
Sign up to save your podcasts
Or


Estratti dalla puntata del 3 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
SCIOPERO DELLA FAME DI PALESTINE ACTION
Il 2 novembre 2025 (anniversario della dichiarazione di Balfour come atto fondativo dell’entità statale sionista) due prigioniere di Palestine Action, Qesser Zurah and Amu Gibb, detenute nel carcere di Bronzefield, hanno iniziato uno sciopero della fame a rotazione; lunedì si è aggiunta Huba Muraisi nel carcere di New Hall.
Prigioniere/i di Palestine Action hanno minacciato e indetto uno sciopero della fame collettivo a rotazione come forma di lotta contro le vessazioni subite in carcere e la custodia cautelare, in attesa di processi che inizieranno non prima di aprile 2026.
Iniziamo a dare un primo sguardo al contesto in cui si sviluppa questa mobilitazione:
/ / Alcuni podcast precedenti su Palestine Action:
IL RESPONSABILE DELLA FORMAZIONE DELLA POLPEN È UN FUNZIONARIO SOTTO PROCESSO PER IL MASSACRO DI SANTA MARIA CAPUA VETERE
Antonio Fullone, un funzionario del DAP sotto processo per il suo ruolo nella catena di comando che compose la cornice istituzionale del massacro nel carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile 2020, è stato nominato direttore della DGF (direzione generale della formazione): la struttura che si occupa dell’addestramento dei secondini dall’inizio della loro carriera fino ai percorsi di specializzazione.
Una nomina politica decisa dal Sottosegretario Del Mastro, figura che incarna in modo esplicito la cultura del sadismo istituzionale che questo governo vuole imprimere alle politiche detentive.
Ne parliamo con Luigi Romano, avvocato di parte civile nel processo per le violenze e le torture attuate dagli agenti a Santa Maria Capua Vetere:
BOLLA DELL’AI E ARRUOLAMENTO DELLE BIG TECH
Dopo aver descritto la traiettoria di OpenAI, che dal promettere la cura per ogni male è passata a offrire porno generativo, proseguiamo con l’osservazione delle modalità e dei contesti tramite cui i colossi dell’economia dell’AI cercano di produrre profitti dai miliardi investiti in reti neurali e foundation models.
Partiamo con una parentesi su Amazon, sulla sua colonizzazione dell’ambiente domestico e il suo ricorso all’AI e alla robotica come avanzamento nella sostituzione degli umani con le macchine, ma soprattutto come tattica di ricatto disciplinante verso la sua forza lavoro.
Passiamo all’analisi delle trasformazioni che si registrano nella concezione stessa delle intelligenze artificiali applicate alla guerra, con la rapida sparizione dello “human in the loop” (l’umano nel circuito decisionale della letalità).
Andiamo quindi a osservare come le Big Tech vengano arruolate negli apparati militari: dalla costituzione della “Brigata dei Managers” (il Detatchment 201 – Executive Innovation Corps dell’Esercito Statunitense), all’integrazione di Nvidia o DeepSeek nei nuovi sistemi d’arma americani e cinesi.
WAR ON MIGRANTS: STRETTA REPRESSIVA IN TUNISIA E SPERIMENTAZIONE DELLA SCREENING TOOLBOX A LAMPEDUSA
Nonostante gli orrori palesati al grande pubblico dalla vicenda Al Masri, il governo ha silenziosamente rinnovato gli accordi con la Libia secondo l’imperativo di esternalizzare sia le frontiere geografiche che quelle morali.
Se l’arruolamento di Stati Gendarme nella War on Migrants produce effetti nefasti anche sui diritti fondamentali delle popolazione di questi stessi Stati, il ricorso alla sorveglianza biometrica e la strutturazione di database per il controllo delle frontiere sono un contesto di normalizzazione di queste tecnologie e di accelerazione della governamentalità algoritmica.
Chiediamo a Yasha Maccanico un commento sulla stretta repressiva in Tunisia e sulle sperimentazioni della Screening Toolbox a Lampedusa:
Estratti dalla puntata del 3 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
SCIOPERO DELLA FAME DI PALESTINE ACTION
Il 2 novembre 2025 (anniversario della dichiarazione di Balfour come atto fondativo dell’entità statale sionista) due prigioniere di Palestine Action, Qesser Zurah and Amu Gibb, detenute nel carcere di Bronzefield, hanno iniziato uno sciopero della fame a rotazione; lunedì si è aggiunta Huba Muraisi nel carcere di New Hall.
Prigioniere/i di Palestine Action hanno minacciato e indetto uno sciopero della fame collettivo a rotazione come forma di lotta contro le vessazioni subite in carcere e la custodia cautelare, in attesa di processi che inizieranno non prima di aprile 2026.
Iniziamo a dare un primo sguardo al contesto in cui si sviluppa questa mobilitazione:
/ / Alcuni podcast precedenti su Palestine Action:
IL RESPONSABILE DELLA FORMAZIONE DELLA POLPEN È UN FUNZIONARIO SOTTO PROCESSO PER IL MASSACRO DI SANTA MARIA CAPUA VETERE
Antonio Fullone, un funzionario del DAP sotto processo per il suo ruolo nella catena di comando che compose la cornice istituzionale del massacro nel carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile 2020, è stato nominato direttore della DGF (direzione generale della formazione): la struttura che si occupa dell’addestramento dei secondini dall’inizio della loro carriera fino ai percorsi di specializzazione.
Una nomina politica decisa dal Sottosegretario Del Mastro, figura che incarna in modo esplicito la cultura del sadismo istituzionale che questo governo vuole imprimere alle politiche detentive.
Ne parliamo con Luigi Romano, avvocato di parte civile nel processo per le violenze e le torture attuate dagli agenti a Santa Maria Capua Vetere:
BOLLA DELL’AI E ARRUOLAMENTO DELLE BIG TECH
Dopo aver descritto la traiettoria di OpenAI, che dal promettere la cura per ogni male è passata a offrire porno generativo, proseguiamo con l’osservazione delle modalità e dei contesti tramite cui i colossi dell’economia dell’AI cercano di produrre profitti dai miliardi investiti in reti neurali e foundation models.
Partiamo con una parentesi su Amazon, sulla sua colonizzazione dell’ambiente domestico e il suo ricorso all’AI e alla robotica come avanzamento nella sostituzione degli umani con le macchine, ma soprattutto come tattica di ricatto disciplinante verso la sua forza lavoro.
Passiamo all’analisi delle trasformazioni che si registrano nella concezione stessa delle intelligenze artificiali applicate alla guerra, con la rapida sparizione dello “human in the loop” (l’umano nel circuito decisionale della letalità).
Andiamo quindi a osservare come le Big Tech vengano arruolate negli apparati militari: dalla costituzione della “Brigata dei Managers” (il Detatchment 201 – Executive Innovation Corps dell’Esercito Statunitense), all’integrazione di Nvidia o DeepSeek nei nuovi sistemi d’arma americani e cinesi.
WAR ON MIGRANTS: STRETTA REPRESSIVA IN TUNISIA E SPERIMENTAZIONE DELLA SCREENING TOOLBOX A LAMPEDUSA
Nonostante gli orrori palesati al grande pubblico dalla vicenda Al Masri, il governo ha silenziosamente rinnovato gli accordi con la Libia secondo l’imperativo di esternalizzare sia le frontiere geografiche che quelle morali.
Se l’arruolamento di Stati Gendarme nella War on Migrants produce effetti nefasti anche sui diritti fondamentali delle popolazione di questi stessi Stati, il ricorso alla sorveglianza biometrica e la strutturazione di database per il controllo delle frontiere sono un contesto di normalizzazione di queste tecnologie e di accelerazione della governamentalità algoritmica.
Chiediamo a Yasha Maccanico un commento sulla stretta repressiva in Tunisia e sulle sperimentazioni della Screening Toolbox a Lampedusa:
Estratti dalla puntata del 27 ottobre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
CRETA: MOBILITAZIONI CONTRO BASI MILITARI E INTERESSI SIONISTI
Grazie al contributo di una compagna ci facciamo raccontare come si articolino le mobilitazioni contro gli interessi israeliani nell’isola di Creta: un territorio cruciale su un piano strategico (basi nella di Baia di Souda), ma anche una meta turistica per gli assassini dell’IDF in pausa dal genocidio.
OPEN AI: DALLA CURA DI TUTTI I MALI AL PORNO
Partiamo con l’osservazione di alcuni dati finanziari che ribadiscono come l’intelligenza artificiale e il settore bellico siano i principali ambiti di investimento, fortemente interconnessi tra loro, verso cui convergono i grandi flussi del capitale globale.
Riusciranno i colossi dell’AI, come Open AI, a garantire un ritorno dei miliardi investiti in foundation models, reti neurali e data centers?
Mentre su un piano narrativo si intensifica la costruzione del culto promossa dai sacerdoti dell’algoritmo (come Sam Altman), su un piano aziendale si punta alla becera monetizzazione attraverso l’engagement relazionale e l’apertura la porno.
Estratti dalla puntata del 27 ottobre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
CRETA: MOBILITAZIONI CONTRO BASI MILITARI E INTERESSI SIONISTI
Grazie al contributo di una compagna ci facciamo raccontare come si articolino le mobilitazioni contro gli interessi israeliani nell’isola di Creta: un territorio cruciale su un piano strategico (basi nella di Baia di Souda), ma anche una meta turistica per gli assassini dell’IDF in pausa dal genocidio.
OPEN AI: DALLA CURA DI TUTTI I MALI AL PORNO
Partiamo con l’osservazione di alcuni dati finanziari che ribadiscono come l’intelligenza artificiale e il settore bellico siano i principali ambiti di investimento, fortemente interconnessi tra loro, verso cui convergono i grandi flussi del capitale globale.
Riusciranno i colossi dell’AI, come Open AI, a garantire un ritorno dei miliardi investiti in foundation models, reti neurali e data centers?
Mentre su un piano narrativo si intensifica la costruzione del culto promossa dai sacerdoti dell’algoritmo (come Sam Altman), su un piano aziendale si punta alla becera monetizzazione attraverso l’engagement relazionale e l’apertura la porno.
Estratti dalla puntata del 27 ottobre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
CATANIA: IL LUPO SOTTO SGOMBERO
Il LUPo (Laboratorio Urbano Popolare) è sotto sgombero. Grazie al contributo di due occupanti cerchiamo di approfondire il suo posizionamento nella geografia urbana e sociale di Catania, gli interessi che si sovrappongono a un pezzo di territorio cruciale per turismo e gentrificazione, ma anche le lotte e le attività portate avanti in questo spazio di auto-organizzazione:
NAPOLI: FARMACI SIONISTI E MANGANELLATE NOSTRANE
In collegamento con un compagno del Laboratorio Iskra ci facciamo raccontare quanto avvenuto sabato 25 ottobre 2025 a PharmaExpo, quando dopo le contestazioni alla multinazionale sionista Teva, attiviste/i solidali con la Palestina sono stati circondati e pesantemente aggrediti dalle forze dell’ordine.
Un evento che conferma l’incremento del ricorso degli sbirri alla rappresaglia violenta, dopo la parentesi in cui le mobilitazioni di massa sembravano avere interferito con le relazioni di forza nelle piazze e non solo.
Aggiornamento: apprendiamo che la compagna e i compagni sono stati rilasciati con l’obbligo di firma.
Estratti dalla puntata del 27 ottobre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
CATANIA: IL LUPO SOTTO SGOMBERO
Il LUPo (Laboratorio Urbano Popolare) è sotto sgombero. Grazie al contributo di due occupanti cerchiamo di approfondire il suo posizionamento nella geografia urbana e sociale di Catania, gli interessi che si sovrappongono a un pezzo di territorio cruciale per turismo e gentrificazione, ma anche le lotte e le attività portate avanti in questo spazio di auto-organizzazione:
NAPOLI: FARMACI SIONISTI E MANGANELLATE NOSTRANE
In collegamento con un compagno del Laboratorio Iskra ci facciamo raccontare quanto avvenuto sabato 25 ottobre 2025 a PharmaExpo, quando dopo le contestazioni alla multinazionale sionista Teva, attiviste/i solidali con la Palestina sono stati circondati e pesantemente aggrediti dalle forze dell’ordine.
Un evento che conferma l’incremento del ricorso degli sbirri alla rappresaglia violenta, dopo la parentesi in cui le mobilitazioni di massa sembravano avere interferito con le relazioni di forza nelle piazze e non solo.
Aggiornamento: apprendiamo che la compagna e i compagni sono stati rilasciati con l’obbligo di firma.
Estratti dalla puntata del 20 ottobre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
USA: ANTIFA E “FOLLOW THE MONEY”
Andiamo negli Stati Uniti per continuare a descrivere la traiettoria autoritaria intrapresa dal secondo governo Trump.
Iniziamo osservando alcuni elementi economici e politici che stanno plasmando la cornice di questa rivoluzione reazionaria, dalla minaccia rappresentata dalla bolla dell’AI alla frattura – non solo valoriale – tra MAGA e Techbros:
Passiamo quindi ad approfondire alcuni recenti passaggi inerenti la proscrizione di Antifa e la sua categorizzazione come gruppo di terrorismo interno. Un progetto di compressione normativa e (potenzialmente) militare del dissenso e della conflittualità che ha subito affascinato Orban e alcuni parlamentari europei… a sottolineare come sia un fenomeno sul quale dovremmo iniziare a riflettere con urgenza anche dalle nostre parti.
Grazie all’ausilio di alcuni audio estrapolati da una roundtable alla Casa Bianca, con influencer di estrema destra a fianco dei vertici delle agenzie repressive statunitensi, cerchiamo di approfondire la mitologia e la narrazione propagandistica che assimila Antifa all’ISIS, ma soprattutto al cartello venezuelano del narcotraffico TDA (Tren De Aragua) contro il quale Trump ha normalizzato l’uso letale dell’esercito.
Dedichiamo una piccola parentesi alla patologicizzazione del dissenso con la promozione clinica della Trump Derangement Syndrome, ma un aspetto centrale nell’architettura interpretativa e operativa di questa stretta repressiva riguarda il tema dei finanziamenti verso Antifa: chi sta promuovendo il “follow the money” e cosa è il Government Accountability Institute?
ALTAMIDES E LE ZONE “GRIGIO SCURO” DEL MERCATO DELLA SORVEGLIANZA
Altamides non è uno spyware, ma una tecnologia in grado – tra le altre funzioni – di geolocalizzare un individuo bersaglio e ricostruirne le routine quotidiane: quando va a lavoro, quando non si trova in casa, dove trascorre abitualmente le serate o i fine settimana.
In compagnia di Riccardo Coluccini approfondiamo un’importante inchiesta pubblicata su Lighthouse Reports (in italiano su IrpiMedia > vedi links), dove si analizza il prodotto di punta dell’azienda First Wap, ma soprattutto il contesto di vulnerabilità tecnologiche e connivenze strutturali che promuovono il mercato della sorveglianza.
Una lunga intervista che spazia dalle modalità di realizzazione di questa inchiesta, alle ricadute concrete del potere conferito dalle tecnologie di sorveglianza sulla vita delle persone:
LINKS:
Inchiesta su IrpiMedia Parte I – Parte II
Inchiesta su Lighthouse Reports
Intervista con Laura Carrer
Estratti dalla puntata del 20 ottobre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
USA: ANTIFA E “FOLLOW THE MONEY”
Andiamo negli Stati Uniti per continuare a descrivere la traiettoria autoritaria intrapresa dal secondo governo Trump.
Iniziamo osservando alcuni elementi economici e politici che stanno plasmando la cornice di questa rivoluzione reazionaria, dalla minaccia rappresentata dalla bolla dell’AI alla frattura – non solo valoriale – tra MAGA e Techbros:
Passiamo quindi ad approfondire alcuni recenti passaggi inerenti la proscrizione di Antifa e la sua categorizzazione come gruppo di terrorismo interno. Un progetto di compressione normativa e (potenzialmente) militare del dissenso e della conflittualità che ha subito affascinato Orban e alcuni parlamentari europei… a sottolineare come sia un fenomeno sul quale dovremmo iniziare a riflettere con urgenza anche dalle nostre parti.
Grazie all’ausilio di alcuni audio estrapolati da una roundtable alla Casa Bianca, con influencer di estrema destra a fianco dei vertici delle agenzie repressive statunitensi, cerchiamo di approfondire la mitologia e la narrazione propagandistica che assimila Antifa all’ISIS, ma soprattutto al cartello venezuelano del narcotraffico TDA (Tren De Aragua) contro il quale Trump ha normalizzato l’uso letale dell’esercito.
Dedichiamo una piccola parentesi alla patologicizzazione del dissenso con la promozione clinica della Trump Derangement Syndrome, ma un aspetto centrale nell’architettura interpretativa e operativa di questa stretta repressiva riguarda il tema dei finanziamenti verso Antifa: chi sta promuovendo il “follow the money” e cosa è il Government Accountability Institute?
ALTAMIDES E LE ZONE “GRIGIO SCURO” DEL MERCATO DELLA SORVEGLIANZA
Altamides non è uno spyware, ma una tecnologia in grado – tra le altre funzioni – di geolocalizzare un individuo bersaglio e ricostruirne le routine quotidiane: quando va a lavoro, quando non si trova in casa, dove trascorre abitualmente le serate o i fine settimana.
In compagnia di Riccardo Coluccini approfondiamo un’importante inchiesta pubblicata su Lighthouse Reports (in italiano su IrpiMedia > vedi links), dove si analizza il prodotto di punta dell’azienda First Wap, ma soprattutto il contesto di vulnerabilità tecnologiche e connivenze strutturali che promuovono il mercato della sorveglianza.
Una lunga intervista che spazia dalle modalità di realizzazione di questa inchiesta, alle ricadute concrete del potere conferito dalle tecnologie di sorveglianza sulla vita delle persone:
LINKS:
Inchiesta su IrpiMedia Parte I – Parte II
Inchiesta su Lighthouse Reports
Intervista con Laura Carrer
Estratti dalla puntata del 20 ottobre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
USA: ANTIFA E “FOLLOW THE MONEY”
Andiamo negli Stati Uniti per continuare a descrivere la traiettoria autoritaria intrapresa dal secondo governo Trump.
Iniziamo osservando alcuni elementi economici e politici che stanno plasmando la cornice di questa rivoluzione reazionaria, dalla minaccia rappresentata dalla bolla dell’AI alla frattura – non solo valoriale – tra MAGA e Techbros:
Passiamo quindi ad approfondire alcuni recenti passaggi inerenti la proscrizione di Antifa e la sua categorizzazione come gruppo di terrorismo interno. Un progetto di compressione normativa e (potenzialmente) militare del dissenso e della conflittualità che ha subito affascinato Orban e alcuni parlamentari europei… a sottolineare come sia un fenomeno sul quale dovremmo iniziare a riflettere con urgenza anche dalle nostre parti.
Grazie all’ausilio di alcuni audio estrapolati da una roundtable alla Casa Bianca, con influencer di estrema destra a fianco dei vertici delle agenzie repressive statunitensi, cerchiamo di approfondire la mitologia e la narrazione propagandistica che assimila Antifa all’ISIS, ma soprattutto al cartello venezuelano del narcotraffico TDA (Tren De Aragua) contro il quale Trump ha normalizzato l’uso letale dell’esercito.
Dedichiamo una piccola parentesi alla patologicizzazione del dissenso con la promozione clinica della Trump Derangement Syndrome, ma un aspetto centrale nell’architettura interpretativa e operativa di questa stretta repressiva riguarda il tema dei finanziamenti verso Antifa: chi sta promuovendo il “follow the money” e cosa è il Government Accountability Institute?
ALTAMIDES E LE ZONE “GRIGIO SCURO” DEL MERCATO DELLA SORVEGLIANZA
Altamides non è uno spyware, ma una tecnologia in grado – tra le altre funzioni – di geolocalizzare un individuo bersaglio e ricostruirne le routine quotidiane: quando va a lavoro, quando non si trova in casa, dove trascorre abitualmente le serate o i fine settimana.
In compagnia di Riccardo Coluccini approfondiamo un’importante inchiesta pubblicata su Lighthouse Reports (in italiano su IrpiMedia > vedi links), dove si analizza il prodotto di punta dell’azienda First Wap, ma soprattutto il contesto di vulnerabilità tecnologiche e connivenze strutturali che promuovono il mercato della sorveglianza.
Una lunga intervista che spazia dalle modalità di realizzazione di questa inchiesta, alle ricadute concrete del potere conferito dalle tecnologie di sorveglianza sulla vita delle persone:
LINKS:
Inchiesta su IrpiMedia Parte I – Parte II
Inchiesta su Lighthouse Reports
Intervista con Laura Carrer
Estratti dalla puntata del 13 ottobre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
CYBERSICUREZZA: LEGAMI TRA ITALIA E ISRAELE
La cybersicurezza è uno dei nodi principali che legano lo stato italiano e quello sionista, realizzando nei fatti una fusione delle intelligence e degli interessi nazionali dei due paesi. Anche il settore privato industriale si affida a prodotti informatici israeliani, spesso sviluppati da start-up incubate in ambito militare. La resistenza palestinese può essere letta come la prima linea contro un’internazionale della repressione, che vede in Israele uno dei nodi principali sul quale poggia l’architettura della sorveglianza.
CHAT CONTROL
Il regolamento Csar (Child Sexual Abuse Regulation), ribattezzato Chat Control, è il principale ariete da sfondamento utilizzato nella “guerra alla crittografia” portata avanti da Europol e dalla lobby della sorveglianza di massa. Un’architettura sorvegliante, giustificata dal contrasto alla pedopornografia e all’adescamento di minori online, che prevede – implicitamente – l’accesso e il monitoraggio di ogni interazione sulla rete e attraverso i servizi di messaggistica.
Insieme a Giacomo Zandonini torniamo a osservare gli assetti politici e corporativi che dal 2021/2022 ne promuovono l’implementazione:
From the publisher's feed