq poco mosso. Segnale interessante: l'asta dei Treasury a 5 anni ha registrato un bid/cover di 2,37, il più alto dell'anno, confermando domanda solida sulle scadenze medie. I prezzi del petrolio sono invece scesi, riducendo parte della pressione inflazionistica energetica.
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