Bello come una prigione che brucia – Radio Blackout 105.25FM

Bello come una prigione che brucia – Radio Blackout 105.25FM

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Bello come una prigione che brucia – Radio Blackout 105.25FM episodes

  • NUOVO PROGETTO MANHATTAN, BOLLA AI, LOTTA AI DATACENTERS

    Estratto dalla puntata di lunedì 17 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    / / immagine da 404media.co

    BOLLA AI E LOTTA CONTRO I DATACENTERS

    Mentre giganti della finanza come Warren Buffet e Micheal Burry, scommettono sull’approssimarsi di una nuova crisi scatenata dalla bolla dell’intelligenza artificiale, cerchiamo di tornare a osservare alcune declinazioni materiali e territoriali della cornice tecnologica in cui si sviluppano questi eventi.

    Da un lato il controllo di Taiwan potrebbe non essere sufficiente per concludere la corsa al primato sull’AI intrapresa dai grandi poli geotecnologici (Cina e USA), dall’altro le lotte contro il moltiplicarsi dei datacenters iniziano ad assumere una scala rilevante.

    Andiamo a raccontare il caso di Ypsilanti (Michigan), dove la comunità locale ha resistito al progetto di un centro di super-calcolo ed elaborazione dati che avrebbe visto fondersi – in modo esplicito – militare e civile, nucleare e AI, Los Alamos National Laboratories e Università del Michigan.

    A margine un’osservazione comparativa delle risorse investite nel vecchio Progetto Manhattan (corsa alla bomba atomica) e nel Nuovo Progetto Manhattan (corsa al primato cognitivo e militare dell’AI).

    per maggiori info su Ypsilanti

    23 min
  • MOBILITAZIONE PER ANAN – PRISONERS FOR PALESTINE E SCANDALO ELBIT – EUROPOL E SORVEGLIANZA DI MASSA@0

    Estratti dalla puntata di lunedì 17 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    MOBILITAZIONE IN SOLIDARIETÀ CON ANAN YAEESH

    Grazie al contributo di un compagno riprendiamo alcuni aggiornamenti sulla situazione del prigioniero palestinese Anan Yaeesh, detenuto attualmente nel carcere di Melfi e sotto processo su mandato dello Stato Sionista.

    Mentre l’apparato sanzionatorio italiano cerca di aderire supinamente alla linea accusatoria israeliana, arrivando a sentire come testimone dell’accusa una figura schierata come il console di uno Stato accusato in sede internazionale di Genocidio, proseguono le mobilitazioni solidali, come il presidio convocato per il 21 novembre 2025 a L’Aquila.

    PRISONERS FOR PALESTINE E SCANDALO ELBIT

    Partendo con alcuni rapidi aggiornamenti sullo sciopero della fame di Prisoners for Palestine, le mobilitazioni in UK e la solidarietà espressa anche in Italia da prigionieri anarchici, ci concentriamo su un recente fatto di cronaca inerente Elbit Systems.

    Elbit Systems UK, sussidiaria britannica del colosso bellico israeliano al centro delle azioni di Palestine Action, è protagonista di uno scandalo che rischia di farle perdere l’appalto miliardario con l’esercito britannico per i programmi di addestramento delle sue forze armate.

    Questo ci consente anche di operare un rapido sguardo sull’ingresso di Elbit nel settore della formazione e dell’addestramento degli eserciti e delle forze di polizia in giro per il mondo, come ulteriore forma di consolidamento della legittimazione dell’Entità Sionista.

    EUROPOL TRA LOBBYING E SORVEGLIANZA DI MASSA

    In compagnia di Giacomo Zandonini torniamo a osservare il lavorio di Europol per strutturare un’architettura di sorveglianza di massa.

    Grazie al suo contributo iniziamo gettando uno sguardo all’interno dei Research and Industry Days di Europol, dove l’agenzia ha proposto al mondo dei privati la propria lista dei desideri, tra robotica e automazione delle analisi dei dati.

    Europol agisce sia su un piano di promozione delle tecnologie sorveglianti, sia di pressione sul piano normativo, interagendo tanto all’interno dei contesti politici comunitari quanto proponendo l’arruolamento dei colossi del capitalismo delle informazioni, mentre un avamposto di Microsoft è già operativo all’interno del suo quartier generale a L’Aia.

    LINK ALLE INCHIESTE:

    Statewatch
    Solomon

    15 min
  • MOBILITAZIONE PER ANAN – PRISONERS FOR PALESTINE E SCANDALO ELBIT – EUROPOL E SORVEGLIANZA DI MASSA@1

    Estratti dalla puntata di lunedì 17 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    MOBILITAZIONE IN SOLIDARIETÀ CON ANAN YAEESH

    Grazie al contributo di un compagno riprendiamo alcuni aggiornamenti sulla situazione del prigioniero palestinese Anan Yaeesh, detenuto attualmente nel carcere di Melfi e sotto processo su mandato dello Stato Sionista.

    Mentre l’apparato sanzionatorio italiano cerca di aderire supinamente alla linea accusatoria israeliana, arrivando a sentire come testimone dell’accusa una figura schierata come il console di uno Stato accusato in sede internazionale di Genocidio, proseguono le mobilitazioni solidali, come il presidio convocato per il 21 novembre 2025 a L’Aquila.

    PRISONERS FOR PALESTINE E SCANDALO ELBIT

    Partendo con alcuni rapidi aggiornamenti sullo sciopero della fame di Prisoners for Palestine, le mobilitazioni in UK e la solidarietà espressa anche in Italia da prigionieri anarchici, ci concentriamo su un recente fatto di cronaca inerente Elbit Systems.

    Elbit Systems UK, sussidiaria britannica del colosso bellico israeliano al centro delle azioni di Palestine Action, è protagonista di uno scandalo che rischia di farle perdere l’appalto miliardario con l’esercito britannico per i programmi di addestramento delle sue forze armate.

    Questo ci consente anche di operare un rapido sguardo sull’ingresso di Elbit nel settore della formazione e dell’addestramento degli eserciti e delle forze di polizia in giro per il mondo, come ulteriore forma di consolidamento della legittimazione dell’Entità Sionista.

    EUROPOL TRA LOBBYING E SORVEGLIANZA DI MASSA

    In compagnia di Giacomo Zandonini torniamo a osservare il lavorio di Europol per strutturare un’architettura di sorveglianza di massa.

    Grazie al suo contributo iniziamo gettando uno sguardo all’interno dei Research and Industry Days di Europol, dove l’agenzia ha proposto al mondo dei privati la propria lista dei desideri, tra robotica e automazione delle analisi dei dati.

    Europol agisce sia su un piano di promozione delle tecnologie sorveglianti, sia di pressione sul piano normativo, interagendo tanto all’interno dei contesti politici comunitari quanto proponendo l’arruolamento dei colossi del capitalismo delle informazioni, mentre un avamposto di Microsoft è già operativo all’interno del suo quartier generale a L’Aia.

    LINK ALLE INCHIESTE:

    Statewatch
    Solomon

    13 min
  • MOBILITAZIONE PER ANAN – PRISONERS FOR PALESTINE E SCANDALO ELBIT – EUROPOL E SORVEGLIANZA DI MASSA@2

    Estratti dalla puntata di lunedì 17 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    MOBILITAZIONE IN SOLIDARIETÀ CON ANAN YAEESH

    Grazie al contributo di un compagno riprendiamo alcuni aggiornamenti sulla situazione del prigioniero palestinese Anan Yaeesh, detenuto attualmente nel carcere di Melfi e sotto processo su mandato dello Stato Sionista.

    Mentre l’apparato sanzionatorio italiano cerca di aderire supinamente alla linea accusatoria israeliana, arrivando a sentire come testimone dell’accusa una figura schierata come il console di uno Stato accusato in sede internazionale di Genocidio, proseguono le mobilitazioni solidali, come il presidio convocato per il 21 novembre 2025 a L’Aquila.

    PRISONERS FOR PALESTINE E SCANDALO ELBIT

    Partendo con alcuni rapidi aggiornamenti sullo sciopero della fame di Prisoners for Palestine, le mobilitazioni in UK e la solidarietà espressa anche in Italia da prigionieri anarchici, ci concentriamo su un recente fatto di cronaca inerente Elbit Systems.

    Elbit Systems UK, sussidiaria britannica del colosso bellico israeliano al centro delle azioni di Palestine Action, è protagonista di uno scandalo che rischia di farle perdere l’appalto miliardario con l’esercito britannico per i programmi di addestramento delle sue forze armate.

    Questo ci consente anche di operare un rapido sguardo sull’ingresso di Elbit nel settore della formazione e dell’addestramento degli eserciti e delle forze di polizia in giro per il mondo, come ulteriore forma di consolidamento della legittimazione dell’Entità Sionista.

    EUROPOL TRA LOBBYING E SORVEGLIANZA DI MASSA

    In compagnia di Giacomo Zandonini torniamo a osservare il lavorio di Europol per strutturare un’architettura di sorveglianza di massa.

    Grazie al suo contributo iniziamo gettando uno sguardo all’interno dei Research and Industry Days di Europol, dove l’agenzia ha proposto al mondo dei privati la propria lista dei desideri, tra robotica e automazione delle analisi dei dati.

    Europol agisce sia su un piano di promozione delle tecnologie sorveglianti, sia di pressione sul piano normativo, interagendo tanto all’interno dei contesti politici comunitari quanto proponendo l’arruolamento dei colossi del capitalismo delle informazioni, mentre un avamposto di Microsoft è già operativo all’interno del suo quartier generale a L’Aia.

    LINK ALLE INCHIESTE:

    Statewatch
    Solomon

    39 min
  • Prisoners for Palestine – Age Verification: oltre il porno – Muri di droni – Libia e ONG@0

    Estratti dalla puntata del 10 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    PRISONERS FOR PALESTINE IN SCIOPERO DELLA FAME

    Lo sciopero della fame di Prisoners for Palestine rappresenta la prosecuzione in ambito detentivo della lotta portata avanti da Palestine Action contro le complicità istituzionali e le appendici dell’apparato tecno-militare sionista nel Regno Unito.

    A circa una settimana dall’inizio di questa mobilitazione, alla quale si sono aggiunti in solidarietà il prigioniero anarchico Luca Dolce (Stecco) e Jakhi McCray dagli USA, iniziamo dando spazio alle rivendicazioni dichiarate come obbiettivi dello sciopero della fame: fine della censura, accesso a misure cautelari alternative al carcere, diritto a un giusto processo, deproscrizione di Palestine Action e chiusura di tutte le filiali di Elbit System in UK.

    Dopo avere aggiornato su chi siano le prigioniere e il prigioniero che fino a qui hanno aderito allo sciopero della fame a rotazione, passiamo alla lettura del comunicato rilasciato da una di loro, Heba Muraisi.

    In conclusione, una riflessione sull’utilizzo tattico e strumentale della categoria di “terrorismo” per cercare di depotenziare la strategia portata avanti da Palestine Action in sede processuale: una classificazione neutralizzante del nemico utilizzata tanto dagli apparati militari quanto da quelli repressivi.

    Aggiornamento:

    L’attivista di Palestine Action Sean Middlebrough, 33 anni, soprannominato Shibby, è fuggito da una prigione del Regno Unito dopo essere stato rilasciato per un permesso temporaneo per assisetere al matrimonio del fratello.

    Sean ha dichiarato in una comunicazione ricevuta da Electronic Intifada: “Non sono in fuga. Sto semplicemente agendo con buon senso, rifiutando di essere trattenuto come prigioniero di guerra israeliano in una prigione britannica”.

    AGE VERIFICATION E (NON SOLO) PORNO

    Il 12 novembre 2025 entra formalmente in vigore la norma che prevede l’obbligo di verifica della maggiore età per l’accesso a contenuti online per adulti.

    Se l’attenzione si è concentrata soprattutto sui siti pornografici, in realtà le categorie interessate sono estese ad altri ambiti, promuovendo scenari di censura ancor più che di sorveglianza.

    Cerchiamo di osservare in quale traiettoria politica si inserisca questo provvedimento, nella corrente di riorganizzazione delle condotte online-offline e di implementazione della “società dei varchi” che passa per Identità Digitale e Real Name Internet.

    A margine una riflessione su pornografia e biopotere.

    I “MURI DI DRONI”

    Mentre torniamo a monitorare alcuni indicatori del rischio esplosione della “bolla dell’AI”, tra le quali i tentativi di Deutsche Bank di fare “hedging” (copertura per ridurre i rischi) sui suoi investimenti in datacenters e la perdurante attenzione di Google verso il settore militare (questa volta in Australia), cerchiamo di descrivere la normalizzazione del concetto di “muro di droni”: dalla War on Migrants ai Baltici, dalla separazione tra fronte ucraino e fronte russo alla scala continentale del programma cinese Transparent Ocean.

    GUARDIA COSTIERA LIBICA, SPARI CONTRO ONG E IL RUOLO DELL’ITALIA

    Il 2 novembre 2025 si sono rinnovati i memorandum Italia-Libia. Negli scorsi mesi è aumentata la violenza della Guardia Costiera libica, finanziata dall’UE, che ha aperto il fuoco almeno tre volte contro ONG e persone in movimento.

    Ma i memorandum non sono le uniche collaborazioni che finanziano e legittimano la violenza delle frontiere esterne in Libia. Abbiamo parlato del coinvolgimento di Frontex nelle deportazioni dalla Libia, dell’addestramento in Italia di truppe speciali libiche e delle pratiche con cui la Guardia Costiera libica dissuade gli interventi solidali di search and rescue.

    32 min
  • Prisoners for Palestine – Age Verification: oltre il porno – Muri di droni – Libia e ONG@2

    Estratti dalla puntata del 10 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    PRISONERS FOR PALESTINE IN SCIOPERO DELLA FAME

    Lo sciopero della fame di Prisoners for Palestine rappresenta la prosecuzione in ambito detentivo della lotta portata avanti da Palestine Action contro le complicità istituzionali e le appendici dell’apparato tecno-militare sionista nel Regno Unito.

    A circa una settimana dall’inizio di questa mobilitazione, alla quale si sono aggiunti in solidarietà il prigioniero anarchico Luca Dolce (Stecco) e Jakhi McCray dagli USA, iniziamo dando spazio alle rivendicazioni dichiarate come obbiettivi dello sciopero della fame: fine della censura, accesso a misure cautelari alternative al carcere, diritto a un giusto processo, deproscrizione di Palestine Action e chiusura di tutte le filiali di Elbit System in UK.

    Dopo avere aggiornato su chi siano le prigioniere e il prigioniero che fino a qui hanno aderito allo sciopero della fame a rotazione, passiamo alla lettura del comunicato rilasciato da una di loro, Heba Muraisi.

    In conclusione, una riflessione sull’utilizzo tattico e strumentale della categoria di “terrorismo” per cercare di depotenziare la strategia portata avanti da Palestine Action in sede processuale: una classificazione neutralizzante del nemico utilizzata tanto dagli apparati militari quanto da quelli repressivi.

    Aggiornamento:

    L’attivista di Palestine Action Sean Middlebrough, 33 anni, soprannominato Shibby, è fuggito da una prigione del Regno Unito dopo essere stato rilasciato per un permesso temporaneo per assisetere al matrimonio del fratello.

    Sean ha dichiarato in una comunicazione ricevuta da Electronic Intifada: “Non sono in fuga. Sto semplicemente agendo con buon senso, rifiutando di essere trattenuto come prigioniero di guerra israeliano in una prigione britannica”.

    AGE VERIFICATION E (NON SOLO) PORNO

    Il 12 novembre 2025 entra formalmente in vigore la norma che prevede l’obbligo di verifica della maggiore età per l’accesso a contenuti online per adulti.

    Se l’attenzione si è concentrata soprattutto sui siti pornografici, in realtà le categorie interessate sono estese ad altri ambiti, promuovendo scenari di censura ancor più che di sorveglianza.

    Cerchiamo di osservare in quale traiettoria politica si inserisca questo provvedimento, nella corrente di riorganizzazione delle condotte online-offline e di implementazione della “società dei varchi” che passa per Identità Digitale e Real Name Internet.

    A margine una riflessione su pornografia e biopotere.

    I “MURI DI DRONI”

    Mentre torniamo a monitorare alcuni indicatori del rischio esplosione della “bolla dell’AI”, tra le quali i tentativi di Deutsche Bank di fare “hedging” (copertura per ridurre i rischi) sui suoi investimenti in datacenters e la perdurante attenzione di Google verso il settore militare (questa volta in Australia), cerchiamo di descrivere la normalizzazione del concetto di “muro di droni”: dalla War on Migrants ai Baltici, dalla separazione tra fronte ucraino e fronte russo alla scala continentale del programma cinese Transparent Ocean.

    GUARDIA COSTIERA LIBICA, SPARI CONTRO ONG E IL RUOLO DELL’ITALIA

    Il 2 novembre 2025 si sono rinnovati i memorandum Italia-Libia. Negli scorsi mesi è aumentata la violenza della Guardia Costiera libica, finanziata dall’UE, che ha aperto il fuoco almeno tre volte contro ONG e persone in movimento.

    Ma i memorandum non sono le uniche collaborazioni che finanziano e legittimano la violenza delle frontiere esterne in Libia. Abbiamo parlato del coinvolgimento di Frontex nelle deportazioni dalla Libia, dell’addestramento in Italia di truppe speciali libiche e delle pratiche con cui la Guardia Costiera libica dissuade gli interventi solidali di search and rescue.

    19 min
  • Prisoners for Palestine – Age Verification: oltre il porno – Muri di droni – Libia e ONG@3

    Estratti dalla puntata del 10 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    PRISONERS FOR PALESTINE IN SCIOPERO DELLA FAME

    Lo sciopero della fame di Prisoners for Palestine rappresenta la prosecuzione in ambito detentivo della lotta portata avanti da Palestine Action contro le complicità istituzionali e le appendici dell’apparato tecno-militare sionista nel Regno Unito.

    A circa una settimana dall’inizio di questa mobilitazione, alla quale si sono aggiunti in solidarietà il prigioniero anarchico Luca Dolce (Stecco) e Jakhi McCray dagli USA, iniziamo dando spazio alle rivendicazioni dichiarate come obbiettivi dello sciopero della fame: fine della censura, accesso a misure cautelari alternative al carcere, diritto a un giusto processo, deproscrizione di Palestine Action e chiusura di tutte le filiali di Elbit System in UK.

    Dopo avere aggiornato su chi siano le prigioniere e il prigioniero che fino a qui hanno aderito allo sciopero della fame a rotazione, passiamo alla lettura del comunicato rilasciato da una di loro, Heba Muraisi.

    In conclusione, una riflessione sull’utilizzo tattico e strumentale della categoria di “terrorismo” per cercare di depotenziare la strategia portata avanti da Palestine Action in sede processuale: una classificazione neutralizzante del nemico utilizzata tanto dagli apparati militari quanto da quelli repressivi.

    Aggiornamento:

    L’attivista di Palestine Action Sean Middlebrough, 33 anni, soprannominato Shibby, è fuggito da una prigione del Regno Unito dopo essere stato rilasciato per un permesso temporaneo per assisetere al matrimonio del fratello.

    Sean ha dichiarato in una comunicazione ricevuta da Electronic Intifada: “Non sono in fuga. Sto semplicemente agendo con buon senso, rifiutando di essere trattenuto come prigioniero di guerra israeliano in una prigione britannica”.

    AGE VERIFICATION E (NON SOLO) PORNO

    Il 12 novembre 2025 entra formalmente in vigore la norma che prevede l’obbligo di verifica della maggiore età per l’accesso a contenuti online per adulti.

    Se l’attenzione si è concentrata soprattutto sui siti pornografici, in realtà le categorie interessate sono estese ad altri ambiti, promuovendo scenari di censura ancor più che di sorveglianza.

    Cerchiamo di osservare in quale traiettoria politica si inserisca questo provvedimento, nella corrente di riorganizzazione delle condotte online-offline e di implementazione della “società dei varchi” che passa per Identità Digitale e Real Name Internet.

    A margine una riflessione su pornografia e biopotere.

    I “MURI DI DRONI”

    Mentre torniamo a monitorare alcuni indicatori del rischio esplosione della “bolla dell’AI”, tra le quali i tentativi di Deutsche Bank di fare “hedging” (copertura per ridurre i rischi) sui suoi investimenti in datacenters e la perdurante attenzione di Google verso il settore militare (questa volta in Australia), cerchiamo di descrivere la normalizzazione del concetto di “muro di droni”: dalla War on Migrants ai Baltici, dalla separazione tra fronte ucraino e fronte russo alla scala continentale del programma cinese Transparent Ocean.

    GUARDIA COSTIERA LIBICA, SPARI CONTRO ONG E IL RUOLO DELL’ITALIA

    Il 2 novembre 2025 si sono rinnovati i memorandum Italia-Libia. Negli scorsi mesi è aumentata la violenza della Guardia Costiera libica, finanziata dall’UE, che ha aperto il fuoco almeno tre volte contro ONG e persone in movimento.

    Ma i memorandum non sono le uniche collaborazioni che finanziano e legittimano la violenza delle frontiere esterne in Libia. Abbiamo parlato del coinvolgimento di Frontex nelle deportazioni dalla Libia, dell’addestramento in Italia di truppe speciali libiche e delle pratiche con cui la Guardia Costiera libica dissuade gli interventi solidali di search and rescue.

    23 min
  • Prisoners for Palestine – Age Verification: oltre il porno – Muri di droni – Libia e ONG@1

    Estratti dalla puntata del 10 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    PRISONERS FOR PALESTINE IN SCIOPERO DELLA FAME

    Lo sciopero della fame di Prisoners for Palestine rappresenta la prosecuzione in ambito detentivo della lotta portata avanti da Palestine Action contro le complicità istituzionali e le appendici dell’apparato tecno-militare sionista nel Regno Unito.

    A circa una settimana dall’inizio di questa mobilitazione, alla quale si sono aggiunti in solidarietà il prigioniero anarchico Luca Dolce (Stecco) e Jakhi McCray dagli USA, iniziamo dando spazio alle rivendicazioni dichiarate come obbiettivi dello sciopero della fame: fine della censura, accesso a misure cautelari alternative al carcere, diritto a un giusto processo, deproscrizione di Palestine Action e chiusura di tutte le filiali di Elbit System in UK.

    Dopo avere aggiornato su chi siano le prigioniere e il prigioniero che fino a qui hanno aderito allo sciopero della fame a rotazione, passiamo alla lettura del comunicato rilasciato da una di loro, Heba Muraisi.

    In conclusione, una riflessione sull’utilizzo tattico e strumentale della categoria di “terrorismo” per cercare di depotenziare la strategia portata avanti da Palestine Action in sede processuale: una classificazione neutralizzante del nemico utilizzata tanto dagli apparati militari quanto da quelli repressivi.

    Aggiornamento:

    L’attivista di Palestine Action Sean Middlebrough, 33 anni, soprannominato Shibby, è fuggito da una prigione del Regno Unito dopo essere stato rilasciato per un permesso temporaneo per assisetere al matrimonio del fratello.

    Sean ha dichiarato in una comunicazione ricevuta da Electronic Intifada: “Non sono in fuga. Sto semplicemente agendo con buon senso, rifiutando di essere trattenuto come prigioniero di guerra israeliano in una prigione britannica”.

    AGE VERIFICATION E (NON SOLO) PORNO

    Il 12 novembre 2025 entra formalmente in vigore la norma che prevede l’obbligo di verifica della maggiore età per l’accesso a contenuti online per adulti.

    Se l’attenzione si è concentrata soprattutto sui siti pornografici, in realtà le categorie interessate sono estese ad altri ambiti, promuovendo scenari di censura ancor più che di sorveglianza.

    Cerchiamo di osservare in quale traiettoria politica si inserisca questo provvedimento, nella corrente di riorganizzazione delle condotte online-offline e di implementazione della “società dei varchi” che passa per Identità Digitale e Real Name Internet.

    A margine una riflessione su pornografia e biopotere.

    I “MURI DI DRONI”

    Mentre torniamo a monitorare alcuni indicatori del rischio esplosione della “bolla dell’AI”, tra le quali i tentativi di Deutsche Bank di fare “hedging” (copertura per ridurre i rischi) sui suoi investimenti in datacenters e la perdurante attenzione di Google verso il settore militare (questa volta in Australia), cerchiamo di descrivere la normalizzazione del concetto di “muro di droni”: dalla War on Migrants ai Baltici, dalla separazione tra fronte ucraino e fronte russo alla scala continentale del programma cinese Transparent Ocean.

    GUARDIA COSTIERA LIBICA, SPARI CONTRO ONG E IL RUOLO DELL’ITALIA

    Il 2 novembre 2025 si sono rinnovati i memorandum Italia-Libia. Negli scorsi mesi è aumentata la violenza della Guardia Costiera libica, finanziata dall’UE, che ha aperto il fuoco almeno tre volte contro ONG e persone in movimento.

    Ma i memorandum non sono le uniche collaborazioni che finanziano e legittimano la violenza delle frontiere esterne in Libia. Abbiamo parlato del coinvolgimento di Frontex nelle deportazioni dalla Libia, dell’addestramento in Italia di truppe speciali libiche e delle pratiche con cui la Guardia Costiera libica dissuade gli interventi solidali di search and rescue.

    26 min
  • ARRUOLAMENTO A.I. – FORMAZIONE SECONDINI – WAR ON MIGRANTS – SCIOPERO DELLA FAME DI PALESTINE ACTION@2

    Estratti dalla puntata del 3 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    SCIOPERO DELLA FAME DI PALESTINE ACTION

    Il 2 novembre 2025 (anniversario della dichiarazione di Balfour come atto fondativo dell’entità statale sionista) due prigioniere di Palestine Action, Qesser Zurah and Amu Gibb, detenute nel carcere di Bronzefield, hanno iniziato uno sciopero della fame a rotazione; lunedì si è aggiunta Huba Muraisi nel carcere di New Hall.

    Prigioniere/i di Palestine Action hanno minacciato e indetto uno sciopero della fame collettivo a rotazione come forma di lotta contro le vessazioni subite in carcere e la custodia cautelare, in attesa di processi che inizieranno non prima di aprile 2026.

    Iniziamo a dare un primo sguardo al contesto in cui si sviluppa questa mobilitazione:

    / / Alcuni podcast precedenti su Palestine Action:

    STUPRI E MORTI IN CARCERE – PALESTINE ACTION, TERRORISMO, ICC – BIG BEAUTIFUL BILL E GUERRA – MONTELIBRETTI

    Intervista Palestine Action – NATO e Dual Use – Palantir e nucleare

    PALESTINE ACTION – MILITARIZZAZIONE CPR ALBANIA – BIOMETRIA, AI E WAR ON MIGRANTS

    IL RESPONSABILE DELLA FORMAZIONE DELLA POLPEN È UN FUNZIONARIO SOTTO PROCESSO PER IL MASSACRO DI SANTA MARIA CAPUA VETERE

    Antonio Fullone, un funzionario del DAP sotto processo per il suo ruolo nella catena di comando che compose la cornice istituzionale del massacro nel carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile 2020, è stato nominato direttore della DGF (direzione generale della formazione): la struttura che si occupa dell’addestramento dei secondini dall’inizio della loro carriera fino ai percorsi di specializzazione.

    Una nomina politica decisa dal Sottosegretario Del Mastro, figura che incarna in modo esplicito la cultura del sadismo istituzionale che questo governo vuole imprimere alle politiche detentive.

    Ne parliamo con Luigi Romano, avvocato di parte civile nel processo per le violenze e le torture attuate dagli agenti a Santa Maria Capua Vetere:

    BOLLA DELL’AI E ARRUOLAMENTO DELLE BIG TECH

    Dopo aver descritto la traiettoria di OpenAI, che dal promettere la cura per ogni male è passata a offrire porno generativo, proseguiamo con l’osservazione delle modalità e dei contesti tramite cui i colossi dell’economia dell’AI cercano di produrre profitti dai miliardi investiti in reti neurali e foundation models.

    Partiamo con una parentesi su Amazon, sulla sua colonizzazione dell’ambiente domestico e il suo ricorso all’AI e alla robotica come avanzamento nella sostituzione degli umani con le macchine, ma soprattutto come tattica di ricatto disciplinante verso la sua forza lavoro.

    Passiamo all’analisi delle trasformazioni che si registrano nella concezione stessa delle intelligenze artificiali applicate alla guerra, con la rapida sparizione dello “human in the loop” (l’umano nel circuito decisionale della letalità).

    Andiamo quindi a osservare come le Big Tech vengano arruolate negli apparati militari: dalla costituzione della “Brigata dei Managers” (il Detatchment 201 – Executive Innovation Corps dell’Esercito Statunitense), all’integrazione di Nvidia o DeepSeek nei nuovi sistemi d’arma americani e cinesi.

    WAR ON MIGRANTS: STRETTA REPRESSIVA IN TUNISIA E SPERIMENTAZIONE DELLA SCREENING TOOLBOX A LAMPEDUSA

    Nonostante gli orrori palesati al grande pubblico dalla vicenda Al Masri, il governo ha silenziosamente rinnovato gli accordi con la Libia secondo l’imperativo di esternalizzare sia le frontiere geografiche che quelle morali.

    Se l’arruolamento di Stati Gendarme nella War on Migrants produce effetti nefasti anche sui diritti fondamentali delle popolazione di questi stessi Stati, il ricorso alla sorveglianza biometrica e la strutturazione di database per il controllo delle frontiere sono un contesto di normalizzazione di queste tecnologie e di accelerazione della governamentalità algoritmica.

    Chiediamo a Yasha Maccanico un commento sulla stretta repressiva in Tunisia e sulle sperimentazioni della Screening Toolbox a Lampedusa:

    6 min
  • ARRUOLAMENTO A.I. – FORMAZIONE SECONDINI – WAR ON MIGRANTS – SCIOPERO DELLA FAME DI PALESTINE ACTION@3

    Estratti dalla puntata del 3 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    SCIOPERO DELLA FAME DI PALESTINE ACTION

    Il 2 novembre 2025 (anniversario della dichiarazione di Balfour come atto fondativo dell’entità statale sionista) due prigioniere di Palestine Action, Qesser Zurah and Amu Gibb, detenute nel carcere di Bronzefield, hanno iniziato uno sciopero della fame a rotazione; lunedì si è aggiunta Huba Muraisi nel carcere di New Hall.

    Prigioniere/i di Palestine Action hanno minacciato e indetto uno sciopero della fame collettivo a rotazione come forma di lotta contro le vessazioni subite in carcere e la custodia cautelare, in attesa di processi che inizieranno non prima di aprile 2026.

    Iniziamo a dare un primo sguardo al contesto in cui si sviluppa questa mobilitazione:

    / / Alcuni podcast precedenti su Palestine Action:

    STUPRI E MORTI IN CARCERE – PALESTINE ACTION, TERRORISMO, ICC – BIG BEAUTIFUL BILL E GUERRA – MONTELIBRETTI

    Intervista Palestine Action – NATO e Dual Use – Palantir e nucleare

    PALESTINE ACTION – MILITARIZZAZIONE CPR ALBANIA – BIOMETRIA, AI E WAR ON MIGRANTS

    IL RESPONSABILE DELLA FORMAZIONE DELLA POLPEN È UN FUNZIONARIO SOTTO PROCESSO PER IL MASSACRO DI SANTA MARIA CAPUA VETERE

    Antonio Fullone, un funzionario del DAP sotto processo per il suo ruolo nella catena di comando che compose la cornice istituzionale del massacro nel carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile 2020, è stato nominato direttore della DGF (direzione generale della formazione): la struttura che si occupa dell’addestramento dei secondini dall’inizio della loro carriera fino ai percorsi di specializzazione.

    Una nomina politica decisa dal Sottosegretario Del Mastro, figura che incarna in modo esplicito la cultura del sadismo istituzionale che questo governo vuole imprimere alle politiche detentive.

    Ne parliamo con Luigi Romano, avvocato di parte civile nel processo per le violenze e le torture attuate dagli agenti a Santa Maria Capua Vetere:

    BOLLA DELL’AI E ARRUOLAMENTO DELLE BIG TECH

    Dopo aver descritto la traiettoria di OpenAI, che dal promettere la cura per ogni male è passata a offrire porno generativo, proseguiamo con l’osservazione delle modalità e dei contesti tramite cui i colossi dell’economia dell’AI cercano di produrre profitti dai miliardi investiti in reti neurali e foundation models.

    Partiamo con una parentesi su Amazon, sulla sua colonizzazione dell’ambiente domestico e il suo ricorso all’AI e alla robotica come avanzamento nella sostituzione degli umani con le macchine, ma soprattutto come tattica di ricatto disciplinante verso la sua forza lavoro.

    Passiamo all’analisi delle trasformazioni che si registrano nella concezione stessa delle intelligenze artificiali applicate alla guerra, con la rapida sparizione dello “human in the loop” (l’umano nel circuito decisionale della letalità).

    Andiamo quindi a osservare come le Big Tech vengano arruolate negli apparati militari: dalla costituzione della “Brigata dei Managers” (il Detatchment 201 – Executive Innovation Corps dell’Esercito Statunitense), all’integrazione di Nvidia o DeepSeek nei nuovi sistemi d’arma americani e cinesi.

    WAR ON MIGRANTS: STRETTA REPRESSIVA IN TUNISIA E SPERIMENTAZIONE DELLA SCREENING TOOLBOX A LAMPEDUSA

    Nonostante gli orrori palesati al grande pubblico dalla vicenda Al Masri, il governo ha silenziosamente rinnovato gli accordi con la Libia secondo l’imperativo di esternalizzare sia le frontiere geografiche che quelle morali.

    Se l’arruolamento di Stati Gendarme nella War on Migrants produce effetti nefasti anche sui diritti fondamentali delle popolazione di questi stessi Stati, il ricorso alla sorveglianza biometrica e la strutturazione di database per il controllo delle frontiere sono un contesto di normalizzazione di queste tecnologie e di accelerazione della governamentalità algoritmica.

    Chiediamo a Yasha Maccanico un commento sulla stretta repressiva in Tunisia e sulle sperimentazioni della Screening Toolbox a Lampedusa:

    15 min

About Bello come una prigione che brucia – Radio Blackout 105.25FM

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