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Analisi e commenti | RRL episodes

  • 217 - La Santa Messa, un sacrificio di propiziazione. Parte V
    – Soprattutto, la giustizia di Dio deve essere propiziata, e solo dopo che è stata soddisfatta, la Sua misericordia impartisce all'uomo peccatore particolari grazie che lo dispongono al dolore e alla conversione sincera. Con il commettere peccati, specialmente se sono numerosi e gravi, viene offesa la maestà di Dio e provocata la Sua vindice giustizia contro il peccatore. Ma tra le punizioni che il Dio giusto e santo infligge a causa del peccato commesso, una delle più severe consiste in questo: che Egli rifiuta o giustamente trattiene le grazie speciali e più abbondanti. Per questo San Bernardo dice dell'ingratitudine, che "è simile ad un vento rovente che asciuga la fonte della misericordia divina, il flusso della grazia, la rugiada del cielo", si applica a tutte le offese, specialmente ai peccati mortali: e questi, essendo una negligenza e un abuso della grazia, sono atti di ingratitudine verso Dio, e, quindi, frenano il flusso più abbondante di grazie che Dio altrimenti concederebbe alla preghiera.
    5 min
  • 167 - Su «Radici Cristiane» Maastricht, 30 anni dopo
    Sul numero di marzo della rivista Radici Cristiane il direttore, il Prof. Roberto de Mattei, nell’editoriale analizza le radici e le conseguenze della crisi in Ucraina, evidenziando come «gli interessi politici dei cattolici» non coincidano «né con quelli di Putin, né con quelli di Biden: sul piano religioso, che è il più elevato, bisogna respingere ogni forma di espansione del Patriarcato di Mosca nelle terre slave e forse domani in Occidente».
    8 min
  • 17 - I Domenica di Quaresima - Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo.Omelie di un Domenicano - 06.03
    Secondo un grande papa dell’Ottocento, papa Leone XIII, tutta la storia può essere intesa come una guerra tra due forze contrapposte: egli chiama questi due eserciti “il regno di Dio sulla terra, cioè la vera Chiesa di Gesù Cristo”, e “il regno di Satana, i cui sudditi”, dice, “sono quanti seguono i funesti esempi del loro capo” (Humanum genus). Cristo è a capo del Suo regno e il diavolo è a capo del suo. Ciò conferisce un interesse unico al Vangelo di questa prima domenica di Quaresima, che descrive l’unico confronto di cui siamo a conoscenza tra questi due re, ossia tra Nostro Signore Gesù Cristo, che l’Apocalisse chiama “il Re dei re”, e il diavolo, che il libro di Giobbe chiama “il re di tutti i superbi”.
    11 min
  • 171 - L’esempio degli ucraini per l’Occidente.
    “Meglio rossi che morti” fu, negli anni Ottanta, uno degli slogan della sinistra europea, quando i movimenti pacifisti si opponevano ai missili Pershing 2 americani, installati per rispondere ai missili  SS20 che i russi avevano schierato per colpire obiettivi nell’Europa occidentale. 

    Oggi, di fronte alla minaccia dell’espandersi della guerra in Ucraina, questo slogan viene riproposto da alcuni con la variante “meglio russi che morti”; meglio la sconfitta che la guerra. Il giornalista Vittorio Feltri, ad esempio, conclude un suo articolo sul quotidiano “Libero” del 2 marzo con queste parole: “Vorremmo suggerire a Zelensky di non fare il bullo, lasci perdere. Meglio sconfitti che morti".
    7 min
  • 236 - La finalità dell'Espiazione C. - Evitare il purgatorio - Parte 1
    Continuiamo guardando il carattere espiatorio della Santa Messa. Per comprendere la necessità dell'espiazione, ricordiamo che la conseguenza di ogni peccato è duplice: la colpa e la pena del peccato. La colpa è rimessa con la contrizione e la confessione; la pena (o punizione temporale) è rimessa con la contrizione in confessione e la penitenza data in confessione, che normalmente, però, rimetteranno la pena solo in parte. Quanto più profonda la contrizione, quanto più sincera la confessione, quanto più severa la penitenza: tanto più largamente sarà rimessa questa pena. Ma che dire del resto della sanzione? Deve essere pagato con lagrime, preghiere, veglie, digiuni, elemosine, confessioni, sante Comunioni, sante Messe e Indulgenze qui sulla Terra; e ciò che non sarà stato pagato prima della morte sarà pagato dalle fiamme del Purgatorio dopo la morte. Il venerabile Luigi da Grenada, il dotto e santo domenicano del XVI secolo, sostiene che l'adulto medio trascorre dai trenta ai cinquanta anni in Purgatorio.
    Ma se vogliamo, come è del tutto naturale, come Dio desidera nella sua economia di salvezza, e come Gli è proprio appropriato nella Sua infinita bontà e nel Suo infinito amore verso di noi, che noi evitiamo le fiamme del Purgatorio e che usiamo la nostra vita per santificarci, affinché alla morte passiamo subito nella Visione dell'Eterna e Santissima Trinità, allora che cosa possiamo fare? A parte le pratiche a cui abbiamo appena accennato, bisogna assistere alla Messa in ispirito di penitenza, in ispirito di riparazione per i nostri peccati.
    Il Concilio di Trento dichiara dogmaticamente: “Se qualcuno dice che il Sacrificio della Messa non è un sacrificio propiziatorio Anathema Sit” ; dichiara inoltre che otteniamo la misericordia e troviamo la grazia: «... se ci avviciniamo a Dio contriti e pentiti, con cuore sincero, retta fede, timore e riverenza. Poiché il Signore è placato dalla sua oblazione, concedendo la grazia ed il dono del pentimento, perdonando anche i delitti ed i peccati efferati...” Quanto ai peccati veniali aggiunge: “Cristo ha istituito la Santa Messa nell'Ultima Cena affinché la sua virtù salutare si applichi alla remissione di quei peccati che quotidianamente commettiamo”. Il metodo con cui la colpa e la pena del peccato saranno rimesse è, come abbiamo detto sopra, mediante la Santa Messa che risveglia la contrizione nel nostro cuore.
    Assistere poi alla Santa Messa in spirito di riparazione con piena fiducia nella misericordia di Dio ha l'effetto di ridurre in misura grande il nostro debito verso Dio, come i debiti di quelle persone verso il loro padrone nella parabola, che l'amministratore del padrone riduce incommensurabilmente in un solo atto di misericordia. Si narra infatti che, assistendo con le opportune disposizioni alla Santa Messa in suffragio delle anime sante del Purgatorio, i quattro anni di purgatorio ai quali una determinata anima era stata condannata per giusta ira di Dio, furono commutati in due anni e mezzo.
    Scrive un dotto commentatore: «ammesso che i fedeli assistano alla Messa per ottenere questa remissione, essa è concessa immediatamente ed in pieno vigore». «Tale è la potenza della Santa Messa», afferma un altro pio autore, «che i nostri peccati si sciolgono davanti ad essa come la cera davanti al fuoco, e le pene che abbiamo guadagnate sono allontanate da noi». L'Infinita Misericordia di Dio ci concede di offrire spiritualmente il Sacrificio della Messa proprio come il nostro sacrificio: "Pregate, fratelli, che il mio e il vostro sacrificio sia gradito a Dio Padre Onnipotente..." Anche se come peccatori ci siamo fatti nemici di Lui fino ad un grado maggiore o minore, tuttavia la nostra offerta del Sacrificio dell'Immacolato e Divino Agnello di Dio al Padre attira sulle nostre anime il Divin Favore, per la remissione di tutte le nostre offese, anche se, come insegna il Concilio di Trento, i nostri peccati fossero dei più gravi.
    8 min
  • 216 - La santa Messa, un sacrificio di propiziazione. - Parte IV
    Soprattutto, la giustizia di Dio deve essere propiziata, e solo dopo che è stata soddisfatta, la Sua misericordia impartisce all'uomo peccatore particolari grazie che lo dispongono al dolore e alla conversione sincera. Con il commettere peccati, specialmente se sono numerosi e gravi, viene offesa la maestà di Dio e provocata la Sua vindice giustizia contro il peccatore. Ma tra le punizioni che il Dio giusto e santo infligge a causa del peccato commesso, una delle più severe consiste in questo: che Egli rifiuta o giustamente trattiene le grazie speciali e più abbondanti. Per questo San Bernardo dice dell'ingratitudine, che "è simile ad un vento rovente che asciuga la fonte della misericordia divina, il flusso della grazia, la rugiada del cielo", si applica a tutte le offese, specialmente ai peccati mortali: e questi, essendo una negligenza e un abuso della grazia, sono atti di ingratitudine verso Dio, e, quindi, frenano il flusso più abbondante di grazie che Dio altrimenti concederebbe alla preghiera.
    5 min

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Analisi e commenti sull'attualità religiosa, politica e culturale. Ascolta il podcast di radioromalibera.org a cura del prof. Roberto de Mattei. Ogni venerdì alle ore 17 una nuova…