«In Terra Santa è scattato il cessate il fuoco ma non ci sarà la pace».
Così l'ex deputato del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista, in un editoriale per TPI.
«A Gaza – una prigione a cielo aperto con, probabilmente, la più alta densità abitativa al mondo – per alcuni giorni si potrà respirare ed alzare gli occhi al cielo con minor terrore. Ma la prigione resta prigione, la povertà resta povertà, le macerie crescono come i sentimenti di rivalsa di chi, recluso a casa propria, ha pianto decine di bambini assassinati dalle bombe, dall’indifferenza istituzionale e dalla viltà politica», ha spiegato l'ex parlamentare.
«Credo che l’oblio dei diritti dei palestinesi sia coinciso con una crescente narrazione arabo-fobica che, dall’attentato alla Torri gemelle ad oggi, è servita a far ingoiare alle pubbliche opinioni occidentali – italiana inclusa – guerre di invasione mascherate da missioni di pace. Senza la narrazione dell’Islam terrorista sarebbero state ancor più impopolari le guerre in Iraq ed in Afghanistan, la deposizione violenta di Gheddafi ed il tentativo, in gran parte riuscito, di distruzione della Siria», si legge in un altro passaggio dell'editoriale.