Analisi e commenti | RRL

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  • 169 - Lgbt, battaglia aperta negli Usa e nel mondo
    C’è la guerra in Ucraina, ma le priorità per l’amministrazione Biden sembrano essere altre, visto che trova il tempo di obbligare il suo esercito a svolgere entro il 30 settembre un addestramento decisamente particolare, quello al linguaggio transgender ed all’ideologia Woke, per gestire i rapporti col personale, interessato ad un percorso di transizione, previa diagnosi di un medico militare.
    Si tratta di una decisione esattamente speculare a quella assunta dal predecessore alla Casa Bianca, Donald Trump, che nel marzo 2018 sancì il divieto per le persone transgender di unirsi all’esercito americano, se non in «circostanze limitate».
    5 min
  • 19 - III Domenica di Quaresima. L’ultimo stato di quell’uomo è peggiore del primo.
    La gente ha spesso idee sbagliate sull’esorcismo. S’immagina che sia una sorta di magia, come se l’esorcista avesse bisogno solo di pronunciare la formula corretta, e lo spirito malvagio se ne vada immediatamente. In realtà, dai resoconti che gli esorcisti cattolici danno del loro lavoro, possiamo vedere che il loro compito è più simile a quello di un giardiniere che deve diserbare un’aiuola. Alcune erbacce si possono estirpare dal terreno con un solo colpo, mentre con altre il giardiniere deve scavare intorno e tirare con tutte le sue forze, e anche facendo così l’erba è divelta solo molto lentamente. Così con gli esorcismi: a volte l’influenza del male viene dissipata rapidamente, mentre in altri casi l’esorcista deve dedicarsi alla preghiera e al digiuno, e anche facendo così può solo gradualmente indebolire la presa che lo spirito maligno ha sulla sua sfortunata vittima.
    Tuttavia, questa analogia tra l’esorcismo e il diserbo di un’aiuola non è pertinente in un aspetto importante. L’indemoniato deve collaborare con il sacerdote, se vuole guarire. E non solo deve pregare e, se possibile, digiunare, mentre è ancora posseduto; una persona che è stata liberata da uno spirito maligno deve stare molto in guardia, da allora in poi, poiché la malizia del maligno sarà diretta contro di lui in modo sempre più intenso.
    Nostro Signore, dunque, parla alla folla dell’uomo dal quale fu cacciato uno spirito immondo, che poi tornò con altri sette spiriti più malvagi di lui. Ma chi è quest’uomo? Perché Nostro Signore non dice “un uomo”, anche se alcune traduzioni hanno questa versione, come se ci dicesse che chiunque è esorcizzato con successo viene poi posseduto in modo peggiore. Piuttosto dice: Quando lo spirito immondo è uscito dall’uomo.
    Alcuni interpreti lo intendono come un’immagine di Israele. Questa interpretazione è abbastanza plausibile. Possiamo dire che Israele, come nazione, è stata esorcizzata in due occasioni principali. La prima occasione fu quando divenne una nazione per la prima volta, nell’esodo dall’Egitto. Alla prima Pasqua, quando i Giudei misero il sangue sugli stipiti e sugli architravi delle loro case, Dio disse a Mosè e ad Aronne: così Io farò giustizia di tutti gli dèi dell’Egitto (Es 12,12). Gli dèi dell’Egitto, cioè i demoni, che spingevano il faraone ad opprimere gli ebrei furono rovesciati e Israele fu liberato. Fu un grande sollievo per il popolo; fu un grande esorcismo. Eppure, il fatto stesso che la nazione fosse stata spazzata e adornata da Dio, cioè purificata dalla superstizione e adornata della bellezza del culto divino, servì a incitare la malizia del diavolo. Nel corso dei secoli successivi, gli Israeliti avrebbero invitato gli dèi delle nazioni, cioè i demoni, a prendere nuovamente dimora tra loro. Al tempo del profeta Ezechiele, alcuni Ebrei compirono riti idolatrici perfino nel tempio.
    Quindi, Israele aveva bisogno di un secondo esorcismo. Ciò avvenne circa seicento anni prima degli eventi del Vangelo. Dio permise che Gerusalemme e il tempio fossero distrutti e che gli Ebrei fossero deportati a Babilonia. Là, in terra straniera, per preservare la propria identità, gli Ebrei avevano bisogno di dedicarsi più intensamente alla propria Legge e alle proprie tradizioni, che li distinguevano dai Gentili. Con l’aiuto di Dio, si liberarono dalle grossolane forme di idolatria che i loro padri avevano praticato, ed a parte un breve intervallo durante la persecuzione di Antioco Epifane, rimasero da allora in poi liberi da divinità straniere. Tuttavia, i demoni tornarono in un modo più sottile: troppi Ebrei, specialmente tra i loro governanti, divennero pieni di orgoglio nazionale, autosufficienza e disprezzo per i Gentili. Di conseguenza, furono accecati sul fatto che erano anch’essi uomini decaduti, bisognosi di un Redentore, e così quando il Redentore finalmente venne, alcuni di loro dichiararono blasfemamente che era un uomo in combutta con Belzebù.
    Tuttavia, possiamo anche vedere un significato più...
    11 min
  • 173 - San Pietro 25 marzo 2022. L’importanza metafisica di un evento
    La notizia è ufficiale e ha una straordinaria rilevanza. Il 25 marzo 2022, Papa Francesco consacrerà la Russia e l’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria. Il Papa, inoltre, come ha confermato, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede Matteo Bruni, “ha invitato i vescovi di tutto il mondo e i loro presbiteri a unirsi a lui nella preghiera per la pace e nella consacrazione e affidamento della Russia e dell’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria”.
    A Fatima il 13 luglio 1917 la Madonna annunziò che Dio si apprestava a “punire il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre”. Per evitare queste sciagure la Madonna chiese la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, fatta dal Papa in unione con tutti i vescovi del mondo, e la propagazione della pratica dei primi sabati del mese, consistente nell'unirsi a Lei, confessati e comunicati, per cinque sabati consecutivi, meditando quindici minuti e pregando il santo rosario. “Se si accetteranno le Mie richieste- disse la Madonna - la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Infine il Mio Cuore Immacolato trionferà.”
    Dopo le apparizioni di Fatima del 1917 ci sono stati vari atti di consacrazione e di affidamento al Cuore Immacolato di Maria, ma tutti parziali e incompleti, anche se non privi di effetti, tanto che, fin dal 1931 il Signore si lamentò con suor Lucia sulla mancata consacrazione della Russia: “Non hanno voluto ascoltare la mia richiesta! Come il Re di Francia, se ne pentiranno, e la faranno, ma sarà troppo tardi. La Russia avrà già sparso i suoi errori nel mondo, provocando guerre e persecuzioni alla Chiesa: il Santo Padre dovrà soffrire molto”.
    Pio XII nel Radiomessaggio al Portogallo del 31 ottobre 1942, consacrò al Cuore Immacolato di Maria la Chiesa e il genere umano. Lo stesso Papa Pacelli, il 7 luglio 1952, con la lettera apostolica Sacro Vergente anno consacrò tutti i popoli della Russia alla Madre di Dio. La Russia venne esplicitamente nominata, ma mancò l’unione solenne con i vescovi cattolici di tutto il mondo. Il Concilio Ecumenico Vaticano II sarebbe stata un’occasione straordinaria per adempiere alla richiesta della Madonna. Nel 1965, ben 510 arcivescovi e vescovi di 78 paesi sottoscrissero una petizione in cui si chiedeva che il Papa in unione con i Padri conciliari consacrasse al Cuore Immacolato di Maria il mondo intero, ed in modo speciale la Russia e le altre nazioni dominate dal comunismo. Paolo VI non accolse però la richiesta.
    Giovanni Paolo II, dopo essere stato drammaticamente ferito nell’attentato del 13 maggio 1981, attribuì alla Madonna di Fatima una miracolosa protezione e il 13 maggio 1982 si recò pellegrino al suo santuario, dove affidò e consacrò alla Madonna “quegli uomini e quelle nazioni che di questo affidamento e di questa consacrazione hanno particolarmente bisogno”. Un’analoga consacrazione fu da lui ripetuta il 25 marzo 1984, in piazza San Pietro, alla presenza della statua della Vergine giunta appositamente dal Portogallo. Il Papa aveva scritto ai vescovi di tutto il mondo chiedendo di unirsi a lui, ma non tutti ricevettero l’invito e pochi lo fecero proprio. Neanche in questa occasione fu espressamente nominata la Russia, ma ci fu solo un riferimento “ai popoli di cui tu ti aspetti la nostra consacrazione e il nostro affidamento”.
    Un terzo atto di affidamento della Chiesa e dell’umanità alla Vergine Maria, fu pronunciato l’8 ottobre 2000, davanti alla statua della Madonna di Fatima, da Giovanni Paolo, insieme ad oltre 1500 vescovi rappresentanti dell’episcopato mondiale. Benedetto XVI fece divulgare il Terzo segreto di Fatima (il cui testo viene però da molti giudicato incompleto) e il 12 maggio 2010, inginocchiandosi davanti all’immagine della Madonna nella cappella delle Apparizioni di Fatima, elevò a Lei una preghiera di affidamento, chiedendo la liberazione “da ogni pericolo che incombe su di noi”.
    Il 13 ottobre 2013, sul sagrato di San Pietro, papa Francesco pronunziò parole di affidamento, ricordando "tutti i miei fratelli nel Battesimo e in umanità", in particolare "i malati e i disabili, i detenuti e i disoccupati, i poveri e gli abbandonati", e invitando a "riscoprire il volto giovane e bello della Chiesa, che risplende quando è missionaria, accogliente, libera, fedele, povera di mezzi e ricca di amore". Mancò però la consacrazione della Russia, che molti attendevano.
    Il 13 maggio 2017, papa Francesco si recò a Fatima per la canonizzazione dei due pastorelli Francesco e Giacinta, di 9 e 11 anni, che, assieme alla cuginetta Lucia dos Santos, videro e ascoltarono le parole della Madonna nel 1917. Della cugina Lucia, morta nel 2005, è in corso il processo di beatificazione. Però, anche in questo caso il Papa ignorò le richieste della Madonna.
    Oggi lo scenario internazionale è drammaticamente cambiato e papa Francesco ha deciso di compiere ciò che nessuno dei suoi predecessori ha mai fatto. Dal 1917 al 2022, infatti, nove Papi hanno conosciuto Fatima e tutti, dopo Benedetto XV, ne hanno approvato la devozione. Sei di essi hanno visitato il Santuario, come Papi o come cardinali. Alcuni di essi, come Pio XII e Giovanni Paolo II, hanno mostrato grande devozione verso le apparizioni del 1917. Nessuno di essi però ha finora esaudito le insistenti richieste della Madonna. L’atto che Papa Francesco compirà il 25 marzo sembra corrispondere pienamente a queste richieste ed è accompagnato da un’adesione di vescovi, sacerdoti e laici, mai prima di oggi avvenuta. L’importanza dell’evento non è di natura geopolitica, ma metafisica e soprannaturale, perché esso appare come uno di quei momenti in cui il mistero della storia sembra squarciarsi e la luce di Dio illumina le vicende del mondo, al di là delle intenzioni dei protagonisti.
    Ciò accade mentre le bombe della Russia da Kiev minacciano di estendersi al mondo.
    9 min
  • 238 - Espiazione D 1). L'Effusione del Santissimo Sangue
    I
    Continuiamo guardando il carattere espiatorio della Santa Messa, sotto l' aspetto particolare dell'effusione del Preziosissimo Sangue. Dice San Giovanni Crisostomo: "L'Agnello di Dio è immolato per te, il Suo Sangue scorre misticamente sull'altare: il Sangue contenuto nel calice è attinto per la tua purificazione dal Suo Sacro Lato". Nella nostra gloriosa Fede Cattolica comprendiamo così le parole di questo Padre e Dottore della Chiesa: Lo spargimento del Sangue sul Monte Calvario si è reso presente invisibilmente sull'altare: le Sue Mani sono ferite, i Suoi Piedi trafitti, il suo costato trafitto , il Suo Sangue scorre. Il sangue che scorreva nelle Sue Sacratissime vene è contenuto nel calice e offerto a Dio per la nostra salvezza. Possiamo avvalerci di questa fonte della sua infinita misericordia per la nostra contrizione e dolore, per la Santa Comunione, ma soprattutto ascoltando la Santa Messa.
    Ora questo Sangue non è solo sparso per la nostra salvezza nella santa Messa, ma è cosparso sulle nostre stesse anime. Lo stesso san Giovanni Crisostomo osserva: “Tu vedi che Cristo è immolato nella Messa; vedi che le persone presenti sono cosparse e segnate con il Sangue rosso delle Sue Vene” .
    Ebbene il Suo Preziosissmo Sangue non solo è sparso per noi, ma è sparso su di noi : è versato su di noi. Nell'Apocalisse dell'Apostolo San Giovanni leggiamo: «Gesù Cristo ci ha amati e ci ha mondati dai nostri peccati nel Suo stesso Sangue».
    Nella città di Bolsena vicino a Roma nell'anno del Signore 1263 il celebrante della Messa, sedotto dai suggerimenti del Maligno, dubitò della Presenza Reale di Nostro Signore finché, al momento dell'Elevazione, per miracolo di Dio, il Sangue cominciò a gocciolare dall'Ostia Santissima come una dolce pioggia dal Cielo. Il sacerdote fu terrorizzato e la gente gridava: “O Sacro Sangue! O Sangue del Nostro Dio... scendi sulle nostre anime, purificale dalle macchie del peccato”. Come osserva padre Martin von Cochem : “Ciò che si vide a Bolsena tanti secoli fa, accade ogni giorno nelle nostre Messe, solo in modo invisibile. La Sacra Specie è elevata in alto, e il Sangue di Dio distilla da Essa come una pioggia leggera dal Cielo, inondando le anime di tutti i presenti, anche degli peccatori piu' ostinati, per invocare su di loro la divina misericordia.
    5 min

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