Questa notte mi sono svegliata alla solita ora. Fuori dalla finestra c'era la luna, non piena, non a spicchio. Storta. Gialla, incendiata, appena sorta.
Mancava un pezzo, sghembo, impreciso.
Quanto basta per essere se stessa. Ho pensato a un mangiacassette che un giorno cominciò a leggere il lato sbagliato del nastro. Le voci conosciute diventarono diaboliche, incomprensibili, affascinanti. Ho pensato a cinquant'anni passati a costruire la versione giusta di me.
Quella perfetta. Quella amabile. Quella che non graffia.
Tutto quel lavoro non ha prodotto di essere amata. Viviamo convinti di essere una metà da completare e quando quella metà non arriva, sembriamo una luna storta.
Questo è l'episodio "zero".
L'origine di questa voce. La luna storta era ancora lì quando sono tornata a letto,
bella come non avevo mai visto una luna piena.