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Il Bellinzona rinforza il proprio centrocampo con un giocatore di esperienza internazionale. Il club granata ha annunciato l’arrivo di Pablo Ceppelini, trequartista uruguaiano classe 1991, reduce dall’ultima esperienza con l’Alianza Lima, in Perù.
Un innesto pensato per aumentare qualità e personalità in mezzo al campo, in una fase nella quale la formazione svizzera cerca di rilanciarsi dopo un avvio di stagione complicato. Nel corso della sua carriera Ceppelini ha vestito maglie prestigiose come quelle di Peñarol, Cagliari, Atlético Nacional e Cruz Azul, accumulando esperienza anche nelle competizioni sudamericane più importanti come Copa Libertadores e Copa Sudamericana.
La carriera di Ceppelini inizia nel Bella Vista, dove tra il 2008 e il 2010 mette in mostra le proprie qualità tecniche. Le sue prestazioni attirano l’attenzione del Peñarol, che decide di acquistarlo nel 2011 mentre il giocatore è impegnato con la nazionale uruguaiana al Sudamericano Under 20.
In quella competizione il giovane trequartista si mette in evidenza con una doppietta contro il Cile e un rigore procurato contro il Brasile, alimentando le aspettative su un possibile futuro da protagonista.
Il profilo di Ceppelini convince anche il Cagliari, storicamente attento ai talenti uruguaiani. L’arrivo in Sardegna risale al gennaio 2011, con un investimento di circa 2,5 milioni di euro. Il giocatore sceglie anche la maglia numero 32, lasciata libera da Alessandro Matri, appena trasferitosi alla Juventus.
L’impatto con il calcio italiano, però, non rispetta le aspettative. Ceppelini trascorre gran parte della prima fase della sua esperienza con la Primavera, riuscendo a debuttare in prima squadra soltanto nel finale di campionato contro il Cesena. La situazione peggiora nella stagione successiva. Nell’estate 2012 Ceppelini viene escluso dal ritiro precampionato anche a causa di una squalifica rimediata con la Primavera, finendo ai margini della rosa. Il ritorno in campo arriva soltanto a novembre, con pochi minuti nel finale della sfida contro il Napoli.
Dopo quella parentesi, il percorso di Ceppelini prosegue lontano dalla Sardegna. Nel 2013 arriva il prestito al Lumezzane in Serie C, mentre successivamente si trasferisce al Maribor in Slovenia nell’ambito dell’operazione che porta Agim Ibraimi al Cagliari. Anche queste esperienze, però, non permettono al centrocampista di trovare la definitiva consacrazione. Nell’estate 2014 il Cagliari chiude il rapporto con il giocatore, cedendolo a titolo definitivo al Cluj.
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Il Cagliari dice no al Lens e blinda Adam Obert. Il difensore slovacco è finito nel mirino del club francese, che nelle ultime ore ha provato ad accelerare presentando un’offerta importante, ma la società rossoblù ha deciso di non aprire alla cessione.
Secondo quanto riportato da Gazzetta.it, il Lens avrebbe messo sul tavolo una proposta da 10 milioni di euro più bonus. Una cifra significativa, ma ritenuta non sufficiente dal Cagliari per privarsi di uno dei giocatori considerati fondamentali nel progetto tecnico di Fabio Pisacane.
La decisione della società non sarebbe legata soltanto all’aspetto economico. Il momento della stagione rende infatti particolarmente delicata una possibile partenza del difensore.
Obert rappresenta oggi una delle principali soluzioni sulla fascia sinistra e una sua uscita rischierebbe di creare una nuova emergenza in un reparto già oggetto di interventi durante il mercato estivo.
L’arrivo di Giuseppe Aurelio ha permesso di aumentare le alternative sulla corsia mancina, ma il rientro di Idrissi è ancora lontano e il Cagliari non vorrebbe ritrovarsi costretto a cercare un altro rinforzo a poche settimane dall’inizio del campionato.
La società rossoblù crede fortemente nelle possibilità di crescita dello slovacco. Obert, infatti, è reduce da un percorso di miglioramento evidente, soprattutto nella fase offensiva.
Il difensore ha aumentato la propria capacità di accompagnare l’azione, partecipare alla manovra e rendersi utile negli ultimi metri, aspetti che hanno ampliato il suo valore tecnico. Per Pisacane resta un titolare e un elemento su cui costruire il futuro della squadra.
La valutazione del Cagliari sembra quindi andare oltre l’offerta ricevuta dal Lens. Il club ritiene che Obert possa crescere ulteriormente durante la stagione e trasformarsi in futuro in una plusvalenza ancora più importante. L’idea della società è quella di valorizzare il giocatore ancora per un anno, permettendogli di consolidarsi in Serie A e aumentare ulteriormente il proprio appeal sul mercato internazionale.
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Il Cagliari sembra aver trovato uno dei talenti più interessanti del proprio mercato estivo. Il nome è quello di Alessandro Romano, centrocampista classe 2006 arrivato dalla Roma e già protagonista di prestazioni che stanno attirando l’attenzione dell’ambiente rossoblù.
Dopo le prime uscite, il club e i tifosi iniziano a scoprire le qualità di un giocatore sul quale il presidente Tommaso Giulini ha già espresso grande fiducia, arrivando ad auspicare un futuro con la maglia della Nazionale italiana, anche se per ora sembra in vantaggio la Svizzera che se lo coccola dalle giovanili.
Romano è un profilo che si inserisce perfettamente nella nuova idea di calcio del Cagliari. La sua caratteristica principale è la completezza: è una mezzala capace di unire fase difensiva e partecipazione offensiva, con qualità tecniche e una notevole intelligenza tattica.
Il giovane centrocampista sa recuperare palloni, leggere gli spazi e accompagnare l’azione, mantenendo sempre una buona qualità nella gestione del possesso. Impressionante anche la resistenza alla fatica, con una corsa costante per tutti i 90 minuti. Contro l’Arezzo, nel debutto ufficiale in Coppa Italia, sono arrivati ulteriori segnali positivi: Romano ha confermato di avere personalità e capacità di incidere anche in una gara con pressione e responsabilità. Per la Serie A sembra quindi prontissimo.
L’operazione con la Roma è stata costruita sulla base di un prestito con obbligo di riscatto fissato a 6,5 milioni di euro più bonus. Una cifra significativa per le casse rossoblù, ma che potrebbe trasformarsi in un investimento molto importante considerando il potenziale del giocatore.
Romano ha firmato un contratto lungo con il Cagliari fino al 30 giugno 2032, un segnale evidente della fiducia riposta dalla società nelle sue qualità.
Nato a Winterthur, in Svizzera, il 17 giugno 2006, Romano possiede la cittadinanza italiana ma ha iniziato il proprio percorso calcistico nel settore giovanile del Winterthur. Nel 2022 è arrivato alla Roma, dove si è imposto come uno dei prospetti più interessanti del vivaio giallorosso.
Con la Primavera capitolina ha raccolto 63 presenze, realizzando 11 gol e 5 assist. Nella stagione 2025-26 è arrivato anche il debutto in prima squadra, con due presenze in Serie A, prima del trasferimento in prestito allo Spezia nel mercato invernale. In Serie B ha trovato maggiore continuità, giocando 19 partite e fornendo un assist.
Romano nasce come play, ma le sue caratteristiche gli permettono di ricoprire anche il ruolo di mezzala, che dovrebbe essere anche la sua posizione nelle idee di Pisacane. Tra i suoi punti di forza ci sono la visione di gioco, la precisione nei passaggi e la capacità di verticalizzare rapidamente. È un giocatore che sa leggere le geometrie della partita e dare ritmo alla manovra, qualità particolarmente preziose nel calcio moderno.
Un altro tema legato al suo percorso riguarda la scelta della Nazionale. Romano ha finora vestito la maglia della Svizzera nelle selezioni giovanili, completando la trafila fino all’Under 21, dove conta una presenza.
Grazie alla doppia cittadinanza, però, resta aperta anche la possibilità di rappresentare l’Italia, scenario auspicato anche dal presidente Giulini. Per il momento il centrocampista pensa soprattutto al Cagliari e alla crescita in rossoblù.
Il campionato dirà quanto potrà incidere realmente, ma le prime impressioni sono molto positive. Il Cagliari sembra aver individuato un giocatore con margini di crescita importanti, capace di unire talento e applicazione. Ruoli diversi, certo, ma se c’è un euro da scommettere sul “dopo Palestra” andrebbe messo senza dubbio su di lui.
The post Romano incanta, è lui il “dopo Palestra”: talento che fa sognare i rossoblù appeared first on Calcio Casteddu.
Non è più soltanto un esperimento estivo. Alessandro Deiola è ormai diventato a tutti gli effetti una delle soluzioni difensive a disposizione di Fabio Pisacane. Il capitano del Cagliari ha ricoperto nuovamente il ruolo di difensore centrale nella sfida di Coppa Italia contro l’Arezzo, offrendo una prestazione convincente e confermando la validità dell’intuizione del tecnico rossoblù. Una trasformazione tattica nata durante la preparazione e che, partita dopo partita, sta assumendo sempre più concretezza.
Deiola ha sempre rappresentato un punto di riferimento per il Cagliari grazie alla sua personalità e alla capacità di interpretare diverse situazioni di gioco. Ora Pisacane sembra aver individuato una nuova collocazione per il classe 1995, sfruttandone caratteristiche come fisicità, attenzione e capacità nel gioco aereo.
Contro l’Arezzo il capitano ha dimostrato di poter ricoprire il ruolo con sicurezza, mostrando concentrazione per tutta la durata della gara. La Serie A sarà inevitabilmente un banco di prova molto più impegnativo, con avversari di livello superiore e attaccanti come Malen, Lautaro Martinez e Hojlund pronti a mettere alla prova ogni dettaglio difensivo. I segnali arrivati dall’estate, però, sono positivi.
Uno degli aspetti più interessanti della nuova versione di Deiola riguarda la personalità con cui interpreta il ruolo. Il capitano non si limita ai compiti difensivi, ma continua a mantenere quella capacità di accompagnare l’azione che lo ha sempre contraddistinto.
Contro l’Arezzo si è reso protagonista di alcune coraggiose avanzate, una delle quali ha portato anche a un palo clamoroso. Una caratteristica che può diventare un’arma importante, soprattutto contro squadre che lasciano spazio alla costruzione dal basso.
La gara contro l’Arezzo ha mostrato anche un altro dettaglio curioso: Deiola può essere una soluzione dagli undici metri. Dopo un primo tentativo non trasformato, il capitano ha avuto una seconda occasione e ha calciato un rigore perfetto. Un episodio che racconta ancora una volta la sua personalità e la capacità di reagire agli errori, oltre alla fiducia del tecnico nell’affidargli un pallone dal dischetto. Dettaglio che può interessare anche ai “fanta-allenatori”.
Uno dei punti sui quali Pisacane aveva lavorato riguardava la gestione dell’aggressività. In passato Deiola aveva mostrato qualche eccesso di irruenza negli interventi, un aspetto che poteva diventare un limite in una posizione più delicata come quella del centrale difensivo.
Le ultime prestazioni hanno però evidenziato un miglioramento. Contro l’Arezzo il capitano è apparso attento, ordinato e più equilibrato nella lettura delle situazioni.
La crescita di Deiola nel nuovo ruolo potrebbe avere conseguenze anche sulle strategie di mercato del direttore sportivo Pietro Accardi. Il Cagliari aveva valutato la possibilità di inserire un altro difensore centrale, con nomi come Baschirotto e Dossena emersi nelle ultime settimane.
Le prestazioni del capitano potrebbero però cambiare le valutazioni della società, permettendo di concentrare eventuali investimenti su altri reparti. Da non dimenticare anche Kofler, all’esordio assoluto contro l’Arezzo, giovane elemento che avrà bisogno di tempo per completare il proprio percorso di crescita.
Il vero giudice sarà il campionato. La Serie A aumenterà ritmo, intensità e qualità degli avversari, mettendo Deiola davanti a una sfida completamente diversa.
Ma dopo il percorso estivo e la prova contro l’Arezzo, il Cagliari può guardare con fiducia alla nuova versione del proprio capitano. Da possibile soluzione d’emergenza, Deiola è diventato una risorsa concreta per la difesa rossoblù.
The post Deiola difensore convince, il capitano nuova risorsa: ma arriva l’esame Serie A appeared first on Calcio Casteddu.
Il Cagliari ha iniziato la stagione ufficiale con indicazioni incoraggianti dopo la sfida di Coppa Italia contro l’Arezzo. La prestazione della squadra di Fabio Pisacane ha mostrato diversi aspetti positivi, soprattutto nella costruzione del gioco e nell’organizzazione generale, ma ha evidenziato anche un problema già emerso durante la preparazione estiva: la difficoltà nel trasformare le occasioni create in gol.
I rossoblù hanno dato l’impressione di essere una squadra con idee chiare, capace di interpretare le richieste del tecnico, ma ancora alla ricerca della migliore efficacia negli ultimi metri.
Contro l’Arezzo il Cagliari ha mostrato una buona compattezza nella fase di non possesso. La squadra è riuscita a mantenere le distanze tra i reparti, lavorando con ordine e limitando gli spazi agli avversari.
Un altro aspetto positivo riguarda la gestione del pallone: i rossoblù hanno dimostrato una buona capacità di uscire dalla pressione avversaria attraverso il campo palla a terra. La costruzione dal basso e la ricerca della superiorità nella trequarti sono elementi sui quali Pisacane sta lavorando fin dall’inizio della preparazione.
Incoraggiante anche l’ingresso di Daniel Maldini, capace di dare qualità e maggiore imprevedibilità alla manovra offensiva.
Il principale limite del Cagliari, però, rimane evidente: la squadra crea ma fatica a concretizzare. Contro l’Arezzo ci sono state occasioni, compresi due pali nella stessa azione, ma il portiere avversario Nunziante non è mai stato superato su una conclusione nata da azione.
Pisacane ha sottolineato più volte l’importanza dei presupposti creati, e il dato è corretto: il Cagliari non appare una squadra incapace di costruire gioco, anzi. Il problema sembra però essere soprattutto nella fase finale dell’azione. Il bilancio delle ultime partite è indicativo: soltanto tre gol in cinque gare, comprese alcune sfide contro formazioni di categoria inferiore.
Il reparto offensivo è il settore che presenta le maggiori incognite. Mendy e Trepy hanno mostrato personalità, disponibilità al sacrificio e grande applicazione, ma al momento non sembrano rappresentare la soluzione definitiva al problema realizzativo.
Anche Borrelli non ha mai avuto nella carriera numeri da bomber puro, mentre Kingstone Mutandwa appare ancora più indietro nelle gerarchie. Grande attesa invece per Kevin Carlos, arrivato dal Nizza con l’obiettivo di aumentare il peso offensivo della squadra. Per lui servirà però tempo per capire se riuscirà a superare i dubbi legati al rendimento realizzativo mostrato in Francia.
La questione gol non riguarda soltanto gli attaccanti. Dal nuovo Cagliari ci si aspetta maggiore incisività anche dagli inserimenti dei centrocampisti e degli uomini offensivi alle spalle delle punte.
Jacopo Fazzini è chiamato a compiere un salto soprattutto sotto il profilo realizzativo, mentre Mattia Felici deve ancora ritrovare brillantezza dopo il lungo recupero dall’infortunio. I primi segnali positivi sono arrivati proprio da Maldini, che ha mostrato capacità di creare pericoli e aumentare la qualità negli ultimi trenta metri.
Un elemento comunque da considerare è il contesto nel quale Pisacane sta lavorando. Il progetto offensivo iniziale era stato costruito attorno a Sebastiano Esposito, che avrebbe dovuto rappresentare il principale riferimento della fase offensiva.
La situazione creatasi con l’attaccante ha costretto il tecnico a modificare rapidamente le soluzioni e a impostare un lavoro diverso nella costruzione degli attacchi. Un processo che inevitabilmente richiede tempo.
Il Cagliari visto contro l’Arezzo ha mostrato una struttura già riconoscibile e diversi principi assimilati. La squadra sa cosa fare con il pallone e sembra avere una buona organizzazione generale. Ora il passaggio successivo sarà aumentare la qualità negli ultimi metri e trovare maggiore cattiveria sotto porta. I segnali sono positivi, ma per vedere un Cagliari davvero continuo nella fase offensiva servirà ancora lavoro.
The post Il Cagliari alla ricerca del gol: tanti segnali positivi, ma poca cattiveria sotto porta appeared first on Calcio Casteddu.
Ieri sera il Cagliari ha debuttato in Coppa Italia eliminando di misura l’Arezzo. Alla gara, non convocato, mancava neo eterno offensivo italo rumeno Sebastiano Vlad Di Paolo, rimasto in tribuna, non per colpa sua o tecnica.
Resta al centro anche sul discorso Di Paolo. Pisacane crede tanto nell’ex Siracusa. Ma la situazione Sebastiano Esposito (che continua a mandare certificati per forzare la cessione) è un gran problema. Di Paolo infatti è assistito dallo stesso procuratore di Esposito: Mario Giuffredi attraverso la sua agenzia M.A.R.A.T. Lo scontro totale tra procuratore e il sodalizio del presidente Giulini sta avendo ripercussioni negative anche per Di Paolo.
Qui entra il gioco l’ex DS rossoblù Angelozzi, ora al club ligure. cherpuò davvero affondare il colpo sperando in una conclusione positiva del braccio di ferro tra Giuffredi e il Cagliari per Esposito, che di riflesso sbloccherebbe anche la trattativa.
Il Cagliari aveva investito su Di Paolo lo scorso gennaio, acquistandolo a titolo definitivo dal Siracusa. L’accordo prevedeva un contratto fino al 30 giugno 2029, con un’opzione a favore del club per il prolungamento di ulteriori due stagioni. Dopo il trasferimento, il giovane attaccante era rimasto in prestito in Sicilia per completare il proprio percorso di crescita. Nel mese di marzo il classe 2006 aveva inoltre ufficializzato l’ingresso nella scuderia di Mario Giuffredi, passaggio che oggi assume un peso particolare alla luce delle tensioni tra l’agente e il Cagliari.
Nonostante le assenze con Union Berlino, dove Di Paolo non è sceso in campo, Trofeo Gigi Riva e ieri, al momento non ci sono decisioni definitive sul futuro del ragazzo. M è evidente che adesso la situazione appare meno favorevole rispetto a qualche settimana fa. Il Cagliari sta ancora valutando se continuare il percorso di crescita del classe 2006, oppure individuare una soluzione diversa, anche nell’ottica di allontanare definitivamente il suo procuratore dalle vicende del club. E qui lo Spezia è in prima linea.
The post Di Paolo piace molto a Pisacane, ma c’è un problema: è ‘prigioniero’ di Giuffredi appeared first on Calcio Casteddu.
Una prestazione incoraggiante, macchiata però da un problema fisico che adesso dovrà essere valutato con attenzione. Paul Mendy è stato una delle note positive del Cagliari nella gara di Coppa Italia disputata contro l’Arezzo, ma la sua partita si è conclusa dopo appena quarantacinque minuti.
L’attaccante senegalese era stato scelto da Fabio Pisacane nell’undici iniziale e, durante il primo tempo, aveva fornito risposte interessanti. Mendy ha cercato di sfruttare soprattutto la propria struttura fisica nel confronto con i difensori avversari, provando a dare profondità e presenza al reparto offensivo rossoblù.
L’occasione più significativa della sua prova è arrivata con una potente conclusione di destro che si è stampata sul palo, episodio che gli ha negato la possibilità di impreziosire la prestazione con il gol.
Alla ripresa del gioco Mendy non si è però ripresentato in campo. Al suo posto è entrato Gennaro Borrelli, circostanza che inizialmente poteva essere letta come una normale scelta all’interno della gestione delle energie e delle rotazioni di inizio stagione.
Nel post partita è stato invece lo stesso Fabio Pisacane a chiarire il motivo dell’avvicendamento.
L’allenatore del Cagliari ha spiegato in sala stampa che Mendy ha accusato un affaticamento all’adduttore, problema che ha consigliato di non correre ulteriori rischi e di interrompere la sua partita dopo il primo tempo.
Una notizia che inevitabilmente accende un piccolo campanello d’allarme in casa rossoblù, soprattutto considerando l’imminenza dell’inizio del campionato.
La situazione dovrà adesso essere monitorata dallo staff medico del Cagliari. Un affaticamento muscolare non comporta necessariamente tempi di recupero lunghi, ma molto dipenderà dall’entità del fastidio e dalla risposta del giocatore nelle prossime sedute.
In questa fase della stagione la prudenza assume un peso ancora maggiore. Carichi di lavoro elevati, condizione atletica non ancora definitiva e primi impegni ufficiali possono aumentare il rischio di trasformare un semplice fastidio in un problema più consistente.
Per questo motivo il club dovrà capire rapidamente se Mendy potrà tornare ad allenarsi regolarmente oppure se sarà necessario un periodo di lavoro differenziato.
The post Cagliari, allarme Mendy: affaticamento all’adduttore appeared first on Calcio Casteddu.
Come accade da anni la Coppa Italia apre la stagione italiana del calcio, in attesa dell’avvio dei campionato di Serie A e B in primis. Dopo il turno preliminare, ieri si sono giocate quattro delle sedici partite valide per i trentaduesimi di finale. oltre al Cagliari ai sedicesimi si sono qualificate anche Fiorentina, Parma e Monza.
Dopo aver passato il preliminare una settimana fa gli etnei non superano la difficile prova in trasferta in casa dei ducali, squadra di A. Decisiva una doppietta, nel primo tempo, di Simone Lontani, all’esordio tra i professionisti, che permette ai crociati di vincere. Per gli emiliani, il successo sui siciliani mancava dal 2011. Il match, nonostante il divario tra una formazione di Serie A e una di C, va comunque dato atto ai catanesi di non aver rinunciato a giocare, con coraggio e cercando la reazione anche quando la partita sembrava ormai indirizzata.
Nel primo impegno ufficiale della stagione la squadra di Juric batte un avversario disordinato, sciorinando un bel calcio e controllato il match dall’inizio alla fine. Il tutto grazie a doppietta di Varela e un gol di Forson.
Al Franchi, nella prima gara ufficiale della stagione della squadra di Grosso, il punteggio cambia al 6′ sul colpo di testa vincente di Gudmundsson. Raddoppia Kean su imbeccata di Joao Mario. Anche a inizio secondo tempo i viola partono forte, segnando il terzo gol con Ranieri. Poco dopo Ndour piazza il poker. Gli ospiti accorciano con Lamesta, grazie a un tiro da fuori area, dove De Gea non ci arrivava, trova il gol del 4-1 finale.
Catanzaro-Sudtirol, ore 18 Canale 20
Udinese-Padova, ore 18.30 Italia 1
Venezia-Modena, ore 20.45 Canale 20
Torino-Carrarese, ore 21.15 Italia 1
Frosinone-Juve Stabia, ore 18 Canale 20
Pisa-Empoli, ore 18 Canale 20
Genoa/Ascoli/Potenza vs Catanzaro/Sudtirol
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La prima gara ufficiale della stagione offre inevitabilmente indicazioni ancora parziali, ma Cagliari-Arezzo ha consegnato a Fabio Pisacane alcuni elementi interessanti sui quali continuare a lavorare. Al di là del risultato e delle fisiologiche difficoltà di una squadra ancora in costruzione, la sfida di Coppa Italia ha permesso di osservare diversi singoli, alcuni già inseriti nei meccanismi rossoblù e altri ancora alla ricerca della migliore condizione e della giusta collocazione tattica.
Tra i pali Elia Caprile ha vissuto una serata complessivamente tranquilla, ma si è fatto trovare pronto quando l’Arezzo ha costruito la propria occasione più pericolosa del primo tempo. La risposta ravvicinata su Varela ha confermato affidabilità e concentrazione anche all’interno di una partita nella quale il portiere è stato chiamato in causa con poca continuità.
Davanti a lui Zé Pedro non ha dovuto fronteggiare particolari tempeste sulla propria corsia – nonostante Tavernelli fosse un cliente scomodo – e ha avuto anche modo di accompagnare l’azione, producendo un traversone interessante. Serata lineare anche per Juan Rodríguez, protagonista di qualche imprecisione in fase di rilancio ma generalmente ordinato nelle letture difensive.
Sul lato mancino Adam Obert ha garantito equilibrio. Ha provato ad aiutare la manovra offensiva con alcuni cross e si è fatto apprezzare anche in ripiegamento, offrendo una prestazione senza particolari sbavature nelle due fasi.
Discorso particolare per Alessandro Deiola, ancora una volta calato completamente dentro la battaglia. Ha duellato con Varela sfruttando esperienza e fisicità, senza sottrarsi al confronto. È stato inoltre protagonista dell’episodio del calcio di rigore, prima conquistato, poi fallito e infine trasformato dopo la ripetizione. A completare una serata decisamente movimentata anche un palo.
Nella ripresa è arrivato inoltre l’esordio ufficiale di Raphael Kofler, poco sollecitato ma comunque entrato nella prima fotografia stagionale del Cagliari.
Uno degli elementi più interessanti è stato Alessandro Romano. Rispetto alla prova contro il Nizza, il giovane centrocampista è apparso più brillante, aggressivo e reattivo. Ha recuperato palloni, corso molto e garantito una notevole dose di energia alla mediana.
Qualche errore nei disimpegni rimane materiale sul quale lavorare, ma la sensazione è quella di un giocatore capace di dare ritmo e dinamismo. In questa fase della stagione, soprattutto per un giovane, la capacità di farsi vedere e di incidere sul piano atletico rappresenta già un segnale importante.
Accanto a lui, Harry Winks ha recitato un copione differente. Meno appariscente, ma estremamente funzionale: ha chiesto continuamente il pallone, guidato i compagni e cercato di dare ordine alla costruzione. Il suo calcio resta improntato soprattutto sulla semplicità e sulla pulizia delle scelte.
Pochissimi minuti, invece, per Matteo Prati, entrato nel finale e senza il tempo necessario per incidere realmente sulla partita. Sulla situazione dell’ex SPAL, focus a parte suscitato dalle parole di Pisacane nel post gara.
Jacopo Fazzini ha confermato quelle caratteristiche che possono risultare preziose nello sviluppo offensivo del Cagliari. Qualità nello stretto, capacità di guadagnare metri e soprattutto la volontà di cercare la giocata verticale.
Interessante, in particolare, la naturalezza con cui prova a rompere le linee avversarie. Il limite della sua prestazione è stato piuttosto nella continuità: dopo una prima parte promettente, è progressivamente uscito dal cuore della gara.
Continua invece il processo di adattamento di Michel Adopo in una posizione più avanzata. Il centrocampista ha aiutato molto senza palla, arretrando e coprendo quando necessario. Ha anche provato la conclusione dalla distanza. Non tutto è ancora perfettamente oliato nella nuova interpretazione tattica, ma la sua prestazione è cresciuta con il passare dei minuti.
Tra le note più interessanti ci sono quelle fornite da Yael Trepy e Paul Mendy.
Il giovane francese ha mostrato personalità e una discreta sintonia proprio con l’attaccante senegalese. Si muove, cerca combinazioni e sembra possedere strumenti tecnici importanti. Il prossimo passo riguarda soprattutto gli ultimi metri: serviranno maggiore rapidità nelle decisioni e più cattiveria quando l’azione entra nella zona decisiva.
Mendy, dal canto suo, ha provato a utilizzare la propria struttura fisica contro i centrali dell’Arezzo. La conclusione improvvisa terminata sul palo rappresenta probabilmente l’immagine migliore della sua gara: forza, capacità di creare una soluzione quasi dal nulla e presenza offensiva. Gli aspetti da affinare non mancano, ma il materiale sul quale lavorare sembra esserci.
La partita ha regalato anche i primi minuti ufficiali in rossoblù a Daniel Maldini. Entrato nella ripresa, ha cercato immediatamente profondità e accelerazioni, provando a dialogare con i compagni. Una fuga conclusa con un tiro impreciso ha mostrato ciò che può offrire quando riesce a prendere velocità.
Nel finale anche lo spavento per l’impatto della nuca contro i cartelloni pubblicitari, episodio che ha chiuso in maniera poco piacevole il suo debutto e spinto Pisacane a veementi proteste che gli hanno causato il cartellino rosso.
Segnali incoraggianti anche da Mattia Felici, capace di costruire una buona iniziativa personale sulla corsia mancina, culminata in uno slalom e in una conclusione centrale respinta dal portiere. Lo spunto non è ancora limpido, ma ci siamo quasi.
Gennaro Borrelli, subentrato dopo l’intervallo, ha invece svolto il suo classico lavoro dell’attaccante chiamato a giocare spesso spalle alla porta. Si è abbassato molto per offrire una soluzione ai compagni e consentire alla squadra di salire. Non sempre le giocate hanno prodotto l’effetto desiderato, ma sul piano dell’applicazione e del sacrificio la risposta è stata evidente.
La partita contro l’Arezzo non può fornire verdetti definitivi, soprattutto in una fase nella quale condizione atletica, nuovi interpreti e idee tattiche devono ancora amalgamarsi completamente.
Restano però alcune indicazioni interessanti. Romano continua a candidarsi come elemento capace di dare energia, Winks sembra già assumersi responsabilità nella gestione della manovra, mentre davanti Trepy e Mendy hanno lasciato intravedere qualità sulle quali Pisacane potrà lavorare.
Poi ci sono i nuovi innesti, da Maldini a Kofler, e giocatori chiamati a trovare una dimensione differente, come Adopo.
La Coppa Italia ha dunque consegnato al tecnico rossoblù un primo mosaico ufficiale della stagione. Mancano ancora delle tessere, ma alcune hanno già iniziato a mostrare il proprio colore.
The post Cagliari-Arezzo: appunti sparsi sui rossoblù in campo ieri appeared first on Calcio Casteddu.
Dal nostro inviato all’Unipol Domus per Cagliari-Arezzo
Tra i diversi temi affrontati da Fabio Pisacane nella conferenza stampa successiva alla gara di Coppa Italia contro l’Arezzo, c’è stato spazio anche per una riflessione su Matteo Prati, centrocampista tornato a disposizione del Cagliari dopo aver trascorso lontano dalla Sardegna un periodo di prestito al Torino.
Le parole del tecnico rossoblù sono state chiare e, per certi versi, rappresentano una fotografia piuttosto fedele del momento attraversato dal giocatore: fiducia sì, ma accompagnata dalla necessità di un cambio di passo.
«Matteo ha giocato altrove negli ultimi sei mesi della scorsa stagione. Non vivo di retropensieri, ha la mia fiducia. Deve però assolutamente accelerare su alcune cose che chiedo, però lo conosciamo bene e ha solamente margini di crescita», ha spiegato Pisacane.
Una dichiarazione che non chiude alcuna porta, ma che allo stesso tempo contiene un messaggio difficilmente equivocabile. Prati deve convincere sul campo, adeguandosi rapidamente alle richieste del nuovo progetto tecnico.
Quando il Cagliari acquistò Matteo Prati dalla SPAL nel 2023, investendo circa 5 milioni di euro più 2 di bonus, il centrocampista rappresentava uno dei profili italiani più interessanti della propria generazione.
Qualità tecnica, personalità nella gestione del pallone, capacità di giocare davanti alla difesa e margini di sviluppo importanti avevano convinto il club rossoblù a puntare con decisione su di lui.
A distanza di tre anni, tuttavia, quella crescita attesa non si è ancora trasformata nella definitiva consacrazione. A onor del vero, si è rimasti parecchio lontani dall’eventualità.
Prati ha avuto occasioni, minuti e allenatori differenti. Ha attraversato fasi nelle quali sembrava pronto a imporsi stabilmente, alternate però ad altre nelle quali è progressivamente scivolato indietro nelle gerarchie.
Il problema non è mai stato quello di riconoscergli qualità tecniche. Quelle sono evidenti. Il nodo riguarda piuttosto la capacità di trasformarle in continuità, intensità e peso specifico all’interno della squadra.
Nel corso della sua esperienza in Sardegna, Prati è passato attraverso gestioni tecniche differenti. Da Claudio Ranieri a Davide Nicola, fino all’attuale guida di Fabio Pisacane, il centrocampista ha avuto modo di confrontarsi con idee di calcio e richieste tattiche diverse.
Eppure, dopo oltre 70 presenze in Serie A, resta la sensazione di trovarsi davanti a un calciatore ancora incompleto rispetto alle aspettative generate al momento del suo arrivo.
Il campo, giudice inevitabile del rendimento di qualsiasi professionista, non ha finora certificato quel salto di qualità che il Cagliari sperava potesse arrivare attraverso esperienza e continuità.
Non significa che il percorso sia definitivamente compromesso. Prati ha ancora margini per crescere, come sottolineato dallo stesso Pisacane. Ma il tempo della semplice prospettiva comincia inevitabilmente a restringersi.
La situazione presenta anche un’importante componente societaria.
Il Cagliari possiede infatti un giocatore sul quale ha effettuato un investimento economico significativo e che, proprio per questo motivo, non può essere gestito superficialmente.
Sul piano strettamente tecnico, oggi i rossoblù potrebbero probabilmente rinunciare a Prati senza dover rivoluzionare l’intero centrocampo. Allo stesso tempo, però, privarsi del calciatore in condizioni economicamente sfavorevoli significherebbe rischiare una svalutazione consistente dell’investimento effettuato tre anni fa. Contestualmente, ammettere di aver commesso una scelta sbagliata.
Da qui nasce una sorta di doppia esigenza: recuperare il giocatore dal punto di vista tecnico e preservarne il valore patrimoniale.
La fiducia dichiarata pubblicamente da Pisacane può dunque rappresentare una nuova opportunità. Ma dovrà essere Prati, attraverso allenamenti e partite, a trasformarla in qualcosa di concreto.
Il nuovo campionato potrebbe diventare uno snodo decisivo della carriera rossoblù di Matteo Prati.
A 2026 inoltrato non basta più parlare soltanto di potenziale. Il centrocampista è chiamato a dimostrare di poter diventare qualcosa di più di un talento intravisto, alternato e mai completamente espresso.
Pisacane sembra disposto a concedergli spazio e fiducia, ma ha già indicato la condizione fondamentale: accelerare.
Accelerare nella comprensione delle richieste tattiche, nella velocità delle giocate, nell’intensità senza palla e probabilmente anche nella personalità con cui affrontare determinati momenti della partita.
Tre anni fa Matteo Prati arrivava a Cagliari accompagnato dai colori accesi di una grande promessa. Oggi quella stessa tela appare decisamente più sbiadita. Non è ancora da buttare, ma necessita di pennellate nuove.
Cambierà qualcosa?
The post Pisacane tende la mano a Prati: cambierà qualcosa? appeared first on Calcio Casteddu.
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