Federico Berti, Memoria fattuale e valoriale.
Lezioni di Mnemotecnica (2025)
Testo e voce narrante Federico Berti:
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In questa lezione affrontiamo insieme la delicata questione della differenza tra memoria fattuale (episodica, quantitativa) e memoria valoriale (emotiva, qualitativa), ovvero il ricordo come evento e il riverbero di quell'evento su tutta la nostra interiorità. Il sistema delle competizioni intorno all'arte della memoria può implementare il primo aspetto della memoria, ma non il secondo, che comunque interviene in ogni atto di reminiscenza. In parole semplici, ogni volta che noi lavoriamo alla costruzione di un ricordo, più o meno consapevolmente, quel ricordo ha effetto su tutta la nostra persona: risveglia altri ricordi che agiscono sulla mente e sul corpo. Questa è la sostanziale differenza tra mente umana e intelligenza artificiale: la prima è una memoria incorporata, la seconda no. Il rischio più grande che corriamo nel perseguire il solo aspetto competitivo e quantitativo della memoria, è quello di perdere la nostra umanità imitando il comportamento della macchina, potenziando la memoria fattuale ma indebolendo la memoria valoriale. Il risultato estremo di questo processo è quello osservato da Hanna Arendt durante il processo ad Eichmann: un burocrate privo di emotività, privo di valori propri, capace solo di 'eseguire degli ordini'.