America Week

America Week

By Agenzia di Stampa ITALPRESSNewsNews Commentary
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America Week episodes

  • America Week - Episodio 8
    NEW YORK (ITALPRESS) - Trump porta avanti la sua agenda con un’efficienza spietata. Per i suoi sostenitori dimostra determinazione nel rispettare le promesse; per gli oppositori solo forza distruttiva che dovrebbe far impallidire anche coloro che lo hanno votato. Trump cavalca una presidenza che appare sempre più “imperiale”, con due campi principali d’azione dai segnali più preoccupanti: l’abbandono dell’Ucraina e, sul fronte interno, la demolizione delle agenzie federali eseguita da Elon Musk.
    Sull’Ucraina Trump ha ribaltato tutto, definendo Zelensky il dittatore responsabile della guerra invece che Putin. Zelensky mentre parliamo è in volo verso Washington per firmare alla Casa Bianca un accordo sulle terre rare con Trump. Ma più che un’intesa tra i leader di due paesi alleati, questa ormai appare come un’estorsione in pieno stile mafioso, con una differenza: almeno un boss assicura protezione in cambio del pizzo. Don Donald, invece, vuole le materie prime ucraine senza offrire alcuna garanzia di sicurezza in cambio. L’intesa dovrebbe concedere infatti alle aziende americane il controllo sulle risorse strategiche ucraine, come litio e titanio, mentre Trump rifiuta di impegnare gli USA in un accordo di sicurezza che possa realmente proteggere Kyiv.
    Zelensky non ha scelta: questa firma richiesta da Don Donald è come accettare un affare “che non si può rifiutare”.
    Ancora più scioccante per il mondo intero, quando alle Nazioni Unite questa settimana gli Stati Uniti hanno rifiutato di condannare l’invasione russa dell’Ucraina. Washington all’Assemblea Generale si è dissociata dalla risoluzione degli alleati e ha votato insieme a Russia, Bielorussia e Corea del Nord. Poi al Consiglio di Sicurezza, ecco approvata una risoluzione americana “per la pace” che assolve la Russia: Francia e Regno Unito non hanno avuto il coraggio di porre il veto, ma insieme agli altri paesi europei del Consiglio hanno mostrato il dissenso astenendosi. Il francese Macron e il britannico Starmer vanno alla Casa Bianca e implorano Trump che non si può correre il rischio di una pace che premia la Russia. Trump fa finta di nulla e semmai sfodera la sua arma preferita: le tariffe. Ha confermato che il 4 marzo partiranno quelle del 25% per Messico e Canada e un 10% in più per la Cina. All’Europa unita, accusata da Trump di essersi formata “per fregare gli Stati Uniti”, dazi al 25% senza eccezioni. Col Regno Unito, Trump - almeno in pubblico - usa i guanti e ricevendo il premier Keir Starmer alla Casa Bianca, parla di accordi commerciali molto proficui per entrambi. E quindi eccoci alla questione del DOGE di Elon Musk, con l’aggressione senza precedenti contro lo Stato federale. Trump ha dato al Dipartimento per l’Efficienza Governativa il via libera per demolire le agenzie ritenute “inutili”. Musk ha annunciato che con Doge punta a ridurre il debito pubblico di 3 mila miliardi di dollari entro settembre 2025, cioè deve tagliare 10 miliardi di dollari al giorno. Musk ha sottolineato l'urgenza di queste misure, dichiarando che la nazione rischia la bancarotta. I ministri di Trump lo ascoltavano prima impietriti, poi applaudendo al segnale del presidente che annuncia ai giornalisti in sala che tutti, nel suo governo, amano il lavoro che Musk sta facendo.
    x09/mgg/gsl
    6 min
  • America Week - Episodio 7
    NEW YORK (ITALPRESS) - In soli trenta giorni dal suo ritorno alla Casa Bianca, il presidente Donald Trump ha ribaltato sia la politica interna che quella estera degli Stati Uniti. Sin dal primo giorno, Trump ha dimostrato fretta e determinazione per realizzare il suo programma. Ha firmato una serie di ordini esecutivi per combattere l'immigrazione clandestina, bilanciare i dazi commerciali e per trasformare la pubblica amministrazione. Ha delegato a Elon Musk la supervisione di licenziamenti di massa tra i dipendenti federali, con l'obiettivo di snellire la burocrazia e ridurre la spesa pubblica. I suoi sostenitori vedono in queste azioni la realizzazione delle promesse elettorali e Trump le rilancia, proponendo di restituire ai cittadini una buona parte delle somme ricavate dai tagli alla burocrazia.
    Se sul fronte interno Trump ha seguito una linea acclamata dai sostenitori, in politica estera ha adottato un approccio decisamente più imprevedibile. Ha proposto l'annessione del Canada come 51º stato, l'acquisizione della Groenlandia e il ritorno al controllo statunitense del Canale di Panama. Inoltre, ha avanzato l'idea di trasformare Gaza in una località turistica gestita dagli Stati Uniti, escludendo la popolazione palestinese. Queste proposte hanno sollevato critiche a livello nazionale mettendo in discussione anche le tradizionali alleanze internazionali degli USA.
    La questione ucraina rappresenta l'esempio più eclatante della "verità flessibile" adottata dall'amministrazione Trump. In un discorso a Miami, il presidente ha definito Volodymyr Zelensky un "dittatore senza elezioni", accusandolo di aver provocato la guerra con la Russia e di avere solo il 4% dei consensi del popolo ucraino, suscitando indignazione. In risposta, Zelensky ha dichiarato che Trump vive in una "bolla di disinformazione russa".
    Mentre i suoi sostenitori apprezzano la sua franchezza e la volontà di sfidare lo status quo, molti critici temono che queste posizioni possano isolare ulteriormente gli Stati Uniti sulla scena mondiale.

    xo9/sat/gtr
    6 min
  • America Week - Episodio 6
    NEW YORK (ITALPRESS) - Nel sesto episodio di “America Week”, il nuovo appuntamento dell'Italpress che ogni settimana da New York propone notizie e analisi dagli Stati Uniti, Stefano Vaccara evidenzia come, invece di rallentare, Donald Trump abbia messo la quarta nella settimana in cui con una valanga di decisioni politiche suscita entusiasmo ma anche roventi critiche. Tariffe commerciali, licenziamenti nelle agenzie federali, trattative di pace per l’Ucraina e en plein al Senato sulle nomine per il suo governo.
    Parlando dell’Europa, Trump ha ripetuto che è tosta nell’imporre le sue tariffe e certe multe alle aziende americane - lanciando poi ulteriori accuse all’UE durante una successiva conferenza stampa con il presidente dell’India Narendra Modi, in cui Trump ha detto che gli europei “devono pagare di più perché gli Stati Uniti stanno aiutando l'Ucraina mentre l'Europa invece non ha fatto sentire il suo peso in termini di denaro”.
    Prima, parlando di tariffe, Trump aveva rivelato ai giornalisti che avrebbe voluto i dazi reciproci per l’Italia, la Spagna, la Francia già nel suo primo mandato ma che la pandemia “per la quale molte persone stavano morendo in questi paesi” gli ha fatto cambiare idea, aggiungendo: “Ho un cuore io”.
    La marcia in più della settimana di Trump ha avuto il clou con la telefonata con Vladimir Putin, definita dal presidente americano "lunga e altamente produttiva” durante la quale hanno concordato di avviare i negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina. La pace si avvicina? I critici accusano Trump di aver già concesso tutto a Putin e l’ex consigliere della sicurezza nel primo mandato di Trump, John Bolton, ha detto che le proposte a Putin divulgate da Trump e il suo Segretario alla Difesa Pete Hegseth potevano essere state scritte dal Cremlino. Insomma una ricerca della pace che appare una politica di appeasment della Russia.
    fsc/gsl
    6 min
  • America Week - Episodio 5
    NEW YORK (ITALPRESS) - Nel nuovo episodio di “America Week”, il nuovo appuntamento dell'Italpress che ogni settimana da New York propone notizie e analisi dagli Stati Uniti, Stefano Vaccara evidenzia che la tattica di Donald Trump di inondare gli avversari con una raffica continua di decisioni “shock” rappresenta una strategia ormai ben collaudata che mira a disorientare l’opposizione e i media, impedendo loro di concentrarsi su un singolo suo provvedimento.
    Elemento chiave della partenza a razzo di Trump è Elon Musk, nominato a capo del Department of Government Efficiency (DOGE), il quale ha avviato l’assalto da “terminator” a diverse agenzie federali. Una delle mosse più controverse è stata la chiusura improvvisa dell’USAID, l’agenzia per lo sviluppo internazionale degli Stati Uniti, con l’annuncio che quasi tutto il personale sarebbe stato posto in congedo amministrativo.
    x09/mgg/gsl
    6 min
  • America Week - Episodio 4
    NEW YORK (ITALPRESS) - Nel nuovo episodio di “America Week”, il nuovo appuntamento dell'Italpress che ogni settimana da New York propone notizie e analisi dagli Stati Uniti, Stefano Vaccara parla delle mosse di Donald Trump da quando è rientrato alla Casa Bianca.
    Altro che “scioccare e stupire”, il presidente è all’attacco ma con il “caos”. Andare addosso all’avversario politico comunque e in qualunque occasione, anche quando ci sono ancora da recuperare a Washington i corpi inabissati nel fiume Potomac dei poveri passeggeri del volo che arrivava dal Kansas centrato in pieno da un elicottero militare in una collisione che non ha lasciato scampo a tutti i 67 a bordo, compresi i tre militari dell’hawk.
    A proposito di caos, il 27 gennaio, l'Office of Management and Budget ha emesso una direttiva che ordinava alle agenzie federali di "sospendere temporaneamente tutte le attività relative all'obbligo o all'erogazione di tutti gli aiuti finanziari federali". Questa misura includeva gli aiuti esteri, sovvenzioni e prestiti, con eccezioni per le prestazioni della Sicurezza Sociale e di Medicare. Questa mossa improvvisa ha causato confusione tra i dipendenti pubblici, i legislatori e le organizzazioni non profit, sollevando preoccupazioni sui possibili disservizi nei servizi essenziali.
    Intanto sono iniziate le tre audizioni al Senato ritenute più rischiose: Robert Kennedy Jr. per il ruolo di Segretario della Salute, Tulsi Gabbard come Direttrice dell’Intelligence Nazionale e Kash Patel come Direttore dell’FBI. Ognuno di loro ha affrontato un duro interrogatorio sulle proprie qualifiche, dichiarazioni passate e potenziali pregiudizi. Per essere bocciati, più di tre senatori repubblicani devono essere contrari alle nomine e tutto è ancora possibile.

    xo9/gtr/fsc
    6 min
  • America Week - Episodio 3
    NEW YORK (ITALPRESS) - Nel nuovo episodio di “America Week”, il nuovo appuntamento dell'Italpress che ogni settimana da New York propone notizie e analisi dagli Stati Uniti, Stefano Vaccara evidenzia che, con il discorso dell’inaugurazione, ma soprattutto con decine di executive order firmati lo stesso giorno dalla Casa Bianca, Donald Trump mantiene le promesse fatte in campagna elettorale ai suoi sostenitori MAGA. Ordina le deportazioni degli immigrati illegali - autorizzando a cercarli anche nelle chiese e nelle scuole - e abolendo in tutti i ministeri federali le direttive DEI (diversità equità e inclusività). Poi minaccia anche l’Europa che se non vorrà pagare dazi, deve investire e fabbricare i suoi prodotti in America.
    x09/mgg/gsl (video di Stefano Vaccara)
    7 min
  • America Week - Episodio 2
    NEW YORK (ITALPRESS) - Nel secondo episodio di “America Week” - il nuovo appuntamento dell'Italpress che ogni settimana da New York propone notizie e analisi dagli Stati Uniti - Stefano Vaccara evidenzia che, mentre si prepara l'inauguration "miliardaria" a Washington del 20 gennaio per Donald Trump, alla Casa Bianca Joe Biden pronuncia un discorso d'addio in cui il vecchio presidente mette in guardia gli americani dai pericoli del complesso tecnologico industriale con un messaggio simile a quello del presidente Eisenhower. Intanto al Congresso si tengono le audizioni per vistare i nominati al governo della nuova amministrazione repubblicana, ma chi rischia di essere bocciato? Nonostante gli scandali Pete Hegseth riuscirà a diventare capo del Pentagono e sicuramente anche l'italoamericana Pam Bondi, la brillante ex avvocato di Trump, diventerà ministra della giustizia. Allora chi rischia? Forse Robert Kennedy jr alla Sanità e Tulsi Gabbard per la National Intelligence.
    x09/mgg/gsl
    6 min
  • America Week - Episodio 1
    NEW YORK (ITALPRESS) - Nel primo episodio di “America Week” - il nuovo appuntamento dell'Italpress che ogni settimana da New York propone notizie e analisi dagli Stati Uniti - Stefano Vaccara racconta l’incendio che sta distruggendo interi quartieri di Los Angeles, metropoli da dieci milioni di abitanti e capitale dell’industria dello show business americano. Il presidente Joe Biden, che doveva partire per l’Italia, ha rinunciato al suo ultimo viaggio ufficiale per coordinare gli aiuti federali per la California. Mentre il presidente eletto Donald Trump non perde tempo per approfittare del disastro di Los Angeles e attaccare lo stesso Biden e il governatore democratico Gavin Newsom.
    8 min

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Rubrica di Stefano Vaccara da New York che analizza e commenta l’attualità americana.