Nell’estate del 2021, Gabby Petito, 22 anni, intraprende un viaggio attraverso gli Stati Uniti a bordo di un van insieme al fidanzato Brian Laundrie. Sui social media condivide immagini di parchi nazionali, paesaggi e momenti che sembrano raccontare una vita libera e felice. Dietro quella narrazione, però, emergono segnali crescenti di controllo e tensione nella relazione. Il 12 agosto 2021 la polizia di Moab, nello Utah, interviene dopo una chiamata per violenza domestica. Le immagini della bodycam mostrano Gabby in evidente stato di agitazione, in lacrime e incline ad assumersi la colpa, mentre Laundrie appare calmo e controllato. Non vengono presentate accuse. I due vengono separati per una notte. Poche settimane dopo, Gabby è morta. Gli investigatori stabiliscono che la morte è avvenuta intorno al 27 agosto 2021 nei pressi dell’area di campeggio Spread Creek, nel Wyoming. Il corpo viene ritrovato il 19 settembre. L’autopsia indica traumi contundenti alla testa e al collo e strangolamento manuale come causa del decesso. Brian Laundrie rientra da solo in Florida con il van, rifiuta di collaborare con le autorità e scompare. I suoi resti vengono trovati il 20 ottobre 2021 in una riserva naturale, insieme a un quaderno in cui si assume la responsabilità della morte di Gabby. Il caso genera un ampio dibattito nazionale su violenza domestica, controllo coercitivo, intervento delle forze dell’ordine e copertura mediatica delle persone scomparse. Seguono cause civili contro i genitori di Laundrie e contro la città di Moab. Alcune vengono risolte con accordi, altre respinte in base alle leggi sull’immunità governativa. Questo episodio analizza la cronologia degli eventi, le prove e le questioni sistemiche emerse dal caso. Oltre i titoli dei media, è la storia di una giovane donna la cui vita è stata spezzata dalla violenza — e dei segnali d’allarme che, col senno di poi, erano evidenti.
Questo episodio include contenuti generati dall’IA.