Villa Ada, storia e storie

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Villa Ada, storia e storie episodes

  • Episodio 21 - Il Barone Rampante
    Nel luglio del 2018 fu scoperta una sorta di “piattaforma”, costruita su uno dei tanti magnifici cedri che abitano la villa. Quello che sorprese è che la piattaforma era posta a circa trenta metri di altezza, cosa certo di non facile realizzazione, visto che oltre alla difficoltà di raggiungere tale quota, c’era anche quella di portare fin lassù il materiale necessario.

    Date le caratteristiche della piattaforma, il ritrovamento fu simpaticamente descritto con un diretto rimando al celebre romanzo “Il Barone Rampante” di Italo Calvino, che narra la storia di Cosimo Piovasco di Rondò, giovane rampollo di una famiglia nobile ligure di Ombrosa, che all’età di dodici anni, in seguito a un litigio con i genitori, si arrampica su un albero del giardino di casa dichiarando di non volerne più discendere per il resto della vita.

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    Rising Dawn by Ethereal 88 | https://ethereal88.bandcamp.com
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    10 min
  • Episodio 20 - La Salaria Vetus
    La Salaria Vetus, una delle più antiche strade consolari romane, realizzata per portare nell’entroterra il sale delle coste tirreniche e adriatiche, era un sentiero di transumanza e commercio, che connetteva il territorio dei Latini con quello dei Sabini.

    Sul tracciato originario della Salaria Vetus, in particolare per il suo tratto che si ipotizza passasse all’interno di Villa Ada e che è oramai irrintracciabile, ci sono divere ipotesi, che hanno in comune la sua collocazione nei pressi del sentiero noto come "Tagliata del Roccolo", che forse ne era una diramazione e del quale quindi ne seguirebbe in parte il percorso.

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    15 min
  • Episodio 19 - La cucina di beneficenza
    La Regina Elena, moglie di Vittorio Emanuele III, crebbe in un piccolo stato dedito alla pastorizia, con uno spirito che portò anche nella famiglia reale italiana, inclusa una sua forte propensione al sostegno e all’aiuto e, tra le attività di aiuto ai bisognosi, va sicuramente anche menzionata quella che vedeva la villa come luogo di preparazione dei pasti, alcuni dei quali potevano consumare i pasti direttamente nella villa, mentre ad altri – la maggioranza – il cibo veniva consegnato per essere consumato altrove, con un collaborazione tra lo Stato, che provvedeva all’acquisto degli ingredienti, e la Casa Reale, che si faceva carico della preparazione.

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    11 min
  • Episodio 18 - La festa degli alberi
    L’istituzione della “Festa degli alberi” si può far risalire a Guido Baccelli, che la introdusse e la celebrò nel 1899, quando era Ministro della Pubblica Istruzione. L’istituzione vera e propria della festa si ebbe però il 2 febbraio 1902, quando Vittorio Emanuele II emanò un Regio Decreto che ne stabilì le modalità, riprese successivamente con un altro Regio Decreto del 30 dicembre 1923.

    Fu proprio nel 1902, il primo di aprile, che si ebbe la celebrazione della festa con una cerimonia in quello che sarà poi definito il Bosco della Regina Elena, sul versante di Monte Antenne che scende verso quella che oggi è Viale della Moschea.

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    10 min
  • Episodio 17 - Il lago ottocentesco
    Oltre ai cosiddetti laghi moderni, la villa aveva, nell’800, anche un ampio lago, oramai sparito, voluto da Re Vittorio Emanuele II e realizzato, nel periodo 1872 e il 1878, nell’ambito del progetto curato dal giardiniere amburghese Emilio Richter.

    Il lago, detto “a scogliera” per la natura dei suoi argini, era di forma allungata e suddiviso in due bacini da un ponticello rustico ed era situato tra il Colle delle Cavalle Madri e il Colle del Roccolo, in una posizione prossima alla Palazzina Reale, estendendosi poi verso sud, fino alla zona dove oggi è presente il Bunker Savoia.

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    15 min
  • Episodio 16 - Il cippo del Santissimo Salvatore
    Nel folto della vegetazione, anche se non lontano da uno dei viali più percorsi, c’è un cippo di confine risalente a un periodo compreso tra la fine del 500 e l’inizio del 600 e quasi certamente posto dalla Confraternita del Santissimo Salvatore ad Sancta Sanctorum, come testimoniano sia l’effige posta su un lato, che le lettere incise sull’altro.

    Il Cippo lo abbiamo scoperto casualmente, io e Lorenzo Grassi, mentre stavamo cercando tutt’altro.

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    15 min
  • Episodio 15 - Il secondo tornante di Via di Ponte Salario
    Una delle zone più interessanti relative all’antico insediamento di Antemnae, città sabina e probabilmente oggetti del famoso ratto delle sabine, è quella che si trova in corrispondenza del secondo tornante di Via di Ponte Salario, dove è presente quel che resta di uno dei canali di captazione delle acque del sistema idrico di Antemnae, canale che fu intercettato proprio dal “taglio” necessario alla realizzazione della strada.

    Nella stessa zona, al tempo, furono trovati alcuni resti delle mura arcaiche della città, nella loro classica realizzazione con parallelepipedi in cappellaccio, resti oramai purtroppo spariti, e un pozzo idrico, oggi ancora presente, anche se chiuso da un tombino moderno in ferro.

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    18 min
  • Episodio 14 - L'Acquedotto Vergine
    L’acquedotto Vergine fu Marco Vipsanio Agrippa e la sua principale funzione era quella di rifornire le Terme di Agrippa in Campo Marzio e, a oggi, è l’unico acquedotto ancora in funzione tra quelli di epoca romana. L’acquedotto captava l’acqua nei pressi del corso dell'Aniene, nella località di Salone, distribuendola nella città con un percorso di circa 20,4 km, alimentando anche la Fontana di Trevi, il Bottino di via Lata, il Babuino di via Babuino, la Scrofa (oggi secca), la punta del Pantheon, fino ad arrivare alla Fontana dei Fiumi di piazza Navona.

    L’acquedotto attraversa anche Villa Ada, entrando da Via Salaria ed uscendone in Via di San Filippo Martire, con uno sbocco nel punto dove è ancora presente l’epigrafe che ne ricorda il restauro da parte dell’Imperatore Claudio.

    NOTA: nell'episodio cito la via Casilina invece che Collatina, errore che purtroppo faccio ogni tanto...

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    19 min
  • Episodio 13 - La Torretta del Roccolo
    Sulla cima del Colle del Roccolo, zona di Villa Ada che i Savoia avevano dedicato a riserva di caccia, si trova la torretta del Roccolo, al tempo punto di osservazione per la pratica della caccia con, appunto, la tecnica del Roccolo, torretta della quale rimangono di fatto solo le mura esterne, che consentono di apprezzarne la struttura, mentre l’interno è al momento inaccessibile, essendo la torretta stata messa in sicurezza.

    Dall’esterno si possono apprezzare le tracce delle scale che portavano ai piani superiori e il tetto in legno, fortunatamente ancora integro.

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    13 min
  • Episodio 12 - La Piramide
    Per i lavori di sistemazione del parco voluti da Luigi Pallavicini furono chiamati Auguste Chevalle de Saint Hubert, architetto francese, e Francesco Bettini, curatori di giardini autodidatta, e proprio a quest’ultimo si deve probabilmente la costruzione della piramide adiacente al Tempio di Flora, della quale oramai restano solo poche pietre, che consentono comunque di intuirne la forma originaria.

    La piramide, ispirata da altre opere simili, era dotata di un percorso sotterraneo, con una sorta di camera sepolcrale, quasi a ricordare le classiche piramide egizie e che, ahimè, oggi è del tutto irrintracciabile.

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    10 min

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