«Dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ancora mi aspetto una presa di distanze da quelle parole di Filippo Graviano, intercettate dal Gom. Mentre a me e al magistrato Nino Di Matteo dava dei rompiscatole, lo lodava dicendo: “Fa il suo lavoro”. E siccome non parliamo di un criminale qualsiasi ma dello stratega politico della mafia le sue parole hanno un peso ben preciso. Quindi non basta fare telefonate private di circostanza. Bisogna prendere una posizione pubblica. Ancora la aspetto».
Lo ha detto il conduttore della trasmissione "Non è l'Arena", Massimo Giletti, in un'intervista al "Corriere della Sera".
Giletti, che da due settimane è sotto scorta per le minacce a lui indirizzate dal boss Filippo Graviano, ha detto di essere rimasto deluso anche da Marco Travaglio, il quale ha definito "Non è l'Arena" «un covo di mitomani».
«E siccome ho avuto ospiti come Catello Maresca, Di Matteo, Sebastiano Ardita, Luigi de Magistris, Antonio Ingroia e Sandra Amurri, mi sconforta. Proprio perché Il Fatto Quotidiano è il giornale simbolo dell’Antimafia», ha osservato Giletti.