3' Grezzi di M. Cristina Marras

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3' Grezzi di M. Cristina Marras episodes

  • 3' grezzi Ep. 98 50m2 (Turchia)
    Guardando le serie tv si imparano un sacco di cose sui paesi lontani.

    LINK
    Serie tv 50m2 https://www.netflix.com/it/title/81103322

    TESTO TRASCRITTO
    Guardando le serie tv si imparano un sacco di cose sui paesi lontani. Pensate un po’ quando eravamo ragazzini, la mia generazione, serie TV come Happy Days ci hanno fatto conoscere tutte quelle cose che poi piano piano sono entrate anche a far parte della nostra cultura cose che erano assolutamente sconosciute, pensate al prom, il ballo di fine anno alle superiori, in Italia e chi mail l’ha fatto? Invece adesso, ad esempio la scuola dove va mio figlio, il Pacinotti, uno dei gruppi di studenti che rappresenta gli studenti nella sua piattaforma aveva il prom e diceva se ci eleggete come vostri rappresentati faremo il prom a fine anno. Ma anche altre cose come il drive-in, il toast, nella casa italiana tradizionale non c’è il tostapane invece adesso più sì che no molte case hanno il tostapane. Ecco, io tramite le serie televisive sto conoscendo tantissime tradizioni usi e aspetti culturali di paesi molto lontani dal mio molto lontani culturalmente e da qualche settimana ho cominciato a guardare una nuova serie tv su Netflix che si chiama 50m2 ed è ambientata in Turchia. È una serie del 2021, quindi una serie contemporanea e dove si parla appunto, dove si fa vedere anche se in modo romanzato, anche se in modo adattato a quelle che sono le esigenze di copione, però ci sono degli stralci di vita quotidiana che danno un un’idea di come si viva oggi la normalità in Turchia. È un po’ come quando si leggevano i resoconti di Plinio il Vecchio che raccontava l’esplosione di Pompei che a parte il fatto che lui raccontasse l’esplosione però anche quegli aspetti di costume di vita normale ci davano un’idea di come si vivesse all’epoca. Guardando questa serie tv si ha veramente l’idea di una società ancora molto ancorata al passato molto patriarcale e in uno degli ultimi episodi c’era la coppia dei genitori che col figlio va a casa della ragazza a chiedere la mano della ragazza a nome del figlio, e ripeto è una serie ambientata nel 2021 quindi non lo so se effettivamente ancora in Turchia devono essere i genitori a d andare a chiedere la mano della persona, ma incredibile, oppure si vedono spesso le scene di donne che preparano da bene per gli uomini che sono in sala e poi loro mai bevono, bevono solo gli uomini loro si mettono da parte, e sì, è un modo incredibile per conoscere veramente la cultura, anche se la cultura fasulla della serie tv però qualche idea su come veramente vadano le cose un po’ si ha.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 97 Immaginette
    Può un rettangolino di carta proteggerci dal male? Ma forse sto ponendo la domanda sbagliata.

    TESTO TRASCRITTO
    Mi sono stupita a constatare che c’è veramente tanta gente che crede nei miracoli, e vabbè so che l’Italia è un paese cattolico anche la mia educazione è Cattolica, la mia cultura però non mi soffermo spesso a pensare a certi dettagli. Ieri stavo lavorando a una serie di registrazioni che ho fatto per un progetto molto bello dove ho parlato con la gente, e alcune persone mi hanno raccontato di come hanno chiesto la grazia mettendo l’immaginetta di un santo e che poi questo santo ha fatto la grazia. E ieri mentre con le cuffie ascoltavo queste voci sincere mi sono chiesta il potere di queste di queste immaginette. Un’immaginetta che è un pezzettino di carta stampato, non lo so, in Cina da qualche parte dove c’è la tipografia che le stampano, qualcuno che ha pensato a come disegnare il santo, o ho fatto una fotografia, ha pensato al design di questa immaginetta, immaginetta che è stata poi appunto mandata alla stampa, tagliata, messa dentro pacchetti di plastica, distribuita nelle chiese e nei luoghi di culto, e tutti questi passaggi prettamente industriali però non scalfiscono minimamente la fede che la gente ha in questi oggetti che si pensa veramente, si crede veramente che un oggetto pezzo di carta messo da qualche parte in macchina, sulla scrivania, possa intercedere contro le cose cattive, le malattie e le disperazioni varie della vita. Si, ripeto, il pensiero mi ha colpito. Le immaginette io le ho avute attorno da sempre, come tutte le persone nate in Italia, non solo, ma a me le immaginette piacciono moltissimo, infatti le colleziono, per molti anni sono andata in giro nei mercatini d’Italia a cercarle e ne ho un bel mazzo, tutte molto molto particolari. Sì, però io le vedo come oggetto decorativo, mi piace il modo in cui vengono raffigurati i santi e le madonne con tutte queste loro facce molto ispirate, molto sofferenti, però non ho mai veramente creduto che mettere un’immaginetta da qualche parte potesse intercedere contro il destino crudele, anche se in effetti un po’ è quello che facciamo tutti, quando mettiamo la fotografia, io ad esempio ho la fotografia della mia famiglia sul tavolo, e non penso che mi protegga dal male però mi fa piacere ogni volta che sollevo lo sguardo vedere la mia famiglia e a volte sorrido. Quindi magari sì, è un po’ quello che facciamo noi con le fotografie delle persone a cui vogliamo bene magari non è tanto differente .
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 96 Wile E. Coyote
    Ecco alcune delle regole dell'universo in cui abitano Wile E. Coyote e il Road Runner.

    LINKS
    Articolo che parla delle 'regole' https://kottke.org/12/03/the-rules-of-road-runner-and-wile-e-coyote-cartoons
    Episodio in cui WIle Coyote CATTURA il Road Runner (con conseguenze bizzarre quanto prevedibili) https://www.weirdfacts.com/en/fun-facts-a-stuff/3305-did-wile-e-coyote-ever-catch-the-road-runner

    TRASCRIZIONE TESTO
    Oggi voglio parlare di un’altra delle mie manie, quella per il cartone animato di Chuck Jones Road Runner o come si dice in italiano Willy Coyote. Quello che forse poche persone sanno - anche se lo spettatore attento da mo’ che se n’e accorto – è che in quei cartoni animati esistono delle regole che devono essere sempre rispettate, appunto per tenerli sempre uguali a loro stessi e perdere quell’ambientazione che ci fa riconoscere ovunque. Queste regole non so se veramente le avesse scritte Chuck Jones, alcuni dicono che è una cosa apocrifa però è divertente e ora te ne dico qualcuna così come me le ricordo. Allora, la regola numero uno è che Wile Coyote, Willy Coyote, non può mai acchiappare Bip-Bip, il Road Runner, questa la regola numero uno. Un’altra regola è che tutta l’azione deve svolgersi lì, nel deserto, nel deserto californiano, e tra l’altro uno degli aspetti che me lo fai piacere così tanto quel cartone animato è che è uno dei primi in cui il paesaggio diventa lui stesso un protagonista, uno dei protagonisti. Un’altra delle regole è che è l’uccellaccio – il Road Runner - non può difendersi in altro modo che correndo e facendo bip-bip che poi tra l’altro in inglese è ‘meep-meep’ con la emme. Un’altra regola è che Wile Coyote non può essere colpito da niente e nessuno può fargli del male se non la sua stessa stupidità, e cioè quando mette insieme, costruisce quei marchingegni che cerca di acchiappare Bip-Bip però non ci esce mai. Un’altra regola è che tutte le cose che lui utilizza nel tentativo vano di acchiappare il Road Runner devono essere acquistate da ACME, che è una specie di Postalmarket per l’acquisto di armi improprie per catturare appunto i Road Runners. Un’altra delle regole è che, come già detto prima, Wile Coyote non può, nessuno può fargli del male, e quello che gli fa più male di tutti è la forza di gravità: ogni volta che è possibile la forza di gravità deve non solo fargli del male ma anche umiliarlo senza naturalmente però fargli mai veramente del male, perché nessuno dei due subisce mai veramente dei danni che durano a lungo, tutto poi passa all’inizio del prossimo il prossimo cartone animato sono di nuovo tutti e due belli e arzilli. Un’altra delle regole è che comunque la simpatia di chi guarda il cartone animato deve essere sempre dalla parte del coyote. Io pensavo di essere l’unica a cui era antipaticissimo l’uccellaccio Bip-Bip, invece è un cartone animato costruito proprio così perché la simpatia di chi guarda stia sempre col nostro amatissimo Wile Coyote, e là ci riescono tantissimo.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 95 Wii
    I paesaggi della Wii balance Board sembrano usciti da un quadro di De Chirico. E quanto sono teneri gli avatar che sembrano birilli?

    LINKS:
    La pubblicità del Wii balance Board della Nintendo alla sua uscita, nel 2007
    https://www.youtube.com/watch?v=iM82yuZRMWo&ab_channel=NintendoLife

    TESTO TRASCRITTO
    Oggi sono tornata sulla Wii Balance Board, che cos’è la Wii Balance Board? È questa cosa della Nintendo, è una specie di gioco che si attacca la televisione dove c’è anche una tavola dove si mettono sopra i piedi e si possono fare delle attività fisiche e si vede la propria persona riprodotta da un Avatar sullo schermo. Ora, detto così sembra una cosa vabbè, big deal, e allora? Però Wii Balance Board è stata una delle prime, dei primi aggeggi a portare l’attività fisica edntro gli schermi, dentro le case di quelli che non erano gamers, quindi dei Boomers dei genitori. Io la Wii Balance Board ce l’ho da più di 10 anni, ora non ricordo quando la comprai, e già la comprai di seconda mano, era una cosa nuovissima una cosa fantastica, e effettivamente mi ha portato un’ondata di nostalgia vedere questi avatar che all’epoca erano super-moderni però visti oggi, con le tecniche di riproduzione dei videogiochi che sono veramente pazzeschi, questi invece sono quelli che hanno le teste tutte rotonde sembrano dei birilli, i capelli disegnati, quindi non hanno nessun tipo di definizione, nessun tipo di contorno. Ma quello che di cui volevo parlare in questi tre minuti grezzi era i fondali che ci sono, che mi ero dimenticata che fossero così psichedelici e così interessanti, perché tra le attività che si possono fare su Wii Balance Board c’è quella di correre, quando si corre - naturalmente sul posto davanti alla televisione - però il proprio avatar attraversa paesaggi incredibili, con questi edifici che sembrano usciti dai quadri di De Chirico, queste campagne stranissime, e tutto dovrebbe essere tridimensionale invece è abbastanza piatto e si vede che all’epoca il disegno e l’animazione non erano ancora così avanzati come lo sono oggi. Comunque ogni volta che lo faccio mi dimentico poi, anche perché sono tantissimi percorsi che si possono fare, e attraverso questi posti dove ci sono delle grotte, e ci sono delle spiagge - si può correre sulla spiaggia - insomma mi è venuta sta botta di simpatica nostalgia ricordandomi quanto sembrava incredibile, quanto sembrava pazzesco e bellissimo e comodissimo avere il Wii Balance Board a casa. E, tra parentesi, facendo l’attività fisica col Wii Balance Board si fa effettivamente attività fisica, perché dopo che ti fai una partita a tennis dopo che ti fai un incontro di pugilato - sempre tutto virtuale - poi il giorno dopo senti effettivamente che hai utilizzato quei muscoli. Quindi, no sono contenta di averlo ripescato dalla cantina - che se non abbiamo una cantina in effetti era sotto il mobile la board – e niente ne approfitto di queste giornate un po’ fredde, e poi magari vado a farmi anche un giro nel parco, però intanto mi diverto con la mia psichedelichissima Wii Balance Board.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 94 Pui Pui
    La mia nuova serie tv preferita è molto psichedelica, si chiama Pui Pui ed è un'animazione giapponese per bambini. Consigliatissima!

    LINKS:
    Il sito originale di Pui Pui (in giapponese) https://molcar-anime.com
    Un articolo su Pui Pui https://www.cbr.com/netflix-pui-pui-molcar-cute-short-anime/
    Una Città Chiamata Panico https://it.qaz.wiki/wiki/A_Town_Called_Panic


    TRASCRIZIONE TESTO
    La mia nuova serie tv favorita si chiama Pui Pui e sono dei piccoli cartoni animati, delle piccole animazioni di due minuti che vedo su Netflix. Pui Pui è un concetto un po' strano vi ricordate i Tele Tubbies? Ecco una cosa simile ai Tele Tubbies per quanto riguarda l'ambientazione, assolutamente surreale e assolutamente senza dialogo. È la storia di questi piccoli porcellini d'India che sono fatti di peluche e di feltro e di lana, piccoli porcellini d'India che sono anche delle automobili. Quindi voi immaginatevi queste - è una stop frame animation - quindi una animazione fatta con metodi antichi, ci sono questi questi piccoli peluche che rappresentano dei porcellini d'India che sono anche delle automobili. Queste automobili vanno per le strade della città e affrontano diverse avventure però dentro questi porcellini d'India-automobili che sono degli esseri pensanti. Ci sono però anche dei passeggeri, e i passeggeri sono degli esseri umani che a volte vengono mostrati come dei piccoli pupazzetti minuscoli quindi pensate se un una macchina-porcellino d'India è alta dieci centimetri, un personaggio che c'è dentro viene raffigurato un essere umano è alto la metà neanche la metà quindi c'è già questa sproporzione pazzesca. Non solo i personaggi che guidano - tra virgolette - vengono fatti vedere come dei piccoli pupazzetti di plastica però a volte ci sono anche delle scene dove si vede una persona in carne e ossa dentro quella che si immagina sia l'auto trattino porcellino d'India che guida... se vi sembra che sia una cosa complicatissima è assolutamente pazzesca così come ve la sto raccontando, è altrettanto incredibile da guardare. Questi sono dei piccoli episodi che durano due minuti ciascuno e noi a casa in famiglia ce li siamo pappati quasi tutti in un'unica seduta perché sono come le ciliegie, uno tira l'altro, non c'è dialogo e ci sono solo degli squittii. E qui potete immaginare le avventure che capitano a questi personaggi sono molto, molto semplici, mi ricorda un po quel film francese, non mi ricorda l'autore ma il titolo è A Town Called Panic, Una Città Chiamata Panico che se non vi è mai capitato di vederlo, cercatevelo perché è una chicca pazzesca, Una Città Chiamata Panico, e date anche un'occhiata anche a Pui Pui, scritto p-u-i p-u-i. Cercatevelo, guardatevene almeno un episodio perché non ve ne pentirete.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 93 Cinciallegre
    Ombre di arabeschi e cinciallegre: oggi vado a ruota libera e, come sempre, senza paracadute, cioè senza editing di post-produzione.

    TRASCRIZIONE TESTO
    [0:00:01-0:01:06]

    Giuro che stamattina non ho fatto nemmeno quel minimo di mente locale che faccio solitamente mentre mi lavo i denti, guardandomi allo specchio e pensando di cosa parlo oggi ai miei tre minuti grezzi. Ecco oggi non mi è venuto in mente niente, anzi ho lasciato che la mente fosse completamente libera come lo specchio. Ecco allora di cosa parliamo? Voglio parlare, di quella luce bellissima che arriva a una certa ora del mattino quando comincia a venire la bella stagione, entra dalla finestra della cucina dove io mi siedo per fare colazione, e c'è questa luce fantastica dorata del sole che sta sorgendo e - forse è un po' dopo che il sole sorto perché verso le 7 del mattino poco prima delle 7 del mattino, e c'è una luce ambrata meravigliosa e a volte il sole riesce anche a prendere delle foglioline dei vasi che ho sul balcone per cui viene fuori un arabesco sul soffitto della mia cucina. Io ho provato molte volte a fare una fotografia di questa cosa fantastica però non ho mai studiato le istruzione della mia macchina fotografica, quindi anche lì vado un po' così a casaccio, nonostante sia una macchina fotografica abbastanza buona, e non sono mai riuscita a riprodurre esattamente quell'aria di magia e di calore, e anche piuttosto fiabesca che trasforma la mia cucina in un una specie di libro delle favole di quando ero bambina. Ecco quando il bambino avevo un libro delle favole dove si parlava di una cinciallegra. Io all'epoca era molto piccola non andavo di solito a cercare le parole nel vocabolario, nonostante il vocabolario fosse uno dei libri che avevamo a casa, e uno dei libri tra l'altro che mio papà ci leggeva - magari ve ne parlerò un altro un altro giorno sui 3 minuti grezzi - quindi non ho mai cercato sul volabolario il significato della parola cinciallegra, e solo in in seguito da adulta ho scoperto che si tratta di di un uccellino. Ecco, voi immaginatevi questa bambina di 5-6 anni che legge il libro delle favole con questi disegni meravigliosi, come all'epoca si facevano i disegni delle fiabe, e sì, che legge di questo paese dove c'erano le cinciallegre, e io nel piccolo appartamento - abbastanza buio - tra le stradine del quartiere storico, strette strette, dove arrivava solo in certi momenti molto brevi della giornata, nel mio balconcino che sognavo questi luoghi appunto dove c'erano, tra le altre cose fantastiche e meravigliose, tutte belle colorate, ebbene c'erano anche queste magnifiche cinciallegre, e ancora ad oggi non so che faccia abbiano queste cinciallegre. Magari ora che finisco i 3 minuti vado e me li guardo così una volta per tutte sfateremo questo mito della cinciallegra. Ecchecavolo, no?
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 92 Sardo
    Parlare tre lingue ma non conoscerne nessuna che mi permettesse di comunicare con mia nonna, crescere con una lingua diversa da quella parlata dai miei genitori. È successo in Sardegna a un sacco di gente della mia generazione.

    TESTO TRASCRITTO
    Mia nonna parlava solo il sardo, io il sardo non l'ho mai parlato. Quando ero piccola i miei genitori - che tra loro parlavano sardo - pensavano che sarebbe stato male far crescere noi figli con la loro lingua madre, il sardo, che per farci andare meglio a scuola, per darci migliori possibilità per il futuro sarebbe stato giusto farci crescere invece parlando l'italiano, che per tutti e due era la loro seconda seconda lingua, imparata poi una volta che sono andati a lavorare, sono diventati adulti, sicuramente per quanto riguarda mia madre che viene da un paesino interno della Sardegna. Sì sono cresciuta con questo stigma del sardo chiamato in modo dispregiativo 'dialetto', mentre quando sono andato all'università poi ho imparato (in linguistica) che la parola dialetto è una denominazione politica, perché dal punto di vista linguistico esistono solo lingue. Sì il non saper il sardo, il capirlo pochissimo (e solo un certo tipo di sardo parlato a Cagliari, che spesso è una sardizzazione di parole italiane) mi ha completamente tagliato fuori dal mio passato ripeto, e mia nonna che ora non c'è più. Però io con mia nonna non ho mai potuto fare una conversazione diretta, sempre lì con mia mamma che doveva aiutarmi a tradurre e a farci comunicare. Quando sono andata fuori dall'Italia, siccome ero abbastanza legata a mia nonna, quando poi mia nonna ha messo il telefono io la chiamavo e le mie telefonate me le ricordo erano una cosa imbarazzante imbarazzantissima perché chiamavo nonna, lei rispondeva, ripeto nonna parlava solo il sardo, e io non riuscivo mai a dire niente oltre il "Ciao nonna, come stai? Che tempo sta facendo?" Perché anche già quando lei mi rispondeva a queste domande io ridevo sì, nonna, sì, però non è difficile avere al telefono una conversazione con una persona che parla un'altra lingua quando non ci sono lingue in comune. E poi crescendo questa cosa qua un po' ha cominciato a pensarci perché mi sono resa conto che non insegnandomi il sardo i miei genitori, ma soprattutto mia mamma, perché i figli crescono con le mamme, quindi si chiama per questo lingua madre, son rimasta fuori da un sacco di tradizioni, di storie, e poi non ho potuto veramente conoscere a fondo mia nonna che apparteneva a una generazione della guerra, che avrebbe avuto chissà quante storie da raccontare, con la quale avrei potuto anche condividere i miei pensieri e magari anche lei era curiosa di sapere quello che facevo io in giro per il mondo, come vivevo come stavo. Vabbè comunque io cerco di riprendermi il mio passato e cerco un po', non dico di capire il sardo, però ci penso.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 91 Uomini
    Il vero problema della violenza di genere è l'uomo, quindi volete cominciare ad incentrare sull'uomo le campagne sulla violenza di genere? Dài, sbizzarritevi! Accusatelo, educatelo, aiutatelo a cambiare la cultura maschilista, fate quello che volete ma prendete atto che il problema è lui, non sono le 'povere donne che vanno protette e che non si toccano nemmeno con una mimosa' (e provate a scrivere in qualsiasi motore di ricerca 'immagini di violenza contro le donne' e ditemi quante immagini di uomini violenti trovate).
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 90 Antifurto
    Il rumore dell'antifurto di un'auto mi ha riportato improvvisamente indietro nel tempo: ma vi ricordate quando la notte gli antifurto non ci lasciavano dormire?

    TRASCRIZIONE DEL TESTO
    La notte scorsa mi ha svegliato un rumore che non sentivo da tantissimo tempo. Non stavo proprio dormendo, mi ero messa a letto da poco tempo e, sapete, ero in quello stato di semi dormiveglia quando ci si sta per addormentare. A un certo punto ho sentito questo rumore che, appunto era secoli che non lo sentivo: era l'allarme di una macchina, sapete quelli che fanno "Gneee uuu gnee uuu". L'ho ascoltato per un po' poi aspettavo che smettesse, però non smetteva continuava, continuava poi ha smesso per qualche secondo, poi ha ripreso e poi ha iniziato a andare avanti a ritmo intermittente, e siccome io ero lì che appunto con gli occhi chiusi, al buio di notte con tutti i rumori amplificati, e questa cosa qua durava ormai da più di cinque minuti, mi sono messa a contare i secondi che trascorrevano tra un intervallo e l'altro. Appunto, siccome a casa c'è molto silenzio e veniva il ticchettio dell'orologio che è appeso in cucina, erano degli intervalli di 13 secondi. Questa cosa qui è andata avanti per, boh, non so, una ventina di minuti, e mi sono resa conto di quanto fosse onnipresente negli anni '90 gli anni '80 anni '90 il rumore dell'antifurto delle auto. Quando abitavo dai miei genitori in Castello, io ricordo che ogni notte c'era un antifurto che andava avanti per minuti e minuti. Poi, soprattutto d'estate, di tanto si sentiva qualcuno che gridava dalle finestre "Bastaaa!". Poi improvvisamente antifurti non se ne sentono più, non so se sia cambiato il modo in cui funzionano gli antifurto oppure se è boh, noo lo so è cambiato il modo in cui la gente parcheggia le auto, oppure se un tempo erano molto più sensibili per cui bastava appoggiarsi a una macchina che scattava subito l'antifurto, però non lo so se voi ci avete fatto caso. Infatti quando la notte scorsa ho sentito l'antifurto, la mia prima sensazione, mi sono mi sono ritrovata riportata indietro nel tempo, nelle notti estive, appunto, quando si aveva la finestra aperta, si guardava la tv e venivano tutti i rumori dagli altri appartamenti che anche avevano la finestra aperta. Ripeto questo perché io abitavo in una casa del centro storico dove gli appartamenti sono tutti molto vicini, le strade molto strette e praticamente io all'ora di pranzo aprendo la finestra, affacciandomi alla finestra sapevo esattamente quello che stava cucinando la nostra dirimpettaia perch é l'odore del soffritto dalla sua cucina entrava direttamente nel nostro soggiorno.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 89 Mixtape
    Da cosa è stato sostituito il mixtape? Ovvero, come si fa oggi a dichiarare il proprio amore a qualcuno? Ai miei tempi c'era il mixtape che si faceva con i titoli, i testi delle canzoni e le opere d'arte della copertina fatta a mano.
    4 min

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L'ironia distillata in queste pillole quotidiane conforta e concede una pausa. Tre minuti nell'imprevedibile.