Dogaia al limite: l’emergenza carcere si aggrava con i trasferimenti da Sollicciano. Il sovraffollamento, la carenza di personale e i problemi strutturali tornano a mettere sotto pressione il carcere della Dogaia di Prato.
Il carcere della Dogaia è sempre più vicino al punto di rottura. Alla cronica carenza di personale, ai problemi strutturali e al sovraffollamento, si è aggiunta in questi giorni l’emergenza legata al trasferimento di detenuti dal carcere fiorentino di Sollicciano, dove sette sezioni sono state sequestrate dalla magistratura per le gravi condizioni igieniche e di sicurezza. Una parte dei detenuti provenienti da Firenze – circa 40 uomini – è stata trasferita proprio a Prato. Un arrivo che ha fatto scattare l’allarme tra sindacati e garanti dei detenuti. La Dogaia, infatti, vive già una situazione estremamente delicata: sezioni oltre il limite di capienza, carenza di agenti di polizia penitenziaria, turni massacranti e una struttura segnata da problemi di manutenzione, infiltrazioni e servizi spesso insufficienti. Secondo le denunce delle organizzazioni sindacali, senza un immediato potenziamento degli organici e senza soluzioni alternative per alleggerire la pressione sul penitenziario, il rischio è quello di un ulteriore peggioramento delle condizioni di vita all’interno del carcere.