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La quiete è uno stato di tranquillità assoluta, opposto a caos e rumore, turbamento e fatica fisica e mentale.
Le frasi sulla quiete ci parlano dell’immensità del silenzio.
Oggi, chiunque è abituato a caos, rumore e fastidi legati sia al contesto in cui si vive che a quello che si sente a livello interiore. La quiete ed il silenzio esterno sono concetti che si capiscono facilmente, perché prescindono l’assenza di rumore. Differente è il discorso che riguarda la quiete ed il silenzio interiore, che è una condizione soggettiva legata all’assenza di elementi che minano serenità e pace spirituale e mentale.
In un mondo sempre più frenetico, rumoroso e veloce diventa sempre più difficile trovare una quiete ed un silenzio interiori per stabilire una connessione reale e pulita con se stessi. Trovare i propri spazi di pace è fondamentale per vivere con serenità la vita di tutti i giorni, traendo giovamento dal tempo da soli o con gli altri. Per raggiungere lo stato di quiete e di silenzio bisogna ridurre gli stimoli esterni e la loro percezione per concentrarsi soltanto su pensieri ed emozioni, assecondandoli ed ascoltandoli.
Quiete e silenzio esteriori ed interiori sono strettamente correlati tra loro. Oggi, gli stimoli che arrivano dall’ambiente esterno sono molti di più rispetto a quanto avveniva in passato, soprattutto se si vive in una grande città. Il tutto, poi, avviene continuamente con un ritmo a dir poco incalzante. Ecco perché ogni tanto è importante allontanarsi da tutto questo e ricreare uno stato di quiete e di silenzio per rasserenare la mente e lo spirito.
Soffermandosi su ciò che è davvero essenziale, eliminando tutto quello che è dovere ed imposizione è possibile semplificarsi la vita e ritrovare quel silenzio necessario per stare bene con se stessi. Non riuscire ad ottenere la pace interiore provoca uno stato costante di tensione e, a lungo andare, essere sempre tesi porta ad una insofferenza e ad uno stato di inquietudine continuo e latente. Per raggiungere uno stato di quiete ottimale e vivere la propria pace interiore è fondamentale stabilire dei limiti soggettivi sia per gli stimoli esterni che arrivano sia per quanto riguarda regole da rispettare o doveri da portare a termine. Staccare la spina, smettere di farsi influenzare da tutto il resto per ascoltarsi e sentire chiaramente come pensieri ed emozioni possano fare un rumore silenzioso e costante per comunicare sensazioni gradevoli o spiacevoli.
La cultura è un insieme di usi e costumi, una sorta di eredità di tipo storico che caratterizza un gruppo sociale e che definisce i rapporti ed i modi di fare di quel determinato gruppo tra i membri stessi ed il resto del mondo.
Le frasi sulla cultura ci mostrano di cosa si prova a vedere il mondo sotto una luce nuova.
Oggi, in epoca moderna, è più corretto parlare di multiculturalità e non di semplice cultura. L’essere umano riflette sempre meno sulla propria cultura perché facendone parte in maniera diretta tende a darla per scontata. Confrontandosi con altre realtà, abitudini, usi e idee differenti, invece, si realizza e si acquisisce consapevolezza sulla propria identità culturale. In un’epoca in cui le distanze sono diventate sempre più piccole, infatti, non è difficile conoscere una nuova cultura e relazionarsi con essa.
La prima definizione del concetto di cultura risale al 1871 e viene espressa per parlare di conoscenze, credenze, costumi, usi e capacità acquisite dall’essere umano che fa parte di una società. Oggi è difficile parlare di una singola cultura perché la globalizzazione e la facilità negli spostamenti ha reso possibile nuove mescolanze tra diverse popolazioni, ciascuna con i propri ideali e, appunto, la propria cultura. Non esiste una cultura più giusta o più sbagliata di un’altra, ma è importante saper accettare ognuna di essa traendo insegnamenti ed elementi positivi da tutte quelle culture che sono differenti dalla propria.
La cultura è qualcosa che ha molte forme e significati e si rischia di sbagliare cercando di identificare e definire questo concetto in maniera statica e fissa. La cultura, infatti, è qualcosa che si è formato in maniera spontanea, seguendo gli eventi e gli andamenti storici e facendo sue le reazioni delle diverse popolazioni rispetto ad essi. Ne consegue che la nozione di cultura è fortemente influenzata dalla storia, dai cambiamenti nel tempo e persino dal contesto geografico. Il futuro farà cambiare ulteriormente quello che oggi viene inserito sotto il termine di cultura, per questo bisogna mantenere sempre un’indole curiosa ed attenta a quello che ci circonda, con le “antenne” sempre tese per cogliere cambiamenti, novità interessandosi alle innumerevoli culture che popolano questa Terra.
Alzi la mano chi non ama le lodi! Il complimento fa piacere a tutti. Suscita il sorriso, riscalda il cuore, incoraggia l’autostima.
Le frasi sulle lodi non solo ci fanno capire quanto sia importante complimentarsi ma ci danno anche qualche spunto per scrivere un messaggio per celebrare un amico.
La lode non fa bene soltanto ai bambini ma anche agli adulti che vivono in un mondo fatto di dubbi e incertezze. Complimentarsi con qualcuno significa dargli fiducia, mitigarne le paure di fronte alle difficoltà e aiutarlo a credere in se stesso. Tutti questi elementi sono le premesse per una vita ricca di soddisfazioni e per la costruzione di uno stato d’animo perfetto per attraversare le stagioni della vita. Semplice da utilizzare quando tutto va bene, il complimento diventa il viatico per la resilienza. Nei momenti in cui la vita appare come una tempesta senza senso, la lode diventa il lasciapassare per la propria consapevolezza.
Sentirsi apprezzati è un bisogno umano fondamentale ma non solo. Gli scienziati hanno scoperto che ricevere un complimento stimola la corteccia cerebrale che diventa più pronta e reattiva nell’apprendere nuove abilità motorie e comportamenti. La lode segnala all’altra persona che il suo comportamento o il suo lavoro sono stati apprezzati; una buona premessa che incoraggia l’atro a ripetere quella stessa azione nel tempo. Una lode, magari fatta con una citazione famosa, è anche un bel modo per rompere il ghiaccio e iniziare una conversazione, annullando o almeno riducendo l’iniziale distanza.
Il bello della lode e del complimento è che agiscono su un doppio binario perché non fanno bene soltanto a chi li riceve ma anche a chi li fa. Tessere le lodi di qualcuno abitua ogni individuo a guardarsi intorno e cogliere il bicchiere mezzo pieno. È un allenamento costante e intensivo che permette di cogliere a lungo andare le cose belle che ci circondano, a scorgere un alito di positività e di candore perfino nelle situazioni più complicate. Fin dalla notte dei tempi, la natura umana si è concentrata sul negativo. Sembra quasi un fatto atavico, che ci si porta dietro dalle origini dell’uomo sulla terra. Si nota sempre quello che manca, quello che non si è raggiunto piuttosto che l’aspetto positivo, il guizzo di speranza.
Suscitare il sorriso nelle altre persone regala una scarica di endorfine che accrescono la voglia di fare, la fiducia, la sensazione che in fondo la vita ci può regalare qualche bella sorpresa, magari nascosta dietro un angolo. Ma come si fa una lode? Non basta dire grazie o ottimo lavoro. È necessario che la sensazione positiva sia spiegata con le parole giuste, capaci di attraversare indenni la naturale diffidenza umana per depositarsi nell’universo dei ricordi, il luogo più intimo della nostra mente.
In Italia la tradizione vitivinicola è molto antica e spesso, quando si gusta un bel bicchiere di Nebbiolo, di Brunello di Montalcino oppure di Chianti Classico, si ignora quanto remota sia la storia di questa bevanda così inebriante. Nella storia infatti il vino è stato apprezzato non solo per il suo sapore ma anche per l’importanza quasi mistica che ha rivestito in molte civiltà.
Le frasi sul vinello ci raccontano del simbolo del vino a tavola.
Il vino tra storia e mitologia
Il vino, seppure poco raffinato come la versione moderna, era noto ai romani, agli egizi, ai greci e persino ai Babilonesi che nelle famose Tavole di Hammurabi risalenti al 1700 a.C. citano proprio la coltivazione di filari di viti in Mesopotamia.
Viticoltura italiana: una tradizione secolare
Furono principalmente i romani a perfezionare e diffondere la viticoltura in giro per mezzo mondo: pare che nell’Urbe ogni cittadino (non per le donne per le quali il vino era considerato peccaminoso) ne consumasse fino a 200 litri. Era però molto diverso dal vino attuale, in quanto particolarmente dolce, denso e così alcolico che si usava diluirlo con miele o acqua. Nell’operaNaturalis Historia, Plinio il Vecchio indica ben 185 vini presenti a quel tempo, derivanti da circa 80 zone vitivinicole.
La tempesta è quel fenomeno meteorologico di violenta intensità che può arrecare danno alla natura e all’uomo. Nel corso dei secoli però questo turbine, che per molti popoli assumeva un certo significato legato alle loro divinità, si è tradotto anche in una tempesta emotiva legata all’animo e ai sentimenti.
Le frasi sulla tempesta ci parlano sia di quella metaforica che di quella naturale.
La letteratura e l’arte non si sono sprecate nel narrare e rappresentare la tempesta nella sue diverse sfumature, regalando opere che ancora oggi incantano e fanno riflettere.
Il simbolismo della tempesta
La tempesta è una perturbazione caratterizzata da forte vento e spesso anche pioggia o grandine, ma di solito senza quelle scariche elettriche proprie di un temporale. Si forma sulla terraferma o sul mare e da sempre ha suggestionato le civiltà più antiche: ad esempio gli antichi greci pensavano fosse Zeus a scatenare violente tempeste per punire gli uomini mentre per i vichinghi il responsabile era Thor, il figlio del dio Odino. Si pensi anche a Ulisse che viene schernito da Poseidone che, scatenando su di lui una tempesta, ne causa il naufragio.
La tempesta nella storia e nell’arte
Ci sono state tempeste che hanno cambiato il corso della storia, tra le quali quella che nel 480 a.C. causò il naufragio della flotta di Serse salvando la civiltà greca oppure la tempesta della fine del ‘200 che impedì alle flotte mongole di arrivare in Giappone.
Le competenze iniziano a diventare rilevanti quando caratterizzano una persona, quando bisogna assegnare un incarico oppure un ambito posto di lavoro.
Le frasi sulle competenze ci ricordano che imparare é un processo continuo che non finisce mai.
Competenze: non sono mai abbastanza
Quando parliamo di competenze, il termine utilizzato non potrebbe essere più vasto. Cosa intendiamo, infatti, quando ci riferiamo alle competenze? A un bagaglio tecnico-scientifico che portiamo con noi dopo anni di studio oppure di tratta di abilità innate che ci accompagnano sin dai primi anni della nostra esistenza? Possiamo considerare competenze il saper padroneggiare una o più lingue straniere? Certamente sì. Ma la competenza può risiedere anche nell’avere una certa abilità manuale oppure nella capacità di riuscire a leggere e a studiare più materie contemporaneamente. Ciò che è certo, però, è che le competenze fanno parte della nostra vita e, soprattutto nel campo degli studi, più se ne hanno, meglio è. In un mondo che corre alla velocità della luce, infatti, in cui pare non ci sia lo spazio o il momento per riprendere fiato, le competenze possono arrivare a decretare il successo di una persona. Dunque, cerchiamo di possedere quelle giuste che ci consentano di eccellere in ogni campo della vita, per affermarci professionalmente e personalmente.
Quali competenze avere per ottenere successo?
A questa domanda non si può rispondere in modo univoco. Troppe, infatti, sono le inclinazioni personali, i desideri e le aspirazioni che sarebbe davvero impossibile individuare le competenze specifiche per ognuno di noi. Chi desidera diventare un medico, ovviamente, vanterà delle competenze concettualmente differenti da chi vorrà intraprendere la carriera di avvocato, di professore etc. Le competenze, però, raccontano davvero molto di noi e della nostra personalità. Chi riesce a padroneggiare diverse lingue straniere e magari ha studiato anche il greco e il latino, vanta una decisa competenza in campo linguistico e semantico. Lo stesso vale anche per chi ha una forte padronanza in campo manuale, riuscendo a dar vita a qualsiasi tipo di oggetto, riparando e aggiustando tutto ciò che ha smesso di funzionare. Ogni competenza, a ben vedere, è unica nel proprio genere e non esiste una che abbia minor o maggior valore rispetto alle altre.
Le competenze come parametro di giudizio
Talvolta possedere un curriculum accademico di tutto rispetto, non serve allo scopo se poi, all’atto pratico, si mostrano competenze solo teoriche e non anche pratiche. Le competenze offrono un valido metro di giudizio purché siano reali e non inventate.
Con il termine stampa si intende l’insieme delle pubblicazioni a carattere giornalistico aventi lo scopo di diffondere notizie, opinioni, pubblicità. Si tratta quindi di tutto ciò che viene pubblicato, con particolare riferimento a giornali, periodici e libri.
Le frasi sulla stampa ci parlano del mondo dell’informazione.
È dovere dei giornalisti controllare la veridicità delle notizie per evitare rettifiche o querele. Il reato in cui possono incorrere più facilmente è quello di diffamazione a mezzo stampa, anche detto “offesa all’altrui reputazione”. Altri reati in cui rischiano di incorrere sono il vilipendio, l’apologia di reato e la divulgazione di segreti di Stato. La notizia può essere giudicata falsa, cioè senza base di verità, esagerata, cioè alterata nei particolari, o tendenziosa, vale a dire che è stata scritta per indurre chi legge a certe reazioni negative.
L’esigenza di far conoscere tempestivamente le notizie è antichissima, ma prima dell’invenzione della stampa non era nemmeno possibile immaginare un mezzo d’informazione di larga diffusione. Nell’antica Roma, il senato affiggeva o distribuiva nella città e nelle province, in numerose copie a mano, le notizie principali, politiche e militari, i cosiddetti acta diurna (fatti del giorno) e acta senatus (decisioni del senato). Per le altre notizie ci si avvaleva della trasmissione orale e soprattutto di un’intensa corrispondenza scritta. Questo fitto intrecciarsi di notizie ricevette un impulso enorme e una diffusione presso un pubblico ampio e diversificato con l’invenzione della stampa. Da quel momento le gazzette (come venivano chiamate, dal nome di una moneta veneziana, prezzo di uno dei primi giornali apparsi a Venezia nel XVI secolo) iniziarono a pullulare nelle principali città d’Europa.
Caratteristica di queste prime pubblicazioni era il rigoroso controllo da parte del potere politico, esercitato con la censura preventiva. Quest’ultima, del resto, si può dire nata con la stessa invenzione gutemberghiana, essendosi i governi resi conto dell’importanza e della pericolosità del nuovo mezzo di diffusione culturale. Va tuttavia aggiunto che con la censura nacque anche la stampa clandestina di libri, libelli (i cosiddetti pamphlets), stampati e distribuiti di nascosto, con gravissimo rischio per i responsabili. Allo stesso modo, anche nel campo dei giornali, si diffusero spesso fogli anonimi, tanto si veniva sviluppando nel pubblico l’esigenza di conoscere la verità o quella che comunque era l’opinione non governativa sugli avvenimenti della vita politica e sui fatti del giorno. Oggi la stampa è capace di formare l’opinione pubblica, imponendo le idee oltre che diffondendole, spesso incidendo sui governi e condizionandone l’attività.
Le parabole sono racconti che hanno come obiettivo quello di fornire un insegnamento oppure una morale di tipo sociale o religioso, sfruttando una serie di similitudini, metafore oppure allegorie.
Le frasi sulle parabole ci raccontano alcuni degli insegnamenti di Gesù.
Le parabole sono generalmente note per il loro utilizzo religioso, in quanto Gesù Cristo ricorreva spesso a questa forma discorsiva per far comprendere comportamenti da avere o non avere in determinate situazioni.
Nell’ambito religioso le parabole vengono impiegate per far comprendere la Legge di Dio e la sua volontà, oltre che per indirizzare i comportamenti umani verso la bontà e la magnanimità.
Nell’ambito letterario la parabola ha lo stesso significato religioso sostanzialmente perché si tratta di un racconto, generalmente piuttosto breve, raccontato per rendere semplice un concetto complesso oppure per fornire all’interlocutore una qualche forma di insegnamento o di morale. La parola deriva dal latino “parabola” che letteralmente significa “similitudine” e “confronto”. Il sostantivo, inoltre, deriva anche dal verbo “parabállein” che significava “affiancare” e “confrontare”. Proprio le metafore e le allegorie sono il cuore pulsante delle parabole che sfruttano queste figure retoriche per poter chiarire meglio il concetto che desiderano esprimere.
La parabola è un genere letterario diventato famoso sicuramente grazie all’utilizzo nei Vangeli, dove sono narrati tutti i racconti utilizzati dal Cristo per insegnare ai suoi discepoli la giusta via. Alcuni studi hanno analizzato criticamente le parabole descritte nei Testi Sacri arrivando alla conclusione che esse dovrebbero più correttamente essere chiamate allegorie. In realtà, tuttavia, chiamarle parabole non sarebbe scorretto in quanto spesso i due generi letterari si fondono all’interno di un medesimo testo.
Le caratteristiche del genere parabola sono quelle di cominciare sotto forma di un racconto di semplice vita quotidiana in cui viene inserito quasi immediatamente un esempio lampante per sottolineare la realtà e l’argomento a cui si vuole dare risalto. La similitudine diventa il centro pulsante di tutto il racconto, trasformandosi nell’unico vero punto di incontro tra immaginazione e realtà. L’allegoria, invece, si differenzia perché in quel caso i punti di contatto tra immagini e realtà sono molteplici o addirittura l’intero racconto si basa su tutti punti che collegano immaginazione e realtà. Distinguere tra una parabola e un’allegoria non è molto semplice, per questa ragione riferirsi a questo tipo di racconti o a questo genere letterario con un nome oppure un altro non è qualcosa da ritenere sbagliato in alcun modo.
Alzi la mano chi, almeno una volta nella propria vita, non sia stato preda di dubbi e incertezze.
Le frasi sull’incertezza ci raccontano di come l’ignoranza porti con sè un senso di insicurezza e allo stesso tempo di speranza.
Incertezze: perché fanno parte della nostra vita?
Le incertezze, in particolar modo e soprattutto in un periodo così particolare, fanno parte della nostra vita e spesso rappresentano il segnale di qualcosa che non va più bene, di qualcosa che intendiamo cambiare a tutti i costi per essere persone nuove. Ovviamente, però, il cambiamento non è immediato e può richiedere anche molto tempo. In questo periodo di transizione non dobbiamo lasciarci prendere dal panico e dobbiamo iniziare a sfruttare le nostre incertezze e volgerle, finalmente, a nostro vantaggio. Ci sentiamo insicuri e incerti sul nostro percorso lavorativo? Proviamo a cambiare ciò che proprio non ci piace e cerchiamo di trovare il buono in ogni situazione che si presenta. Il nostro fisico non ci soddisfa più? Proviamo un nuovo taglio di capelli, iscriviamoci in palestra, facciamo un po’ di attività fisica e cerchiamo di apprezzare quelli che sono sempre stati i nostri punti di forza.
Incertezze: non sono sempre negative
Quando parliamo di incertezze, molto spesso, tendiamo a conferire al termine un’accezione eminentemente negativa. Questo, però, non è corretto. E i motivi sono molteplici. Avere delle incertezze, infatti, ci rende degli esseri umani a tutti gli effetti: se nessuno è perfetto, perché dovremmo esserlo noi? In secondo luogo, le incertezze fanno parte della nostra crescita personale, rappresentano un momento di confronto anche con il nostro io, con le nostre paure e con le fragilità che ci portiamo dietro. Nessuno di noi può essere considerato il depositario della verità e, pertanto, le incertezze ci aiutano anche ad analizzare tutte quelle situazioni e quelle circostanze che ci appaiono insondabili e insormontabili.
Non lasciamoci condizionare dalle certezze
La vita è sempre degna di essere vissuta. I dolori, le gioie, le delusioni, le paure e le incertezze fanno parte di noi e, dunque, siamo proprio noi a decidere quale svolta dare al nostro percorso. Ovviamente, prendere coscienza e consapevolezza di tutto ciò che ci circonda rappresenta un notevole passo avanti per esorcizzare le nostre paure e tutte le incertezze che ci accompagnano giorno dopo giorno. Le incertezze, non a caso, ci aiutano a maturare, a crescere e a diventare persone decisamente più forti e consapevoli. Dobbiamo tenere sempre a mente che nulla è immutabile: le incertezze possono diventare trasformarsi in solide realtà e consapevolezze.
I drink e i cocktail sono bevande che si ottengono da un mix equilibrato di ingredienti, alcolici e non, e aromi vari. Oltre ad avere una struttura proporzionata, queste miscele devono avere anche un colore ed un profumo bilanciati e coinvolgenti.
Le frasi su drink & cocktail ci raccontano del ruolo dell’alcool nella nostra società.
Drink e cocktail, cosa sono
Non tutti sanno che…
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