3' Grezzi di M. Cristina Marras

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3' Grezzi di M. Cristina Marras episodes

  • 3' grezzi Ep. 108 Nomi di strade
    Percorri la via principale della tua città e ti accorgi che le hanno cambiato nome e che ora si chiama "Lungomare New York 11 Settembre 2021". Straniamento. E discorso generale sulla toponomastica stradale, da approfondire in futuro!

    TRASCRIZIONE TESTO
    Probabilmente me l'avete già sentito dire, comunque lo ripeto: sono un disastro quando si parla di direzioni: di seguire direzioni o di andare dal punto A al punto B. È una parte del mio cervello che mi rifiuto semplicemente di attivare perché richiederebbe troppa energia e soprattutto, negli ultimi anni preferisco accettare questo mio punto debole e affidarmi a chi lo fa meglio di me, ovvero il GPS che oggi ho sempre con me appunto con il cellulare. Per questo spesso anche quando mi muovo in città, nella mia città, a Cagliari, così per abitudine accendo il il GPS per essere sicura di non prendere una strada troppo lunga oppure di distrarmi un attimo e di prendere un'uscita e poi mi ritrovo da una parte non so più come tornare. Vabbè appunto avevo il GPS acceso qualche giorno fa mentre percorrevo una delle vie principali di Cagliari, ovvero il lungomare del Porto lungo la via Roma, immaginatevi quando arrivano le navi vedono questo panorama fantastico, portici i palazzi color pastello, l'ufficio regionale, eccetera eccetera. Ecco percorrevo in macchina quello che io pensavo fosse il lungomare del porto quando a un certo punto il GPS mi informa che sto attraversando il "Lungomare New York 11 settembre 2001". Ancora un po' e inchiodavo la macchina e mi facevo succedere, provocavo un incidente, perché io non ne sapevo, non sapevo niente del nome di questa... che avessero ribattezzato il lungomare di Cagliari, col nome New York 11 settembre 2001. Ho chiesto un po' in giro tra i miei contatti su Facebook, la maggior parte di loro, diceva, sì, boh, non ne sapevo niente nemmeno io. Non so, forse avranno fatto questa, avranno preso questa decisione subito dopo gli anni subito dopo il 2001. Io all'epoca non abitavo qua, quindi non so cosa, non seguivo sicuramente queste vicende. Però perché ne parlo? Perché i nomi delle strade sono importanti. Qualche tempo fa un mio amico che si occupa di big data, mi raccontò di un progetto fatto con gli alunni di una scuola elementare qua in Sardegna dove avevano mappato i nomi dati
    alle strade ed era venuto fuori un quadro deprimente. La maggior parte delle strade intitolate a maschi e quelle pochissime strade intitolate a donne sono intitolate a sante o a martiri, sono completamente assenti le donne in politica le scienziate le altre donne che hanno fatto delle cose di cui invece bisognerebbe parlare ma dei nomi delle strade tornerò anch'io a parlare.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 107 Mappe aeree
    In mancanza dei viaggi in aereo, gioco con la mappa interattiva che mi mostra in tempo reale tutti gli oggetti volanti che si muovono in cielo. Pazzesco che un sito del genere esista e sia pubblico e gratuito!

    LINK al sito
    Flightradar 24 https://www.flightradar24.com

    TRASCRIZIONE TESTO
    Nei lunghissimi viaggi dall'Australia all'Europa, una volta che avevo guardato tutti i film che mi interessava guardare, che avevo letto tutte le riviste e tutti i capitoli dei libri comprati all'aeroporto, quando del lungo viaggio che durava 24 ore ormai rimanevano le ultime 4 o 5 ore e non se ne poteva più e sembrava di essere entrati in un'altra dimensione spazio-temporale, una delle cose che facevo per passare il tempo era seguire quel piccolo aeroplanino che si muoveva in tempo reale nella mappa davanti al sedile dei passeggeri. Si poteva scegliere lo schermo, quindi se vedere l'aereo all'interno della mappa oppure si poteva vedere la telecamera che era ai lati, sopra, sotto l'aereo. Ecco questo piccolo aereo giallo che attraversava la mappa che si muoveva a piccoli scatti - che ogni scatto corrispondeva non lo so a quanti km - l'ho ritrovato in un sito che si chiama flightradar24 - live Air Traffic - che è una figata. figata. È un sito gratuito, interattivo - nel senso che si può allargare e stringere chiudere eccetera - che fa vedere la mappa del mondo con tutti (in tempo reale) con tutti gli aeroplani che si muovono e tutti gli oggetti volanti, non sono gli aeroplani ci sono anche gli elicotteri, ci sono addirittura i droni, c'è tutto. Ed è proprio come la mappa che si vede che si vede negli aerei intercontinentali e se tu fai zoom - lo sto facendo adesso nella mappa - vedi proprio i piccoli spostamenti. Ci sono gli aerei di linea di linea, e se tu fai click sopra uno, qualsiasi degli degli aerei, ti dice il numero dell'aereo, e se poi ci clicchi sopra ti fa vedere anche la fotografia, e se tu stringi la mappa per vedere una porzione più grande del globo terrestre, ti rendi conto che è tutto un mamma mia quanti aerei ci sono in volo contemporaneamente! Non vorrei essere nella pelle delle persone che devono poi decide le nuove rotte, perché è vero che hanno una buona distanza l'uno dall'altro è che poi ci sono anche diverse, altitudini, però se avete la mappa è veramenteente pazzesco metterò il link al sito nelle note al programma. Sì, l'altro giorno ho visto degli elicotteri elicottero della finanza che si stava muovendo dal Lazio e andava verso non so dove verso il mare, non so dove stesse andando. Insomma una cosa divertentissima da vedere, ve lo consiglio e mi sorprendo che sia una cosa non segreta è che sia aperta a tutte le persone molto divertente.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 106 Mattine così
    Giornate che sembra che sia già passata tutta la mattina perché ti sei svegliata alle 2 e non sei riuscita a riaddormentarti.

    LINK
    We fix space junk, podcast https://www.podchaser.com/podcasts/we-fix-space-junk-641836/episodes/recent

    TESTO TRASCRITTO
    3' grezzi Ep
    subtitle
    Edit Speaker
    Ho dormito male, è da diverse notti che mi sveglio verso le 2 del mattino e poi non riesco a riaddormentarmi. O meglio mi addormento di nuovo verso le 6 e mi costringo ad alzarmi alle 9 e tutta la giornata se ne va, se ne va, inizia male insomma, perché mi sveglio con questo senso di tutto in ritardo ho perso un sacco di tempo, poi sapete, quando non si dorme bene la giornata non può che essere un po' avvolta dalla nebbia e con questo con questa continua sensazione che sto perdendo tempo e che sono in ritardo, anche se poi non è che abbia degli appuntamenti, ho le cose da fare, ma se mi metto a fare il tempo ce l'ho, però è come se sia accavallassero le cose, i pensieri, tutto quanto. Inizio a fare una cosa e poi mi fermo a metà e penso Dio ma devo fare anche quest'altro. Quindi non riesco. Non finisco di fare la prima mi butto a fare la seconda poi dico, no, no torno indietro a fare la prima, sì, però ho lasciato l'altra metà e così no è una cosa che un po' mi rompe, anche perché cerco di andare a letto non troppo presto non troppo tardi, quindi l'orario giusto e poi niente mi sveglio verso le 2 2:30 e un po' sto sveglia a letto e dico vabbè ora mi riaddormento, poi quando vedo che non mi riaddormento, mi metto da ascoltare dei podcast. Sto ascoltando, ho iniziato ascoltare una nuova serie abbastanza carina che si chiama We Fix Space Junk, una serie che c' è già da un po' di tempo. È una specie di commedia ambientata nello spazio e siccome appunto è carina ne ho ascoltato 5 puntate adesso non mi ricordo nemmeno quanto sia lungo una puntata e non è bene perché appunto, l'ho già raccontato in uno dei miei precedenti tre minuti grezzi, i podcast che mi fanno addormentare sono quelli che non sono belli o meglio sono quelli che sono costruiti in un modo che non mi interessa seguire, invece questi ne ho seguito un bel po'. Poi mi sono resa conto che stavo seguendo con troppo interesse, allora, ho spento i podcast, mi rigiravo nel letto, sentivo tutti i rumori, a un certo punto si sono alzati, qualcuno dei vicini è andato al bagno e ho sentito lo sciacquone del bagno del loro appartamento, poi comincia è cominciato a venire la luce da fuori, stava facendo giorno , ciò che non voglio vedere che ora è perché se poi vedo che ora è mi viene ancora più la parnoia che mi devo alzare. Insomma, si sente anche dal tono lamentoso della mia voce. Spero di riprendermi presto e di fare tutte le cose che devo fare. Vabbè almeno 3 minuti grezzi son riuscita a farli.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 105 Avvertenze
    Ma avete veramente bisogno che ve lo dica qualcuno, di non usare l'asciugacapelli sotto la doccia?

    TESTO TRASCRITTO
    Qualche giorno fa ho comprato un nuovo asciugacapelli. Il mio si è rotto, l'ho poggiato sulla mensola del bagno e siccome non so se ve ne siete accorti anche i vostri sono così, hanno il cavo che alla fine si attorciglia, appoggiato sulla mensola del bagno, il cavo dell'asciugacapelli ha acquisito vita propria, ha fatto un mezzo giro a 180° di giro e come ha fatto il giro, siccome come ci aveva pure il diffusore attaccato, vabbè è caduto sul pavimento che ha le mattonelle tipo marmo, quindi si è rotto definitivamente. Ho comprato un nuovo asciugacapelli molto simile a quello che avevo prima, niente di speciale niente di che, ho guardato convoluta asciugacapelli Dyson che costa boh mi ricordo quattro €500 questa cosa incredibilmente fantascientifica, comunque ho portato a casa mia l'asciuga i capelli, ho aperto la scatola, tolto la busta, le istruzioni, non è che abbia bisogno di istruzioni per usare l'asciugacapelli, però le ho messe da parte, e ho notato con un sentimento rassicurante il fatto che anche questo ennesimo elettrodomestico che ho acquistato ha attaccato al cavo un autoadesivo con l'immagine di una doccia e poi il simbolo NO, quindi anche questo asciugacapelli non deve essere utilizzato sotto la doccia. La prima volta che vedi questo simbolo, questa raccomandazione 'da non usare sotto la doccia' mi misi a ridere e pensavo che cose del genere le facessero solo sugli elettrodomestici venduti in America, negli Stati Uniti, dove si sa la gente è molto propensa a fare denunce, però adesso questa dicitura si trova su tutti gli asciugacapelli che si vendono anche in Europa, e ogni volta che lo vedo mi chiedo ma c'è veramente qualche idiota che si è messo a utilizzare l'asciugacapelli sotto la doccia? No, perché per avere costretto le ditte che producono asciugacapelli a creare un autoadesivo esattamente allo scopo specifico, allo scopo di dire alla gente di non usare l'asciugacapelli sotto la doccia, evidentemente qualcuno l'ha fatto perché altrimenti non si giustifica il fatto di aver mosso il dipartimento di marketing, il design, come lo facciamo, come disegniamo la doccia, che colore lo facciamo, di quali dimensioni deve essere l'autoadesivo, dove lo mettiamo, lo mettiamo nella scatola no, se poi buttano la scatola no, deve essere sempre in ogni momento presente, attaccato all'asciugacapelli perché non possiamo permetterci che la gente lo usi che poi dica 'Sì, ma non me l'avete detto'. Allora il mio pensiero è questo: se una persona è così idiota da usare l'asciugacapelli sotto la doccia e mentre lo fa si ammazza, eh mi sa che qua si tratta di selezione naturale. Meglio ammazzarsi così da soli sotto la doccia che magari avere un posto di responsabilità e fare ammazzare qualcuno per una cosa simile.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 104 Con voluttà porcina
    Gli autori ci si stanno rotolando con voluttà porcina nelle miserie altrui, per fare cassetta? Non lo so, a volte questa è l'impressione mentre non riesco a smettere di ascoltare un podcast fatto molto bene che però mi inquieta dal punto di vista umano.

    LINK AL PODCAST
    https://play.acast.com/s/westcork

    TRASCRIZIONE TESTO
    Da qualche giorno sto ascoltando un podcast di 'true crime', cioè un podcast che racconta una storia di un omicidio realmente accaduto nel 1996 a West Cork in Irlanda. Un caso ancora irrisolto, perché non è stato trovato l'assassino. Il podcast è raccontato molto bene dal punto di vista tecnico della produzione, e questo mi ha attirato molto perché i podcast fatti bene mi piacciono però man mano che ascoltavo sentivo nascere in me una certa inquietudine. Mi sono resa conto che alcuni aspetti del podcast mi davano molto fastidio. La persona ammazzata era un giovane donna francese, nell'ambito, in una delle puntate i due autori del podcast intervistano i familiari. Una delle persone intervistate è il figlio che adesso è un adulto. L'omicidio risale al 1996 e gli chiedono di ricordare come apprese la notizia della morte della mamma, queste sono persone di lingua madre francese e che però nel podcast parlavano in inglese. Questa cosa mi ha mi ha dato fastidio perché io so, non solo per esperienza ma anche perché l'ho studiato, che quando noi parliamo nella nostra lingua madre, quella che ci è più familiare, diventiamo una persona diversa Ci esprimiamo in modo diverso, siamo molto più disinvolti, abbiamo... usiamo delle frasi molto più appropriate e mi ha dato fastidio che gli autori del podcast non abbiano dato la possibilità a queste persone di usare la loro lingua madre poi usando il voiceover, che lo so che è una rottura usare il voiceover però avrebbero mostrato più rispetto nei confronti di queste persone. E in generale, ripeto, ascolto assiduamente, mi mancano due puntate alla fine di questa serie che ha 11 puntate, perché è fatto veramente molto bene, però è come quando c'è un incidente stradale che non vuoi guardare, però guardi. Non lo so. Mi pare che i due autori ci si rotolino con voluttà porcina nei dettagli e vadano a scavare, vadano... non lo so, mi fa sentire un po' un po' sporca il continuare ad ascoltarlo. Mi ha fatto venire questo, un po' questo dilemma. In generale ascolto poco 'true crime' proprio perché so che non è una cosa che mi si confà, non mi piace andare a a curiosare nelle miserie altrui, però questo l'ho ascoltato perché tutti ne parlavano benissimo, lo consigliavano e in effetti ripeto, ho continuato ad ascoltarlo fino alla fine perché dal punto di vista tecnico è ineccepibile però dal punto di vista umano... mi dispiace ma no, non mi piace per niente.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 103 Pioggia
    Ma chi l'ha detto che le giornate piovose debbano essere malinconiche? Non c'è motivo, lo so, però preferirei il sole splendente e il cielo azzurro. Ma l'acqua serve!

    TESTO TRASCRITTO
    In effetti non c'è nessun motivo per cui la pioggia debba rattristare le persone, perché se ci pensiamo chi dice che acqua che scende dall'alto verso il basso debba produrre in noi un sentimento di malinconia? E chi dice che invece il sole col cielo azzurro, debbano renderci felici? Però anche nel momento in cui lo dico mi rendo conto che invece è così, sono i grandi misteri della vita, perché io la mattina quando mi alzo e vedo il cielo azzurro e sento l'odore di primavera... niente, il cuore mi sorride. Invece in mattinate come oggi che sento il rumore delle gocce che picchia sui vetri e se mi sporgo dalla finestra vedo l'asfalto bagnato tutto luccicante, potrebbe essere motivo di motivo di gioia e felicità, invece no, è motivo di malinconia. Questi sono i grandi misteri della vita: perché ci piacciono le cose dolci? Perché? Chi l'ha deciso che il desiderio irrefrenabile debba essere verso il mangiare le cose dolci, anche per le persone come me, che non sono particolarmente golosa di e di dolci in generale, però è indubbio che tra mangiare una cosa dolce e mangiare una cosa che non è dolce, preferisco quella dolce. Sì ci sono delle cose che evidentemente ci nasciamo così. Ora quello della pioggia del sole, non lo so, forse effettivamente è un condizionamento culturale che si storicamente la pioggia rappresenta momenti bui. Eh però a questo punto potrei chiedere, perché si è iniziato a rappresentare la pioggia come un qualcosa di negativo? Se ci pensiamo, in effetti la pioggia è molto positiva perché fa crescere i raccolti. E fa parte del ciclo del della vita: senza la pioggia si muore. Infatti lo sanno bene i paesi che soffrono da tempo di siccità. Io, il posto dove sono nata, la Sardegna, ricordo da bambina lunghissime estati quando c'era il razionamento dell'acqua perché pioveva poco (o forse l'acqua non veniva raccolta nel modo giusto nei bacini). Comunque, mi ricordo le bacinelle in giro per casa perché d'estate "mancava l'acqua" e sono cresciuta così. Anche l'Australia, dove ha vissuto per molto tempo, è la regione tra le più
    aride al mondo, e anche lì si sente molto il problema della siccità, infatti lì se dici che ti fai la doccia per più di 3 minuti ti guardano male, poco ci manca che chiamino anche la polizia, e queste cose le insegnano anche a scuola: per questo mio figlio, se sempre a rompere "Mamma non lasciare rubinetti aperti quando ti lavi i denti! Fai la doccia veloce!". Eh...
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 102 Tasche
    Uscire senza la borsa per me è un atto di resistenza.


    LINK
    Per approfondire il discorso delle tasche (in inglese) https://99percentinvisible.org/episode/pockets-articles-of-interest-3/

    TRASCRIZIONE TESTO
    Ogni volta che posso esco senza borsa e questo per me è un atto di resistenza contro la società che obbliga le donne a non avere altro posto per riporre le cose se non la borsa perché, se ci avete fatto caso, gli indumenti femminili hanno delle tasche piccolissime, oppure non hanno assolutamente tasche. Pensaci un po', a cosa serve la tasca? La tasca serve a metterci dentro le cose, così da poter avere le mani libere, anche le spalle libere, e non doversi appesantire con cose inutili perché, si sa, è un po' come la teoria delle autostrade: più si costruiscono autostrade più aumenta il traffico, poi c'è troppo traffico si costruiscono altre autostrade, ma il traffico anziché diminuire aumenta. La stessa cosa con le tasche: più è grande la borsa che avete è più cose ci mettete dentro. Noi donne siamo obbligate a uscire con la borsa perché i jeans, le giacche non hanno tasche, oppure le hanno più piccole di quelle dei corrispettivi indumenti maschili. Pensate che addirittura ho letto che le divise dei poliziotti per le donne hanno tasche più piccole e che Infatti molte donne poliziotto chiedono le divise maschili, così da avere più spazio, tasche più capienti. Ma perché è importante avere tasche capienti? Perché dentro le tasche mettiamo gli strumenti che ci servono. Pensate come bello uscire senza niente in mano, io infatti da un po' di tempo ho iniziato anche a usare i pantaloni con le tasche laterali, i cargo, e veramente a fare a meno di tutte le cose di cui oggi posso veramente fare a meno. Quindi di solito esco con il cellulare e dentro una tasca del cellulare ho la carta di credito e poi ho le chiavi in una tasca, non mi serve nient'altro per uscire,ne a meno perché ormai un sacco delle nostre informazioni sono dentro i cellulari. Mi rattrista quando vedo le donne che vanno a correre nel parco e hanno la borsetta. Ma che ve ne fate della borsetta nel parco, cosa ci mettete dentro? Lo so perché anch'io prima uscivo con la borsa, e dentro la borsa c'erano cose che io non usavo mai mai mai mai mai, perché ormai non ci serve più il libretto con i numeri di telefono, ormai non ci serve più niente. L'unica cosa che mi concedo è una penna e un foglio di carta che però è un foglio, lo piego in quattro e me lo metto nella tasca posteriore dei pantaloni e ripeto, per me è sempre una grande... sento sempre un grande senso di conquista e di vittoria quando esco per strada senza niente in mano, a mani libere. Provateci, e vi costringe anche a ripensare alle vostre priorità, e veramente se le cose che vi portate dietro vi servono o meno, provateci.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 101 Gomblotto (del dentifricio)
    Il paradiso? Un posto dove puoi mangiare quello che vuoi senza paura di ingrassare o di rovinarti i denti.

    TESTO TRASCRITTO
    Io il paradiso me lo immagino come un posto dove posso mangiare tutto quello che voglio senza paura di ingrassare e paura di rovinarmi i denti. Questo per dare un'idea del rapporto che ho io con la pulizia dei denti che so che è importante che bisogna farla, però che rottura dovresti sempre lavare i denti. Nel lavarmi i denti non mi aiuta il fatto che non mi piacciono i dentifrici alla menta, complice anche una cosa che mi dissero da bambina. Io ricordo da bambina, andai da un dentista, all'epoca il dentista della mutua, quando ancora il trapano faceva malissimo e andare dal dentista faceva paura, terrore, e questo signore 'illuminato' (che io mi ricordo come un signore vecchissimo, probabilmente avrà avuto 30 o 40 anni) mi disse guarda, è importante lavarsi i denti, ma è importante usare poco dentifricio perché - mi spiegò - i dentifrici - che sono tutti alla menta - ti danno un falso senso di freschezza e di pulizia, quindi tu smetti di lavare i denti prima, smetti di spazzolare prima di quanto dovresti, invece dovresti
    usare pochissimo dentifricio. Anzi è più importante spazzolare che usare il dentifricio, quindi anche se tu usi lo spazzolino senza dentifricio ma te li spazzoli per bene, fai un buon lavoro. Ecco questa cosa che lui mi disse quando ero bambina, mi è rimasta impressa e con gli anni ho sviluppato una fortissima antipatia per tutti i dentifrici alla menta è ahimé! complotto! Provate a comprare un dentifricio che non abbia menta, mentuccia, menta piperita e cose varie. È difficilissimo. Io riesco a farlo raramente, alcune volte nei negozi specializzati oppure su internet li compro, dentifrici al limone. Ce l'ho qua davanti il tubo completamente finito schiacciato fino alla morte 'Home Bright dentifricio al limone protezione naturale' vengono spacciati come cose omeopatiche. Io non credo all'omeopatia, con me non funziona, costano un sacco di soldi. Ieri da Acqua & Sapone, quella catena che vende profumi eccetera, ho trovato invece un nuovo dentifricio che ho subito comprato 'Blanx' (grande x) 'cogo-white con olio di cocco' un dentifricio alla noce di cocco! E anche se l'altro al limone non era completamente finito, naturalmente l'ho dovuto aprire, l'ho dovuto provare, e devo dire che c'è un ancora si sente un tantino di menta, ma pochissimo è che il gusto è molto piacevole e anche l'aspetto, perché sembra una gelatina quasi semitrasparente, quindi non ha l'aspetto del tuo solito dentifricio e sono abbastanza soddisfatta. Però ancora non riesco a capire perché la gente non chieda più a alta voce dentifrici senza la menta. Insomma un gomblotto
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 100 Dormiveglia
    Nelle ore della notte i momenti si dilatano. Aveva ragione Cesare Pavese: dormire è il modo migliore per fare mattino.

    TESTO TRASCRITTO
    Forse ieri notte non sarei dovuta andare a letto così presto. Vabbè presto per me, sono andata a letto che non erano neanche le 11. E che è, che successo durante la notte mi svegliavo continuamente, per cui c'è stata questa notte lunghissima. Non ho dormito male. Però continuavo a svegliarmi. Allora dopo ogni volta che mi svegliavo mi venivano in mente i pensieri, io non volevo pensare, volevo solo dormire. Non volevo mettermi ad ascoltare podcast perché poi magari sicuramente mi sarei dovuta mettere a cercarne uno, quindi l'atto del cercare il podcast mi avrebbe fatto svegliare ulteriormente, e allora pensavo domani la puntata numero 100 dei 3 minuti grezzi dovrei fare forse qualcosa di particolare, cosa potrei fare di particolare? Ah, ecco, potrei raccontare da dove viene questa mia voglia e capacità di raccontare, cioè da mio padre, e come lui da bambini. ci raccontava le storie. Ma no, non voglio fare una puntata su mio padre, voglio fare qualcosa di diciamo, di universale qualcosa che non
    sia riconducibile magari nemmeno a me, voglio pure parlare di qualcos'altro. Ogni tanto mi addormentavo, mi risvegliavo... E, una cosa che mi ha colpito ripensando alla notte scorsa, è come veramente il tempo sia relativo, come una notte diventi lunghissima quando ti svegli ogni ora, ogni paio d'ore, non dico che sia una cosa negativa, però è veramente la dilatazione del tempo che come quando ero bambina che un anno non passava mai, ma non passavano nemmeno i mesi, invece adesso che non sono più bambina, ma è una sensazione che conosciamo tutti, e ogni compleanno dici, ma come è già passato un anno? e d'estate, ma come siamo già arrivati alla fine dell'anno? Si è tutto questo essere relativo, che il modo in cui noi percepiamo quello che ci sta attorno dipende dai nostri sensi, non c'è una realtà oggettiva che è sempre uguale per tutti quanti. Un po' come diceva uno dei miei filosofi preferiti Russel - Bertand Russel - che arrivava al paradosso di dire ecco c'è il tavolo davanti a me io tocco il tavolo. Però come faccio a sapere che c'è veramente un tavolo davanti a me? Se tutte le cose che mi dicono che c'è un tavolo, la vista, il tatto, sono i miei sensi - quindi sono le mie esperienze personali - chi me lo dice che non mi stia io stesso prendendo in giro con i miei sensi? Vabbè sono pensieri un po' troppo profondi però per la mattina presto. Ho solo bevuto un caffè. Ora vado a mangiare qualcosa. E vabbè la puntata numero 100 è andata così beccatevela come è venuta.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 99 Renato
    Renato è il tipo che si presentava davanti al lussuosissimo college frequentato dal figlio (lo stesso frequantato per un anno anche da Prince Charles, per intenderci) per portarlo a casa nel fine settimana, e si presentava al cancello indossando occhiali e baffi finti alla Groucho Marx.

    LINKS ALLA PUNTATA
    Il sito CuocoloBosetti http://www.cuocolobosetti.org/
    Pagina FB https://www.facebook.com/renato.cuocolo.1
    The Secret Room https://www.youtube.com/watch?v=kPzfzg7zc0U
    Private Eye https://www.viefestival.com/vie2017/en/spettacoli/private-eye/

    TESTO TRASCRITTO
    Con Renato ci conosciamo da più di 30 anni, è uno dei miei amici più vecchi, con i quali mi sono tenuta ininterrottamente in contatto. La prima volta che lo vidi fu a Melbourne a una audizione. Ero arrivata da poco a Melbourne, abitavo in una casa gigantesca con un sacco di altre persone, la maggior parte delle quali erano attori e giornalisti e quindi mi ero fatta travolgere da questo ondata di performance artist e mi presentai ad un’audizione dove bisognava recitare cantare e ballare. Con mia grande sorpresa il regista che giudicava, sceglieva gli attori era Renato Cuocolo. Di lui avevo già sentito parlare e non solo perché era italiano, vabbè in una comunità è piccola ci si conosce un po’ tutti, ma era molto conosciuto negli ambienti teatrali in generale, negli ambiti internazionali dovrei dire perché le sue performance erano leggendarie proprio per la messa in scena: riempiva il palcoscenico di tutto e di più: di piume, di acqua, faceva fare cose incredibile agli attori - e molti degli attori che ancora oggi sono conosciuti e famosi in Australia e in altre parti del mondo hanno fatto la loro gavetta con Renato. Con renato poi siamo diventati amici, lo rincontrai e diventerai una delle attrici nella comunità italiana e tra altro devo anche Renato il fatto di aver recitato nel Melbourne International Festival, dove tra l’altro facevo una parte anche abbastanza importante, aprivo lo spettacolo con un finto violino in mano, facevo il mio monologo. Renato è una persona fantastica, incredibilmente intelligente, arguta, di ottime letture e poi è un mio grandissimo amico. È una di quelle persone a cui posso estendere tantissimi “ti ricordi?” e lui sì che si ricorda, perché lui c’era, se non di persona - perché la vita ci ha sempre portati vivere io di qua lui li là, per un periodo abbiamo anche abitato tutti insieme, e a questo punto dovrei anche parlare di Roberta, Roberta & Renato, ma Roberta merita che le dedichi un 3’ grezzi tutti per lei. Sì, abbiamo condiviso tantissime avventure, tantissime anche avventure professionali. Renato ha questa caratteristica di, questa sua leggerezza che riesce a sdrammatizzare tutto. Perché ve ne parlo? Abbiamo fatto una chiacchierata qualche ora fa al telefono e mi sono accorta di quanto mi manchi, quanto mi manchi poter dire, sai che ti dico un aereo e vengo a trovarti, ci facciamo una delle nostre chiacchierate e scampagnate, risate bevute, tutte quelle cose che potevamo fare tranquillamente prima – o perlomeno potevamo programmare. E niente, sono contenta che abbiamo parlato di un progetto che faremo insieme e non vedo l’ora di rivedervi. Ti voglio bene, lo sai, no?
    4 min

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L'ironia distillata in queste pillole quotidiane conforta e concede una pausa. Tre minuti nell'imprevedibile.