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Analisi e commenti | RRL episodes

  • 142 - La moda come Dio comanda
    Esiste oggi una vasta scelta in Occidente nel mercato dell’abbigliamento. Anche se le tendenze femminili vanno verso una direzione provocante, volgare e discinta, c’è comunque la possibilità di trovare cose conformi alla moda cristiana, che non significa moda “bigotta” ovvero quello stile tipicamente protestante di alcune sette, ma uno stile cattolico, che tende alla bellezza e alla semplicità insieme, alla modestia e all’eleganza contemporaneamente, rimandando ai principi della dottrina cristiana, mai fanatica, come invece può essere, per esempio, il modo di vestire delle donne praticanti di religione musulmana.
    8 min
  • 175 - Le radici cattoliche dell’Ucraina su Radici Cristiane di maggio
    Di «Guerra di disinformazione nell’epoca della post-verità» parla l’editoriale del numero di maggio di Radici Cristiane, il mensile diretto dal Prof. Roberto de Mattei: «La riconquista dei principi culturali e morali della nostra tradizione cristiana – si legge – è necessaria per chiunque cerchi la verità, che esiste ed è oggettiva. L’amore per la verità deve essere accompagnato dall’amore per la realtà e dalla diffidenza verso ogni “narrazione” ideologica. La verità nasce infatti dalla realtà delle cose, si impone all’evidenza, costituisce l’unico itinerario possibile per evitare di essere inghiottiti dal caos contemporaneo».
    In Attualità un’interessante intervista a Julio Loredo, presidente della Tfp-Tradizione Famiglia Proprietà Italia mostra in modo chiaro ed esaustivo come e perché la cosiddetta green economy altro non sia che uno specchietto per le allodole, dietro cui si nasconde il nuovo volto ambientalista della rivoluzione voluta dal socialismo internazionale. Ciò comporterà un costo pesantissimo a carico dei contribuenti, al punto da ridurre in condizioni di povertà le classi meno abbienti, e consegnerà l’economia europea nelle mani di quella cinese, probabilmente senza che l’opinione pubblica abbia la forza di opporsi. Ma noi cattolici abbiamo il dovere, in questa situazione, di adoperarci per restaurare l’ordine della civiltà cristiana.
    10 min
  • 28 - II Domenica dopo Pasqua
    AD 2021
    Io sono il Buon Pastore, conosco le Mie pecore e le Mie pecore conoscono Me
    Molte pericopi evangeliche iniziano con le parole: Gesù disse ai Suoi discepoli oppure alle folle. Quella di oggi è insolita, poiché inizia dicendo: In quel tempo, Gesù disse ai Farisei. Se la leggete nel contesto del Vangelo di san Giovanni, vedrete che viene immediatamente dopo che Nostro Signore ha dato la vista al cieco nato. In quell’episodio, i Farisei non si erano certo mostrati pastori del popolo. Un pastore deve fare soprattutto due cose: nutrire e proteggere. Lungi dal nutrire il cieco nato con un sano insegnamento, i Farisei avevano cercato di impedire la sua fedeltà a Cristo. Lungi dal proteggerlo, i Farisei lo avevano scomunicato dalla sinagoga, allontanandolo, per quanto era in loro potere, dal popolo eletto e dal suo culto.
    È stato in questo momento terribile, quando le cose sembravano senza speranza, quando i pastori ufficiali in Israele si erano rivoltati contro coloro che Dio aveva loro affidato, che Nostro Signore Si rivela come il Buon Pastore. In effetti, usa un titolo divino. I Profeti avevano parlato del Signore come de il Pastore d’Israele (Sal 78,1) e avevano predetto che un giorno sarebbe venuto di persona per prendersi cura del Suo gregge. Riferendosi a Lui non semplicemente come ad un pastore tra gli altri, ma come al Buon Pastore – o, come potremmo anche tradurre dal greco, il Bel Pastore – Cristo rivela che queste profezie si sono ora adempiute.
    9 min
  • 179 - La guerra giusta di S.Pio V
    Sabato 30 aprile, nella cappella di Santa Maria Maggiore che raccoglie le spoglie di san PioV, mons. Marco Agostini ha celebrato una solenne Messa in Rito Romano antico in onore del grande Pontefice di cui ricorrono i 450 anni dalla morte, avvenuta il 30 aprile 1572.
    San Pio V fu un papa santo e fu un Papa guerriero. Il suo nome è legato alla vittoria di Lepanto, ma egli aveva intenzione di portare la guerra anche in Inghilterra contro l’usurpatrice, Elisabetta Tudor, che scomunicò il 25 febbraio 1570 con la bolla Regnans in excelsis, dichiarandola decaduta dal suo preteso diritto alla corona inglese. Aveva una volta promesso che per una spedizione contro l’Inghilterra protestante non soltanto avrebbe impiegato i beni della Chiesa, ma sarebbe andato personalmente a guidarla
    Il Papa aveva affidato la missione di operare per la restaurazione della Chiesa cattolica in Inghilterra a un suo agente a Londra, il banchiere fiorentino Roberto Ridolfi
    Ridolfi abitava nella capitale inglese da molti anni e aveva preso contatto con due influenti aristocratici cattolici i conti di Northumberlande di Westmoreland ai quali, d’accordo con Pio V, aveva assicurato un consistente aiuto finanziario per i loro progetti di sollevare il popolo inglese e liberare Maria Stuart. L’insurrezione scoppiò a Durham e Rippon il 16 novembre 1569. Lo stendardo degli insorti, rappresentante il Salvatore con le Cinque Piaghe sanguinanti come quello del Pilgrimage of Grace del 1536. I conti di Northumberland e Westmorland in un primo momento trionfarono ed ebbero la gioia di assistere alla Messa cattolica nella cattedrale di Durham; ma non riuscirono a liberare Maria Stuarda, anche perché non ottennero l’aiuto decisivo che avevano promesso i re cattolici di Spagna, Filippo II, e di Francia, Carlo IX.
    Fallita la ribellione del Nord d’Inghilterra, Ridolfi prospettò al Papa l’idea che il duca d’Alba, comandante dell’esercito spagnolo nei Paesi Bassi. invadesse l’Inghilterra appoggiando una nuova ribellione cattolica.
    7 min
  • Il Ringraziamento - Parte II
    Ma basta esprimerGli il nostro ringraziamento? Basterebbe passare tutta la vita in ginocchio ringraziandoLo? Basterebbe offrire ogni nostra azione in ringraziamento a Dio per ogni benedizione che ci ha elargito nella vita e che ci promette per tutta l'eternità, culminando nel dono stesso di Sé? È davvero una pratica eccellente fare tutto ciò che facciamo con una santa intenzione come il ringraziamento, la riparazione o l'amore di Dio. Ma è sufficiente per rendere grazie per ciò che è Infinito?
    Solo l'Infinito può confrontarsi con l'Infinito. Questo vale per tutte le finalità della Messa. Possiamo adorare Dio adeguatamente solo unendoci all'atto di adorazione che Egli compie nel Santo Sacrificio sul monte Calvario perpetuato nella Santa Messa. Possiamo adorarLo adeguatamente solo unendo la nostra offerta di noi stessi alla Sua offerta di Sé a Dio Padre in quell' atto di adorazione. Possiamo solo espiare i nostri peccati con i quali abbiamo infinitamente offeso il Dio Infinito unendoci all'Infinito atto di espiazione compiuto da Dio stesso.
    7 min
  • 223 - La Santa Messa, un Sacrificio di Petizione - Parte I
    Infine, che la Messa sia anche il più potente ed efficace Sacrificio di impetrazione, è incontestabilmente chiaro dalla dottrina e dalla pratica della Chiesa. Essa ha dichiarato che la Santa Messa non può essere offerta solo per la remissione dei peccati e la soddisfazione dovuta con la loro punizione, "ma anche per tutte le altre necessità, cioè per ottenere tutto ciò di cui abbiamo bisogno nell'ordine della grazia e della salvezza. Basta una rapida occhiata alle varie liturgie per convincerci che la Santa Messa è sempre stata considerata ovunque come il mezzo più efficace per ottenere assistenza in tutte le necessità e le preoccupazioni della vita. Ora ci resta solo da spiegare in che modo la Santa Messa agisce e quali effetti ha come sacrificio di petizione.
    I. Come Sacrificio di petizione la Santa Messa produce i suoi effetti attraverso la preghiera (per modum orationis vel impetrationis); l'offerta della Messa è, cioè, essenzialmente preghiera o vera petizione, e, quindi, proprio per indurre il cuore del Padre Celeste ad impartirci la ricchezza delle Sue grazie e benedizioni. Sull'altare, Gesù Cristo come Sommo Sacerdote si offre e intercede in nostro favore, presentando e offrendo all'Eterno Padre la sua dolorosa morte e tutti i suoi meriti, per indurlo a comunicarci i suoi doni. Sotto questo aspetto, il frutto irnpetratorio del Sacrificio Eucaristico origina ex opere operato; poiché ha il suo fondamento nella celebrazione del Sacrificio, negli atti e meriti di Gesù Cristo, e non nella devozione del sacerdote che celebra né dei fedeli per i quali viene offerto.
    6 min

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