fabbrica, matura l’idea di un delitto passionale, tra impegno politico e vicende umane e sociali.
Dedalo torna sui suoi passi molti anni dopo per regolare i conti con se stesso, la donna amata e la fabbrica, teatro delle vicende accadute venti anni prima; si può dire che torna sulla scena del crimine.
Nel frattempo ha girato il mondo, fatto esperienze, alcune delle quali confinano pericolosamente con i tragici fatti degli anni di piombo, altre nel mondo esoterico di un paese affascinante, il Brasile, dove ha anche prestato la sua opera di volontario nelle favelas. E ancora a Vienna e in Grecia dove incontra due mondi molto diversi fra loro.
L’escursus biografico del protagonista è scandito in blocchi tematici e narrativi sempre in bilico tra la narrazione oggettiva e il resoconto memorialistico, a tratti onirico e surreale.
Riuscirà il dialogo in fabbrica tra Dedalo e Liana, che sovrasta tutto il tempo e le vicende passate, a condurre a un chiarimento e a ad una possibile serenità?