Valery Gergiev, uno dei più importanti direttori d’orchestra viventi, celebrato nei più grandi teatri del mondo, è stato “cancellato” senza appello. Il suo crimine? Essere russo. E non aver mai apertamente criticato il presidente Putin. Tanto basta, nel clima tossico di oggi, per trasformare un musicista in un nemico pubblico. La cultura deve passare al vaglio ideologico. L’arte deve inchinarsi alla propaganda, la musica alla NATO, come spiega Enrica Perucchietti in Dietro le quinte.