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Con il termine teatro si fa riferimento sia all’edificio destinato a rappresentazioni di opere drammatiche e musicali sia alle rappresentazioni stesse.
Le frasi sul teatro ci raccontano di questa forma d’arte affascinante.
Le origini del teatro si perdono nella notte dei tempi e, anche se in ogni civiltà si è sviluppato in modi e in tempi diversi, è del tutto plausibile pensare che sia nato dovunque come rito religioso e nazionale, come elemento e occasione di celebrazione di qualcosa che appartiene alla comune fede o alla storia. Prescindendo da civiltà molto diverse dalla nostra, come quelle indiana e cinese, il teatro ha avuto origine nella Grecia antica, e precisamente nell’Attica, tra i secoli VIII e VII a.C. La sua nascita si ricollega alle feste in onore del dio Dioniso, al quale era consuetudine sacrificare un capro onde ottenere protezione e benevolenza, intonando un inno detto “tragoidia”, una sommaria forma di dialogo.
La nascita del teatro come arte autonoma, svincolata dalle sue originarie funzioni religiose, si fa risalire al 534 a.C., data della rappresentazione della prima “tragedia” vera e propria. In quell’anno il mitico attore Tespi presentò ad Atene un racconto di cui non è noto l’argomento, interpretando da solo tutti i personaggi che intervenivano e dialogando con il coro. Successivamente furono introdotti altri attori mentre il coro andava riducendo le proprie funzioni a commentatore delle vicende vissute dai personaggi. Parallelamente alla tragedia nacque la commedia (da komoedia, ovvero “canto del villaggio”) e tra i due generi si formò subito una suddivisione di compiti che rispecchiava le diverse origini.
La tragedia, infatti, nella Grecia Antica era sentita come un rito civile, che aveva il compito di educare e di elevare l’uomo attraverso il ricordo e la celebrazione dei grandi miti religiosi e dei grandi eventi nazionali. La commedia, invece, assunse il ruolo di parlare della vita quotidiana, portando sulla scena padroni e servi, soldati e mercanti, padri avari e figli scapestrati. Inoltre sbeffeggiava i difetti degli uomini e giungeva a contrapporre alla solennità di tutto ciò che è autorevole e sacro un senso della vita divertente e impetuoso, derisorio e ribelle, che si fa gioco di tutto rivelando il lato comico e grottesco di ogni cosa. Fin da allora il teatro era visto in due modi profondamente diversi: secondo Platone, l’arte teatrale, per le caratteristiche satiriche e sarcastiche della commedia, andava bandita dalla repubblica ideale in quanto suscitava piaceri volgari e istigava ad uno spirito di irriverenza nei confronti delle autorità. Per Aristotele, invece, il teatro era lo strumento di un’attività educatrice non solo per la sua capacità di rievocare miti ed episodi religiosi e storici, ma anche per l’effetto “catartico” provocato nello spettatore dalla rappresentazioni delle passioni umane.
Un vero e proprio esercito di amici pelosetti e non abita le case degli italiani: dicono le statistiche che il rapporto tra animali d’affezione e popolazione è di 1:1, questo significa che nel nostro paese ci sono più di 60 milioni di piccoli e grandi amici a quattro zampe ma non solo.
Ma cos’è che spinge tante persone a circondarsi di animali? La scienza ci spiega che i benefici della presenza di un animale in una casa sono numerosi e molto importanti.
I bambini crescono più forti e sicuri perchè stare a contatto con un animale col pelo riduce il rischio di sviluppare allergie o asma e aiuta lo sviluppo emotivo e l’empatia. Inoltre, con l’aiuto dei genitori, imparano a prendersi cura di un essere vivente aumentando il senso di responsabilità e acquisiscono la conoscenza di nozioni sull’animale che hanno in casa, sia esso un cane, un gatto, un coniglio, un cocorito o una tartaruga.
In generale gli animali si prendono cura della nostra salute e lo fanno in modo totalmente disinteressato e gratuito: quando siamo a contatto con loro e li accarezziamo lo stress sparisce, la pressione sanguigna diminuisce a favore della buona salute del cuore e il nostro corpo produce endorfine, dei neurotrasmettitori che riducono l’ansia e la tristezza. Ci aiutano anche a tenerci in buona forma fisica, in particolare i cani, che devono essere portati a spasso più volte al giorno e ci costringono a camminare e uscire di casa incentivando anche le interazioni sociali.
Sicuramente chi vive con un animale ha già sperimentato tutti questi benifici direttamente, senza bisogno di aspettare il parere degli scienziati, perché il legame che si crea tra umano e animale è immedato, forte e insostituibile.
Gli eventi sono fatti, avvenimenti o situazioni che si sono realizzati nel passato oppure che potrebbero teoricamente verificarsi in futuro. In genere vengono relazionati con condizioni oggettive o soggettive e quelli futuri sono imprevedibili con certezza assoluta.
Le frasi sugli eventi ci parlano dei momenti fondamentali per la vita.
La vita è interamente composta di momenti ed eventi, alcuni piacevoli, altri meno. Ciascun individuo vive una serie di eventi nella vita, talvolta si tratta di situazioni speciali e uniche come la nascita di un figlio oppure un matrimonio, altre volte si tratta di condizioni straordinari che solitamente non si verificano. Gli eventi ed il loro corso possono condizionare la vita e l’esistenza delle persone. Un evento o avvenimento allegro o felice possono modificare il modo di vivere determinate esperienze ad esempio.
La vita e la salute mentale non sono sempre costanti nel tempo ma si evolvono ed adattano ai cambiamenti che inevitabilmente fanno parte della vita. Gli eventi possono rappresentare degli scogli e delle sfide da compiere per poter poi raggiungere gli obiettivi o semplicemente dei momenti precisi dell’esistenza nei quali è necessario adattarsi e modificare visioni e comportamenti.
Gli eventi del passato, ovviamente, non possono essere modificati e quindi su quelli diventa quasi inutile focalizzarsi eccessivamente. Da quelli, però, si può imparare qualcosa. Dopo aver vissuto un’esperienza o un evento di qualsiasi tipo, inevitabilmente ci si troverà più pronti e preparati in futuro qualora fosse necessario affrontare nuovamente situazioni analoghe. Per quanto riguarda gli eventi futuri, invece, occorre cercare di fare in modo che le circostanze siano le più favorevoli possibili per se stessi ma tenendo sempre presente che il futuro non può essere sempre controllato e che gli eventi fuori dal controllo umano non devono diventare motivo di frustrazione.
La gioia è un’emozione molto forte, capace di migliorare la vita, spingendo l’individuo verso una crescita interiore.
Le frasi sull’esultanza ci raccontano di come la vita sia bella e meriti di essere festeggiata, essendo felici.
Nell’ideale comune, gioia e felicità sono sensazioni simili e piuttosto intercambiabili anche se secondo gli studi, la prima è un’emozione, mentre l’altra è più definibile come sentimento, sotto il quale poi si nascondono altre emozioni positive (come la gioia, appunto, ma anche l’allegria, la spensieratezza, e così via). La felicità, poi, cambia a seconda del contesto culturale e sociale nel quale si vive. Nella società individuale, ad esempio, essa spesso combacia con il raggiungimento di obiettivi personali e professionali, mentre in altri contesti essa è vissuta a livello più collettivo e condiviso.
Nei bambini, la gioia, è un’emozione primordiale che indica ed esprime benessere. Quando ci si sente felici e gioiosi, a livello cerebrale il cervello esulta letteralmente. Si attivano delle aree specifiche strettamente correlate alla sensazione di piacere e benessere interiore, mentre le reazioni esterne si manifestano piuttosto palesemente con sorrisi, facce più rilassate e sguardo vivace. Già da neonati, la gioia è una delle primissime emozioni che i piccoli sono in grado di provare ed esprimere, diventando un potentissimo mezzo per comunicare con gli adulti. Le emozioni fanno parte della componente evolutiva dell’uomo, sono state selezionate nel corso dei secoli come strumento per trasmettere agli altri lo stato d’animo. La gioia, in particolare, è un’emozione che scaturisce dalla presenza di situazioni e stimoli particolari coerenti con le proprie necessità personali e collettive.
La gioia, pur essendo un’emozione primordiale, deve essere “alimentata” e stimolata. Ciascuna persona dovrebbe svolgere una sorta di allenamento alla positività, nutrendo la mente e lo spirito di belle sensazioni, ricercando il piacere in tutto quello che suscita benessere. Bloccare a lungo le manifestazioni emotive di gioia ed in generale quelle positive mette “sotto sforzo” gli organi cerebrali e alla lunga possono persino manifestarsi problemi mentali e psichici come l’ansia o la depressione. Riconoscere e vivere le emozioni è fondamentale per tenere allenata la mente, per vivere la gioia in maniera piena, inoltre, è importante vivere, interiorizzare ed infine anche lasciar passare e andare le sensazioni e le emozioni negative, come la tristezza o l’amarezza. Capire ed imparare come gestire le diverse emozioni,, infatti, aiuta a sviluppare e mantenere l’intelligenza emotiva dell’individuo permettendogli di vivere la vita in modo più consapevole, equilibrato e sereno.
La tristezza è un’emozione che porta a vivere le situazioni con una profonda sensazione di vuoto che però aiuta a comprendere un po’ meglio se stessi e le proprie necessità. Molte volte la tristezza viene celata, nascosta tra i sorrisi.
Le frasi sulla scontentezza ci raccontano del lato triste della vita.
Può capitare che il periodo nel quale ci si sente tristi possa durare più o meno a lungo, come è altrettanto vero che la scontentezza e la tristezza sono emozioni che vanno e vengono. A volte si viene presi di sorpresa dalla tristezza, senza un reale motivo o spiegazione.
Ogni persona affronta e vive la tristezza in modo diverso, c’è chi preferisce restare in silenzio e chi nasconde l’emozione dietro una parvenza di allegria e normalità. La tristezza fa parte della vita ed è indubbiamente una delle emozioni più comuni e al tempo stesso complesse che ci siano. A volte, quando si trova il coraggio di esternare o comunicare a qualcuno la sensazione di sentirsi tristi si viene immediatamente “consolati” con delle frasi di circostanza che, però, non fanno altro che sortire l’effetto opposto. La tristezza deve essere compresa, vissuta e fatta propria prima di poter tornare a sorridere e a stare bene.
Si tende a considerare la tristezza come se fosse un’emozione totalmente negativa, ma non sempre questo è vero. A volte ci si sente tristi e abbattuti, quasi apatici senza un reale motivo ma solo perché si ha bisogno di restare soli con i propri pensieri. A far scaturire l’emozione della tristezza possono essere tanti fattori, da un lutto ad un fallimento, da una delusione alla fine di una relazione d’amicizia o d’amore. Nel momento in cui il cervello “si fa carico” di quanto è accaduto ecco che ci si sente tristi, ma si tratta comunque di un momento necessario per poter elaborare l’avvenimento ed interiorizzarlo. La tristezza può anche giungere dopo l’analisi di un elemento del passato o del presente che porta a venire sopraffatti da una serie di sensazioni negative. Altre volte, invece, la scontentezza può non avere cause emotive ma essere legata a un’apatia generale, ad una mancanza di energia o addirittura dal meteo. Vivere la tristezza, piangere, elaborare la sofferenza e farla propria sono passaggi fondamentali. Non bisogna mai sopprimere la sensazione di amarezza o di tristezza ma bisogna fare in modo che questa venga sfogata. Soltanto in questo modo sarà possibile tornare a sorridere e a vivere la vita più serenamente. Pensare alla tristezza solo e soltanto come un’emozione brutta non fa che amplificare la sensazione di negatività, mentre viverla permette di riconoscersi ed ascoltarsi totalmente.
Il presente è un tempo definito, indicato come un momento preciso, ossia quello che si sta vivendo giorno dopo giorno.
Le frasi sul presente ci invogliano a cogliere l’attimo e godersi il momento.
Il presente è un dono preziosissimo, non a caso la parola “presente” significa anche “regalo”. Si tratta di un qualcosa che tutti dovrebbero vivere a pieno, imparando dagli errori e dalle esperienze del passato per potersi poi preparare al meglio e proiettarsi nel futuro.
Viversi il presente è una consapevolezza che chiunque ha, anche se poi nel concreto si fa davvero molto poco per seguire questa attitudine. Spesso la fretta, il lavoro, gli impegni e lo stress rendono i giorni sempre uguali, tolgono tempo prezioso ed impediscono di gioire delle felicità quotidiane che appartengono al tempo presente. Ci si ricorda dell’importanza di questo momento quando si acquista la consapevolezza di quanto sia importante focalizzare l’attenzione sul qui ed ora.
L’essere umano, per sua natura e per l’istinto a pianificare qualsiasi cosa, tende molto spesso a dimenticare e sacrificare il presente focalizzando eccessivamente l’attenzione sul futuro, un tempo sul quale però non ha alcun controllo. Il qui ed ora, invece, è l’unico momento su cui occorre concentrarsi, quello nel quale si può trovare il senso della vita e la propria felicità.
Pensare sempre al futuro in maniera ossessiva distoglie l’attenzione dal presente, facendo persino perdere di vista obiettivi e risultati raggiunti. Questo modo di vivere non permette di godersi successi e soddisfazioni, generando ansia e frustrazione perché si è spinti a voler sempre superare tutto e andare oltre, guardando in avanti.
Il tempo è un concetto tanto potente quanto effimero, difficile da vivere ed assaporare. Quello che rende tutto differente è come questo tempo venga percepito. L’individuo troppo spesso tende a dare maggiore importanza al passato e al futuro, dimenticandosi totalmente del presente. In questa visione del tempo e della vita il presente passa talmente veloce che spesso non ci si accorge neppure di lui.
Non bisogna dimenticarsi del passato e non si deve nemmeno ignorare il futuro ovviamente. Il passato, infatti, con le sue esperienze aiuta a capire come andare avanti, mentre il futuro stimola e spinge a migliorarsi costantemente per raggiungere traguardi e obiettivi importanti, facendo anche sognare ad occhi aperti. In questa visione, la fuga dal presente avviene quasi sempre in maniera inconsapevole. Ciò accade perché si tende ad idealizzare il futuro anche se quel momento appare lontanissimo, così quando poi arriverà si rischia di rimanere delusi e con “un pugno di mosche”.
Il futuro fa paura, spaventa perché incerto e pure non possiamo fare a meno di sperare che il nuovo giorno ci porti qualcosa di meglio.
Le frasi sul futuro ci raccontano di come siamo portati a sperare in un futuro migliore.
Il passato non si può cambiare, il presente deve essere vissuto, ma cosa ci aspetta nel futuro? Dagli inizi della società, le persone hanno provato a trovare la risposta a questa domanda nelle stelle, leggendo nella disposizione dei pianeti profezie ed eventi. Gli antichi provavano a leggere i segni della natura interpretandoli come messaggi degli dei, che avrebbero potuto aiutarli nella vita comunque. C’è chi intraprendeva lunghi viaggi per chiedere agli oracoli, cosa il futuro avesse in servo per loro. Ma anche gli antichi sapevano che la lettura del futuro può essere pericolosa, e infatti la storia di Edipo nasce dalla ricerca ossessiva di voler cambiare il futuro per il meglio.
Anche oggi ci affidiamo a oroscopi e veggenti, per sapere cosa il futuro ci riserva. Per prepararci in anticipo o provare a cambiare quello che sembra inevitabile. La verità è il futuro viene costruito giorno per giorno e nessuno può prevederlo. Secondo la religione di cristiana, tutto quello che ci aspetta è volere di un Dio, ma questo lo rende inevitabile. Siamo noi i fautori del nostro destino, e finché ci si impegna e si lavora sodo per raggiungere i nostri obiettivi, nonostante gli ostacoli che si possono presentare durante il nostro percorso, alla fine riceveremo ciò che ci spetta e che ci siamo guadagnati.
Farfalle nello stomaco, ginocchia tremanti, il cuore che fa un piccolo e impercettibile salto: va in scena l’amore, signore e signori. Quella piccola freccia scagliata da un passionale ma a volte sbadato Cupido colpisce a caso e non ci dà nessuna via d’uscita.
Le frasi sui compagni di vita ci raccontano di una vita passata con una persona amata.
L’amope quando arriva è dotato di una forza che lo rende una fortezza inespugnabile. Ed ecco che quella persona incontrata per caso sul tram, in una strada in centro o l’amico che abbiamo accanto da una vita diventano il compagno di vita. Non ha importanza quanto dura l’amore, quello che conta è viverlo fino in fondo.
I compagni di vita sono le due metà precise di una coperta che tiene calde le mani quando gli inverni della vita sconvolgono le giornate. Diventano lenzuola trasparenti da tenere in un angolo della stanza quando la quotidianità sorride e non ferisce; diventano scampoli di stoffa disordinati quando il caso o la volontà allontano senza possibilità di ritorno. Il compagno di vita lo riconosciamo subito. Non ha il mantello azzurro ma basta una parola, uno sguardo o una stretta di mano diversa per capire che finalmente è arrivato. Da quel momento in poi niente sarà più lo stesso. La strada si fa più lieve, gli ostacoli si allontanano o forse li superiamo con maggiore facilità. Scrutiamo il cielo cercando un segno, una luce che ci conforti e ci faccia capire che quella è la persona giusta per noi. Un petalo, una piuma, un oggetto a forma di cuore trovati per caso bastano a scaldarci il cuore e ci convincono che l’amore finalmente ha aperto le sue braccia.
Durerà, non durerà.. ma che importanza ha? Il futuro non esiste, quello che possiamo toccare con mano, ciò che è veramente reale sono soltanto le mani del nostro compagno di vita, i suoi occhi, le sue labbra. Dicono che gli dei siano invidiosi della nostra felicità ma questo non è un buon motivo per rinunciare a godere dell’attimo presente. L’unica soluzione è vivere fino in fondo la nostra relazione, per non sprecare nemmeno un attimo. Il domani è lontano, assente o forse lo stiamo semplicemente costruendo, gesto dopo gesto, bacio dopo bacio.
I compagni di vita non si fanno domande, vivono semplicemente. L’amore non ammette deroghe, quando arriva vuole essere il protagonista assoluto di quel palcoscenico che chiamiamo vita. E allora diamogli il ruolo che reclama a gran voce e lasciamoci attraversare da quella voce potente e colorata senza rimpianti o rimorsi. Tutto quello che verrà dopo sarà semplicemente un testimone muto e silenzioso della gioia che abbiamo provato.
I sentimenti sono concetti complessi che tendono a svilupparsi a livello mentale, nella testa di ogni individuo. Spesso nascono come reazione alle emozioni e sono altamente personali, altre volte invece si acquisiscono a seguito di esperienze e situazioni vissute in passato.
Le frasi sui sentimenti ci raccontano dell’esperienza umana e delle sensazioni che ne derivano.
Le emozioni, invece, sono qualcosa di primordiale, istintivo e spesso addirittura fisico. Si tratta di concetti complessi che portano a reazioni fisiche ed emotive e sono fondamentali per produrre reazioni specifiche a determinati stimoli. Sono irrazionali, difficili da controllare e da esse dipendono i sentimenti che ogni persona sviluppa nel corso della vita.
Quasi ogni sentimento deriva comunque da un’emozione. L’emozione è qualcosa di impatto, universale ed uguale per tutti (o quasi), mentre il sentimento che seguirà ad essa sarà differente per ogni singola persona. Questo avviene perché i sentimenti si generano in base al carattere, al temperamento individuale e a seconda delle esperienze individuali.
Le emozioni sono importanti per dare una reazione immediata e far capire cosa piace e cosa no, mentre i sentimenti aiutano a capire come vivere ogni situazione. Emozioni e sentimenti sono comunque concetti correlati secondo cui l’uno non può esistere senza l’altro. L’emozione riguarda l’atteggiamento individuale momentaneo verso la realtà, mentre i sentimenti riguardano il comportamento a lungo termine che ciascuno ha nei confronti della realtà.
Per quanto riguarda l’intensità, generalmente, l’emozione è nettamente più travolgente e forte rispetto ai sentimenti che però hanno una maggiore durata e stabilità nel tempo. Saper distinguere adeguatamente tra i sentimenti e le emozioni temporanee e transitorie consente di conoscersi a fondo e vivere in maniera serena ed equilibrata. Qualsiasi cosa capiti nella vita non è altro che un insieme di pensieri ed emozioni, ma quello che rende tutto più complicato è la gestione di queste sensazioni. Per questo motivo sentire ed accogliere tutte le emozioni, comprese quelle brutte, senza “giudicarle o etichettarle” permette di saperle riconoscere, lavorando su di esse in maniera costruttiva.
Il controllo delle emozioni e la comprensione dei sentimenti che queste generano può essere reso più semplice da alcune tecniche specifiche, ma è necessario pensare di viverle sempre, senza reprimerle in nessun modo. Solo così sarà possibile comprenderle, riconoscerle e trattarle senza lasciarsi mai sopraffare da esse e suscitando sentimenti stabili capaci di guidare la vita di ogni individuo.
Il buonismo è un atteggiamento di facciata che ha come obiettivo quello di risultare buoni agli occhi altrui, costruendosi così un’immagine positiva ed evitando le conseguenze che potrebbero derivare dal prendere posizione con maggiore carattere e soprattutto con maggiore convinzione.
Le frasi sul buonismo ci parla di cosa significa la tolleranza estrema.
Non stupisce il fatto che gli atteggiamenti buonisti siano tipici di chi è particolarmente esposto all’altrui opinione, tuttavia mai come oggi il buonismo può insinuarsi nella vita di ogni persona.
Se si dovesse definire il buonismo con un’unica parola, quella più appropriata potrebbe essere “tradimento”.
Il buonismo, infatti, altro non è che piegarsi al modo di pensare della massa, è una sorta di marketing personale con cui ci si vende al pubblico nel modo che si reputa più fruttuoso, e questo non fa altro che rendere il contesto sociale sempre più uniformato e privo di personalità.
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