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La contrapposizione Occidente libero – Russia tirannica, ai nostri giorni è tornata più vivace che mai. La propaganda della guerra fredda era al confronto una garbata disputa fra gentlemen. Di recente Josep Borrell ha creato una metafora poetica ineguagliabile, paragonando l’Unione Europea a un giardino fiorito, minacciato dall’avanzata della selvaggia foresta russa.
Nella puntata riscopriremo le origini della tirannide russa, cominciando dal tiranno russo per antonomasia: Ivan il Terribile, il primo zar della storia russa e il fondatore del sistema politico-sociale denominato: zarismo. Così come ci è stato tramandato, Ivan IV non è una persona reale, bensì un personaggio, un archetipo, sul quale sono stati ritagliati i successivi tiranni russi fino a Putin: barbari, paranoici, sanguinari. Cercheremo dunque innanzitutto di capire chi sia stato in effetti il primo zar, Ivan, detto: il Terribile, anche perché è stato il primo ad assumere la dottrina di Mosca Terza Roma a ideologia di Stato. In secondo luogo cercheremo di comprendere cos’è lo zarismo. I suoi sostenitori lo riassumono in tre parole: autocrazia, ortodossia, popolo. Con ciò s’intende una sintesi ideale di potere politico, religioso, popolare. Abbiamo già avvertito che non abbiamo intenti propagandistici. Qui non ci occuperemo dello zarismo ideale, bensì dello zarismo reale. La Russia, essendo un paese agrario, non può creare denaro dal nulla e per modernizzarsi deve prelevare le risorse necessarie dalla popolazione, che tanto più s’impoverisce, quanto più lo Stato si modernizza e si potenzia. Infine, dopo aver inteso come abbia potuto reggersi lo zarismo per tre secoli e mezzo, nonostante invasioni, guerre continue, rivolte contadine, si torna a Ivan IV e a Josep Borrell. Si scopre che il primo a introdurre lo schema oppositivo: libertà occidentale – tirannide russa, è stato un giurista inglese, Giles Fletcher, inviato in Russia dalla regina Elisabetta I, autore di una memoria: Of the Russe Common Wealth, pubblicata nel 1588. L’intera propaganda mediatica antirussa attuale è figlia inconsapevole di Giles Fletcher. Ma perché il Fletcher è stato mandato in Russia? Con quale missione? Lasciamo agli spettatori il gusto della suspense, poiché il finale sarà certamente una sorpresa e un’esclusiva per il nostro pubblico. Difficilmente potrete trovare i fatti qui descritti nei libri di storia, ma sono proprio simili eventi taciuti che fanno la storia reale, da cui nasce il presente in cui viviamo.
Negli ultimi giorni l’UE ha annunciato uno “scudo democratico” e una nuova intelligence europea, misure che potrebbero ridefinire il rapporto tra potere e informazione. Sullo sfondo dello scandalo BBC, Alberto Contri ci aiuta a capire dove finisce la tutela della democrazia e dove inizia il controllo del discorso pubblico.
Vivace scambio di opinioni fra Francesco Toscano e Claudio Celani intorno al tema della continuità storica fra il nazismo di Hitler e il militarismo di Merz
Savoini ricostruisce la torbida vicenda del Metropol su Visione Tv. "Chiesi conto a Salvini di quanto stava accadendo ma lo trovai completamente spiazzato"
Lo scandalo che travolge la BBC parte da un video manipolato di Donald Trump. Due frasi del suo discorso del 6 gennaio 2021 sarebbero state montate per farlo sembrare un incitamento all’assalto del Campidoglio. Le dimissioni del direttore generale Tim Davie e della responsabile delle news Deborah Turness svelano un problema sistemico: la perdita di credibilità del servizio pubblico e la crisi morale dei media mainstream.
Settimana di tensioni e sorprese sul piano internazionale: dalla visita di Al Jolani alla Casa Bianca all’incontro tra Viktor Orbán e lo stesso Trump. In Europa, Ursula von der Leyen si rafforza nonostante puntando alla delega sull’intelligence, mentre lo scandalo BBC tiene banco sui media. Ne parliamo con l’Ambasciatore Bruno Scapini, nella rubrica “L’angolo della diplomazia”.
Lanfranco Cirillo offre una interpretazione rispetto agli sviluppi della situazione in Ucraina. "Questa inchiesta dimostra il desiderio degli americani di liberarsi di Zelensky"
Grande pagina di giornalismo scritta dal Corriere. Chiedono un intervista al ministro degli esteri russo e poi la censurano perché non gradiscono le risposte. Repubblica spinge il governo Meloni ad acquistare armi dagli americani in favore di Kiev per non "deludere" Trump. Il Fatto sbugiarda i falsari del Corriere della Sera
Il leader di "Russia Giusta" ai microfoni di Visione Tv spiega il punto di vista della Russia: "Russia e Italia ricostruiranno presto rapporti improntati al rispetto e alla stima reciproca"
Eliseo Bertolasi ha ricevuto un premio direttamente dalle mani del presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. "Ho testimoniato per anni gli orrori consumati dai nazisti ucraini contro la popolazione russofona del Donbass"
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