AudioZoom® nella Cattedrale di Anagni

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By eArsArts
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AudioZoom® nella Cattedrale di Anagni episodes

  • 6. Orto dei Canonici e Luoghi dello Schiaffo
    La Parola Segreta

    Gioca con noi mentre scopri di più sulla storia della Cattedrale!
    Cerca tutti e 6 i QR code di questo percorso, disseminati per la Cattedrale, e ascolta gli audio fino in fondo.
    Al termine di ogni traccia, ti sarà posta una domanda. Trova la risposta esatta e memorizza la prima lettera della risposta.
    Sono 6 lettere in totale e ti serviranno per comporre la Parola Segreta. Se riuscirai a individuarla, ti aspettiamo al Bookshop del Museo della Cattedrale con un premio speciale per te!

    AudioZoom®
    a cura di eArs.

    6. Orto dei canonici e luoghi dello schiaffo

    Se vi trovate qui, è probabile che abbiate già sentito parlare dello “schiaffo di Anagni”. Non si tratta di un semplice modo di dire, ma di un fatto storico reale che vide coinvolto papa Bonifacio VIII sullo sfondo dei luoghi che state visitando. Siete nei pressi dell’orto dei canonici, dove le fonti storiche descrivono l’esistenza di una canonica e della dimora del vescovo, detta episcopio. Le vetrofanie vi aiuteranno a ricostruire la posizione di queste strutture, di cui rimangono solo pochi resti.Ma, soprattutto, è qui che avvenne il fatto! Siamo nel 1303 e papa Bonifacio sta affrontando con forza una lotta con il re di Francia Filippo il Bello per riaffermare la superiorità del potere papale su quello temporale del sovrano. Avvertito di una imminente scomunica, re Filippo invia ad Anagni un manipolo di soldati guidati dall’ambasciatore Guglielmo di Nogaret. A loro si unisce Sciarra Colonna, membro della famiglia antagonista per eccellenza di Bonifacio VIII. Dopo un breve assedio, il 7 settembre i soldati penetrano nella cattedrale, dalla quale, passando per questo chiostro, riescono a raggiungere le stanze papali. Bonifacio è lì ad attenderli assiso in trono. Anche Dante nella Commedia ricorda il clamoroso evento con questi versi: “Veggio in Alagna entrar lo fiordaliso e nel vicario suo Cristo esser catto”.I fatti che seguirono sembrano sfumare nella leggenda. Se alcuni storici parlano di uno schiaffo morale per il papa, altri ritengono che Sciarra Colonna osò davvero alzare una mano contro la sacra persona del pontefice. Una cosa è certa: quel giorno a Bonifacio VIII dispiacque molto… porgere l’altra guancia! Reale o metaforico che fosse lo schiaffo, nulla sarà più come prima. Proprio da Anagni, da questo evento, cominciò la progressiva perdita di influenza politica del papato e il consolidamento del potere delle monarchie europee.

    Siamo giunti all’ultima domanda: 
    In che modo Dante chiama la città papale?
     
    Ricorda di prendere in considerazione solo la prima lettera della risposta.


    Se hai ascoltato tutti e 6 gli audio di questo percorso, non ti resta che comporre la parola segreta utilizzando la prima lettera di ogni risposta e dirigerti al Bookshop.  Altrimenti cerca gli altri punti sparsi per la cattedrale!

    Ti serve un altro indizio per indovinare la parola segreta? Qual è lo scrigno nascosto della Cattedrale di Anagni?
    3 min
  • 5. Il Complesso Architettonico verso Piazza Innocenzo III
    La Parola Segreta

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    5. Il complesso architettonico verso piazza Innocenzo III

    Se il fianco a nord-est della cattedrale è visibile seguendo il percorso del Museo, quello su piazza Innocenzo III, dove ci troviamo, si mostra di fronte a voi in tutta la sua complessa articolazione. Se aguzzate la vista e seguite le nostre indicazioni, riuscirete a riconoscere le varie strutture di questo straordinario complesso architettonico.Pronti? Cominciamo!Spostiamo lo sguardo in alto a destra; il campanile fa da sfondo alla cappella Lauri, risalente probabilmente al XIII secolo. Proseguendo verso sinistra, noterete sporgere subito accanto un muro curvilineo, che forma una mezza abside: è il Battistero, edificato nel ‘500 e perfettamente integrato nell’architettura medievale. La struttura delimita il fianco della Loggia delle Benedizioni, posta su di un sottostante porticato e dominata in alto dalla statua di papa Bonifacio VIII in trono. Prendetevi un istante per immaginarvelo, abbigliato con paramenti sontuosi e circondato dal seguito di prelati e diaconi, mentre si affaccia per arringare e benedire la folla radunata proprio in questa piazza. Che gran stupore!Ma continuiamo. A sinistra della loggia, la cappella Caetani, commissionata alla fine del XIII secolo da Benedetto Caetani, divenuto papa Bonifacio VIII - il nostro onnipresente protagonista -, per raccogliervi i sepolcri di alcuni famigliari.L’imponente mole del presbiterio, dove spicca il grande rosone, è infine conclusa da tre absidi lambite da una scenografica scalinata aperta a ventaglio fino al piano della piazza.Siete riusciti a starci dietro? Se non ce l’avete fatta - niente paura - premete di nuovo play: la cattedrale, tanto è sempre qui, mica scappa! 

    Nuova domanda:
    Quale elemento architettonico decora il fianco del presbiterio? 

    Il suo nome rievoca il più bello dei fiori.
    Ricorda di memorizzare la prima lettera della risposta!
    3 min
  • 4. Bonifacio VIII e il Primo Giubileo
    La Parola Segreta

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    4. Bonifacio VIII e il primo giubileo

    Aquile? Grifoni? Pappagalli?... No, non abbiamo le traveggole! Se guardate di fronte a voi, nella fascia inferiore dell’abside, noterete l’affresco di un tessuto rosso, decorato con animali in oro.L’affresco è ispirato al piviale donato alla cattedrale da papa Bonifacio VIII. Questo prezioso mantello sacerdotale era riservato alle occasioni liturgiche più solenni. Se volete vedere con i vostri occhi l’originale lo trovate custodito nel Museo della Cattedrale.A proposito di solennità, sapete che fu proprio Bonifacio VIII a indire il primo giubileo della storia della Cristianità?Assecondando le aspettative del gran numero di pellegrini che si era spontaneamente radunato a Roma negli ultimi mesi del 1299, il pontefice si convinse a istituire l’anno santo per inaugurare il nuovo secolo all’insegna della conversione e del perdono dei peccati. Con la bolla Antiquorum habet fida relatio, del 22 febbraio 1300, egli indisse ufficialmente il giubileo, da ripetersi in futuro ogni cento anni.Chiunque si fosse recato nella città eterna per visitare le basiliche di San Pietro e di San Paolo Fuori le Mura avrebbe ottenuto la totale remissione dei peccati per i vivi, o l’abbreviazione delle pene del purgatorio per i defunti. La risonanza dell’anno santo fu enorme, portando a Roma una folla straripante.Ancora oggi la Chiesa continua questa tradizione, ripetendo le indizioni giubilari ogni venticinque anni, come testimonia la proclamazione del giubileo del 2025 da parte di papa Francesco.

    Eccoci alla domanda:
    Quale animale rappresenta l’eloquenza del papa? Ti diamo un indizio: è l’unico reale fra i tre. Ricorda di prendere in considerazione solo la prima lettera della risposta.
    2 min
  • 3. Le Cappelle Laterali
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    3. Le cappelle laterali

    Muovendovi nella navata avrete di certo notato le cappelle laterali. Parliamo del battistero e delle cappelle Lauri e Raoli. In questo audio vi accompagneremo a visitarle.Raggiungete la cappella Lauri, la prima a sinistra dell’ingresso. (pausa) Lo stemma con due bande ondulate che vedete nella lapide sul pavimento è replicato più volte all’interno della cattedrale. Sono le armi della famiglia di papa Bonifacio VIII: i Caetani, primi proprietari della cappella sin dalla sua costruzione nel XIII secolo. Nel corso del Seicento, il patronato passò alla famiglia Lauri che contribuì ad arricchirla di un nuovo altare.Per il battistero, di fianco alla cappella Lauri, la strada è breve, raggiungetelo. (pausa) Questo ambiente dal profilo curvilineo fu edificato intorno al 1570 e inizialmente dedicato a Santa Caterina. Rivolgete lo sguardo alla volta. Immaginate la luce scendere dall’alto a rischiarare simbolicamente il fonte battesimale, realizzato in marmo peperino dei Castelli… testimonianze storiche confermano infatti l’esistenza di un lucernario sul soffitto, successivamente chiuso.Attraversate ora l’aula verso la cappella Raoli (pausa). Edificata nel XVII secolo, è stata interamente ridecorata alla fine dell’Ottocento. Sulle due pareti laterali le tele raffigurano episodi della vita della Vergine. Al centro è collocata l’immagine della Madre della Misericordia - dono di papa Leone XIII, particolarmente legato alla città di Anagni. Sotto il suo pontificato si svolsero infatti i lavori di restauro e di ridecorazione della cattedrale.Se pensate di aver terminato la visita delle cappelle vi sbagliate: il Museo della Cattedrale ne accoglie un’altra, la cappella del Salvatore. In questo ambiente, impreziosito da affreschi, è esposta la pregevole collezione di icone medievali della cattedrale, datate tra il XIII e il XIV secolo.

    Ora prova a indovinare... 
    Quale gesto compie Cristo nei confronti della Madre? 
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    3 min
  • 2. La Leggenda della Fondazione
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    2. La leggenda della fondazione

    Non vi sentite osservati? In alto, sullo stipite destro del portale maggiore, un lupo e un bue scrutano da secoli chiunque passi. Cosa ci fanno lì? Sono i co-protagonisti della leggenda di fondazione della cattedrale.Nel 1071 il vescovo di Anagni, Pietro da Salerno, fu inviato dal papa a Costantinopoli. Lì guarì miracolosamente l’imperatore Michele VII grazie all’intercessione di San Magno. Le sostanziose elargizioni concesse come ricompensa dal sovrano permisero a Pietro di completare l’edificazione di questa cattedrale, conclusasi nel 1104. Ma non fu così semplice raggiungere questo traguardo… si narra che due buoi aggiogati a un carro permettevano di movimentare i grandi blocchi di pietra necessari al cantiere.Ma come fare se un lupo famelico ne sbrana uno?«San Magno, pensaci tu!», pregò il vescovo Pietro, ed ecco che il lupo, tutt’a un tratto ammansito, si pose accanto al bove superstite per trainare il carro fino al termine della costruzione.Non per rovinare l’incanto, ma dovete sapere che il rilievo con le due teste animali è in realtà antecedente a questi fatti: databile intorno al IX secolo, faceva parte della decorazione della cattedrale più antica. Dunque: furono le decorazioni a ispirare la leggenda, oppure un racconto del passato fu adattato alla figura del vescovo Pietro?Ma soprattutto, esiste da qualche parte anche una rappresentazione di questo vescovo?Certamente! Lo potrete vedere raffigurato dal pittore Lello da Urbe nella suggestiva cripta di San Magno, interamente affrescata nella prima metà del XIII secolo, oggi parte del percorso museale.

    Pronto a rispondere?
    In quale città il papa inviò san Pietro da Salerno?
    Ricorda di memorizzare la prima lettera della risposta!
    2 min
  • 1. Facciata e campanile
    La Parola Segreta

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    1. Facciata e campanile

    Sostate un istante ad ammirare la facciata della cattedrale di Anagni: non avete l’impressione di essere catapultati indietro nel tempo? Il fronte della chiesa, realizzato in pietra tàrtara grigio-ocra, si presenta spoglio, austero, tanto da assomigliare al mastio di una fortezza. Sono questi i caratteri distintivi dello stile romanico diffuso nell’Italia meridionale, a cui si sommano derivazioni lombarde ed emiliane in una combinazione sorprendente.Infatti, per la costruzione, iniziata nel 1072, il vescovo Pietro da Salerno si ispirò ad uno dei più importanti cantieri dell’Europa medievale: l’Abbazia di Montecassino, terminata solo l’anno prima e distante pochi giorni di cammino da Anagni.Forse riuscite a scorgere alcune antiche decorazioni in marmo. Questi pezzi furono reimpiegati dalla precedente cattedrale del IX secolo e alcuni di questi sono esposti nel lapidarium del Museo della Cattedrale. Voltatevi e spostate ora lo sguardo sul campanile. Completato nel 1141, si eleva sulla piazza per ben 28 metri, con la sua aerea sequenza di finestre monofore, bifore e trifore. Vi chiederete come mai sia separato dalla facciata. Non è sempre stato così; è probabile infatti che un portico, oggi scomparso, fungesse proprio da collegamento tra le due strutture.Attendete un istante prima di affrettarvi dentro la chiesa: rischiereste di perdervi un’ultima curiosità. Se vi avvicinate al muro che chiude il lato sinistro del sagrato, troverete una grata: protegge un affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna in trono tra i santi Caterina e Antonio Abate.

    Ed eccoci alla domanda di questa tappa:
    Come si chiama il tipo di pietra con la quale è stata costruita la cattedrale?
    Ricorda di memorizzare la prima lettera della risposta!

    2 min

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