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La campanella del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è suonata ieri. In Toscana il bilancio è fatto di molte luci e qualche ombra: tre progetti su quattro sono conclusi, ma il vero interrogativo riguarda il futuro dell’economia regionale.
I numeri raccontano un traguardo raggiunto solo in parte: si può parlare a ragion veduta di una Toscana promossa ma rimandata a settembre. La scadenza ufficiale del grande piano di investimenti europei è arrivata ieri, il 30 giugno. I progetti finanziati sono stati quasi 44 mila. Oltre il 95 per cento è stato avviato. Ma quelli davvero conclusi sono poco più di tre su quattro. Per molti interventi, però, la corsa continua. Il Governo ha infatti già concesso una proroga fino al 31 agosto per collaudi e rendicontazioni. E negli ambienti romani – per alcuni lavori – si parla di possibili slittamenti anche fino alla fine dell’anno. A rallentare l’obiettivo pieno, sono stati soprattutto i progetti dei piccoli Comuni, alle prese con procedure burocratiche complesse e carenza di personale. La fotografia finale del monitoraggio è quella di un enorme cantiere diffuso. Scuole, asili, impianti sportivi, sanità territoriale, digitalizzazione della pubblica amministrazione. Quasi la metà degli interventi riguarda innovazione, cultura e turismo.
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Un uomo di 75 anni entrato nel carcere fiorentino di Sollicciano a metà giugno per scontare quattro anni di reclusione, da poco colpito da un ictus, è morto dopo dieci giorni di detenzione.
Nel carcere fiorentino di Sollicciano il fondo non c’è, non arriva mai, non si tocca mai per davvero. Ed ogni giorno le notizie riescono ad essere peggiori del giorno precedente. Immaginate di entrare in carcere a 75 anni dopo essere stati colpiti da un ictus, a metà giugno, con la prospettiva di restarci fino a quasi il raggiungimento degli 80. La tragedia si è consumata nel giro di soli dieci giorni. Dieci giorni a 40 gradi, nelle condizioni croniche del peggior carcere d’Italia. L’uomo è entrato in carcere con il braccio paralizzato, pesanti conseguenze fisiche, polpacci e stinchi praticamente neri, tra cicatrici e cattiva circolazione del sangue. Domenica si è sentito male, lunedì era già morto. Il racconto è stato fatto dai volontari dell’associazione Pantagruel. L’infermiere di turno non sapeva come gestire la situazione, l’anziano malato non riusciva a scendere dal letto e quando ci provava cadeva. Una situazione di degrado umano oltre ogni immaginazione. Sarebbe stato indispensabile attuare un ricovero immediato, ed invece quando alla fine è stato portato all’ospedale di Torregalli è stato dichiarato morto per meningite.
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APPENNINO. La Condotta Slow Food della Montagna pistoiese organizza la Quinta festa dell’Alpeggio. Domenica 5 luglio dalle ore 11:00 presso I Taufi di Cutigliano, la tavola rotonda su Formaggi, microbi e salute e molte altre iniziative durante un incontro diventato negli anni il riferimento del mondo della pastorizia in Toscana. Duccio Cavalieri, microbiologo ai nostri microfoni.
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FIRENZE. Evento speciale mercoledì 1° luglio all’arena estiva della Manifattura Tabacchi. Nell’ambito della programmazione della Fondazione Stensen, saranno ospiti Luca Sofri e Valerio Valentini, rispettivamente direttore editoriale e cronista parlamentare de Il Post, per la presentazione del libro “La marcia sul posto – Il paradosso di Giorgia Meloni” dello stesso Valerio Valentini (Nottetempo 2026). Il libro racconta la longevità del Governo Meloni, ma allo stesso tempo l’immobilismo.
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FIRENZE. Ospite nei nostri studi Riccardo Noury, il Portavoce di Amnesty International Italia, per illustrare il rapporto annuale sui diritti umani. Il Rapporto 2026 di Amnesty International denuncia un collasso sistematico del diritto internazionale, esacerbato dall’impunità dei governi e dal proliferare di conflitti globali non regolati. Il documento evidenzia come le popolazioni civili continuino a pagare il prezzo più alto di guerre strutturali, mentre l’uso distorto di nuove tecnologie e intelligenze artificiali viene impiegato per reprimere il dissenso e limitare la libertà d’espressione. Sul piano sociale, si registra un netto arretramento globale sul fronte dei diritti di genere, dei migranti e della giustizia climatica. Il quadro complessivo descrive istituzioni globali paralizzate da veti politici, incapaci di arginare la violenza di Stato e le crescenti disuguaglianze economiche.
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FIRENZE. “Se la rete elettrica va in crisi già oggi per l’aumento dei consumi estivi, è evidente che non possiamo limitarci a rincorrere le emergenze. Il Comune deve fare di più e assumere un ruolo di guida nei confronti del gestore della rete”. È quanto dichiara il capogruppo del Movimento 5 Stelle Lorenzo Masi, intervenuto in Consiglio comunale con una domanda di attualità sui ripetuti blackout che nei giorni scorsi hanno lasciato senza corrente, per ore e senza alcun preavviso, centinaia di famiglie e attività del quartiere di San Frediano.
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Droni in volo, settimane di osservazione, pedinamenti. Poi il blitz. A Prato si accende un nuovo fronte sull’economia sommersa del distretto. Ma il prodotto finito sotto la luce delle investigazioni non è quello che ci si aspetterebbe: niente tessuti o vestiti, ma ortaggi.
La Procura di Prato ha messo i sigilli a tre mega-orti nella zona di Tavola, a sud della città, vicino all’ex discarica del Coderino. Spazi verdi trasformati in aziende agricole, dove allo sfruttamento della manodopera si sommavano degrado ambientale, abusivismo e gravi carenze igieniche: gran parte dei terreni sorge su una ex discarica con rifiuti tossici. Sono stati sequestrati oltre 14 ettari e un casolare usato come dormitorio. Dentro, condizioni estreme: niente requisiti minimi di abitabilità, impianti fatiscenti, letti sul cemento, cucine improvvisate. Con loro, migliaia di shopper irregolari destinate alla vendita. Gli ortaggi finiscono soprattutto nei negozi e nei ristoranti della Chinatown pratese
Le ipotesi di reato sono pesanti: intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, impiego di lavoratori senza permesso di soggiorno, frode in commercio e abbandono di rifiuti. In uno dei tre siti, le attività erano ancora in corso nonostante un provvedimento di sospensione già emesso nel 2023. Le indagini sono partite anche grazie a rilievi con droni che hanno documentato movimenti, organizzazione e modalità di lavoro.
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La prossima settimana è in programma lo smontaggio del vecchio cavalcaferrovia del ponte al Pino a Firenze a cura di Rfi: per questo come già annunciato sarà interrotta la circolazione ferroviaria all’altezza della stazione di Campo di Marte dalle 23 del 5 luglio fino alle 4 del 10 luglio. La struttura sarà tagliata in porzioni: a sollevare il tutto una gru da 1.600 tonnellate, alta 70 metri, che è stata montata sul lato via degli Artisti. Lo stop al passaggio dei treni sarà replicato per il montaggio del nuovo cavalcaferrovia tra il 26 e il 30 luglio.
Riguardo alla viabilità cittadina, le misurescatteranno dalle 20 del 5 luglio fino alle 5 del 10 luglio e comporteranno la chiusura di via del Pratellino tra via Pacinotti e via Campo di Arrigo. Di conseguenza diventeranno strade senza sfondo via Pacinotti e via Marconi (chiusura da viale dei Mille a via del Pratellino). Durante i lavori sarà chiusa anche la passerella ciclopedonale.
Poi naturalmente ci sono gli umori di un pezzo di città da mesi sotto osservazione, da quando cioè sono cominciati i lavori propedeutici al cantiere. Che dire, tra i residenti e i commercianti l’aria che tira è quella di una certa stanchezza, condita di disincanto.
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Fatoumata Diawara, Bill Fisell, Raphael Gualazzi, Yellowjackets, Ginavra Di Marco & Nada, Bobo Rondelli e& Nico Gori Swing 10tet, Paolo Fresu, Antonello Salis, Furio di Castri e tanti altri. L’intervista a Gianni Pini.
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“Calenzano Estate”: cultura, svago e socialità con oltre venti appuntamenti gratuiti.
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