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A 20 anni ci sono cose che sembrano verità assolute.Tempi giusti, idee precise su amore, lavoro, futuro.Poi cresci e alcune di quelle certezze iniziano a essere fuori dalla tua melodia.
In questa puntata parto da una domanda semplice:
qual è una cosa che credevi vera a 20 anni e oggi non più?
Tra ricordi, ironia e prese di coscienza, parlo di aspettative, convinzioni smontate e del momento in cui smetti di vivere aspirando al "modo giusto" e andando semplicemente al tuo passo.
Il bello di non avere più vent'anni è non sentirsi di difetto di cambiare idea.
Dopo i 30 le amicizie non finiscono sempre con un litigio. Spesso si allontanano in silenzio, mentre le vite prendono direzioni diverse.In questo episodio parlo di amicizie che cambiano, di quelle che restano, di quelle che fanno il loro tempo e di quanto sia difficile accettarlo senza sentirsi in colpa. Ma crescere significa anche questo.
Siamo circondati dall’orrore. Notizie, video virali, scandali e immagini che ci inseguono ovunque. Gente che ne parla ovunque. E questa puntata - extra - nasce proprio da un senso di stordimento reale che stavo iniziando a vivere. Troppo di tutto, troppo veloce, troppo disturbante, perverso.
Certo, è giusto sapere, conoscere, osservare quello che ci circonda. Ma mi è venuto naturale chiedermi "perché l’orrore ci cattura così tanto?". E me lo dico da fan del Truecrime, delle serie tv sui serial killer, podcast che parlano di vecchi e nuovi casi di cronaca.Perché non ne siamo mai sazi?E poi, quando l’informazione smette di essere tale e diventa intrattenimento? Post e video da mille mila like e condivisioni?!
Il male esiste, ma il modo in cui lo guardiamo, lo consumiamo, lo condividiamo, talvolta, non è altrettanto sadico e perverso?
Viviamo in un’epoca con infinite possibilità relazionali: coppie aperte, poliamore, “vediamo come va”.
In questa puntata do il mio punto di vista personale su ciò che oggi chiamiamo relazioni moderne e sulla fatica, ancora enorme, di capirle davvero.
Sii felice, quando ti pare.
Viviamo in un’epoca in cui la felicità sembra essere più un dovere. Devi stare bene. Devi sorridere. Devi scegliere di essere felice, anche quando non lo sei.
In questa puntata parlo di quanto la felicità sia diventata sopravvalutata e di come il positivismo forzato spesso ci allontani dall’ascolto reale di noi stessi.
Parlo di emozioni scomode che non sono errori a cui rimediare (in fretta), ma segnali da capire.
Perché se le cose vanno male, è normale stare male.E no, non c’è niente di sbagliato in questo.
La felicità non è uno stato permanente, né una scelta quotidiana da imporci.Arriva. Poi se ne va.E va bene così.
“Ai miei tempi…”
Una frase che abbiamo sentito mille volte. E che, a volte, abbiamo anche detto.
Ma quali sono davvero i nostri tempi?È memoria o è paura del presente?
In questo episodio parlo di nostalgia, passato idealizzato, generazioni che si giudicano a vicenda e del coraggio - affatto scontato - di restare nel qui e ora.
Ad ogni tragedia non stiamo davvero ad analizzare cosa è andato storto.Ci chiediamo piuttosto come noi avremmo reagito al posto loro.E la frase che torna sempre è: “io avrei reagito diversamente”.
Ma quella frase non parla di chi c’era.Parla del nostro bisogno di sentirci più svegli, più maturi, più al sicuro.Speciali.
In questo episodio non cerco colpevoli né assoluzioni.Parlo di panico, di controllo, di quella bugia che ci raccontiamo per non ammettere che l’imprevisto può colpire chiunque.
Anche noi.
È questa la vita che volevi da bambino?
In questo episodio non parlo di un tema preciso.Parlo di un percorso.Di consapevolezza, di scelte, di errori, di confini imparati tardi ma necessari. È una lettera a me stessa. E, forse, anche a chi ascolta.
Un invito a fermarsi un attimo, respirare, e chiedersi dove siamo arrivati, come ci siamo arrivati, e che tipo di persona vogliamo essere oggi.
Non è una resa dei conti.È un - nuovo - punto di partenza.
BUON INIZIO ANNO A TUTTI!
Hai mai pensato a quante scelte della tua vita sono davvero tue? In questo episodio di Ai miei tempi parlo di desideri messi da parte, di compromessi che chiamiamo normalità e di quanto sia facile smettere di chiedere qualcosa per paura di sembrare “troppo”. Se ti sei mai accontentato, se ti sei mai detto “va bene così”, questa puntata è per te. Un invito a riflettere, a chiedere di più e a riprenderti ciò che ti spetta davvero. Cerchiamo di non ci accontentarci, soprattutto se facendolo, sentiamo di stare perdendo qualcosa di importante per noi.
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Ti sei accorto anche tu che ogni anno le feste arrivano prima? A ottobre è già Natale, il Black Friday dura un mese e appena finisce un evento ne parte subito un altro. Non è solo marketing: è il ritmo frenetico con cui ormai viviamo tutto. In questo episodio parlo di come la nostra epoca ci spinga a correre sempre, a saltare da un momento all’altro senza mai decantarne davvero uno.Di come ci stiano abituando a pensare al “prossimo passo” invece che a quello che già abbiamo, a quello che abbiamo davanti.E di cosa questo dice di noi, oggi.
Se senti anche tu che ti manca il tempo di respirare, questo episodio fa per te.
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