TWENTYFOUR

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TWENTYFOUR episodes

  • Ep. 262 - la partita tra Olimpia Milano e Virtus Bologna che doveva essere trasmessa in chiaro ma non lo è stata e gli altri passaggi di oggi

    Ieri pomeriggio al Forum, nel derby d'Italia vinto dalla Virtus Bologna 98 a 94 dopo un supplementare e una rimonta da 19 punti, mancava una cosa sola: la diretta in chiaro su Cielo che la Lega aveva annunciato, che la Virtus aveva confermato nella presentazione della partita e che le anteprime elencavano fra le emittenti, perché alle 16 sul canale 26 è andato in onda un film, e a 24 ore di distanza non hanno detto niente né la Lega né Sky né Cielo né i due club, mentre il controllo giornata per giornata mostra che in tutto ottobre su Cielo non era annunciata nessun'altra partita di Serie A, dentro un accordo che ne prevede una al mese, 8 lungo l'arco delle 30 giornate.

    Intanto a Oklahoma City, a 1 minuto e 14 dalla fine della vittoria sui Clippers, Jalen Williams è atterrato con la gamba sinistra piegata sotto di sé ed è uscito in barella alzando entrambi i pollici verso un palazzo che aveva appena cominciato a chiamare il suo nome, con Shai Gilgeous-Alexander che si asciugava le lacrime a bordo campo.

    Infine la risposta dei Knicks all'inchiesta sugli anelli, che definisce uno sfortunato errore l'uso dell'anello come esca in un test di phishing e promette più di 275 anelli per oltre 3,7 milioni di dollari a giocatori, allenatori e dipendenti, due giorni dopo avere risposto ai giornalisti che non stava rivelando niente a proposito degli anelli.

    Una finestra in chiaro persa pesa più per chi il basket lo segue o per chi non lo guarda mai? Di fronte a un infortunio così conta di più quello che si vede in campo o quello che si vede in panchina? E un comunicato che ripara un errore vale perché ripara o perché arriva soltanto dopo un articolo?

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    19 min
  • Ep. 261 - lo staff dei New York Knicks al posto dell'anello del titolo ha ricevuto un tentativo di phishing e gli altri passaggi di oggi

    Martedì sera, alla cerimonia dell'anello al Madison Square Garden, gli assistenti di Mike Brown sono saliti a centrocampo a ricevere una scatola nera con dentro niente, perché i loro anelli non c'erano e nessuno li aveva mai nemmeno misurati, e quelle scatole vuote erano state aggiunte alla cerimonia all'ultimo momento, mentre molti impiegati storici del palazzo un anello non lo riceveranno affatto, dopo che a fine settembre si erano visti arrivare una mail che gliene annunciava uno gratuito a scelta fra due modelli e che era invece un test di phishing finito con un corso obbligatorio di sicurezza informatica.

    Intanto, all'esordio casalingo di Philadelphia, i Sixers hanno battuto Cleveland 114 a 106 dopo essere stati sotto di 29 punti sul 69-40 e di 24 all'intervallo fra i fischi del proprio pubblico, vincendo il secondo tempo 74 a 37 e firmando la rimonta più grande della storia della franchigia da quando esistono i dati play by play, nonché la più grande della carriera di LeBron James, arrivata nella partita in cui lui è stato soltanto il quarto marcatore dei suoi.

    Infine la striscia di Shai Gilgeous-Alexander, che dopo 141 partite consecutive sopra i venti punti, la più lunga nella storia della lega, si è fermata a diciassette contro Denver, cioè contro la stessa squadra che a marzo lo aveva visto agganciare Wilt Chamberlain, nella serata in cui Oklahoma City vinceva comunque 96 a 84.

    Un titolo appartiene solo a chi lo gioca o anche a chi lavora per la società che lo vince? Una rimonta da ventinove punti dice più della squadra che la firma o di quella che la subisce? E una striscia come quella di Gilgeous-Alexander racconta la grandezza di un giocatore o soltanto la sua continuità?

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    15 min
  • Ep. 260 - 486 giorni dopo l'ultima volta Tyrese Haliburton è tornato a giocare una partita NBA e gli altri passaggi di oggi

    Sono passati 486 giorni dal 22 giugno del 2025, quando in gara 7 delle Finals, con il punteggio sul sedici pari e un polpaccio che faceva già male da gara 5, Tyrese Haliburton è caduto in avanti e si è rotto il tendine d'Achille destro, e ieri sera a New Orleans è tornato a giocare con 23 punti e 12 assist nel 123-120 di Indiana sui Pelicans, piangendo poi davanti alle telecamere e spiegando che la cosa che più lo ha fatto sentire di nuovo normale è stata cadere e vedere che nessuno dei suoi compagni si spaventava.

    Intanto Golden State sonda il mercato per Kristaps Porzingis, che a trentun anni sta valutando se smettere con la pallacanestro mentre convive con la sindrome da tachicardia posturale ortostatica, e che dopo il prolungamento da quaranta milioni firmato in estate resta un contratto in scadenza da muovere.

    Poi gara 3 delle finali WNBA, vinta dalle Atlanta Dream 97-71 con 21 punti e 12 rimbalzi di Angel Reese e il sorpasso sul 2 a 1, e quello che è successo fuori dal campo con Enes Kanter Freedom, allontanato dallo State Farm Arena dopo avere rifiutato lo skybox che la società gli aveva assegnato per motivi di sicurezza. Infine un passaggio su La Stampa, che con la firma di Domenico Latagliata dedica un pezzo a TWENTYFOUR.

    Un rientro come quello di Haliburton conta per quello che aggiunge alla squadra o per quello che racconta a chi guarda? Decidere di smettere è più difficile quando il corpo ha ceduto del tutto o quando ci si sente sani? E chi racconta lo sport deve dare conto di chi cerca attenzione o deve semplicemente ignorarlo?

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    19 min
  • Ep. 259 - i nuovi Sixers dei Fab Four hanno rovinato la festa ai Knicks campioni in carica e gli altri passaggi di oggi

    Al Madison Square Garden i campioni hanno ricevuto gli anelli dalle mani di Walt Frazier e poi hanno perso 106 a 100 contro i nuovi Sixers di LeBron James, Jaylen Brown, Tyrese Maxey e Joel Embiid. Qualche ora prima, a Detroit, i Pistons avevano rimontato 22 punti a Boston con un parziale di 23 a 0 nell'ultimo quarto, mentre Paul George firmava un debutto da 38 punti, record della franchigia. E a San Antonio Victor Wembanyama ha sbagliato i primi dodici tiri e ha chiuso uno su tredici dal campo, la peggior serata al tiro della sua carriera, mentre Shai Gilgeous-Alexander arrivava alla centoquarantunesima partita di fila sopra i 20 punti, record nella storia della lega, dove prima di lui c'era Wilt Chamberlain a centoventisei.

    Intanto l'orario di quella prima palla a due, le tre del pomeriggio sulla costa est e le nove di sera in Italia, che Mark Tatum ha ricondotto alle centoquindici partite in prima serata europea di questa stagione, al nuovo contratto con NBC e al progetto di una NBA Europe entro l'ottobre del 2027.

    Infine i due banner saliti al Garden, quello del titolo e quello dell'NBA Cup del dicembre 2025, che a gennaio James Dolan aveva detto esplicitamente di non volere appeso, e che adesso sta accanto al titolo di division della stagione 2012-13.

    Un gruppo messo insieme in un'estate batte un gruppo che ha già vinto insieme, o la continuità vale più del talento aggiunto? Una lega che sposta gli orari per l'Europa lo fa per i tifosi o per il bilancio? E una coppa di metà stagione merita un banner o resta un trofeo di consolazione?

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    18 min
  • Ep. 258 - stanotte ricomincia la NBA e gli altri passaggi di oggi

    Oggi finalmente ricomincia la NBA con tre partite, una alle nove di sera e due nel cuore della notte italiana. All'una Philadelphia arriva al Madison Square Garden nella sera in cui i Knicks ricevono l'anello del primo titolo dal 1973, cinquantatré anni dopo l'ultimo, con LeBron James che dall'altra parte del campo apre la ventiquattresima stagione della sua carriera, un numero che nessuno aveva mai raggiunto prima che lui superasse le ventidue, e che si capisce meglio sapendo che Nick Nurse è l'undicesimo allenatore che ha avuto e che in stagione regolare ne ha affrontati centoquarantuno diversi.

    Intanto, in casa delle Valkyries, le Atlanta Dream di Karl Smesko hanno pareggiato le Finals WNBA vincendo 79 a 65 con 30 punti e 16 rimbalzi di Angel Reese e un terzo quarto chiuso 21 a 9, in una partita dove le due squadre hanno tirato con la stessa percentuale dal campo e la differenza l'hanno fatta i quattordici tiri liberi in più segnati dalle Dream, e dove Cecilia Zandalasini era in quintetto come in gara 1.

    Infine Los Angeles, dove i Lakers hanno tagliato Dalton Knecht, la loro prima scelta del draft 2024, tenendo in squadra Jaden Hardy e Bronny James nella prima stagione in cui LeBron non fa più parte di quella franchigia e la scelta su suo figlio l'hanno fatta soltanto i dirigenti.

    Una città che ha aspettato cinquantatré anni festeggia il titolo o la fine dell'attesa? In una finale fra due squadre che tirano male vince chi prende i rimbalzi o chi va di più in lunetta? E se una chance a Bronny James gliela danno i Lakers, possiamo dargliela anche noi o resterà sempre il figlio di suo padre?

    Nella parte finale della puntata salutiamo Maurizio Cremonini, per più di trent'anni formatore degli istruttori di minibasket della Federazione Italiana Pallacanestro, e Anna Mellano, diciassette anni, atleta del Basket Venaria e azzurra dell'Under 15, scomparsi entrambi ieri.

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    19 min
  • Ep. 257 - Ben Simmons si è rotto il tendine d'Achille nel giorno in cui usciva il documentario sul suo ritorno in campo e gli altri passaggi di oggi

    Ben Simmons si è rotto il tendine d'Achille destro durante un allenamento, nello stesso giorno in cui su ESPN andava in onda il documentario che raccontava il suo ritorno, e dopo una settimana in cui il corpo sembrava finalmente avergli dato ragione.

    Intanto, il sindacato dei giocatori prepara i suoi a uno sciopero per smontare il secondo apron, quella soglia di spesa che il sindacato stesso ha firmato tre anni fa e che oggi spinge la squadra campione in carica a smontarsi da sola, mentre la lega risponde con numeri che il sindacato riconosce corretti.

    Infine LeBron James apre bocca per la prima volta sull'elicottero che lo porta da New York al centro dei Sixers a Camden, lo definisce «solo un altro modo di trasporto.

    Una carriera interrotta dal corpo o una carriera che non è mai riuscita a cominciare? Il secondo apron difende l'equilibrio del campionato o punisce chi lo vince? Un elicottero è un mezzo di trasporto come gli altri o un privilegio a cui nessuno ha messo un prezzo?

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    19 min
  • Ep. 256 - da domani la WNBA incorona una squadra che non ha mai vinto un titolo e gli altri passaggi di oggi

    Domani sera, alle nove e mezza italiane, al Chase Center di San Francisco comincia una finale WNBA che consegnerà il trofeo a una squadra che non lo ha mai alzato, perché negli ultimi quattro anni se lo erano diviso soltanto Las Vegas e New York e quest'anno sono uscite tutte e due spazzate via per 3-0: da una parte ci sono le Golden State Valkyries di Natalie Nakase, nate nel 2025 e già seconde con trentadue vittorie, con Cecilia Zandalasini in quintetto; dall'altra l'Atlanta Dream di Karl Smesko, che fino a due anni fa allenava un programma universitario della Florida e che ha riportato quella squadra in finale per la prima volta dal 2013, con Angel Reese, Rhyne Howard e Jordin Canada.

    Intanto a San Francisco Kristaps Porzingis, fermo a tempo indeterminato per un problema di salute che nessuno ha reso noto, ha dovuto pubblicare un secondo messaggio dopo quello in cui raccontava di stare lavorando con i medici, per smentire di avere l'HIV o l'AIDS, cioè una malattia che nessuno gli ha mai diagnosticato e che su internet qualcuno aveva deciso per lui, trentacinque anni dopo la conferenza stampa con cui Magic Johnson cambiò il modo in cui quella malattia veniva raccontata.

    Infine ESPN, che ha ufficializzato l'arrivo di Jason Kidd e di Jeremy Lin dietro al microfono, e il secondo ha annunciato la cosa su Instagram pubblicando la schermata della sua pagina LinkedIn aggiornata, con sopra scritto che non è più disoccupato.

    Chi vincerà per la prima volta nella sua storia il titolo WNBA tra Valkyries e Dream? Fin dove arriva il diritto del pubblico di sapere che cosa ha un atleta che sta male? E un ex giocatore dietro al microfono porta davvero qualcosa che un giornalista non ha?

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    11 min
  • Ep. 255 - il primo Presidente della Repubblica a vedere una partita di basket e gli altri passaggi di oggi

    Il 26 novembre, alle otto di sera, al PalaEur di Roma, Sergio Mattarella siederà in tribuna per Italia-Turchia, terza giornata della seconda fase delle qualificazioni ai Campionati del Mondo del 2027, e secondo il comunicato della Federazione Italiana Pallacanestro non era mai accaduto prima che un Presidente della Repubblica assistesse a una partita di pallacanestro: sarà in quell'impianto costruito da Pier Luigi Nervi per le Olimpiadi del 1960 dove la nazionale non mette piede dall'agosto del 2007, davanti a una Turchia già qualificata e imbattuta allenata da un uomo che in Italia ha lavorato a Siena e a Bologna, mentre gli azzurri di Luca Banchi difendono un solo punto di vantaggio sulla Lituania.

    Intanto Adam Silver ha annunciato che il pallone con il microchip potrebbe debuttare nelle partite ufficiali NBA già dalla prossima stagione, con un sensore da un grammo che registra rotazione e traiettoria e che permetterà agli arbitri di capire se un dito ha sfiorato la palla prima che uscisse, mentre i sensori da far indossare ai giocatori restano fermi perché il sindacato teme che quei dati finiscano nelle trattative per i contratti.

    Infine Miami, dove Amar'e Stoudemire si è diplomato all'accademia di polizia dopo dieci mesi e mezzo di corso, ottocentoquarantotto ore di lezione e un esame di stato da duecento domande, e andrà a lavorare nella polizia scolastica della contea.

    Un capo dello Stato in tribuna può motivare gli atleti in campo? Un pallone che registra tutto rende le partite più giuste o toglie agli arbitri l'ultima parola? E un campione che a quarantatré anni ricomincia da zero lo fa per vocazione o perché la vita dopo il campo va riempita in qualche modo?

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    10 min
  • Ep. 254 - alcuni proprietari NBA hanno chiesto a Pablo Torre di indagare sull'elicottero di Fanatics che usa LeBron James e gli altri passaggi di oggi

    Pablo Torre, il giornalista che lo scorso maggio ha vinto il premio Pulitzer per l'inchiesta sull'aggiramento del tetto salariale dei Los Angeles Clippers, costata a quella società trenta milioni di multa, cinque scelte al primo giro e le sospensioni del proprietario e di due dirigenti, ha annunciato martedì di stare guardando la storia dell'elicottero con cui LeBron James fa la spola fra la sua casa di New York e il centro di allenamento dei Sixers a Camden: un Leonardo AW139 con i colori di Fanatics, messo a disposizione da una clausola di aviazione contenuta nel contratto pubblicitario che il giocatore ha firmato con quell'azienda, i cui voli sarebbero già stati più di una dozzina nella sola prima parte di ottobre, e la cosa che rende tutto questo una notizia è che a segnalargliela, racconta Torre, sono stati alcuni proprietari NBA.

    Intanto a Boston Payton Pritchard ha firmato un'estensione da due anni e 44,2 milioni di dollari e ha accompagnato la firma con una frase sola, cioè immaginate se avessi dato retta a quelli che dicevano che non potevo farcela, che per uno scelto con la ventiseiesima chiamata perché considerato troppo basso e che nel 2022 aveva chiesto di essere scambiato perché non giocava, racconta parecchio.

    Infine Las Vegas, dove Steve Kerr ha rivelato che nel 2004 entrò nell'ufficio di David Stern insieme a un uomo che voleva fondare lì una squadra, e si sentì rispondere che non se ne parlava nemmeno per via del gioco d'azzardo.

    Un'azienda che paga i voli di un giocatore gli sta facendo pubblicità o sta aiutando la sua squadra? Firmare per meno di quanto si potrebbe prendere altrove è lealtà o prudenza? E una lega che vent'anni fa rifiutava Las Vegas per le scommesse e che oggi ci torna con una franchigia da dieci miliardi ha cambiato idea o ha cambiato affare?

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    11 min
  • Ep. 253 - che fine ha fatto Kristaps Porzingis e gli altri passaggi di oggi

    Kristaps Porziņģis manca dai Golden State Warriors da due settimane, non è partito con la squadra per il ritiro alle Hawaii e oggi tornerà al Chase Center soltanto per incontrare lo staff medico, mentre Steve Kerr si limita a dire che non ha aggiornamenti e rifiuta di raccontare dove sia stato il suo centro in questo periodo: la malattia non è stata resa nota, si sa che nelle ultime due stagioni il lettone ha convissuto con la sindrome da tachicardia posturale ortostatica, e nessuno ha detto se le due cose siano collegate, in una vicenda che riguarda la salute di una persona prima ancora che il reparto lunghi di una squadra.

    Intanto Nets, Nuggets, Pacers e Spurs hanno presentato le divise con cui festeggeranno i cinquant'anni dalla fusione fra NBA e ABA, cioè da quando quelle quattro squadre entrarono nella lega pagando 3,2 milioni di dollari a testa, senza diritti televisivi fino al 1979, senza draft e senza diritto di voto, mentre i fratelli Silna, proprietari di una delle due squadre liquidate, rifiutavano i soldi e si facevano dare una fetta dei diritti televisivi per sempre.

    Infine Chicago, o meglio Salt Lake City, perché la maglia indossata da Michael Jordan in gara 2 delle Finals del 1998 è stata venduta per quattordici milioni di dollari, record assoluto per un cimelio di pallacanestro, tredici giorni dopo il record precedente stabilito dalla maglia di gara 3.

    Una squadra deve raccontare ai tifosi le condizioni di salute dei propri giocatori o quella è una materia privata e basta? Una lega concorrente che costringe quella maggiore a cambiare è una minaccia o il miglior motore di innovazione che esista? E quattordici milioni per una maglia sono il prezzo di una reliquia o quello di un investimento finanziario?

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    12 min

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