
Sign up to save your podcasts
Or


Sarà capitato, guardando una serie tv o un film a tema mafia, di notare che spesso gli appartenenti ai clan non vengono chiamati con i loro nomi reali, ma con soprannomi fantasiosi di cui a volte non comprendiamo bene il nesso. L’usanza dei soprannomi ha in realtà radici più profonde e strumentali della semplice ironia, e oggi scopriremo insieme perché.
Ha 57 anni, vive in Sicilia e da tempo cerca un lavoro regolare, senza riuscirci. Non è un caso isolato: i dati dell’Osservatorio Placido Rizzotto raccontano un sistema fatto di meccanismi irregolari nella gestione del lavoro, dove persino le giornate dichiarate — fondamentali per i contributi pensionistici e la disoccupazione agricola — diventano merce di scambio. Dove il lavoro scarseggia, chi lo controlla detiene un potere enorme: le giornate regolari sono un tesoro, e chi le distribuisce decide il destino di intere famiglie.
In questo episodio cambiamo prospettiva e guardiamo la vicenda dalla parte di chi il lavoro lo crea. Ricostruiamo il caso Grigoli, condannato in via definitiva a 12 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa: non solo i fatti e gli aspetti giuridici, ma anche le voci dei lavoratori del Gruppo 6GDO, il loro destino dopo la confisca dei beni e la gestione dei supermercati passata all’amministrazione giudiziaria.
Un nuovo capitolo dell’inchiesta Doppio Binario, che ci riporta a una domanda di fondo: qual è il filo rosso che lega mafia e lavoro?
Perù, 1980. In un villaggio delle Ande qualcuno dà fuoco alle urne elettorali. È la scintilla di un incendio che non si spegnerà più.
Da una parte Sendero Luminoso, i massacri nei villaggi, le autobombe nel cuore di Lima. Dall'altra Alberto Fujimori, il pugno di ferro, gli squadroni della morte, un ordine pagato con il sangue. Due nemici che si somigliano più di quanto vorrebbero ammettere.
Oggi sul gradino più alto del potere siede la figlia del dittatore, mentre nella foresta c'è ancora chi combatte.
Ripetizione o storia mai finita? Una tragedia che continua a farsi farsa, e viceversa.
Indonesia, 1965. Il potere ha bisogno di uccidere, ma non può farlo apertamente. Così sceglie una scorciatoia: chiama i criminali.
Non un esercito. Una rete di uomini abituati alla violenza, alla strada, all'impunità. Il segnale che ricevono è chiaro: "Fate il lavoro sporco. Non vi succederà nulla."
Le uccisioni avvengono nei campi, lungo i fiumi, nei cortili, ma non è caos: è un modello operativo. Anni dopo, i carnefici racconteranno tutto davanti a una telecamera. Ridendo.
Lo Stato ha delegato l'omicidio alla criminalità e i confini sono spariti, lasciando solo una ferita che ancora oggi non permette di ricordare.
Tra i lustrini e la musica jazz del leggendario Copacabana, scopriamo come il palcoscenico più famoso d'America fosse in realtà l'elegante e insospettabile copertura per il potere oscuro del boss mafioso Frank Costello.
"Leòn" (1994) di Luc Besson mostra l'umanità presente in uomini schiavi della criminalità, realtà che combatte con l'impossibilità di manifestare la propria sensibilità e il desiderio di libertà. Parleremo della profondità del film, a partire da ciò che ne film - in apparenza - sembra irreale, per arrivare al contesto verosimile di un sicario italo americano.
Negli anni 90, l’80% della cocaina che arriva in Europa passa dalla Galizia. Come ha fatto questa remota regione spagnola ad imporsi nel competitivo mercato internazionale della droga? In questa puntata raccontiamo come decenni di contrabbando, talenti marinari ed omertà hanno reso i trafficanti galiziani gli alleati perfetti dei cartelli colombiani, ma anche di come la società civile e le istituzioni hanno iniziato a contrastare questo fenomeno- una lotta che continua, non senza fatica, ancora oggi.
Oggi parliamo con Sofia Antonelli del contenuto dell'ultimo rapporto di Antigone, associazione interessata alla tutela dei diritti e delle garanzie nel sistema penale. Emerge il quadro di un sistema carceri in crisi strutturale ed in costante peggioramento. Speriamo tutti possiate trovare utile questa chiacchierata e fateci sapere consa ne pensate!
In questo episodio di Bar Lume, Maria Cristina ci porta nella Russia post-sovietica, dove i primi beat rap diventano la colonna sonora della Bratva, la temibile mafia russa. Dalle trattative mortali dei Bad Balance per suonare nei club, fino all'incredibile storia della Fenya, l'antica lingua segreta dei Gulag che ha abbandonato le celle di massima sicurezza per invadere i testi di gruppi come Mnogotochie e Kasta.
C'era Una Volta in America è il film più celebre di Sergio Leone. La storia di piccoli teppisti, futuri boss del proibizionismo nel Bornx, rivela diversi temi. Fra li tanti, quello dei bambini cresciuti negli ambienti criminali - divisi tra il divertimento della violenza e il desiderio di vivere la propria età - e della sottomissione della figura femminile.
From the publisher's feed

17 Listeners

12 Listeners

0 Listeners