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Mentre il mondo guarda alle tensioni geopolitiche sulla Terra, una nuova corsa allo spazio è già iniziata. Non più Stati Uniti contro Unione Sovietica. Non più Guerra Fredda. Oggi la sfida si gioca tra due miliardari: Elon Musk e Jeff Bezos. Dopo anni passati a promettere Marte, Musk cambia strategia e punta alla Luna, parlando di una “città autosufficiente” costruita in meno di dieci anni. Bezos, da sempre più prudente e metodico, lavora invece a basi permanenti e infrastrutture lunari con Blue Origin. Tra contratti NASA, missioni Artemis, razzi ancora in fase di test e investitori da convincere, la Luna torna al centro della scena come primo passo verso l’espansione umana nello spazio. È davvero l’inizio di una nuova era?
E cosa significa affidare il futuro dell’esplorazione spaziale a colossi privati?
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A un anno dalle parole di JD Vance che segnarono la prima frattura pubblica tra Stati Uniti ed Europa, la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco si riapre con un report esplosivo: il mondo sarebbe entrato in un’era di “politica da demolizione”, con Washington accusata di mettere in discussione l’ordine internazionale costruito dopo il 1945.
Tra accuse dirette all’amministrazione Trump, la risposta americana, le tensioni su NATO, Ucraina e dazi, e un’Europa che cerca maggiore autonomia, Monaco 2026 diventa il luogo simbolo di un possibile cambio d’epoca.
Crisi temporanea o trasformazione strutturale dell’alleanza transatlantica? Ne parliamo in questa puntata di Buongiorno Mondo.
(FONTI CONSULTATE: Cnn, New York Times, The Whashington Post, Wall Street Journal).
Fonte diretta Report: https://securityconference.org/assets/02_Dokumente/01_Publikationen/2026/MSR2026/Under_Destruction%E2%80%93Munich_Security_Report_2026.pdf
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“La vita è breve, cominciamo dal dessert.”
Epstein lo scrive a Peter Thiel dopo la morte dell’ambasciatore russo all’ONU. Non è una frase casuale. È un indizio.
Nei documenti FBI emergono piste che portano dal Mossad a Mosca, dai visti garantiti dai servizi russi alle cene riservate con Musk, Zuckerberg e Thiel nella Silicon Valley. Finanza, intelligence, kompromat.
Epstein era davvero un predatore solitario?
O il punto di contatto tra potere tecnologico, diplomazia parallela e ricatto globale?
La domanda non è per chi lavorasse lui.
Ma per chi lavoravano le informazioni che raccoglieva
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Il caso Epstein non è solo una storia di abusi: è una mappa del potere globale, fatta di ricatti, finanza e nomi intoccabili. Da Wall Street alle cancellerie, una rete che oggi inizia a crollare. La vera domanda non è cosa sappiamo. È chi sapeva.
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Dalle dimissioni shock a Downing Street all'intervento senza precedenti di William e Kate, fino allo scandalo che travolge la diplomazia norvegese: il caso Jeffrey Epstein non è più solo un'indagine americana, è diventato un terremoto politico globale.
In questa puntata di Buongiorno Mondo:
Downing Street nel caos: Perché gli uomini chiave di Keir Starmer stanno abbandonando la nave? Tutto porta a Peter Mandelson e ai suoi segreti.
Linea sulla sabbia a Buckingham Palace: I Principi del Galles rompono il silenzio mentre nuove, pesanti prove stringono il cerchio attorno ad Andrea Windsor.
Il contagio norvegese: Il mistero dell'eredità da 10 milioni di dollari che ha portato alle dimissioni dell'ambasciatrice Mona Juul.
Un viaggio tra documenti riservati, tradimenti e il crollo di un sistema di potere che sembrava intoccabile.
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Sparatorie, bombe, droni. Una nuova ondata di violenza che gli investigatori faticano persino a spiegare. Nessuna ideologia, nessuna ragione apparente. Solo un desiderio: distruggere tutto.
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Le Olimpiadi non sono mai state solo sport.
Sono bandiere che pesano, assenze che parlano, strette di mano che non avvengono.
Da Mosca 1980 a Milano Cortina, i Giochi diventano il luogo dove la geopolitica si mette in tribuna d’onore.
Tra boicottaggi, zone rosse, leader imbarazzati e atleti costretti alla neutralità, lo sport diventa linguaggio di potere.
Buongiorno Mondo: oggi parliamo di Olimpiadi.
E di tutto quello che non succede in pista.
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Soldi, potere, criptovalute.
Quattro giorni prima del ritorno di Trump alla Casa Bianca, la sua famiglia firma un accordo segreto da 500 milioni di dollari con un uomo chiave del Medio Oriente.
Non è solo una storia su Trump.
Non è solo una storia di crypto.
È un intrigo globale che unisce politica, tecnologia e affari lontano dagli occhi del pubblico.
BuongiornoMondo oggi segue i soldi.
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Trump non ama perdere. E oggi i numeri raccontano una storia scomoda: sconfitte inattese, sondaggi in calo, un’America sempre più divisa. Dal Texas ai corridoi della Casa Bianca, passando per economia, immigrazione e consenso popolare, analizziamo il momento più fragile della presidenza Trump. Una crisi passeggera o il segnale di un cambiamento più profondo?
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Questa voce lenta, profonda, quasi ipnotica, è quella di Yury Ushakov.
Un nome che negli ultimi mesi sentiamo sempre più spesso. Anche perché è lui a guidare la delegazione russa nei colloqui per una possibile pace.
Ha 78 anni, un inglese perfetto, una lunga carriera diplomatica alle spalle.
Ma soprattutto è riuscito in un’impresa non banale: mettere in ombra Sergej Lavrov.
Chi è davvero Yury Ushakov, l’uomo che sussurra a Putin.
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