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Alcuni li annoverano tra i piaceri della vita, un’arte che fa parte delle delizie della tavola, altri, invece, li reputano una dipendenza dannosa per la salute al pari di cannabis o cocaina. Sono gli alcolici, uno dei fondamenti della nostra società, importanti anche dal punto di vista economico.
Le frasi sugli alcolici ci raccontano del ruolo che l’alcool ha nella nostra società.
Gli studi addossano all’alcol ogni genere di colpe, ma bere, ovviamente con moderazione, può apportare dei benefici. Certa, ad esempio, è l’azione vasodilatante e antiossidante del vino che ne fa un valido strumento di prevenzione di alcune malattie. Gli alcolici si possono degustare sia come aperitivo che come digestivo, l’importante è che la degustazione si svolga in un ambiente tranquillo e che, a prescindere dalla bevanda scelta, si beva a piccoli sorsi cercando di percepire ogni dettaglio sensoriale.
Gli alcolici si dividono in due categorie: bevande fermentate (vino, birra, sidro) e bevande distillate (acquaviti o superalcolici). Tutti gli alcolici contengono alcol etilico, anche detto etanolo, un liquido incolore, molto volatile e infiammabile, che si forma per effetto della fermentazione degli zuccheri. Tali zuccheri, in presenza di funghi microscopici, i saccaromiceti, che secernono enzimi, vengono trasformati in alcol etilico. Durante questo processo si sviluppa un gas, l’anidride carbonica, in modo così tumultuoso che la massa liquida sembra bollire. Il vocabolo alcol proviene dall’arabo al-Kuhl, che indicava una polvere utilizzata per medicare gli occhi oppure per tingersi le ciglia e le sopracciglia. La cultura degli alcolici, e del vino in particolare, è nata nel 6000 a.C. circa, come dimostrano le giare ritrovate in un sito archeologico in Georgia che rappresentano il più remoto esempio di coltivazione della vite allo scopo di produrre vino. Il primato del brindisi più antico spetta a Gadachrili Gora, 50 km a sud della capitale Tbilisi.
Poiché i rischi associati all’alcol sono enormi, è necessario tenerne a bada il consumo. Una piccola dose di alcolici provoca sensazioni piacevoli, dà un senso di euforia, rende più loquaci e fa sentire meno il freddo e la fatica. In realtà tutti questi effetti apparentemente positivi sono dovuti al diminuito controllo che la corteccia cerebrale esercita sui centri nervosi sottostanti. La stessa sensazione di caldo è illusoria: infatti non è che l’organismo bruci più sostanze ricavandone energia, ma si instaura, per effetto dell’alcol, una dilatazione dei piccoli e numerosi vasi cutanei con conseguente dispersione di calore. Purtroppo è frequente che un clochard ubriaco, d’inverno, si addormenti su una panchina e che muoia nella notte per assideramento.
La nostra società tende, purtroppo, a catalogare e distinguere le tipologie di persone. Classificando gli esseri umani in brutti e belli, bravi e cattivi, intelligenti o poco dotati intellettualmente, forti e deboli.
Le frasi sui forti & deboli ci raccontano come queste 2 caratteristiche possono cambiare a seconda della prospettiva.
Ma è davvero così semplice etichettare qualcuno o forse questa mentalità è davvero troppo superficiale e andrebbe rivisto del tutto il metro di giudizio utilizzato?
Forti e deboli: ma cosa significa?
Quando può avvenire questo?
Forti e deboli lo siamo tutti
Il coraggio è una delle qualità umane fondamentali per affrontare quotidianamente la vita. Sia che ci si trovi dinnanzi a piccole sfide che a grandi problemi, il coraggio ci aiuta a trovare la forza per superare qualsiasi ostacolo che all’apparenza potrebbe apparire insormontabile.
Le frasi per trovare il coraggio ci possono aiutare in un momento buio.
Ci vuole coraggio sempre ma può capitare di essere un po’ giù di morale e di non riuscire a trovare in noi quell’energia basilare per riuscire a prendere la situazione in mano e uscirne fuori nel migliore dei modi. Cosa fare dunque? Come si ritrova il coraggio perduto? Leggere delle frasi sul tema può aiutare a ritrovare il giusto equilibrio e riacquistare una fiducia in sé stessi che nemmeno immaginavamo avere nascosta da qualche parte nel nostro animo.
Il coraggio è un tema affrontato spesso dai grandi autori sia del passato che del presente. Ci sono addirittura poeti, scrittori ma anche artisti che hanno incentrato tutta la loro produzione sul tema del coraggio o della sua mancanza totale o parziale.
Ci vuole coraggio per mostrare la propria fragilità e ce ne vuole per affrontare la quotidianità. Ci vuole coraggio per sostenere il peso di una brutta notizia e ce ne vuole per iniziare un nuovo percorso di vita con risvolti incogniti. È una qualità imprescindibile per tutti e tutti ne abbiamo un estremo bisogno in qualsiasi momento e durante l’arco di tutta la vita. Vediamo assieme quali sono le frasi degli autori che hanno affrontato il tema con la loro sensibilità e le loro conoscenze.
In futuro i robot ci permetteranno di liberarci dal giogo della routine lavorativa, ma per il momento è ancora l’intelligenza artificiale ad avere bisogno dell’uomo.
Le frasi sugli androidi ci mostrano le speranze e la paure dello sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Sin dai tempi antichi, l’uomo è stato sedotto dall’idea di qualcosa fatta a sua immagine e somiglianza. Nacquero così gli automi, che trovarono un nome apposito e popolare in robot, a opera di Karel Capek. Il nome deriva da una parola slava che significa “lavoro” e si riferisce ad una macchina in grado di compiere lavori normalmente eseguiti dall’uomo. Quando a un uomo non piace fare una cosa, cerca di farla fare a un altro: in tempi lontani asserviva per questo altri uomini, come gli schiavi, o animali, come il cavallo, il bue, ecc. Un giorno comprese che poteva aiutarsi con delle macchine a cui però egli restava ancora legato, dovendo metterle in moto e seguirne il funzionamento. Alcuni di questi interventi umani sono stati progressivamente eliminati e affidati ad altri meccanismi chiamati automatismi (dal greco autόmaton, “che si muove da sé”).
Le opere di letteratura e di fantascienza pullulano di robot dalle fattezze umane dotati di intelligenza artificiale (quindi non controllata dall’uomo) ai quali, oltre alla forza fisica, vengono attribuiti sentimenti, ora buoni ora cattivi. Quando a un robot viene dato un aspetto umano si parla di androide, termine greco composto da aner andrόs, che vuol dire “uomo”, e eidos, che significa “forma”. Questa nuova generazione di automi potrebbe cambiare il profilo delle nostre vite, rendendole molto più facili e comode in casa e al lavoro, ma pongono interrogativi capitali su realtà e finzione. Quando si parla di intelligenza artificiale inserita in robot con sembianze umane, infatti, si pensa sempre a scenari apocalittici. In realtà, se ben utilizzata, è molto utile per l’uomo.
Sperimentiamo i benefici dell’intelligenza artificiale quando scriviamo un messaggio ad un chatbot, ordiniamo una pizza con un’app o guardiamo una serie tv suggerita dall’apprendimento automatico di Netflix. Senza contare i vantaggi della tecnologia robotica applicata alla medicina, in particolare la possibilità di ridurre l’errore umano.
A nessuno piace sbagliare. E, meno ancora, piace essere colti in fallo quando si è commesso un errore. Le correzioni possono risultare fastidiose, umilianti, creare una situazione di disagio.
Le frasi sulle correzioni ci insegnano a non provare disagio per i nostri errori, ma a imparare da essi.
Gli errori possono ledere l’autostima e far pensare di non essere sufficientemente bravi, preparati, competenti in un determinato ambito o su un particolare argomento. Ma è davvero così? In realtà no. Proprio no!
Il valore delle correzioni
Perché le correzioni sono così importanti
Bisogna ringraziare chi corregge
La paura è un’emozione primordiale e molto utile perché consente di tutelare se stessi da pericoli e situazioni di rischio, diventando una condizione necessaria per sopravvivere.
Le frasi sulla paura dell’incognito ci parlano di questo istinto primordiale.
Nel corso dell’evoluzione umana, l’individuo ha iniziato a convivere con la paura, a riconoscerla e a capire che, una volta superata la minaccia, si cresce e si imparano cose nuove: si riconoscerà in futuro il medesimo pericolo e ci si ricorderà di come è stato affrontato e superato. La paura dell’incognito, però, è qualcosa di diverso perché è legata a qualcosa di cui non si hanno informazioni e che non si conosce. Si tratta di un sentimento che tocca, prima o poi, tutti gli uomini e sembrerebbe essere un timore primario che fa parte della vita. L’imprevedibilità e l’impossibilità di prevedere gli eventi ed il futuro, infatti, causano sentimenti di incertezza che, nei casi più estremi, sfociano in ansia, depressione o frustrazione.
Aver paura dell’incognito è normale, ma questa non deve diventare il centro della vita. L’incertezza viene percepita e la mente “filtra” le informazioni per capire se si tratta di una situazione potenzialmente minacciosa oppure no. Per fare questa valutazione, la rete neurale attinge alle esperienze analoghe del passato. Se non si riescono a trovare indicazioni, allora le informazioni diventano automaticamente un’incognita e quindi una possibile minaccia. Avere paura dell’incognito è una condizione adattativa che consente all’individuo di comportarsi con una certa attenzione e cautela all’interno di situazioni sconosciute. L’aspetto conservativo della paura è importante per impedire di correre rischi non necessari, ma se diventa l’elemento preponderante allora potrebbe finire per compromettere la qualità della vita.
La soluzione risiede nell’imparare a gestire la condizione di paura dell’incognito. Situazioni nuove e cambiamenti non sempre rappresentano qualcosa di negativo, anzi, talvolta si tratta di miglioramenti che porteranno sensazioni positive e felicità. Questo non vuol dire lanciarsi senza pensare alla ricerca continua di qualcosa di ignoto, ma di saper valutare ed accettare la possibilità di cambiare la propria condizione. L’uomo è un animale e, come tale, è dotato di un forte spirito di adattamento che gli consente di adeguarsi piuttosto facilmente anche alle situazioni più critiche. Raggiungere la consapevolezza che l’imprevedibilità è una delle poche certezze della vita è il primo piccolo grande passo per imparare a superare la paura dell’incognito. Accettare che gli eventi, per quanto vengano programmati, non possono essere del tutto previsti ed accettare anche le variabili possibili è un modo per crescere, maturare e vivere la vita in maniera più rilassata e serena.
Mutamenti climatici, sfruttamento delle risorse naturali, inquinamento dei mari, economia circolare, gestione dei rifiuti. Sono alcune delle sfide più urgenti dell’ambientalismo, movimento animato dall’intento di salvare la terra dall’intervento dell’uomo, cancro da estirpare con forza per evitare conseguenze fatali per il destino del pianeta.
Le frasi sull’ambientalismo ci raccontano di quanto sia importante prendersi cura del nostro pianeta.
Con il termine ambientalismo, che si alterna con quello di ecologismo, si intende lo sviluppo della coscienza sociale per la tutela dell’ambiente inteso come luogo, clima, temperatura in cui vivono piante, animali e essere umani in relazione a problemi quali l’inquinamento, la gestione delle risorse e lo sviluppo sostenibile. Alla base di questa ideologia vi è innanzitutto la presa di coscienza che le azioni poste in essere da ciascuno hanno effetti sull’intero pianeta.
Tre le più imponenti sfide in cui sono impegnati gli ambientalisti figurano i cambiamenti climatici, di cui si discute da decenni. Si tratta dell’aumento della temperatura generato dalle emissioni di gas a effetto serra, tra cui l’anidride carbonica (CO2), causate dalle attività inquinanti dell’uomo, come l’impiego di combustibili fossili (petrolio, carbone, gas naturale), gli allevamenti intensivi e la distruzione delle foreste. Per via degli effetti catastrofici che potrebbe avere sul pianeta, tra cui spiccano l’innalzamento del livello del mare, l’aumento dei periodi di intensa siccità e di eventi meteorologici estremi come tempeste e uragani, oggi il problema del riscaldamento globale è al centro di agende politiche, strategie economiche e mobilitazioni di massa. Tale emergenza può essere seriamente affrontata con interventi volti a ridurre le emissioni che alterano il clima da attuare attraverso accordi e politiche internazionali e adottando stili di vita più consoni alla gravità della situazione.
Un altro tema caldo dell’ambientalismo che merita di essere preso in considerazione con urgenza è l’inquinamento dei mari e degli oceani che ha importanti ripercussioni sull’ambiente. Il maggior quantitativo di rifiuti galleggianti si trova vicino alle coste e alla foce dei fiumi, che rappresentano la principale via di trasporto dei rifiuti marini, costituiti in prevalenza da plastica. Le conseguenze sono spiagge ingombre di rifiuti, diminuzione della fauna marina e presenza di sostanze nocive nelle carni dei pesci. Un metodo per porvi un freno è ridurre la produzione di plastica e effettuare correttamente la raccolta differenziata.
In definitiva, ciò che si prefigge l’ambientalismo è un’economia sempre più sostenibile che possa generare un impatto positivo in termini di benessere del pianeta. Tra gli obiettivi chiave di questa corrente c’è il dimezzamento delle emissioni di gas serra, l’approvvigionamento del 100% dell’energia elettrica da fonti rinnovabili, l’uso di imballaggi riciclabili o riutilizzabili e il miglioramento dell’efficienza energetica.
Per districarsi in questo complesso e affascinante gioco che é gli scacchi può essere utile leggere le più celebri citazioni sugli scacchi dei grandi campioni.
Le frasi sugli scacchi ci aprono le porte del mondo delle caselle bianche e nere e delle varie figure.
In molti pensano agli scacchi come a un soprammobile elegante o ad un passatempo per gente noiosa, per “nerd” o per anziani, ma questo longevo gioco da tavolo sta vivendo una nuova fiammata di popolarità grazie soprattutto alla serie tv “La regina degli scacchi” trasmessa su Netflix. Gli scacchi hanno origini antichissime. Una leggenda narra che l’antenato di questo gioco da tavolo, il chatarunga, venne inventato in India fra il IV e il V secolo d.C. da un bramino di nome Sissa per divertire il suo re, perpetuamente annoiato. Le più antiche menzioni del successore del chatarunga, chiamato chatrang, si trovano in poemi persiani del VII secolo che indicano l’India come culla del gioco. Dall’India gli scacchi passarono in Persia e, quando gli Arabi invasero queste regioni, gli scacchi trasmigrarono nell’Africa settentrionale e da qui in Spagna e in Italia all’epoca delle grandi invasioni arabe. Nel X secolo gli scacchi erano già diffusi in quasi tutta Europa.
Il gioco degli scacchi si svolge tra due concorrenti, ciascuno dei quali muove su una tavoletta quadrata divisa in sessantaquattro caselle, la scacchiera, una serie di pezzi dotati di diverse possibilità, cercando di immobilizzare il Re avversario, dandogli cioè “scacco matto”. L’espressione deriva da quella persiana shah mat, che significa “il re è morto”. Ogni serie di pezzi si compone di: un Re, una Donna, due Alfieri, due Cavalli, due Torri e otto Pedoni. Ogni pezzo ha un modo particolare di muovere: il Pedone, per esempio, può avanzare solo verticalmente sulla sua colonna (per catturare però si sposta diagonalmente su una delle colonne adiacenti), il Cavallo si muove a forma di “L”, l’Alfiere in diagonale e così via. Il pezzo più forte della scacchiera è la Donna, che cumula il movimento della Torre e quella dell’Alfiere.
Lo scopo degli scacchi è mettere il Re avversario in condizioni di non poter sfuggire alla cattura. L’offesa al Re nemico deve essere segnalata con l’espressione “scacco al Re”. Il giocatore che ha il Re sotto scacco deve muoverlo, oppure deve parare lo scacco: se ciò non è possibile, è scacco matto e la partita è finita. Quando invece la partita non termina con lo scacco matto o con l’abbandono di uno dei giocatori si dice che è patta. Il gioco degli scacchi necessita di approfonditi studi teorici, una ricca esperienza, intuito e nervi saldi. Le possibilità di combinazioni che si presentano al giocatore sono infinite, servono quindi strategie, tattiche e schemi ben definiti.
Diciamo la verità: a tutti piace ricevere inviti. Che si tratti di una festa, di un compleanno o di un matrimonio, gli inviti hanno il potere di riscaldare il nostro cuore e di renderci immediatamente felici.
Le frasi sugli inviti ci parlano di come sia piacevole passare del tempo in compagnia.
Inviti: sempre una buona occasione per festeggiare
Come abbiamo avuto di anticipare, ricevere un invito fa sempre bene al cuore. Riceverne uno, infatti, ci fa sentire amati e benvoluti, ci fa rendere conto di quanto siamo importanti per la persona che ci tiene in una così alta considerazione. E’ un modo come un altro per farci sentire amati e apprezzati, per renderci parte integrante di un bel momento che l’altra persona ha voluto condividere con noi. Gli inviti, del resto, rappresentano qualcosa di davvero importante, qualcosa che va ben oltre la voglia o il caso di festeggiare. Essi rappresentano la gioia di vivere, la consapevolezza di voler cristallizzare un attimo che potrebbe essere unico e irripetibile. Quante volte, infatti, ci capita di rimpiangere un’occasione persa oppure un invito respinto? La vita, purtroppo, è imprevedibile e, talvolta, sconvolge i nostri piani quando meno ce lo aspettiamo. Ecco perché, quando ci viene recapitato un invito, da qualunque parte esso provenga, non dovremmo perdere troppo tempo nell’accettarlo: un’occasione del genere potrebbe non tornare più.
Quanto conta ricevere un invito?
Ricevere un invito, pertanto, dovrebbe renderci decisamente felici. Soprattutto se l’invito proviene da una persona lontana o magari da una persona con cui c’è stato dell’attrito in passato. L’invito, in questo specifico caso, significa andare avanti e sotterrare per sempre l’ascia da guerra. Sembra quasi un modo per affrancarsi dal dolore del passato, l’occasione giusta per mettere un punto e scrivere una storia completamente nuova. Non dovremmo mai sottovalutare la forza e l’eccezionalità che si celano dietro a un invito: esso diventa il trait d’union tra passato e presente, tra vecchio e nuovo, magari anche tra ragione e sentimento.
Mangiare è una condizione necessaria per la sopravvivenza ed è comune a tutti gli esseri viventi. Negli umani, tuttavia, questa azione non sottintende un semplice bisogno di nutrirsi per motivazione fisiologica ma rappresenta anche un momento legato a sensazioni positive e di piacere.
Le frasi sul mangiare ci raccontano del significato che il cibo assume nella nostra società.
Il cibo è qualcosa in grado di suscitare emozioni, capace di dare gioia al palato e che rilascia tutta una serie di sensazioni benefiche per il corpo e lo spirito.
Inteso come strumento culturale, il cibo diventa un modo per conoscere gli altri senza averne timore, con la totale fiducia nell’offrire e ricevere qualcosa da mangiare. Questo scambio non è qualcosa che mina la propria identità in quanto l’identità è un concetto che non esiste senza confronti che aiutano a rafforzarla. Il cibo è un mezzo che rende facilmente riconoscibili le diverse identità culturali, mentre il fattore della convivialità agevola gli scambi tra le persone, comprese quelle che provengono da luoghi geografici o culture differenti.
Il cibo è qualcosa di profondo che non deve essere vissuto semplicemente come elemento essenziale per nutrirsi e sopravvivere. Dietro ogni piatto si nascondono storie, ricordi, radici da scoprire e da far conoscere agli altri. La curiosità di sperimentare nuove miscele di sapori, creare delle fusioni tra le culture abbinando elementi che provengono da diversi luoghi è una delle esperienze più belle che il cibo è in grado di offrire. Mangiare per piacere è qualcosa di meraviglioso, trasformando una necessità in un momento felice e positivo. Se poi si scelgono i diversi elementi da assaporare con attenzione sarà possibile vivere dei veri e propri viaggi con il palato. Cucinare, infine, è un’altra occasione per lasciar andare la fantasia, sviluppare la creatività e realizzare piatti originali e gustosi da servire alle persone care. La nascita di una ricetta parte dalla selezione degli ingredienti fatta con cura ed amore per trovare materie prime di qualità da lavorare in maniera bilanciata e far godere i sensi e la mente ad ogni boccone.
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