L’allenatore del Cagliari Fabio Pisacane presenta ai microfoni la gara interna di sabato pomeriggio contro il Genoa, valida per la dodicesima giornata di Serie A. Il campionato riprende dopo l’ultima sosta per le Nazionali del 2025: il Mister, dalla sala stampa del CRAI Sport Center, ai microfoni per parlare di tanti temi che riguardano la squadra rossoblù: a cominciare dalle condizioni dei giocatori di rientro dalle rispettive rappresentative, il parere sul prossimo avversario e il lavoro svolto ad Assemini dopo l’ultima gara disputata a Como chiusa con un pareggio.
“Vorrei mandare un messaggio. Oggi è l’anniversario della nascita di mister Scopigno, un nome che appartiene alla dimensione romantica del club. Non è solo storia, è identità. Un segno del destino che arrivi appena dopo il compleanno di Riva“.
“Lavoriamo per la vittoria, mi auguro possa accadere sabato perché lo meritano i ragazzi, vogliono tornare a vincere. La sosta ci ha permesso di recuperare elementi come Deiola. Ma abbiamo perso Zé Pedro, che si aggiunge a Belotti e Ciocci. Mina? È abituato a rientrare e giocare 48 ore dopo”.
“Il Genoa? Anche se ha cambiato da 20 giorni, faccio fatica a pensare al Genoa in quella posizione. È stata penalizzata da eventi ma ha fatto vedere buone cose. Con De Rossi la squadra ha avuto una fiammata e ha fatto una prestazione di orgoglio. Non è semplice entrare in corsa, ma lui si contraddistingue per carattere”.
“Gaetano è un calciatore che ha il calcio nel dna, bisogna metterlo nelle condizioni di esprimere i suoi livelli. Lo ringrazio, però alla fine penso che possa fare di più, ci parlo spesso. La sosta è servita anche a lui. Spero con lo staff di poter avere un Gianluca per tutta la partita e non solo 60 minuti”.
“Genoa non può essere una partita normale, mi ha permesso di raggiungere i miei sogni e mi ha dato una seconda vita. Ma ora penso al Cagliari. In questo tipo di partite di solito c’è più studio tattico all’inizio. Mi aspetto una partita dai ritmi alti, è un’altra finale del nostro campionato, che è il più difficile degli ultimi 10 anni”.
“In difesa abbiamo recuperato anche Pintus. Rodriguez ha grande potenziale tecnico, ma non ha fatto il ritiro e viene dall’altra parte del mondo. Oggi io non posso avere l’ego di lanciare Rodriguez, penso che abbia fatto dei passi in avanti e magari a partita in corso potrebbe già essere utilizzato”.
“Esposito non è una punta, è abile a giocare tra le linee e vuole una libertà di pensiero. A Como non volevo fare a meno di lui. Deve essere più cattivo negli ultimi 20 metri: per big chances siamo dodicesimi, ma per finalizzazione diciannovesimi. Dobbiamo migliorare. Kilicsoy? Non c’è nessun problema con lui, mi assumo la responsabilità della scelta tecnica. Ha qualità fuori dal comune nello stretto sui 40 metri. Non è facile per lui gestire questa situazione, ma se vuole giocare ad alti livelli deve accelerare la scelta dei momenti. Anche per lui ci saranno delle opportunità“.
“Belotti? Porta mentalità e non vedevo l’ora venisse da noi. Per lui e per noi è stata una mazzata, ma siamo felici di averlo riaccolto”.
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