A Sandra Zampa, sottosegretario alla salute, forse sta più a cuore la salute della sua poltrona (e dei suoi amici) che la nostra. O forse pensa che la realtà si possa distorcere se serve per far perdere le elezioni a un suo avversario. Dovete avere paura di questa gente quando ricopre incarichi pubblici, perché non si sa fino a che punto potrebbe spingersi. Comunque il fatto è grave: Trump annuncia l'arrivo di un vaccino entro il giorno delle elezioni e per questa dichiarazione viene deriso da tutto il mondo che lo dipinge come un pazzo. Il vaccino alla fine non arriva per l'election day, lui perde le elezioni, ma giusto sei giorni dopo la chiusura delle urne arriva la sorpresa: Pfizer annuncia un risultato straordinariamente inaspettato e molto incoraggiante per l'arrivo imminente dell'agognato siero. È solo una coincidenza che l'annuncio trionfale sia arrivato solo sei giorni dopo le elezioni (e due dopo la dichiarazione del vincitore), ci mancherebbe, ma pensate se qualcuno realizzando un'inchiesta giornalistica scoprisse che tra gli azionisti o gli alti dirigenti di questa azienda ci sono persone con simpatie o interessi politici rilevanti in chiave anti-Trump. Cosa dovremmo pensare a quel punto? Troveremmo lecito domandarci se ci sia stato o meno un volontario ritardo di pochi giorni al fine di pilotare le elezioni? Dopotutto sono solo sei giorni di distanza. Sarebbe giusto indagare e magari aprire un'indagine giudiziaria? Oppure bolleremmo l'idea come complottismo da minorati mentali deridendo chi chiede chiarezza, esattamente come deridemmo Donald Trump quando fece quell'annuncio, oggi rivelatosi più verosimile del previsto? Propendo per la seconda, e scommetto anche che chi riderebbe di questo non trova altrettanto divertente chi per anni ha indagato sui troll russi senza cavare un ragno dal buco. I famosi due pesi e due misure che ormai governano il mondo, senza più resistenza intellettuale.