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Alzi la mano chi non abbia mai desiderato possedere un anello dal taglio brillante, una brochure di diamanti, un bracciale modello “tennis”, degli orecchini importanti oppure un orologio in edizione limitata.
Le frasi sui gioielli ci raccontano di questo elegante oggetto del desiderio.
Gioielli, che passione!
I gioielli, antichi o moderni, in oro o in platino, da uomo o da donna, hanno sempre avuto il pregio di catturare l’attenzione dell’essere umano, bramoso di possedere uno o più pezzi di squisita fattura. E, del resto, come dargli torto? Basti semplicemente pensare all’immortale Marilyn Monroe che definiva i diamanti i migliori amici di una donna, ai meravigliosi gioielli donati da Richard Burton all’amata Elizabeth Taylor oppure alle incredibili tiare e ai monili che, anno dopo anno e dinastia dopo dinastia, arricchiscono le già preziose collezioni delle case reali europee. I gioielli, a ben vedere, non rappresentano solo oggetti preziosi da possedere a ogni costo: essi diventano il nostro “status quo”, cercano di definire la nostra personalità e ci regalano attimi di inebriante soddisfazione e benessere. E poi, esiste qualcosa di più romantico di una promessa di matrimonio accompagnata da un importante solitario o da un meraviglioso anello Trilogy?
Non semplici oggetti materiali ma pezzi di cuore
Realizzati e apprezzati sin dai tempi più antichi, i gioielli hanno sempre raccontato una storia importante, di pezzi tramandati di padre in figlio, di generazione in generazione. Da semplici pezzi in stagno o rame, si è passati a creazioni sempre più complesse per arrivare oggi a un tripudio di diamanti, smeraldi, turchesi, rubini e gemme varie incastonati in pezzi di valore assolutamente inestimabile. Non di rado, infatti, le aste dei gioielli sono sempre più frequenti e affollate, segno inequivocabile della passione dell’uomo per qualunque tipo di gioiello. E anche se non tutti possono arrivare a spendere cifre esorbitanti per un certo paio di orecchini, per un orologio completamente automatizzato o per un diamante multisfaccettato dal taglio particolare e introvabile, sognare a occhi aperti fa bene al cuore.
Inebrianti e senza tempo, i profumi evocano ricordi e sensazioni come nessun’ altra cosa al mondo. Sono uno degli oggetti impalpabili più desiderati al mondo e fin dalla notte dei tempi i profumi vengono utilizzati per sedurre e conquistare l’altro sesso.
Di seguito le frasi sui profumi di artisti e non solo per apprezzare gli aromi e gli odori.
Guidati dal proprio olfatto si viene trasportati nell’inconscio e ritornano alla mente momenti più o meno felici e ricordi che pensavamo sopiti per sempre.
Le citazioni sui profumi e sulle fragranze sono spesso collegate ai sentimenti e ai ricordi. Sono una miscela di emozioni che mischiano attimi della propria esistenza che ci sono rimasti impressi nella mente assieme alla memoria olfattiva. Chi non ricorda un particolare momento annusando una specifica fragranza?
Il profumo del pane appena sfornato e la fragranza che si poteva annusare in casa della nonna la domenica mattina, l’odore della cioccolata calda e l’essenza con la quale l’amato o l’amata si profumava la pelle prima di uscire la sera. Ogni profumo evoca momenti e ricordi. Il legame che abbiamo con gli odori è fortissimo e ha origini remote che riguardano l’inizio dell’esistenza degli ominidi sulla faccia della terra.
Il profumo non manca mai nell’arte seduzione. Sconvolge i sensi e amplifica le sensazioni provate. L’odore della pelle, dell’ambiente ma anche la fragranza che ci mettiamo addosso o quella che l’altro sfoggia rende sempre l’atmosfera magica.
Lo sguardo è un potentissimo mezzo di comunicazione, diventato ancora più rilevante in questo ultimo periodo, quando la bocca ed i sorrisi molto spesso sono nascosti dalle mascherine.
Le frasi sullo sguardo ci raccontano di come gli occhi trasmettano quello che proviamo.
Saper guardare, lasciarsi guardare e cogliere i significati nascosti dietro uno sguardo spesso possono dire molto più di quanto si riesca a comunicare a parole. I movimenti degli occhi sono l’aspetto più importante per quanto riguarda la comunicazione non verbale attraverso lo sguardo.
Gli occhi sono continuamente in movimento, spesso non ci si accorge neppure di spostare lo sguardo da una parte all’altra, ma anche mentre si legge o si guarda un film gli occhi non sono mai fermi. Questi organi sono fondamentali perché consentono di vedere, di seguire il movimento di oggetti e di bilanciare il movimento della testa permettendo di focalizzare l’attenzione visiva dove si desidera ed in qualsiasi momento. Durante una conversazione, lo sguardo è uno strumento di comunicazione non verbale molto potente. Con il contatto visivo si desidera esprimere stima e simpatia, confermando che l’andamento della chiacchierata prosegue senza intoppi. Al contrario, distogliere continuamente lo sguardo mentre qualcun altro parla comunica indubbiamente di non essere particolarmente interessati all’argomento o alla persona che sta parlando.
Lo sguardo, inoltre, è un mezzo che l’uomo utilizza per trasmettere l’immagine di sé che desidera far percepire agli altri. Una persona estroversa tende a sfruttare lo sguardo per lasciarsi percepire in maniera più positiva, mentre gli introversi cercheranno di fuggire gli sguardi degli altri, rischiando però di venir visti come persone poco affidabili. Dallo sguardo si possono esprimere le emozioni e la loro intensità, sia che si tratti di sensazioni positive sia che si parli di quelle negative. Gioia, sorpresa ed entusiasmo implicano un aumento del contatto visivo, mentre imbarazzo ansia o tristezza sono emozioni che tendono a far allontanare lo sguardo dagli altri eventuali interlocutori.
Lo sguardo, in conclusione, è lo strumento di comunicazione per eccellenza tra le persone che hanno una forte intesa. Non a caso spesso i genitori riescono a percepire le emozioni e le sensazioni dei figli semplicemente dal loro sguardo e lo stesso avviene tra persone che stanno insieme da molto tempo. Il detto “uno sguardo vale più di mille parole“, dunque, non è poi così strano, visto che anche inconsapevolmente si utilizza lo sguardo per comunicare senza utilizzare il linguaggio verbale. Imparare ad interpretare gli sguardi aiuta a comprendere gli altri ed è molto importante.
Cosa si potrebbe dire, riguardo al passato? Quello in questione è un concetto davvero molto vasto il quale può assumere i “volti” più disparati, per questo fornirne una definizione è davvero un’impresa improba.
Le frasi sul passato ci parlano di quello che ormai è stato già vissuto.
Non solo ogni persona ha un proprio vissuto, quindi un passato assolutamente unico, ma il passato può avere le sfaccettature più diverse anche in relazione alla prospettiva dalla quale lo si osserva.
Il passato, dunque, è un vero e proprio “mare magnum” che include un’enorme quantità di momenti, di pensieri, di scelte, di conseguenza da tale concetto possono derivare le sensazioni e le emozioni più disparate.
Oggi, in molte occasioni, il valore del passato non viene rispettato a dovere: le idee di concretezza e di pragmatismo, e ancor di più le retoriche della persona vincente e resiliente, tendono a considerare il pensiero del passato come un qualcosa di fondamentalmente inutile, se non addirittura deleterio.
Da cosa dipende l’essenza di una persona? Una domanda come questa è davvero impegnativa, probabilmente anche i più illustri filosofi e pensatori di un tempo vacillerebbero nel darvi una risposta.
L’umanità è un valore profondo, che nasce già nei primi anni di vita dei bambini. Si tratta di un sentimento importantissimo perché proprio i più piccoli rappresentano il futuro dell’umanità, intesa come popolazione e gruppo. I bambini vanno trattati come persone, prendendosi cura di loro e di tutte le loro fasi di crescita a partire dall’infanzia.
Le frasi sull’umanità ci raccontano in pillole la società in cui ci ritroviamo.
Ogni bimbo è un piccolo pezzetto di umanità e tutti nascono con sentimenti come bontà, compassione ed empatia ma anche conoscendo odio, vendetta e rancore. Sarà importante il ruolo degli adulti per aiutare i bambini a capire quali siano le emozioni da assecondare (quelle positive), imparando a distinguerle dalle altre (negative) e capendo come gestirle.
I primi ani di vita sono un momento fondamentale che influenza notevolmente lo sviluppo e la formazione del carattere e della personalità. Fino a 3 anni i bimbi sono “spugne”, assorbono quello che li circonda, comprese le emozioni trasmesse dagli adulti. Ecco perché, secondo diversi studi, è proprio in questa fase di crescita che si sviluppano attitudini ad ansia, depressione, psicopatia o, al contrario, si cresce alimentando quei valori che invece proteggono e tutelano da questi problemi, come ad esempio l’umanità.
L’umanità è un valore fondamentale per il genere umano perché indica una serie di sentimenti e di emozioni di forte solidarietà tra le persone. Avere umanità significa essere disposti ad aiutare, empatizzare con i problemi degli altri e cercare di comprenderli senza giudicarli. Si tratta di un sentimento potentissimo, in un certo senso presente in tutte le comunità animali, anche se nell’uomo sembra avere anche un carattere razionale e non soltanto istintivo, motivo per cui talvolta si ha maggiore umanità verso una persona innocente o vittima che rispetto ad un criminale oppure un carnefice. L’umanità, quindi dipende anche dal contesto sociale e culturale nel quale si cresce e si vive. Imparare ad elaborare un proprio concetto di umanità può aiutare a capire come porsi nei confronti degli altri esseri viventi, uomini compresi.
L’essere umano ha un elemento che lo distingue da qualsiasi altro essere vivente, ossia la prospettiva. Con questo concetto si riassume essenzialmente la capacità di vedere il mondo attraverso i propri occhi e prendere decisioni o fare scelte seguendo tale visione.
Le frasi sulle prospettive ci fanno capire l’importanza di avere più punti di vista.
Molte persone, però, hanno un modo di guardare la propria prospettiva molto sbagliato perché si focalizzano verso un punto preciso, fatto di errori, fallimenti e negatività. Nel corso della vita, imparare a cambiare la prospettiva ed il punto di vista è fondamentale per imparare a gestire al meglio tutte le situazioni, avere successo e riuscire a vivere serenamente e in equilibrio con se stessi e gli altri.
Quando si presentano difficoltà ed ostacoli, spesso gli individui tendono a vedere tutto questo come una sorta di congiura personale, come se tutto remasse contro il loro successo e vivono la situazione con sentimenti di frustrazione e arrendevolezza. Altre persone, invece, tenderanno a vedere dalla prospettiva di coloro che desiderano raggiungere il traguardo ma che in realtà non vogliono veramente farlo e vivono la situazione lamentandosi tra tristezza e timore. Entrambe queste prospettive non sono sane e non permettono di star bene, generando ansia, frustrazione e amarezza. Bisogna imparare a guardare le cose dalla prospettiva secondo cui se non si muovono le acque e non si fa niente il traguardo si allontana e i sogni non diventano realtà.
L’essere umano trascorre gran parte della vita tentando di realizzare sogni e desideri di felicità. A volte, però, gli eventi avversi sembrano allontanare in modo inesorabile questo obiettivo. Continuando a mantenere sempre e comunque una prospettiva nei confronti della vita sarà più facile che la felicità alla fine arrivi, che il sogno si realizzi, anche continuando a crederci quando tutto quello che c’è intorno sembrerà dire il contrario. Iniziare a pensare di essere finiti, volersi arrendere è sbagliato, mentre invece accettare il fallimento, imparare dagli errori e riprovare è la prospettiva ideale per raggiungere l’obiettivo ed avere successo. La vita comincia quando si impara a cambiare le prospettive con cui si vede la realtà, che può essere trasformata in ciò che si desidera semplicemente cambiando il punto di vista personale. Provare a guardare le cose in modi differenti aiuta ad essere resilienti, ad adattarsi al cambiamento ed accoglierlo prendendo sempre il buono delle situazioni, così da vivere ogni situazione in modo più sereno e riuscire a realizzare sogni e desideri.
Buon viaggio! Esiste, forse, un augurio più bello e sincero di questo? Probabilmente no. Il viaggio, non a caso, rappresenta l’essenza stessa della vita dell’uomo, è un percorso di maturazione e crescita e, pertanto, esso va affrontato serenamente, con animo ben disposto e con la voglia di imparare sempre qualcosa di nuovo e di differente.
Le frasi di buon viaggio ci danno l’ispirazione per salutare un amico prima di partire.
Augurare buon viaggio, sempre
Che si tratti di un viaggio di piacere oppure di lavoro, poco importa: viaggiare significa esplorare sempre nuovi orizzonti per aprirsi a esperienze sempre più divertenti ed esaltanti per la propria crescita umana e professionale. Quindi, augurare buon viaggio a una persona assume un altissimo significato simbolico. Se da un lato, infatti, il viaggio rappresenta un modo come un altro per svolgere uno specifico tipo di lavoro o un mestiere, dall’altro esso rappresenta un importante momento di crescita spirituale, rappresenta un percorso, non sempre lineare ma talvolta in salito e irto di ostacoli, che conduce alla piena affermazione di se stessi. L’augurio, in questo caso, diventa doppio: si augura alla persona di viaggiare sempre con il vento in poppa per raggiungere i propri obiettivi e gli vaticina un avvenire prospero, rigoglioso e felice.
Buon viaggio tra malinconia e speranza
Per quanto il viaggio, di qualunque specie esso sia, incarni il momento di crescita per eccellenza, non è sempre facile lasciare dietro il passato e ricominciare su nuove basi. Ogni cambiamento vissuto dall’essere umano, si sa, non è mai semplice o scontato come possa apparire in un primo momento: ci sono sempre decisioni da prendere, talune anche dolorose e sofferte, bisogna scendere a patti con se stessi per cercare di vivere quanto più serenamente possibile il momento del distacco. Ovviamente, l’impresa non è delle più semplici: il passato resta fortemente ancorato alle sue radici e il futuro, spesso, appare ancora troppo nebuloso per poter essere afferrato saldamente. L’importante è non aver paura: bisogna accettare il cambiamento, accogliere con gioia le sfide cui la vita ha deciso di sottoporci e, soprattutto, bisogna cercare di trarre il massimo profitto da un viaggio che può portarci davvero molto lontano. E non solo in termini metaforici. Quindi, sì: auguriamo sempre al prossimo un buon viaggio. La vita ci riserva sorprese tutti i giorni della nostra vita e dipende poi da noi cogliere le occasioni migliori per non sprecare nemmeno un secondo prezioso della nostra vita. “Buon viaggio“, amici coraggiosi!
I ricordi sono momenti specifici della vita che si comportano un po’ come le onde del mare: vanno, vengono, svaniscono, ci riportano indietro nel tempo attraverso qualcosa che li rievoca.
Le frasi sulla memoria ci raccontano della bellezza di costruire nuovi ricordi.
A volte è un profumo, un suono, una canzone o una parola a far aprire il cassetto giusto e a tirare fuori il ricordo associato. Ogni singola persona è composta di innumerevoli ricordi che come piccoli mattoncini formano una struttura complessa ed elaborata, conosciuta come memoria.
I ricordi sono dei momenti appartenenti ad un tempo passato, che si archiviano nella testa e nella memoria e spesso ad essi è associato un potente carico emotivo ed emozionale. Memoria, ricordi ed emozioni sono concetti fortemente legati tra loro. Sono talmente forti le relazioni tra loro che quando ci si sente allegri, felici, tristi o arrabbiati quasi automaticamente si sblocca un ricordo relativo a quella precisa emozione. Si tratta di una semplice reazione emotiva che dimostra quanta potenza abbiano i ricordi sulla personalità di ciascun individuo. L’esperienza si fonda moltissimo sulla memoria, sul vissuto e sui trascorsi.
Concentrarsi sul passato, ricordare e rivivere un’emozione non è sbagliato, ma se si vive costantemente nel passato si rischia di distaccarsi dalla realtà. Questo atteggiamento può portare ad avere una paura sempre più grande del presente e del futuro con tutte le sfide da affrontare, impedendo di vivere in maniera razionale ed equilibrato. Attaccarsi ad avvenimenti passati aiuta a dare maggiore sicurezza ma bisogna discernere e capire che tale situazione non rispecchia la realtà attuale e quindi bisogna viverla in modo distaccato e affrontare il presente in maniera matura.
I ricordi positivi, invece, possono aiutare a migliorare la percezione del presente. Si possono impiegare per creare collegamenti in grado di trasmettere energia positiva e ricaricare corpo e spirito, consentendo di vivere il momento con una carica maggiore. Sostanzialmente i ricordi belli possono essere utilizzati per aumentare la potenza delle risorse utili per affrontare il presente. Questo vuol dire che spesso il segreto per la serenità e la tranquillità è nascosto nella memoria, che basta attingere al ricordo giusto per poter trovare l’energia giusta ed affrontare le sfide di ogni giorno. Più ci si concentra sui ricordi piacevoli e più le “batterie” di corpo e mente si ricaricano di energia positiva, utile per reagire in maniera ottimistica di fronte a situazioni avverse. Ecco perché la memoria, un concetto spesso legato al passato ha invece un ruolo fondamentale nel presente e deve diventare la fonte da cui attingere per vivere l’oggi nel miglior modo possibile.
Il laureando sa di poter contare sulle proprie capacità, su tutto quel bagaglio di competenze che sono state acquisite con lo studio, con la voglia di imparare, di scoprire, di sperimentare.
Le frasi di auguri per i laureandi ci aiutano a fare gli auguri a qualcuno che ha appena raggiunto questo traguardo.
Tra non molto finisce il ciclo scolastico e si inaugura una stagione tutta da scoprire, costellata di gioia e successo. La conclusione positiva di un percorso di studi sancisce il passaggio dall’età dell’apprendimento a quella dell’esercizio della professione. Aver raggiunto l’importantissimo momento della laurea è un segnale inequivocabile di crescita perché si diventa davvero autonomi. Adesso non si tratta più di aver timore di un esame: ci si mette alla prova con se stessi, con il futuro da costruire, con le difficoltà che ogni adulto è chiamato a superare. Ora occorre dedicarsi attivamente a realizzare nel concreto ciò per cui si è faticato tanto a livello di impegno mentale e teorico. Studiare assorbe un sacco di energie perché la mente deve essere libera, aperta, accogliente per le novità e per ogni nozione inedita. È arrivata finalmente la laurea: ci si può concedere un momento di relax, consapevoli di aver dato il massimo ed essere riusciti a ottenere un meritato riconoscimento. La carriera scolastica è andata a buon fine ma si apre una sfida ancor più entusiasmante, ovvero quella del lavoro. Si conosceranno i colleghi, si farà parte di una squadra, si condivideranno ansie e paure ma anche obiettivi di miglioramento. Il luogo di lavoro non sarà poi così diverso dalla suola poiché esisteranno ogni giorno gratificazioni e buoni motivi per mettersi in mostra.
Ecco il test più difficile: la laurea. Bisogna scrollarsi di dosso qualsiasi motivo di ansia perché la partita è quasi finita. Manca solo un piccolo passo al traguardo e l’arrivo si fa sempre più vicino. Guardando indietro il ricordo dei giorni passati sui libri a studiare incessantemente è ancora vivo. Le emozioni si fanno sempre più forti ma predomina la sensazione di un cambiamento radicale, di un’evoluzione definitiva, di una transizione verso qualcosa che muterà per sempre il proprio modo di guardarsi allo specchio. Il laureando sa benissimo che quell’esame non è il termine ma lo scalino di un percorso che conduce ancora più in alto. Diventare dottore, avvocato, ingegnere o architetto è qualcosa di grande, un sogno che sta progressivamente trasformandosi in una realtà tangibile, in un titolo che ci accompagnerà per tutta la vita, in una posizione sociale che ci proietta in un territorio pieno di fascino e tutto da scoprire. Puntando lo sguardo in avanti le possibilità che si aprono sono davvero numerose.
Sapienza e sapere sono due parole spesso utilizzati come sinonimi. In realtà si tratta di due realtà piuttosto diverse tra loro. Il sapere è quel bagaglio culturale fatto di conoscenze in uno o più campi proprio di ciascun individuo, ossia quelle scienze che ogni persona possiede in modo consapevole.
Le frasi sulla sapienza ci parlano del piacere del sapere.
Nella filosofia più antica, sapere e sapienza sono stati sinonimi fino all’arrivo di Socrate che si riconobbe possessore di sapienza perché “sapeva di non sapere“. Questa sua affermazione apre la strada ad una differenziazione tra il sapere e la sapienza. Aristotele distinse il sapere in primitivo e razionale. Il primo è quello basato sull’esperienza, il secondo si fonda sulla voglia di approfondire e sulla curiosità innata nell’uomo.
La sapienza indica una perfezionamento a livello etico, morale ed intellettuale. Più che ad una semplice conoscenza di argomenti, la sapienza si accosta maggiormente alla saggezza anche se da essa differisce perché la nota dominante della sapienza riguarda il miglioramento ed il perfezionamento intellettuale. La saggezza, invece, si basa prevalentemente sulla parte più morale e pragmatica. La sapienza differisce dal sapere perché quest’ultimo non contempla minimamente l’affinamento dal punto di vista morale ma trova largo spazio nel campo delle conoscenze in ambito scientifico e culturale. In questa profonda riflessione si può ammettere tranquillamente che molti possono sapere, ma non tutti quelli che sanno sono portatori di sapienza. Allo stesso modo i sapienti possono non sapere moltissime cose. Sapere e sapienza possono viaggiare su un medesimo binario perché l’individuo può scegliere di approfondire la conoscenza di fatti ed argomenti di varia natura, mentre nel frattempo decide di affinare la sua parte intellettuale e morale. Il sapere è un concetto più universale e facilmente riconosciuto e si può acquisire ed imparare studiando. La sapienza, invece, è un ideale più profondo e radicato, un elemento che può esistere e differire a livello individuale, basandosi anche e soprattutto su elementi che fanno parte del vissuto di ogni singola persona e sulle esperienze che hanno fatto parte del suo passato.
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