Oggi voglio riproporti un altro dei miei primissimi podcast che per me ha un valore emotivo importante: La fucilazione del 3 maggio di Goya.
Non è solo il racconto di un eccidio. È una dichiarazione universale contro la disumanità, un urlo che attraversa i secoli per ricordarci che restare in piedi, anche quando la paura ci divora, è un atto di resistenza e identità. Il protagonista al centro del quadro, con le braccia aperte, ci insegna che ci sono momenti in cui l’unica scelta possibile è affermare ciò che siamo, anche davanti all’inevitabile.
Gli sguardi dei fucilieri, freddi e anonimi, ci parlano dell’indifferenza che può annientare quanto la violenza stessa. Per la crescita personale, quest’opera ci ricorda almeno tre lezioni fondamentali:
- Il coraggio non è l’assenza di paura, ma la decisione di restare fedeli a sé stessi anche sotto pressione.
- Ogni scelta ha un costo, e accettarlo significa assumersi la piena responsabilità di chi siamo.
- La dignità è inviolabile, e nessuno può portarcela via se non gliela consegniamo.
Riascoltare questo episodio significa non solo rivivere un capolavoro dell’arte, ma fare un esercizio di coscienza: chiedersi se, nella nostra vita, stiamo agendo come il protagonista del quadro o se stiamo restando nascosti nell’ombra. Perché il vero cambiamento nasce quando impariamo a scegliere chi vogliamo essere nei momenti in cui il mondo sembra volerci spegnere.