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Da oltre nove anni, la propaganda russa si concentra sugli stessi elementi per screditare l’Ucraina e giustificare l'invasione criminale: l’artificialità dei confini statali ucraini, il complotto ordito da UE e NATO contro la Russia usando l’Ucraina come cavallo di Troia per distruggerla, la questione nazista e il colpo di Stato di Euromaidan, il genocidio dei russofoni del Donbas per mano dal governo di Kyiv, la mancanza di volontà dell’Ucraina di voler accettare una pace offerta da Mosca.
Con Andrea Braschyako abbiamo provato a ristabilire i fatti contro la propaganda, affrontando alcuni fra i principali talking points che ancora oggi non smettono di inquinare e intossicare la discussione pubblica nel nostro paese.
Musica: SadSvit - (feat. СТРУКТУРА ЩАСТЯ) https://www.youtube.com/watch?v=NjDMzkRbSZI
A inizio anno, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che il 2023 potrebbe essere l'ultimo anno dell'emergenza pandemica da Covid-19. Mentre si cerca di capire se ci aspetta una "nuova normalità" di convivenza con il virus, in particolare nei paesi con immunità insufficiente o troppo eterogenea, o se sarà possibile debellarlo a lungo termine, paesi come Italia e Regno Unito fanno i conti con la crisi sistemica del sistema sanitario. La pandemia, infatti, ha evidenziato e accelerato problemi strutturali pre-esistenti. Se soprattutto nelle fasi iniziali dell'emergenza è prevalso l'uso di un immaginario bellico, che vedeva medici e infermieri come "eroi in trincea", e le comunità impegnate in una "guerra" contro il virus, vero è che le pandemia non sono fenomeni suscettibili a rese, tregue, o armistizi. Di questi ultimi tre anni cosa abbiamo davvero imparato sul mondo in cui viviamo e sui suoi limiti? Le lezioni apprese verranno presto dimenticate, o si riuscirà a farne tesoro per le politiche sanitarie del prossimo futuro? La prossima pandemia non è una questione di "se", ma di "quando".
Le alluvioni in Emilia-Romagna, il rapporto dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale che ci avverte che nei prossimi cinque ci sono buone probabilità di superare gli 1,5°C, la disinformazione di media e politica, gli attacchi agli attivisti climatici che con le loro proteste, del tutto pacifiche e non violente, denunciano l’inazione dei governi nella lotta alla crisi climatica.
Ne abbiamo parlato con Antonio Scalari, esperto di giornalismo scientifico e comunicazione della scienza e collaboratore di Valigia Blu.
Musica: Camille - Seeds
Di come attrezzarci a capire la qualità, e la validità delle informazioni scientifiche e di come ragionare, insieme, per trovare soluzioni alla circolazione caotica di informazioni sbagliate, nocive, pericolose, abbiamo parlato, durante il Festival del Giornalismo di Perugia, con Massimo Polidoro, giornalista, saggista, divulgatore molto attivo anche sulle piattaforme social, co-fondatore assieme a Piero Angela del CICAP, il comitato italiano per il controllo delle affermazioni pseudoscientifiche, e autore di più di 60 libri, l’ultimo dei quali è “La scienza dell’incredibile”, appena uscito per Feltrinelli editore.
L'IA generativa ha il potenziale per essere una tecnologia rivoluzionaria. O almeno così viene pubblicizzata. I venture capitalist, che sono sempre alla ricerca della prossima grande novità tecnologica, credono che l'IA generativa possa sostituire o automatizzare molti processi creativi, liberando gli esseri umani per svolgere compiti più complessi e rendendo le persone complessivamente più produttive. Ma non è solo il lavoro creativo che l'IA generativa può produrre. Può aiutare gli sviluppatori a creare software. Potrebbe migliorare l'istruzione. Potrebbe essere in grado di scoprire nuovi farmaci... Potrebbe insomma migliorare le nostre vite… Oppure no.
Scrive Sara Morrison su VOX: “Ci sono ragioni per preoccuparsi dei danni che l'IA generativa può fare se viene rilasciata a una società che non è pronta per questo o se chiediamo al programma di intelligenza artificiale di fare qualcosa per cui non è pronto. Quanto siano etiche o responsabili le tecnologie di intelligenza artificiale generativa è in gran parte nelle mani delle aziende che le sviluppano, poiché ci sono pochi regolamenti o leggi in vigore che disciplinano l'IA”.
Musica: Brad Fiedel - The Terminator - Theme
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