Fiaba popolare di Palermo inserita nella raccolta "Fiabe Italiane" di Italo Calvino, pubblicata nel 1956. Dalle note di Italo Calvino: "Di tutte le varianti italiane della famosa Cenerentola, la più colorata e mediterranea è questa fiaba dei datteri, raccontata dalla grande narratrice analfabeta palermitana Agatuzza Messia, di settant'anni, cucitrice di coltroni d'inverno al Borgo, nel Largo Celso nero n. 8. Non v'è traccia, qui, del patetico moralismo della sorella reietta come in Perrault e in Grimm, ma tutto diventa un puro gioco di fantasiose meraviglie. " "Gràttula" = dattero "Beddàttula" = sta per "bedda gràttula": bel dattero