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La condanna in appello di Marine Le Pen non la esclude automaticamente dalla corsa all’Eliseo, ma apre la crisi più delicata nella storia recente del Rassemblement National: candidarsi con il braccialetto elettronico o lasciare il posto a Jordan Bardella. Un passaggio che può cambiare la destra francese, la presidenziale del 2027 e gli equilibri con Bruxelles.
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Grande come un ananas, realizzato comodamente con una stampante 3D e caricato con una quantità di esplosivo, che detona all’impatto, tale da disarmare l’obiettivo. La nuova tecnologia ucraina per combattere i droni russi si chiama Sting. E così il costo della guerra si riduce sensibilmente, sostituendo costosi missili intercettori con un oggetto dal prezzo incredibilmente più contenuto. Ma non solo con gli Sting da pochi euro si combatte in Ucraina. Ci sono anche strumenti più avanzati e costosi: da veri e propri mitragliatori su cingoli a droni dal costo molto più alto, che servono per difendersi ma anche per contrattaccare. E su disponibilità e costi si gioca oggi una delle battaglie più importanti.
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L’indagine sul leader di Reform Uk Farage non è solo una vicenda britannica di doni, registri parlamentari e regole di Westminster. È il test politico di un partito populista che vuole diventare forza di governo e deve ora rispondere a una domanda semplice: chi finanzia davvero il leader che parla in nome del popolo?
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Quanto può reggere ancora l’economia della Russia di Putin? È la domanda che da quattro anni e mezzo, dall’invasione dell’Ucraina del febbraio 2022, viene riproposta con sempre maggiore frequenza, nel tentativo di capire quanto ancora il Cremlino possa investire in una guerra che è ormai diventata una logorante guerra di posizione. Gli ultimi duri attacchi su Kiev possono essere letti come la conferma di una tesi su cui concordano tutti gli economisti che provano a fare i conti con i numeri, annacquati dalla propaganda, che arrivano da Mosca: il punto di non ritorno per la tenuta del sistema produttivo e finanziario russo appare sempre più vicino. Per questo, Putin starebbe cercando di massimizzare il risultato sul campo, per quanto gli è ancora possibile, nel tentativo di uscire da una morsa che lo stringe con il calo sempre più consistente del consenso, da una parte, e con l’ulteriore deterioramento delle condizioni economiche, dall’altra. In un senso o nell’altro, l’economia può cambiare le sorti della guerra in Ucraina.
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Dal Concistoro di Leone XIV arriva una critica pesante alla politica europea: il nodo è la selettività morale dell’Occidente. Ma il cardinale Víctor Manuèl Fernández colpisce anche la logica della guerra preventiva di Russia e Stati Uniti e chiede alla Chiesa di restringere il concetto di legittima difesa e la tradizionale dottrina della “guerra giusta”, ormai usata per legittimare qualsiasi conflitto e non più adeguata all’epoca contemporanea. Una richiesta condivisa con la linea papale.
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Per tutta la vita, Tyra Caterina Grant si è sentita figlia di due mondi. Gli Stati Uniti, casa del padre, e l’Italia, terra della madre, dove è nata e cresciuta, ma che tennisticamente non aveva ancora potuto abbracciare. Accanto al suo nome infatti c’è sempre stata la bandiera americana, poi però, agli Internazionali d’Italia dello scorso anno, tutto è cambiato.La voce si era cominciata a spargere in fretta: Tyra Grant ha scelto l’Italia. Nonostante le lusinghe della Federazione statunitense, che voleva con sé quella che a soli 17 anni viene considerata una delle stelle più promettenti del circuito.
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La Pax Silica è l’iniziativa americana che punta a costruire una filiera “fidata” dell’intelligenza artificiale, dai minerali critici ai chip, dai data center ai modelli fondativi. Con l’ingresso dell’Unione europea e il ruolo attivo dell’Italia, si apre una domanda decisiva: aderire alla filiera degli alleati significa anche accettare standard e criteri di affidabilità definiti a Washington? A partire dall’analisi di Giuseppe Vaciago, esploriamo il bivio europeo tra cooperazione con gli Stati Uniti, autonomia regolatoria, Ai Act e sovranità digitale.
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E’ stata una notte d’inferno per Kiev, colpita da un pesante attacco russo, ritenuto il più massiccio dal 2022.Una pioggia di missili e droni russi sulla Capitale e altre città ucraine, ha lasciato devastazione e morte, con un bilancio ufficiale, ma ancora provvisorio, di almeno 20 morti e oltre 90 feriti, operatori sanitari compresi. Colpiti tra gli altri edifici, un hotel del centro, dove si è sviluppato un incendio e un centro sanitario. E all’indomani dell’attacco russo, il presidente Zelensky, atteso al vertice Nato del 7 e 8 luglio ad Ankara, chiede maggiore sostegno dagli alleati dell’Ucraina per la sua difesa antiaerea, e insiste sui Patriot. Intanto la Russia ha chiuso parte dei confini con l’Europa, bloccando per decreto 7 punti d’accesso, nella sua frontiera nord-occidentale, verso Finlandia, Estonia e Lettonia.
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Non ha nemmeno quarant’anni, da anni combatte per la sua Russia al fronte come soldato volontario e ha deciso di rivolgere un appello a Vladimir Putin per denunciare le condizioni dei suoi commilitoni impegnati nell’operazione militare speciale in Ucraina. Un messaggio condiviso sui social, dove conta oltre 300mila follower, che è stato visto oltre 15 milioni di volte. Il suo nome è Aleksander Lunin. E di lui, non si sa più niente. Arrestato per aver esposto simboli nazisti o estremisti. Ma la sentenza del tribunale non è stata finora pubblicata.
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