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  • VIDEO – Maltempo, dichiarata l’emergenza regionale

    Dalle ore 12 alle 14 circa ha continuato a piovere diffusamente su tutta la Regione con intensità moderata  e soltanto sulle valli del Natisone si sono superati i 10 mm di accumulo. Dalle ore 14 non si sono avute  precipitazioni significative in tutto il territorio. 

    EVOLUZIONE 

    Dalle ore 18 un fronte freddo arriverà in Carnia e si muoverà verso sud-est interessando  progressivamente tutta la Regione. Il passaggio del fronte determinerà un nuovo aumento dell’instabilità  con piogge da moderate ad abbondanti. Su pianura e costa saranno possibili anche dei temporali con  piogge localizzate intense. Dalla tarda sera soffierà vento sostenuto da nord e la quota neve scenderà dai  1700 m attuali a 1000 m circa sulle Alpi e a fondovalle nel Tarvisiano. Dopo la mezzanotte le piogge cesseranno a partire da ovest. 

    EFFETTI AL SUOLO 

    Dall’inizio dell’allerta sono pervenute alla Sala Operativa Regionale segnalazioni di allagamenti sul  territorio dai seguenti comuni: Corno di Rosazzo, Bagnaria Arsa, Gonars, Trivignano Udinese, Dolegna del  Collio, Palmanova, Torviscosa, Cormons, San Vito al Torre; Ialmicco, Prepotto in località Albania e Poianis,  Cervignano del Friuli, San Giorgio di Nogaro, Visco, Aiello del Friuli, Romans d’Isonzo, San Giovanni al  Natisone e Santa Maria la Longa. 

    Una frana in comune di Cormons, località Brazzano, ha coinvolto alcune abitazioni, il Comune di Cormons  ha disposto l’evacuazione cautelativa delle abitazioni nelle zona. Nello stesso Comune in via del Collio, un’altra frana ha invaso una sede stradale.  Si segnalano anche frane e smottamenti nei comuni di Manzano, Prepotto nelle frazioni di Melina, Poianis  e Craoretto.  Il Comune di Romans d’Isonzo ha ordinato l’evacuazione delle abitazioni della frazione di Versa fino alla  cessazione della situazione di emergenza.

    “A seguito dell’ondata di maltempo che ha investito la Regione e in particolare i comuni di Cormons e di Romans d’Isonzo proroghiamo l’allerta la cui scadenza era fissata alle 12 di oggi, dichiariamo l’emergenza regionale e chiediamo la mobilitazione nazionale per avere il supporto delle altre Regioni: la priorità però ora sono le persone, con i due dispersi a Brazzano di Cormons, che speriamo di poter ritrovare al più presto e in buone condizioni, e i trecento residenti di Versa” dove sono esondati il Torre e lo Judrio. Così l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi dalla sala operativa della Protezione civile di Palmanova. “La situazione è impegnativa – così l’assessore -: le trecento persone di Versa devono trovare una sistemazione per le prossime ore e per questo siamo in contatto con i sindaci e stiamo allestendo palestre con brandine in spazi riscaldati e con pasti che vengono organizzati in questi minuti dall’Ana”. “Ci attendevamo il maltempo – ha aggiunto Riccardi -, ma non con questo impatto e con queste conseguenze e ciò è dovuto allo scirocco: ha trattenuto la velocità e lo spostamento della perturbazione”. L’assessore è decollato poco prima di mezzogiorno con l’elicottero della Protezione civile regionale per una verifica diretta nelle aree più colpite. “L’allerta meteo fino alle 12.00 di domani è arancio per l’Isontino, la Bassa Friulana e il Medio Friuli e gialla per l’Alto Friuli – aggiunge Riccardi -. Le previsioni meteo sono piuttosto incoraggianti: il fatto che nelle prossime ore siano attesi rovesci e temporali sparsi, ma non dell’entità della scorsa notte, e che domani sia prevista la cessazione della pioggia favorirà le operazioni di soccorso e di ripristino, anche se la giornata odierna rimane delicata”. “Seguiamo minuto per minuto la situazione e siamo sul terreno con le persone e i mezzi della Protezione civile – così Riccardi – in raccordo con i Vigili del fuoco, i Comuni, le Forze dell’ordine e le forze del volontariato per i soccorsi e per alleviare al massimo le sofferenze della popolazione nelle aree più colpite”.

     

     

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  • VIDEO – Ad Artegna un parco rigenerato unisce storia e futuro

    “Un parco rigenerato è un dono alla vita quotidiana delle persone. Restituiamo alla comunità un luogo armonioso, ricco di storia e di natura, dove ritrovarsi, stare insieme e riconoscersi”.

    Con queste parole l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, ha portato i saluti dell’Amministrazione regionale all’inaugurazione delle aree riqualificate del parco pubblico di via Villa e via Luigi Menis, accolta da una grande partecipazione della comunità e dal sindaco Alessandro Marangoni.
    Il progetto è stato sostenuto dal bando regionale a favore degli enti pubblici per la realizzazione e l’ammodernamento di infrastrutture turistiche, con un finanziamento di 80.000 euro assegnato al Comune di Artegna e un cofinanziamento comunale di circa 40.000 euro.
    L’intervento ha previsto il recupero della ghiacciaia settecentesca, ora visitabile, la creazione di nuove aree di sosta e percorsi, l’implementazione dell’illuminazione, la posa di arredi e giochi, la messa a dimora di specie autoctone, oltre alla cura del monumento ai caduti.
    “La ghiacciaia del Settecento – ha evidenziato Zilli – è un patrimonio prezioso. Torna visibile e fruibile come luogo capace di unire memoria e paesaggio, offrendo ai cittadini e ai visitatori l’occasione di conoscere una storia radicata nel territorio”.
    L’assessore ha dedicato un passaggio anche al ruolo dei giovani: “È stato il Consiglio comunale dei ragazzi a promuovere, in primis, questo progetto, con una visione chiara. Ha immaginato un luogo curato, accessibile e vissuto, e il risultato di oggi riflette la sensibilità e la capacità dei giovani di guardare oltre”.
    “La presenza di tante persone oggi – ha concluso Zilli – conferma il valore di questo spazio. Artegna offre un esempio di cura del territorio e invita a investire nei centri storici, aprendo nuovi percorsi per cittadini, turisti e ciclisti che scelgono di scoprire la nostra regione attraverso i suoi luoghi più autentici”.

     

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  • VIDEO – Inaugurato il nuovo nido d’infanzia di Buja

    “Un asilo nido rappresenta un importante gesto di fiducia verso il futuro. ‘Piccole Impronte’ nasce grazie a un impegno condiviso e offre alle famiglie un luogo armonioso, sicuro e aperto alla crescita dei più piccoli”.

    Con queste parole l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, ha portato quest’oggi i saluti dell’Amministrazione regionale alla cerimonia di inaugurazione del nuovo nido d’infanzia di Buja, rivolgendosi a famiglie, educatori, amministratori e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera.
    Il progetto è sostenuto da un finanziamento dell’Unione Europea pari a 1.254.000 euro nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), integrato da 66.000 euro comunali, 21.000 euro regionali per gli arredi e da un contributo aggiuntivo della Regione di 680.000 euro che ha consentito il completamento dei lavori.
    Durante la cerimonia, Zilli ha richiamato il valore comunitario dell’intervento: “Questo nido esprime l’energia di una comunità che crede nei bambini e nel loro futuro. Gli spazi sono luminosi, accoglienti e pensati per accompagnare i primi anni di vita con serenità e cura”.
    L’assessore ha poi ricordato il quadro regionale dedicato alla prima infanzia: “Il Friuli Venezia Giulia cresce attraverso servizi che creano fiducia e sicurezza nelle famiglie. L’abbattimento delle rette, la Dote famiglia e i progetti educativi diffusi sul territorio rappresentano un impegno costante verso chi sceglie di costruire qui la propria vita” ha detto Zilli, ricordando anche l’impegno degli assessori regionali Cristina Amirante e Alessia Rosolen.
    “La presenza di asili nido, scuole e servizi educativi – ha concluso Zilli – è un segno di vitalità per ogni comunità. ‘Piccole Impronte’ testimonia la forza di un territorio che guarda lontano, con lo sguardo dei bambini che oggi iniziano il loro cammino in un ambiente sicuro, colorato e ricco di opportunità”.
    Il nido, concepito secondo criteri di sostenibilità e comfort ambientale, può accogliere fino a 44 bambini e si inserisce nel polo dell’infanzia di via Vidisêt. Sono già 30 i piccoli accolti a oggi in questi stupendi spazi. Il cantiere, avviato nell’estate 2023, si è concluso con 33 giorni di anticipo rispetto al cronoprogramma grazie al lavoro attento dell’Ufficio tecnico comunale e delle maestranze.

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  • VIDEO – Primo incontro per la definizione del calendario degli eventi per i 50 anni dal terremoto

    “Il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976 è un passaggio che richiede visione, responsabilità e una costruttiva e lungimirante collaborazione tra istituzioni, territori e comunità. Celebrare la storia del sisma e della ricostruzione significa rafforzare un’eredità che appartiene a tutti e trasformarla in un impegno condiviso verso il futuro del Friuli”.

    Con queste parole gli assessori regionali Riccardo Riccardi, con delega alla Protezione civile, e Barbara Zilli, alle Finanze, hanno aperto il confronto che si è svolto ieri sera nella Sala consiliare di Venzone con l’Associazione dei Comuni terremotati e dei Sindaci della ricostruzione del Friuli, presieduta da Roberto Revelant, sindaco di Gemona.
    Si tratta del primo incontro dedicato alla definizione del calendario degli eventi del 2026, anno del 50° anniversario delle scosse del 1976 che cambiarono per sempre il volto del Friuli.
    “Questa riunione segna l’avvio operativo di un percorso che vogliamo pienamente condiviso – ha affermato Riccardi -. Il 2026 sarà un anno intenso: la Regione ha messo a disposizione risorse consistenti per sostenere sia le celebrazioni sia i progetti culturali, affinché la memoria della ricostruzione, del ‘modello Friuli’ e del grande movimento di solidarietà che l’ha reso possibile venga valorizzata e trasmessa alle nuove generazioni”. “L’obiettivo – ha proseguito – è raccogliere proposte, idee e contributi dei territori, così da comporre un calendario unitario e rappresentativo della nostra storia, che presenteremo nelle prossime settimane”.
    Nel suo intervento, Zilli ha sottolineato il valore civile di questo percorso: “La ricorrenza del 1976 ci chiama a un lavoro di coralità e riconoscenza – ha detto -. Il sostegno finanziario della Regione, che sarà definito con la legge di bilancio 2026, è parte di un progetto più ampio che guarda alla memoria come patrimonio comune e come radice della nostra identità. La ricostruzione del Friuli è stata un esempio internazionale di capacità, unità e responsabilità: raccontarla significa difendere quei valori e metterli a disposizione del presente e delle future generazioni”.
    Gli assessori hanno ribadito la volontà di proseguire, insieme al Comitato per il 50°, agli enti locali e alle quattro Diocesi, nella definizione condivisa degli eventi che animeranno tutto il 2026: celebrazioni civili e religiose, iniziative culturali, percorsi di memoria e appuntamenti dedicati ai giovani, oltre ai progetti di formazione e resilienza già avviati con le Università e gli attori del territorio.
    “Il Friuli – hanno concluso Riccardi e Zilli – sa custodire la sua storia e trasformarla in forza collettiva. Il 50° anniversario sarà un’occasione per ricordare, comprendere e trasmettere, ma soprattutto per rinnovare quello spirito di comunità che ha reso possibile la rinascita del 1976 e che continua a guidare la nostra Regione”.

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  • PODCAST – A Tolmezzo una giornata di informazione e prevenzione dedicata alle donne

    In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, programmata per il 25 novembre, la Fondazione Onda organizza nella settimana dal 21 al 27 novembre la quinta edizione dell’H Open Week attraverso gli ospedali con il Bollino Rosa che hanno al loro interno percorsi dedicati e i Centri anti-violenza che prenderanno parte all’iniziativa.

    L’obiettivo è incoraggiare le donne vittime di violenza a rompere il silenzio e avvicinarle alla rete dei servizi anti-violenza che possono offrire percorsi di accoglienza protetta, progetti di continuità assistenziale e di sostegno, fornendo strumenti concreti e indirizzi a cui rivolgersi per chiedere aiuto.
    L’iniziativa fa parte di un progetto più ampio e di una campagna di comunicazione finalizzata a ridurre i pregiudizi e sensibilizzare sulla parità di genere con l’obiettivo di promuovere la consapevolezza culturale e stimolare la costruzione di relazioni basate sul rispetto e sulla parità di genere.
    “La violenza contro le donne è un tema che deve riguardare tutti noi e che troppo spesso viene ignorato e normalizzato – spiegano i promotori -. Denunciare, chiedere aiuto e intervenire non devono essere considerati solo atti individuali, ma gesti che possono o devono innescare un cambiamento collettivo. È necessario abbattere quei pregiudizi radicati che ancora oggi, sia nelle relazioni di coppia, che in famiglia o sul lavoro, alimentano discriminazioni e violenza e negano alla donna un riconoscimento paritario. Per fare questo è necessario educare alla consapevolezza, al riconoscimento e al rifiuto di tutte le forme di violenza. Solo attraverso un impegno educativo condiviso e continuo potremo costruire una società basata sulla cultura del rispetto e della parità e così offrire a chi subisce violenza il coraggio e il sostegno per spezzare il silenzio. Occorre un patto di corresponsabilità tra famiglia, scuola, società civile e politica nella lotta alla violenza di genere. Indipendenza economica, empowerment, lavoro sono oggi le parole chiavi per l’autodeterminazione femminile. Voler bene alle donne significa non lasciarle sole”.

    La SOSD (Struttura Organizzativa Semplice Dipartimentale) di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Tolmezzo e l’Associazione Voce Donna, che si occupa di contrasto alla violenza di genere dal 1997 e che opera presso il Centro anti-violenza di Tolmezzo, sabato 22 novembre offriranno congiuntamente e gratuitamente servizi clinici, informative, consulenze e colloqui.  

    Per prenotarsi e ricevere un appuntamento bisogna telefonare alla segreteria ambulatori della SOSD di Ginecologia, al numero 0433 488240, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 14.30.   

    Dell’evento si è parlato oggi a “What if…” di Radio Studio Nord con il dottor Giuseppe Graziano, direttore di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Tolmezzo, e con la psicologa e psicoterapeuta Erica Pillinini, coordinatrice di Voce Donna.

    Proponiamo audio e video.

    https://www.studionord.news/wp-content/uploads/2025/11/graziano-pillinini.mp3

     

     

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  • VIDEO – Fedriga: «Il villaggio “Cainero” di Progettoautismo Fvg è una rivoluzione culturale»

    “Da qui parte una rivoluzione per il mondo della disabilità, ma non solo: si tratta, più ampiamente, di una rivoluzione culturale, perché in tanti affrontano giustamente il tema del ‘dopo di noi’, ma qui affronta per la prima volta il ‘durante noi’: sono orgoglioso che sia il Friuli Venezia Giulia a iniziare questa magnifica esperienza che mi piacerebbe fosse un modello che possiamo esportare, l’inizio di un percorso che non riguardi solo la nostra regione. L’Amministrazione regionale continuerà ad essere al fianco di Progettoautismo Fvg”.

    Lo ha affermato il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga partecipando assieme all’assessore alla Salute e Politiche sociali Riccardo Riccardi alla cerimonia di posa della prima pietra del villaggio di co-housing, intitolato alla figura di Enzo Cainero, il primo a prevedere la convivenza dei figli con disturbo dello spettro autistico insieme ai loro genitori, a Feletto Umberto.
    Il progetto è stato avviato dalla Fondazione Progettoautismo FVG Onlus, punto di riferimento per 98 famiglie in regione, nata nel 2006, prima come piccola associazione, dalla volontà della presidente Elena Bulfone come gesto concreto e lungimirante per suo figlio Alessandro e per la sorella Martina, trasformando una lotta privata in un modello di eccellenza regionale nel supporto alle persone con Disturbo dello spettro autistico.
    “Elena e suo marito potevano chiedersi semplicemente ‘come risolviamo i problemi della nostra famiglia?’ e invece – ha sottolineato Fedriga – hanno messo a disposizione esperienza per le altre famiglie, per cercare di affrontare insieme e migliorare la risposta a un problema che è della comunità. E questa è una cosa straordinaria perché ci stanno proponendo un modello di società individualista, dove ognuno guarda e risponde a se stesso: qui abbiamo l’esempio opposto e questo rappresenta quello spirito che ha sempre contraddistinto la nostra regione, faro di volontariato e solidarietà”.
    Il progetto è reso possibile da una formula che unisce la leadership pubblica con la mobilitazione privata: la Fondazione ha raccolto oltre 1.000.000 euro in fundraising per il progetto, il cui costo è di 10.000.000 euro, per cui la Regione copre il 70 per cento.
    Riccardi ha sottolineato nel suo intervento proprio il ruolo del pubblico nell’assecondare le più giuste risposte ai bisogni di salute di una società complessa che deve risolvere non tanto e non solo il nodo dell’acuzie, ma soprattutto quello della cronicità.
    “La più grande lezione è la storia della scelta della politica che sta a monte di questo momento: cosa ne sarebbe oggi di questo straordinario movimento composto da famiglie, da portatori di interesse, se noi avessimo lasciato esclusivamente dentro il perimetro delle istituzioni, delle Aziende sanitarie, delle Regioni e dei Comuni, la capacità di risposta a fenomeni che hanno bisogno di un approccio culturale forte? Il presidente Fedriga ha scelto nel 2028 di valorizzare il tema della sussidiarietà, che ha fatto grande questo Paese, e che ha consentito oggi ad una madre coraggio – con di certo a fianco le istituzioni, le Aziende sanitarie, il sistema professionale – di liberare energie straordinarie per risposte importanti che da sole le istituzioni non sarebbero state in grado di garantire. Non dobbiamo avere paura di questa energia, perché è una forza straordinaria che muove il cuore e rende possibili questi risultati” ha affermato Riccardi.
    L’assessore ha ribadito che la capacità di una struttura ospedaliera, di una terapia farmacologica, nel dare risposte ai bisogni di salute non è più sufficiente, “è qualcosa di più grande e complicato, che incontra ancora molte resistenze. Dentro questa storia leggiamo una soluzione” ha indicato Riccardi, citando tra i presenti Mario Brancati, presidente della Consulta regionale per la disabilità, a fianco all’amministrazione e al Consiglio regionale nella scrittura della nuova legge sulla disabilità, che affronta il tema della libertà, dell’indipendenza, delle persone, “ovvero – ha rimarcato Riccardi – il valore più alto attorno al bisogno della salute”.
    All’inaugurazione sono intervenuti la presidente della Fondazione Elena Bulfone, il sindaco di Tavagnacco Giovanni Cucci, il prefetto di Udine Domenico Lione, il presidente nazionale Ana Sebastiano Favero, il comandante della Brigata Alpina Julia Francesco Maioriello, il presidente della Fondazione don Gnocchi don Vincenzo Barbante.
    Come testimonial hanno portato la loro esperienza Toni Capuozzo e Elio. Presenti sul palco anche i campioni sportivi Elia Viviani, Chiara Cainero, Edi Orioli e Mara Navarria.

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    2 min
  • PODCAST – Venerdì 14 esce il nuovo album di Gom3z

    Ha 17 anni ed abita a Socchieve Nicolas Gomez, in arte Gom3z, e qualche mese fa ha pubblicato un brano, “Nati sbagliati” che si è fatto particolarmente notare.

    Venerdì 14 novembre esce il suo nuovo album, “Salvezza”, che lui presenta così: “Non è un titolo, è un avvertimento: “Salvezza” arriva per chi non ha più niente da perdere”.

    Sei brani inediti pronti per essere acquistati sugli store digitali e streammati da mezzanotte, in attesa del video di “Pensieri” che uscirà venerdì pomeriggio.

    Dell’album si è parlato a Radio Studio Nord con Cristian Comelli, con lo stesso Gom3z (nella foto).

    Proponiamo l’audio e il video.

    https://www.studionord.news/wp-content/uploads/2025/11/gomez.mp3

     

     

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  • VIDEO – I Vigili del fuoco salvano una vitellina caduta in una forra a Moggio

    Complesso intervento per il personale SAF (Speleo Alpino Fluviale) del comando dei Vigili del fuoco di Udine che con la squadra del distaccamento VV.F. di Tolmezzo e Drago 149, l’elicottero del Reparto Volo dei Vigili del fuoco di Venezia ha salvato una vitellina che era caduta in una forra in località Riuc nel comune di Moggio Udinese.

    Chiamati dall’allevatore, i Vigili del fuoco, calandosi con tecniche alpinistiche, hanno raggiunto la giovane bovina che si trovava nei pressi di una forra in una zona particolarmente impervia e con folta vegetazione; hanno verificato che l’animale non fosse ferito quindi hanno liberato l’area da arbusti e alcuni rami e, utilizzando uno speciale imbrago per animali hanno assicurato la vitella al gancio del verricello dell’elicottero che ha recuperato il bovino portandolo in una zona sicura dove è stato riconsegnato all’allevatore.

    A causa della zona particolarmente impervia con folta vegetazione le operazioni di soccorso sono state particolarmente complesse, ma l’addestramento e il coordinamento tra il personale a terra e quello sul velivolo hanno fatto si che le operazioni si concludessero positivamente.

     

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  • VIDEO – Al via i lavori per l’ammodernamento dell’impianto pluvirriguo tra Flaibano e Coseano

    “Innovazione e sostenibilità sono le parole d’ordine per il futuro, con le quali ci dovremo sempre più confrontare per una gestione più efficiente di una risorsa preziosa come l’acqua ma anche per rendere più moderni ed efficaci i modelli produttivi utilizzati dai nostri imprenditori agricoli”.

    Lo ha dichiarato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier a Flaibano, in occasione dell’avvio dei lavori relativi al progetto “Resilienza dell’agrosistema irriguo per una migliore gestione della risorsa idrica-Ammodernamento dell’impianto pluvirriguo RF nei Comuni di Coseano, Dignano, Flaibano e Sedegliano”.
    Quello che ha preso il via oggi è un intervento strategico per il territorio, volto a ripristinare e potenziare sistemi irrigui ormai giunti a fine ciclo, introducendo soluzioni tecniche e tecnologiche di ultima generazione. Ciò è reso possibile grazie all’utilizzo dei fondi di coesione Fsc derivanti dall’accordo tra la Regione Friuli Venezia Giulia e il Governo, che vedono il Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana come attore e protagonista di questa azione. “I fondi – ha spiegato Zannier – non saranno utilizzati per un semplice rifacimento, ma per integrare innovazioni che permetteranno da un lato di preservare la risorsa idrica, e dall’altro di sfruttarla nel modo più efficiente ed efficace possibile”.
    Secondo l’assessore, l’ammodernamento delle infrastrutture irrigue non solo migliorerà la gestione dell’acqua, ma renderà più agevole e qualificato il lavoro degli agricoltori. “Poter pensare nel futuro di utilizzare lo smartphone per le operazioni irrigue – ha aggiunto – garantirà una qualità del lavoro e della vita dei nostri operatori decisamente superiore”.
    Zannier ha inoltre sottolineato come il progetto rappresenti un passo in avanti all’interno di una più ampia strategia di pianificazione coordinata con il Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana, soggetto titolare della programmazione generale del sistema irriguo regionale. “Non ci fermiamo qui – ha evidenziato – perché l’agricoltura avrà sempre maggior necessità di disporre di risorse idriche e, parallelamente, di rispettare criteri di sostenibilità sempre più stringenti. Per questo la parola d’ordine resta una sola: innovare”.

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  • VIDEO – Raccolta fondi Despar, Asufc e Andos: 115.000 euro per la ricerca contro il tumore al seno

    A distanza di un mese circa dall’incontro di presentazione all’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, dove è stata annunciata la nuova raccolta fondi in favore della ricerca contro il tumore al seno promossa dall’ASU Friuli Centrale e dall’Associazione Andos Onlus (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno) sezione di Udine e coordinata e sostenuta da Despar Nord, i partner a diverso titolo del progetto si sono ritrovati oggi per la cerimonia di consegna dell’assegno di 114.941,49 mila euro, frutto della raccolta di 335.808 donazioni in cassa effettuate dalla clientela Despar in Friuli Venezia Giulia.

    All’appuntamento odierno erano presenti: il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (ASU FC), Denis Caporale; la professoressa Carla Cedolini, Direttore della SOC Chirurgia Senologica, la Presidente dell’Associazione Andos Onlus sezione di Udine, e Tiziana Pituelli, Responsabile Marketing e Ufficio Stampa.

    Un importante e concreto risultato ottenuto in favore della ricerca su quella che rappresenta la neoplasia maligna con rilevanza più frequente fra le donne malate di tumore in Italia e che ha registrato nel 2023 oltre 55 mila nuovi casi a livello nazionale (fonte: Registro Nazionale Tumori).

    Il Friuli Venezia Giulia vanta purtroppo il triste primato italiano di territorio con la maggiore incidenza di questa tipologia di cancro, con circa 1.500 nuovi casi all’anno, ma è anche “fra le regioni” d’Italia con il più alto tasso di sopravvivenza (relativa a 5 anni dalla diagnosi) che è dell’89,4%, cioè di oltre un punto e mezzo percentuale superiore alla media nazionale.

    Nei 76 punti vendita in gestione diretta a insegna Despar, Eurospar e Interspar (dislocati in Friuli-Venezia Giulia) la campagna “Sostieni la ricerca”, che si è svolta dall’1 al 31 ottobre, ha visto una grande partecipazione da parte dei clienti dell’insegna dell’abete che, al momento del pagamento della spesa, hanno scelto di arrotondare lo scontrino per 335.808 volte, donando così direttamente in cassa una cifra complessiva di 114.941,49 euro.

    La somma raccolta è stata devoluta in favore dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale ASU FC e contribuirà a finanziare un articolato progetto denominato “Valutazione del metiloma nel cancro del seno”, che prevede fasi di studio e ricerca della metilazione del DNA la quale rappresenta una frontiera promettente per l’oncologia di precisione, con potenziali applicazioni nella diagnosi precoce, nel monitoraggio e nella terapia personalizzata delle pazienti con tumore al seno.

    “La Regione Friuli-Venezia Giulia è particolarmente orgogliosa di vedere che rimane sempre altissimo il sentimento sociale e la capacità di empatia verso chi soffre da parte dei nostri concittadini. – ha commentato l’Assessore regionale alla Sanità Riccardo Riccardi – Questa iniziativa sul territorio regionale ha dimostrato ancora una volta che il connubio pubblico-privato da noi funziona perfettamente e dà la possibilità di arricchire il nostro sistema sociosanitario nell’ambito della ricerca medico-scientifica di ulteriori capacità di studio, analisi, prevenzione e cura di patologie complesse come il cancro al seno”.  

    Il Direttore Generale dell’ASUFC, Denis Caporale: “Desidero ringraziare ogni singolo cittadino per il contributo dato a sostegno della ricerca nell’ambito di una patologia molto frequente nel genere femminile: una cifra veramente importante che utilizzeremo al meglio per dare alla popolazione risposte in termini di salute. Ancora grazie al gruppo Despar Nord per aver condiviso questo percorso che dimostra come il legame tra pubblico e privato non solo è possibile, ma è un vero valore aggiunto per il territorio”.

    “Per Despar Nord – è il commento di Fabrizio Cicero, Direttore Regionale di Despar Nord per il Friuli Venezia Giulia – si tratta oggi del raggiungimento di un obiettivo comune: quello di contribuire fattivamente ai progetti promossi e sostenuti sia dal mondo del volontariato che da quello sociosanitario locale. Siamo orgogliosi ancora una volta della grande sensibilità e generosità dimostrata dai nostri clienti, che ci permettono con il loro altruismo di essere in prima linea dove serve combattere battaglie sociali anche complesse come questa. Continueremo come fatto in questi ultimi quindici anni ad impegnarci come Despar Nord a fianco del sistema sanitario regionale e delle sue eccellenze provinciali, sostenendo in futuro anche altre attività e programmi che consentano di incentivare ulteriormente gli studi e i progetti legati alla ricerca in Friuli-Venezia Giulia”.

    Carla Cedolini, Direttore della SOC Chirurgia Senologica: “La terapia del cancro al seno sta facendo enormi progressi, grazie alla ricerca che si focalizza soprattutto sulla conoscenza del meccanismo di crescita e diffusione dei tumori più aggressivi, quelli che ancora oggi mettono a rischio la vita delle pazienti.  La nostra Unità Senologica sta partendo con un progetto di ricerca sulla metilazione del DNA delle cellule tumorali che ci darà  informazioni essenziali sull’evoluzione della malattia, permettendoci di riconoscere precocemente il rischio di recidiva , scegliere  terapie più mirate e valutarne l’efficacia,  in questo modo  ci aspettiamo un significativo miglioramento della prognosi  Grazie ai Fondi Despar potremo impiegare un maggior numero di risorse, umane e materiali, al fine di rendere possibile  la guarigione definitiva”.

    Mariangela Fantin, Presidente dell’Associazione Andos Onlus sezione di Udine: “E’ una mia grande personale soddisfazione vedere come sia possibile insieme coordinarsi sul nostro territorio per sostenere progetti così importanti e innovativi, che riescono a dare voce alle migliaia di richieste di aiuto delle donne in Friuli-Venezia Giulia. Quello di oggi è un passo avanti nel supporto alla ricerca sul tumore al seno e sono convinta possa sicuramente rappresentare anche un progresso nella prevenzione e nella diagnosi precoce di questa malattia. Grazie al Gruppo Despar per aver reso possibile tutto ciò”.

    “Sostenere e promuovere questa campagna è stata una scelta immediata da parte di Despar Nord– ha concluso Tiziana Pituelli –, perché crediamo fortemente come azienda nella necessità di dare continuità alle efficaci iniziative che ci permettono di testimoniare la nostra vicinanza a quelle persone che si trovano, per svariati motivi, in difficoltà. In questo caso si è trattato di un contributo dato alle donne della nostra regione nella speranza che, appoggiando e coordinando questa tipologia di iniziative, si possa arrivare presto a contrastare fino in fondo questa complessa neoplasia”.

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