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Estratti dalla puntata del 13 ottobre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
CYBERSICUREZZA: LEGAMI TRA ITALIA E ISRAELE
La cybersicurezza è uno dei nodi principali che legano lo stato italiano e quello sionista, realizzando nei fatti una fusione delle intelligence e degli interessi nazionali dei due paesi. Anche il settore privato industriale si affida a prodotti informatici israeliani, spesso sviluppati da start-up incubate in ambito militare. La resistenza palestinese può essere letta come la prima linea contro un’internazionale della repressione, che vede in Israele uno dei nodi principali sul quale poggia l’architettura della sorveglianza.
CHAT CONTROL
Il regolamento Csar (Child Sexual Abuse Regulation), ribattezzato Chat Control, è il principale ariete da sfondamento utilizzato nella “guerra alla crittografia” portata avanti da Europol e dalla lobby della sorveglianza di massa. Un’architettura sorvegliante, giustificata dal contrasto alla pedopornografia e all’adescamento di minori online, che prevede – implicitamente – l’accesso e il monitoraggio di ogni interazione sulla rete e attraverso i servizi di messaggistica.
Insieme a Giacomo Zandonini torniamo a osservare gli assetti politici e corporativi che dal 2021/2022 ne promuovono l’implementazione:
Estratti dalla puntata del 13 ottobre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
CYBERSICUREZZA: LEGAMI TRA ITALIA E ISRAELE
La cybersicurezza è uno dei nodi principali che legano lo stato italiano e quello sionista, realizzando nei fatti una fusione delle intelligence e degli interessi nazionali dei due paesi. Anche il settore privato industriale si affida a prodotti informatici israeliani, spesso sviluppati da start-up incubate in ambito militare. La resistenza palestinese può essere letta come la prima linea contro un’internazionale della repressione, che vede in Israele uno dei nodi principali sul quale poggia l’architettura della sorveglianza.
CHAT CONTROL
Il regolamento Csar (Child Sexual Abuse Regulation), ribattezzato Chat Control, è il principale ariete da sfondamento utilizzato nella “guerra alla crittografia” portata avanti da Europol e dalla lobby della sorveglianza di massa. Un’architettura sorvegliante, giustificata dal contrasto alla pedopornografia e all’adescamento di minori online, che prevede – implicitamente – l’accesso e il monitoraggio di ogni interazione sulla rete e attraverso i servizi di messaggistica.
Insieme a Giacomo Zandonini torniamo a osservare gli assetti politici e corporativi che dal 2021/2022 ne promuovono l’implementazione:
Estratti dalla puntata del 6 ottobre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
MOBILITAZIONI IN CARCERE
Apprendiamo dell’inizio dello sciopero della fame del prigioniero palestinese Anan Yaeesh nel carcere di Melfi e della giornata di astensione dal lavoro dei detenuti della FID nel carcere della Dozza in solidarietà con la Freedom Flotilla e contro il genocidio:
DIPLOMAZIA TECNO-MILITARE ISRAELIANA: IL CASO ELBIT
Abbiamo più volte cercato di analizzare i legami tra l’apparato militare-sorvegliante sionista e i colossi dell’economia digitale, ma il consolidamento della legittimazione internazionale di Israele si fonda anche sui capillari rapporti intessuti all’interno dell’industria bellica tradizionale.
Prendiamo in esame il caso di Elbit Systems e della diplomazia costruita attorno al mercato e alla produzione del suo lanciamissili PULS: un sistema in grado di sparare tanto missili quanto loitering munitions (droni kamikaze basati su AI), ma soprattutto un filo che lega l’industria israeliana agli arsenali e agli apparati produttivi di mezzo mondo, dall’India al Peru. (LINK FAME)
META: TRA CENSURA DELL’ANTISIONISMO E PROMOZIONE DELL’ANTISEMITISMO
Grazie a un articolo pubblicato su 404 media cerchiamo di osservare il posizionamento di Meta (Facebook, Instagram, Thread, Whatsapp) all’interno della infowar sionista.
Il colosso statunitense dei social media, con ex-funzionari militari e governativi israeliani presenti nei suoi gangli aziendali deputati alla censura, consente il proliferare di contenuti e merchandise esplicitamente antisemita, mentre comprime le critiche rivolte all’entità sionista.
MESSICO: SOLDIARIETÀ CON MIGUEL PERALTA E LE COMUNITÀ INDIGENE LIBERTARIE
Grazie al contributo di un compagno andiamo a parlare degli attacchi alle comunità autorganizzate Mazatec nell’area di Eloxochitlán de Flores Magón, concentrandoci sulla situazione di Miguel Peralta:
Riceviamo e diffondiamo il testo della chiamata alla mobilitazione:
Chiamata all’agitazione per la libertà assoluta di Miguel Peralta e delpopolo di Eloxochitlán de Flores Magón.
Ai media liberi
A compagnx anarchicx, liberx e autonomx,
Alle collettive e collettivi di arti grafiche e di differenti espressioni artistiche
Da oltre 10 anni, la situazione che si vive nella cittadina di Eloxochitlán de Flores Magón, nella sierra mazateca di Oaxaca, in Messico, ha attirato l’attenzione di coloro che considerano l’autonomia dei popoli e la difesa del loro territorio come legittime e necessarie.
Da oltre un decennio, assistiamo all’instancabile lotta del popolo Mazateco contro i poteri locali, che si sono rafforzati come caciques e come parte integrante della struttura governativa, e che non hanno cessato di saccheggiare e aggredire la comunità. In questa lotta, il nostro fratello Miguel Peralta, mazateco, anarchico e difensore comunitario, è stato uno dei tanti duramente colpiti dalla repressione.
Ha trascorso quasi cinque anni nel carcere di Cuicatlán e attualmente è perseguitato e costretto lontano dalla sua famiglia, dalla sua terra e dalla sua comunità.
Sebbene questo non sia l’unico caso nella la comunità, la sua difesa legale ha seguito un percorso diverso rispetto a quello del resto dex compagnx perseguitatx. Oggi ci troviamo in un momento critico nella lotta per la libertà assoluta di Miguel Peralta. Dopo che il caso è arrivato alla Corte Suprema di Giustizia nel 2023, con una possibilità, annullata, di porre fine alla persecuzione politica e di concedergli la
piena libertà, la Corte Suprema di Giustizia ha semplicemente emesso una risoluzione nel novembre 2024, rinviando il caso alla Prima Corte Collegiale di Oaxaca. Si è limitata a formulare vaghe raccomandazioni alla corte, sostenendo che avrebbe dovuto “esaminare il caso da una prospettiva interculturale e tenere conto delle specificità culturali della comunità indigena mazateca di Eloxochitlán”. Ha inoltre
raccomandato di verificare se fossero stati rispettati in questo caso i diritti alla libera determinazione e all’autonomia .
Tutto ciò, rivolto alle autorità ovviamente coinvolte nella stessa rete che scarica la responsabilità su altre istituzioni, ci ha portato a una parte del processo in cui, sebbene sia vero che tutta questa prospettiva interculturale ora evidenziata sia stata ignorata, ciò non ci garantisce che questa volta il risultato sarà favorevole per il nostro fratello Miguel Peralta.
Oltre al caso di Miguel Peralta, esistono numerosi mandati di arresto contro oltre 50 integranti della comunità di Eloxochitlán de Flores Magón, tra cui Martha Betanzos e Martín Peralta (la madre e il fratello di Miguel), tutti emessi dalla stessa famiglia di caciques e sostenuti dal nefasto sistema giudiziario. Non è stato sufficiente per loro
ricoprire posizioni di potere e usarle per soggiogare la comunità; vogliono continuare a tenere intere famiglie sfollate e sotto l’angoscia di essere un giorno detenute.
Per tutti questi motivi, vi invitiamo a manifestare la vostra solidarietà e a partecipare alla Giornata di Agitazione per la Libertà Assoluta di Miguel Peralta Betanzos. Suggeriamo che le attività si svolgano tra settembre e novembre di quest’anno, 2025.
Ciò significa agitazione e azione nelle sue varie forme e modalità, utilizzando tutto
ciò che la vostra immaginazione e i vostri strumenti consentono: disegni, poesie, musica, striscioni, grafica, danza, lettere, eventi e azioni, il tutto in solidarietà con Miguel Peralta e la comunità di Eloxochitlán de Flores Magón, chiedendo ancora una volta la sua LIBERTÀ ASSOLUTA.
Libertà assoluta per Miguel Peralta!
Estratti dalla puntata del 6 ottobre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
MOBILITAZIONI IN CARCERE
Apprendiamo dell’inizio dello sciopero della fame del prigioniero palestinese Anan Yaeesh nel carcere di Melfi e della giornata di astensione dal lavoro dei detenuti della FID nel carcere della Dozza in solidarietà con la Freedom Flotilla e contro il genocidio:
DIPLOMAZIA TECNO-MILITARE ISRAELIANA: IL CASO ELBIT
Abbiamo più volte cercato di analizzare i legami tra l’apparato militare-sorvegliante sionista e i colossi dell’economia digitale, ma il consolidamento della legittimazione internazionale di Israele si fonda anche sui capillari rapporti intessuti all’interno dell’industria bellica tradizionale.
Prendiamo in esame il caso di Elbit Systems e della diplomazia costruita attorno al mercato e alla produzione del suo lanciamissili PULS: un sistema in grado di sparare tanto missili quanto loitering munitions (droni kamikaze basati su AI), ma soprattutto un filo che lega l’industria israeliana agli arsenali e agli apparati produttivi di mezzo mondo, dall’India al Peru. (LINK FAME)
META: TRA CENSURA DELL’ANTISIONISMO E PROMOZIONE DELL’ANTISEMITISMO
Grazie a un articolo pubblicato su 404 media cerchiamo di osservare il posizionamento di Meta (Facebook, Instagram, Thread, Whatsapp) all’interno della infowar sionista.
Il colosso statunitense dei social media, con ex-funzionari militari e governativi israeliani presenti nei suoi gangli aziendali deputati alla censura, consente il proliferare di contenuti e merchandise esplicitamente antisemita, mentre comprime le critiche rivolte all’entità sionista.
MESSICO: SOLDIARIETÀ CON MIGUEL PERALTA E LE COMUNITÀ INDIGENE LIBERTARIE
Grazie al contributo di un compagno andiamo a parlare degli attacchi alle comunità autorganizzate Mazatec nell’area di Eloxochitlán de Flores Magón, concentrandoci sulla situazione di Miguel Peralta:
Riceviamo e diffondiamo il testo della chiamata alla mobilitazione:
Chiamata all’agitazione per la libertà assoluta di Miguel Peralta e delpopolo di Eloxochitlán de Flores Magón.
Ai media liberi
A compagnx anarchicx, liberx e autonomx,
Alle collettive e collettivi di arti grafiche e di differenti espressioni artistiche
Da oltre 10 anni, la situazione che si vive nella cittadina di Eloxochitlán de Flores Magón, nella sierra mazateca di Oaxaca, in Messico, ha attirato l’attenzione di coloro che considerano l’autonomia dei popoli e la difesa del loro territorio come legittime e necessarie.
Da oltre un decennio, assistiamo all’instancabile lotta del popolo Mazateco contro i poteri locali, che si sono rafforzati come caciques e come parte integrante della struttura governativa, e che non hanno cessato di saccheggiare e aggredire la comunità. In questa lotta, il nostro fratello Miguel Peralta, mazateco, anarchico e difensore comunitario, è stato uno dei tanti duramente colpiti dalla repressione.
Ha trascorso quasi cinque anni nel carcere di Cuicatlán e attualmente è perseguitato e costretto lontano dalla sua famiglia, dalla sua terra e dalla sua comunità.
Sebbene questo non sia l’unico caso nella la comunità, la sua difesa legale ha seguito un percorso diverso rispetto a quello del resto dex compagnx perseguitatx. Oggi ci troviamo in un momento critico nella lotta per la libertà assoluta di Miguel Peralta. Dopo che il caso è arrivato alla Corte Suprema di Giustizia nel 2023, con una possibilità, annullata, di porre fine alla persecuzione politica e di concedergli la
piena libertà, la Corte Suprema di Giustizia ha semplicemente emesso una risoluzione nel novembre 2024, rinviando il caso alla Prima Corte Collegiale di Oaxaca. Si è limitata a formulare vaghe raccomandazioni alla corte, sostenendo che avrebbe dovuto “esaminare il caso da una prospettiva interculturale e tenere conto delle specificità culturali della comunità indigena mazateca di Eloxochitlán”. Ha inoltre
raccomandato di verificare se fossero stati rispettati in questo caso i diritti alla libera determinazione e all’autonomia .
Tutto ciò, rivolto alle autorità ovviamente coinvolte nella stessa rete che scarica la responsabilità su altre istituzioni, ci ha portato a una parte del processo in cui, sebbene sia vero che tutta questa prospettiva interculturale ora evidenziata sia stata ignorata, ciò non ci garantisce che questa volta il risultato sarà favorevole per il nostro fratello Miguel Peralta.
Oltre al caso di Miguel Peralta, esistono numerosi mandati di arresto contro oltre 50 integranti della comunità di Eloxochitlán de Flores Magón, tra cui Martha Betanzos e Martín Peralta (la madre e il fratello di Miguel), tutti emessi dalla stessa famiglia di caciques e sostenuti dal nefasto sistema giudiziario. Non è stato sufficiente per loro
ricoprire posizioni di potere e usarle per soggiogare la comunità; vogliono continuare a tenere intere famiglie sfollate e sotto l’angoscia di essere un giorno detenute.
Per tutti questi motivi, vi invitiamo a manifestare la vostra solidarietà e a partecipare alla Giornata di Agitazione per la Libertà Assoluta di Miguel Peralta Betanzos. Suggeriamo che le attività si svolgano tra settembre e novembre di quest’anno, 2025.
Ciò significa agitazione e azione nelle sue varie forme e modalità, utilizzando tutto
ciò che la vostra immaginazione e i vostri strumenti consentono: disegni, poesie, musica, striscioni, grafica, danza, lettere, eventi e azioni, il tutto in solidarietà con Miguel Peralta e la comunità di Eloxochitlán de Flores Magón, chiedendo ancora una volta la sua LIBERTÀ ASSOLUTA.
Libertà assoluta per Miguel Peralta!
Estratti dalla puntata del 6 ottobre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
MOBILITAZIONI IN CARCERE
Apprendiamo dell’inizio dello sciopero della fame del prigioniero palestinese Anan Yaeesh nel carcere di Melfi e della giornata di astensione dal lavoro dei detenuti della FID nel carcere della Dozza in solidarietà con la Freedom Flotilla e contro il genocidio:
DIPLOMAZIA TECNO-MILITARE ISRAELIANA: IL CASO ELBIT
Abbiamo più volte cercato di analizzare i legami tra l’apparato militare-sorvegliante sionista e i colossi dell’economia digitale, ma il consolidamento della legittimazione internazionale di Israele si fonda anche sui capillari rapporti intessuti all’interno dell’industria bellica tradizionale.
Prendiamo in esame il caso di Elbit Systems e della diplomazia costruita attorno al mercato e alla produzione del suo lanciamissili PULS: un sistema in grado di sparare tanto missili quanto loitering munitions (droni kamikaze basati su AI), ma soprattutto un filo che lega l’industria israeliana agli arsenali e agli apparati produttivi di mezzo mondo, dall’India al Peru. (LINK FAME)
META: TRA CENSURA DELL’ANTISIONISMO E PROMOZIONE DELL’ANTISEMITISMO
Grazie a un articolo pubblicato su 404 media cerchiamo di osservare il posizionamento di Meta (Facebook, Instagram, Thread, Whatsapp) all’interno della infowar sionista.
Il colosso statunitense dei social media, con ex-funzionari militari e governativi israeliani presenti nei suoi gangli aziendali deputati alla censura, consente il proliferare di contenuti e merchandise esplicitamente antisemita, mentre comprime le critiche rivolte all’entità sionista.
MESSICO: SOLDIARIETÀ CON MIGUEL PERALTA E LE COMUNITÀ INDIGENE LIBERTARIE
Grazie al contributo di un compagno andiamo a parlare degli attacchi alle comunità autorganizzate Mazatec nell’area di Eloxochitlán de Flores Magón, concentrandoci sulla situazione di Miguel Peralta:
Riceviamo e diffondiamo il testo della chiamata alla mobilitazione:
Chiamata all’agitazione per la libertà assoluta di Miguel Peralta e delpopolo di Eloxochitlán de Flores Magón.
Ai media liberi
A compagnx anarchicx, liberx e autonomx,
Alle collettive e collettivi di arti grafiche e di differenti espressioni artistiche
Da oltre 10 anni, la situazione che si vive nella cittadina di Eloxochitlán de Flores Magón, nella sierra mazateca di Oaxaca, in Messico, ha attirato l’attenzione di coloro che considerano l’autonomia dei popoli e la difesa del loro territorio come legittime e necessarie.
Da oltre un decennio, assistiamo all’instancabile lotta del popolo Mazateco contro i poteri locali, che si sono rafforzati come caciques e come parte integrante della struttura governativa, e che non hanno cessato di saccheggiare e aggredire la comunità. In questa lotta, il nostro fratello Miguel Peralta, mazateco, anarchico e difensore comunitario, è stato uno dei tanti duramente colpiti dalla repressione.
Ha trascorso quasi cinque anni nel carcere di Cuicatlán e attualmente è perseguitato e costretto lontano dalla sua famiglia, dalla sua terra e dalla sua comunità.
Sebbene questo non sia l’unico caso nella la comunità, la sua difesa legale ha seguito un percorso diverso rispetto a quello del resto dex compagnx perseguitatx. Oggi ci troviamo in un momento critico nella lotta per la libertà assoluta di Miguel Peralta. Dopo che il caso è arrivato alla Corte Suprema di Giustizia nel 2023, con una possibilità, annullata, di porre fine alla persecuzione politica e di concedergli la
piena libertà, la Corte Suprema di Giustizia ha semplicemente emesso una risoluzione nel novembre 2024, rinviando il caso alla Prima Corte Collegiale di Oaxaca. Si è limitata a formulare vaghe raccomandazioni alla corte, sostenendo che avrebbe dovuto “esaminare il caso da una prospettiva interculturale e tenere conto delle specificità culturali della comunità indigena mazateca di Eloxochitlán”. Ha inoltre
raccomandato di verificare se fossero stati rispettati in questo caso i diritti alla libera determinazione e all’autonomia .
Tutto ciò, rivolto alle autorità ovviamente coinvolte nella stessa rete che scarica la responsabilità su altre istituzioni, ci ha portato a una parte del processo in cui, sebbene sia vero che tutta questa prospettiva interculturale ora evidenziata sia stata ignorata, ciò non ci garantisce che questa volta il risultato sarà favorevole per il nostro fratello Miguel Peralta.
Oltre al caso di Miguel Peralta, esistono numerosi mandati di arresto contro oltre 50 integranti della comunità di Eloxochitlán de Flores Magón, tra cui Martha Betanzos e Martín Peralta (la madre e il fratello di Miguel), tutti emessi dalla stessa famiglia di caciques e sostenuti dal nefasto sistema giudiziario. Non è stato sufficiente per loro
ricoprire posizioni di potere e usarle per soggiogare la comunità; vogliono continuare a tenere intere famiglie sfollate e sotto l’angoscia di essere un giorno detenute.
Per tutti questi motivi, vi invitiamo a manifestare la vostra solidarietà e a partecipare alla Giornata di Agitazione per la Libertà Assoluta di Miguel Peralta Betanzos. Suggeriamo che le attività si svolgano tra settembre e novembre di quest’anno, 2025.
Ciò significa agitazione e azione nelle sue varie forme e modalità, utilizzando tutto
ciò che la vostra immaginazione e i vostri strumenti consentono: disegni, poesie, musica, striscioni, grafica, danza, lettere, eventi e azioni, il tutto in solidarietà con Miguel Peralta e la comunità di Eloxochitlán de Flores Magón, chiedendo ancora una volta la sua LIBERTÀ ASSOLUTA.
Libertà assoluta per Miguel Peralta!
Estratti dalla puntata del 6 ottobre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
MOBILITAZIONI IN CARCERE
Apprendiamo dell’inizio dello sciopero della fame del prigioniero palestinese Anan Yaeesh nel carcere di Melfi e della giornata di astensione dal lavoro dei detenuti della FID nel carcere della Dozza in solidarietà con la Freedom Flotilla e contro il genocidio:
DIPLOMAZIA TECNO-MILITARE ISRAELIANA: IL CASO ELBIT
Abbiamo più volte cercato di analizzare i legami tra l’apparato militare-sorvegliante sionista e i colossi dell’economia digitale, ma il consolidamento della legittimazione internazionale di Israele si fonda anche sui capillari rapporti intessuti all’interno dell’industria bellica tradizionale.
Prendiamo in esame il caso di Elbit Systems e della diplomazia costruita attorno al mercato e alla produzione del suo lanciamissili PULS: un sistema in grado di sparare tanto missili quanto loitering munitions (droni kamikaze basati su AI), ma soprattutto un filo che lega l’industria israeliana agli arsenali e agli apparati produttivi di mezzo mondo, dall’India al Peru. (LINK FAME)
META: TRA CENSURA DELL’ANTISIONISMO E PROMOZIONE DELL’ANTISEMITISMO
Grazie a un articolo pubblicato su 404 media cerchiamo di osservare il posizionamento di Meta (Facebook, Instagram, Thread, Whatsapp) all’interno della infowar sionista.
Il colosso statunitense dei social media, con ex-funzionari militari e governativi israeliani presenti nei suoi gangli aziendali deputati alla censura, consente il proliferare di contenuti e merchandise esplicitamente antisemita, mentre comprime le critiche rivolte all’entità sionista.
MESSICO: SOLDIARIETÀ CON MIGUEL PERALTA E LE COMUNITÀ INDIGENE LIBERTARIE
Grazie al contributo di un compagno andiamo a parlare degli attacchi alle comunità autorganizzate Mazatec nell’area di Eloxochitlán de Flores Magón, concentrandoci sulla situazione di Miguel Peralta:
Riceviamo e diffondiamo il testo della chiamata alla mobilitazione:
Chiamata all’agitazione per la libertà assoluta di Miguel Peralta e delpopolo di Eloxochitlán de Flores Magón.
Ai media liberi
A compagnx anarchicx, liberx e autonomx,
Alle collettive e collettivi di arti grafiche e di differenti espressioni artistiche
Da oltre 10 anni, la situazione che si vive nella cittadina di Eloxochitlán de Flores Magón, nella sierra mazateca di Oaxaca, in Messico, ha attirato l’attenzione di coloro che considerano l’autonomia dei popoli e la difesa del loro territorio come legittime e necessarie.
Da oltre un decennio, assistiamo all’instancabile lotta del popolo Mazateco contro i poteri locali, che si sono rafforzati come caciques e come parte integrante della struttura governativa, e che non hanno cessato di saccheggiare e aggredire la comunità. In questa lotta, il nostro fratello Miguel Peralta, mazateco, anarchico e difensore comunitario, è stato uno dei tanti duramente colpiti dalla repressione.
Ha trascorso quasi cinque anni nel carcere di Cuicatlán e attualmente è perseguitato e costretto lontano dalla sua famiglia, dalla sua terra e dalla sua comunità.
Sebbene questo non sia l’unico caso nella la comunità, la sua difesa legale ha seguito un percorso diverso rispetto a quello del resto dex compagnx perseguitatx. Oggi ci troviamo in un momento critico nella lotta per la libertà assoluta di Miguel Peralta. Dopo che il caso è arrivato alla Corte Suprema di Giustizia nel 2023, con una possibilità, annullata, di porre fine alla persecuzione politica e di concedergli la
piena libertà, la Corte Suprema di Giustizia ha semplicemente emesso una risoluzione nel novembre 2024, rinviando il caso alla Prima Corte Collegiale di Oaxaca. Si è limitata a formulare vaghe raccomandazioni alla corte, sostenendo che avrebbe dovuto “esaminare il caso da una prospettiva interculturale e tenere conto delle specificità culturali della comunità indigena mazateca di Eloxochitlán”. Ha inoltre
raccomandato di verificare se fossero stati rispettati in questo caso i diritti alla libera determinazione e all’autonomia .
Tutto ciò, rivolto alle autorità ovviamente coinvolte nella stessa rete che scarica la responsabilità su altre istituzioni, ci ha portato a una parte del processo in cui, sebbene sia vero che tutta questa prospettiva interculturale ora evidenziata sia stata ignorata, ciò non ci garantisce che questa volta il risultato sarà favorevole per il nostro fratello Miguel Peralta.
Oltre al caso di Miguel Peralta, esistono numerosi mandati di arresto contro oltre 50 integranti della comunità di Eloxochitlán de Flores Magón, tra cui Martha Betanzos e Martín Peralta (la madre e il fratello di Miguel), tutti emessi dalla stessa famiglia di caciques e sostenuti dal nefasto sistema giudiziario. Non è stato sufficiente per loro
ricoprire posizioni di potere e usarle per soggiogare la comunità; vogliono continuare a tenere intere famiglie sfollate e sotto l’angoscia di essere un giorno detenute.
Per tutti questi motivi, vi invitiamo a manifestare la vostra solidarietà e a partecipare alla Giornata di Agitazione per la Libertà Assoluta di Miguel Peralta Betanzos. Suggeriamo che le attività si svolgano tra settembre e novembre di quest’anno, 2025.
Ciò significa agitazione e azione nelle sue varie forme e modalità, utilizzando tutto
ciò che la vostra immaginazione e i vostri strumenti consentono: disegni, poesie, musica, striscioni, grafica, danza, lettere, eventi e azioni, il tutto in solidarietà con Miguel Peralta e la comunità di Eloxochitlán de Flores Magón, chiedendo ancora una volta la sua LIBERTÀ ASSOLUTA.
Libertà assoluta per Miguel Peralta!
Estratti dalla puntata del 29 settembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
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OMICIDIO ALDROVANDI E FORME DELLA VIOLENZA DI STATO
Apriamo la puntata con una breve riflessione a 20 anni dall’omicidio di Federico Aldrovandi da parte della Polizia di Stato: la violenza muscolare letale e quella sistemica della complicità istituzionale, fino alla normalizzazione delle morti per Taser.
/ / / / /
LA TRAIETTORIA AUTORITARIA NEGLI USA
Prima vennero per gli “haitiani che mangiavano gli animali domestici del vicinato” a Springfield, poi le milizie dell’ICE a rapire persone per strada, quindi Antifa designato come gruppo terroristico interno…
Continuiamo a osservare la traiettoria autoritaria che si sta delineando all’interno dei sistemi di potere negli Stati Uniti, tra la rimozione istituzionale dei dati sulla violenza politica di destra, i primi arresti Antifa e l’intenzione di schierare l’esercito a Portland, l’utilizzo di spyware Paragon da parte dell’ICE e molto altro:
/ / / / /
ITALIA E CYBERSICUREZZA
Un primo sguardo a partire dal DDL che intende qualificare il web (al pari di aria, terra e mare) come dominio miliare, ponendo la cybersicurezza in capo al Ministero della Difesa e aprendo a un maggiore coinvolgimento di attori privati italiani, ma potenzialmente anche statunitensi e israeliani:
/ / / / /
DOCENTI PER GAZA
“No, Gerusalemme non è la capitale di Israele”
Ospitiamo il contributo di Pina e Leo di Docenti per Gaza, cercando di approfondire la loro lotta per impedire la normalizzazione del colonialismo di insediamento nella didattica della scuola italiana:
/ / / / /
TECNOLOGIE E GENOCIDIO
Partiamo dal recente apprezzamento dimostrato da Netanyahu per la prese di controllo statunitense su Tik Tok per soffermarci sulle pressioni operate su Microsoft per interrompere un suo contratto con la Unit 8200 dell’esercito israeliano, osservando il potenziale delle mobilitazioni contro l’arruolamento dei colossi del digitale:
/ / / / /
TECNOLOGIE E APARTHEID
Mentre arriva la notizia di un blocco di Palestine Action Italia ai cancelli dello stabilimento di Leonardo di Nerviano (al quale si è unito anche un dipendente dell’azienda), raccontiamo la mobilitazione del Polaroid Revolutionary Workers Movement (PRWM) che negli anni ‘70 riuscì a rompere i legami di complicità tecnologica tra l’azienda statunitense e il regime di Apartheid sudafricano:
Estratti dalla puntata del 29 settembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
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OMICIDIO ALDROVANDI E FORME DELLA VIOLENZA DI STATO
Apriamo la puntata con una breve riflessione a 20 anni dall’omicidio di Federico Aldrovandi da parte della Polizia di Stato: la violenza muscolare letale e quella sistemica della complicità istituzionale, fino alla normalizzazione delle morti per Taser.
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LA TRAIETTORIA AUTORITARIA NEGLI USA
Prima vennero per gli “haitiani che mangiavano gli animali domestici del vicinato” a Springfield, poi le milizie dell’ICE a rapire persone per strada, quindi Antifa designato come gruppo terroristico interno…
Continuiamo a osservare la traiettoria autoritaria che si sta delineando all’interno dei sistemi di potere negli Stati Uniti, tra la rimozione istituzionale dei dati sulla violenza politica di destra, i primi arresti Antifa e l’intenzione di schierare l’esercito a Portland, l’utilizzo di spyware Paragon da parte dell’ICE e molto altro:
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ITALIA E CYBERSICUREZZA
Un primo sguardo a partire dal DDL che intende qualificare il web (al pari di aria, terra e mare) come dominio miliare, ponendo la cybersicurezza in capo al Ministero della Difesa e aprendo a un maggiore coinvolgimento di attori privati italiani, ma potenzialmente anche statunitensi e israeliani:
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DOCENTI PER GAZA
“No, Gerusalemme non è la capitale di Israele”
Ospitiamo il contributo di Pina e Leo di Docenti per Gaza, cercando di approfondire la loro lotta per impedire la normalizzazione del colonialismo di insediamento nella didattica della scuola italiana:
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TECNOLOGIE E GENOCIDIO
Partiamo dal recente apprezzamento dimostrato da Netanyahu per la prese di controllo statunitense su Tik Tok per soffermarci sulle pressioni operate su Microsoft per interrompere un suo contratto con la Unit 8200 dell’esercito israeliano, osservando il potenziale delle mobilitazioni contro l’arruolamento dei colossi del digitale:
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TECNOLOGIE E APARTHEID
Mentre arriva la notizia di un blocco di Palestine Action Italia ai cancelli dello stabilimento di Leonardo di Nerviano (al quale si è unito anche un dipendente dell’azienda), raccontiamo la mobilitazione del Polaroid Revolutionary Workers Movement (PRWM) che negli anni ‘70 riuscì a rompere i legami di complicità tecnologica tra l’azienda statunitense e il regime di Apartheid sudafricano:
Estratti dalla puntata del 29 settembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
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OMICIDIO ALDROVANDI E FORME DELLA VIOLENZA DI STATO
Apriamo la puntata con una breve riflessione a 20 anni dall’omicidio di Federico Aldrovandi da parte della Polizia di Stato: la violenza muscolare letale e quella sistemica della complicità istituzionale, fino alla normalizzazione delle morti per Taser.
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LA TRAIETTORIA AUTORITARIA NEGLI USA
Prima vennero per gli “haitiani che mangiavano gli animali domestici del vicinato” a Springfield, poi le milizie dell’ICE a rapire persone per strada, quindi Antifa designato come gruppo terroristico interno…
Continuiamo a osservare la traiettoria autoritaria che si sta delineando all’interno dei sistemi di potere negli Stati Uniti, tra la rimozione istituzionale dei dati sulla violenza politica di destra, i primi arresti Antifa e l’intenzione di schierare l’esercito a Portland, l’utilizzo di spyware Paragon da parte dell’ICE e molto altro:
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ITALIA E CYBERSICUREZZA
Un primo sguardo a partire dal DDL che intende qualificare il web (al pari di aria, terra e mare) come dominio miliare, ponendo la cybersicurezza in capo al Ministero della Difesa e aprendo a un maggiore coinvolgimento di attori privati italiani, ma potenzialmente anche statunitensi e israeliani:
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DOCENTI PER GAZA
“No, Gerusalemme non è la capitale di Israele”
Ospitiamo il contributo di Pina e Leo di Docenti per Gaza, cercando di approfondire la loro lotta per impedire la normalizzazione del colonialismo di insediamento nella didattica della scuola italiana:
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TECNOLOGIE E GENOCIDIO
Partiamo dal recente apprezzamento dimostrato da Netanyahu per la prese di controllo statunitense su Tik Tok per soffermarci sulle pressioni operate su Microsoft per interrompere un suo contratto con la Unit 8200 dell’esercito israeliano, osservando il potenziale delle mobilitazioni contro l’arruolamento dei colossi del digitale:
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TECNOLOGIE E APARTHEID
Mentre arriva la notizia di un blocco di Palestine Action Italia ai cancelli dello stabilimento di Leonardo di Nerviano (al quale si è unito anche un dipendente dell’azienda), raccontiamo la mobilitazione del Polaroid Revolutionary Workers Movement (PRWM) che negli anni ‘70 riuscì a rompere i legami di complicità tecnologica tra l’azienda statunitense e il regime di Apartheid sudafricano:
Estratti dalla puntata del 29 settembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
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OMICIDIO ALDROVANDI E FORME DELLA VIOLENZA DI STATO
Apriamo la puntata con una breve riflessione a 20 anni dall’omicidio di Federico Aldrovandi da parte della Polizia di Stato: la violenza muscolare letale e quella sistemica della complicità istituzionale, fino alla normalizzazione delle morti per Taser.
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LA TRAIETTORIA AUTORITARIA NEGLI USA
Prima vennero per gli “haitiani che mangiavano gli animali domestici del vicinato” a Springfield, poi le milizie dell’ICE a rapire persone per strada, quindi Antifa designato come gruppo terroristico interno…
Continuiamo a osservare la traiettoria autoritaria che si sta delineando all’interno dei sistemi di potere negli Stati Uniti, tra la rimozione istituzionale dei dati sulla violenza politica di destra, i primi arresti Antifa e l’intenzione di schierare l’esercito a Portland, l’utilizzo di spyware Paragon da parte dell’ICE e molto altro:
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ITALIA E CYBERSICUREZZA
Un primo sguardo a partire dal DDL che intende qualificare il web (al pari di aria, terra e mare) come dominio miliare, ponendo la cybersicurezza in capo al Ministero della Difesa e aprendo a un maggiore coinvolgimento di attori privati italiani, ma potenzialmente anche statunitensi e israeliani:
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DOCENTI PER GAZA
“No, Gerusalemme non è la capitale di Israele”
Ospitiamo il contributo di Pina e Leo di Docenti per Gaza, cercando di approfondire la loro lotta per impedire la normalizzazione del colonialismo di insediamento nella didattica della scuola italiana:
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TECNOLOGIE E GENOCIDIO
Partiamo dal recente apprezzamento dimostrato da Netanyahu per la prese di controllo statunitense su Tik Tok per soffermarci sulle pressioni operate su Microsoft per interrompere un suo contratto con la Unit 8200 dell’esercito israeliano, osservando il potenziale delle mobilitazioni contro l’arruolamento dei colossi del digitale:
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TECNOLOGIE E APARTHEID
Mentre arriva la notizia di un blocco di Palestine Action Italia ai cancelli dello stabilimento di Leonardo di Nerviano (al quale si è unito anche un dipendente dell’azienda), raccontiamo la mobilitazione del Polaroid Revolutionary Workers Movement (PRWM) che negli anni ‘70 riuscì a rompere i legami di complicità tecnologica tra l’azienda statunitense e il regime di Apartheid sudafricano:
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