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Il passaggio al Cagliari apre un nuovo capitolo della carriera di Giuseppe Aurelio, ma prima di immergersi completamente nell’avventura rossoblù il laterale mancino ha voluto chiudere con parole cariche di riconoscenza la propria esperienza allo Spezia. Ufficializzato ieri come nuovo giocatore del club sardo dopo la firma di un contratto triennale, Aurelio ha affidato a Instagram un lungo messaggio rivolto alla società ligure, alla città e soprattutto ai tifosi.
Nel suo messaggio, Giuseppe Aurelio ha ripercorso innanzitutto le sensazioni che avevano accompagnato il suo arrivo allo Spezia. Il giocatore ricorda la fame, l’entusiasmo e la volontà di conquistarsi ogni minuto sul terreno di gioco.
Un percorso nel quale conserva un posto speciale il giorno dell’esordio con la maglia dello Spezia, impreziosito anche dalla gioia del gol davanti al pubblico. Da lì sono arrivate altre reti, partite combattute, soddisfazioni e anche passaggi più complicati.
Esperienze che, come sottolineato dallo stesso Aurelio, hanno contribuito alla sua crescita non soltanto sotto l’aspetto sportivo, ma anche personale.
Nel saluto trova spazio anche il rammarico per una stagione nella quale non tutto è andato secondo le aspettative. Aurelio non nasconde le difficoltà incontrate e riconosce come, nonostante il lavoro e i sacrifici, nel calcio non sempre sia possibile raggiungere gli obiettivi inseguiti.
“Ci abbiamo creduto, abbiamo lottato e dato tutto“, è uno dei concetti centrali del messaggio dell’ormai nuovo calciatore del Cagliari.
Un passaggio che restituisce il senso di appartenenza maturato durante l’esperienza ligure e il dispiacere per non essere riuscito a trasformare completamente gli sforzi compiuti nei risultati sperati.
La parte più sentita del messaggio è però quella dedicata alla città di La Spezia e ai suoi sostenitori. Aurelio racconta di essere stato accolto e compreso fin dal suo arrivo, anche nei tratti più particolari del proprio carattere.
Il sostegno ricevuto dagli spalti gli avrebbe trasmesso una forza particolare ogni volta che scendeva in campo. Per questo motivo, scrive il giocatore, Spezia non rappresenterà mai solamente una tappa professionale, ma rimarrà un luogo capace di lasciare “un segno profondo” nella sua vita e in quella della sua famiglia.
Aurelio ha voluto citare anche le persone con cui ha condiviso quotidianamente il proprio percorso: dai compagni di squadra all’allenatore Luca D’Angelo e al suo staff, passando per il team manager Lorenzo e i magazzinieri Massimo, Edu e Jack.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto ancora una volta ai tifosi dello Spezia, ricordando non soltanto gli applausi e le manifestazioni di affetto, ma anche le critiche, interpretate come testimonianza del forte attaccamento del pubblico alla maglia.
La chiusura del messaggio segna idealmente il passaggio dal passato al futuro. “A volte le strade si dividono perché la vita e il calcio portano in direzioni diverse“, ha scritto Aurelio prima del definitivo “Grazie di tutto, Spezia“.
Un post condiviso da Giuseppe Aurelio (@peppe_aurelio)
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Il lavoro di Alberto Gallego Lancuentra al Cagliari ha superato i confini italiani. Anche i media spagnoli hanno acceso i riflettori sull’allenatore di Lleida, classe 1974, arrivato in Sardegna con un curriculum costruito soprattutto attraverso risultati, organizzazione tattica e capacità di incidere rapidamente sulle squadre affidategli. Un profilo che il noto quotidiano Marca ha raccontato soffermandosi sull’impatto avuto dal tecnico nel mondo rossoblù. La sua esperienza cagliaritana, nel frattempo, è proseguita con la conferma alla guida dell’Under 20 per la stagione 2026-27.
Gallego era arrivato al Cagliari nell’estate 2025, entrando nello staff della prima squadra come collaboratore tecnico di Fabio Pisacane. Prima dell’avventura italiana aveva costruito buona parte della propria reputazione nel calcio spagnolo, distinguendosi in particolare per le promozioni ottenute con SD Ibiza e Recreativo Huelva. Con l’Ibiza aveva centrato il salto di categoria dopo una serie di 23 partite senza sconfitte, mentre con il Recreativo aveva replicato la promozione accompagnandola con una striscia di 26 gare senza perdere.
La sua filosofia privilegia un calcio propositivo e organizzato, con attenzione al possesso, alla costruzione dal basso, alla pressione immediatamente successiva alla perdita del pallone e al controllo territoriale della partita. Elementi che avevano contribuito alla decisione di Pisacane di inserirlo nel proprio gruppo di lavoro al momento del salto sulla panchina della prima squadra rossoblù.
La svolta è arrivata il 6 marzo 2026, quando il Cagliari ha affidato ufficialmente a Gallego la guida dell’Under 20, chiamandolo a sostituire Francesco Pisano. Il tecnico spagnolo ha quindi lasciato il ruolo di collaboratore della prima squadra per assumere la responsabilità diretta di una formazione impegnata nella difficile corsa alla permanenza nel campionato Primavera 1.
Una scelta interna che si è rivelata efficace. Gallego è riuscito a portare la squadra fino all’obiettivo della salvezza, conquistata attraverso il playout contro il Napoli. Dopo il successo decisivo, lo stesso allenatore aveva sottolineato il valore del lavoro collettivo e della filosofia del Cagliari nei confronti del proprio vivaio, ringraziando Pisacane e il presidente Tommaso Giulini per la fiducia ricevuta.
L’aspetto probabilmente più interessante della figura di Gallego riguarda proprio il collegamento tra formazione individuale e identità di squadra. Il suo passato suggerisce un allenatore abituato non soltanto a inseguire il risultato, ma a costruire formazioni riconoscibili attraverso principi tattici precisi.
Nel settore giovanile questo elemento assume un peso ancora maggiore. Per il Cagliari Primavera, infatti, vincere significa anche creare calciatori preparati per affrontare il passaggio al professionismo e, quando possibile, alla prima squadra. Gallego ha evidenziato proprio come la presenza e i gol dei giovani rossoblù in Serie A rappresentino una conferma concreta della filosofia societaria.
Il percorso iniziato nella primavera del 2026 non si è esaurito con la salvezza. Il 30 giugno il Cagliari ha ufficializzato la conferma di Alberto Gallego alla guida dell’Under 20 per il 2026-27, costruendo intorno a lui un nuovo staff. Al suo fianco figurano Ivan Moretto e Matteo Mancosu come collaboratori tecnici, Lorenzo Monticelli e Nicolas Lotta nell’area della preparazione atletica e Fabrizio Martellotta come preparatore dei portieri.
La scelta certifica la fiducia del club nei confronti dell’allenatore spagnolo. Dopo essere arrivato in Sardegna come elemento dello staff di Pisacane ed essere diventato successivamente il timoniere della Primavera in un momento complicato, Gallego è ora chiamato ad aprire un ciclo tutto suo. La missione non sarà semplicemente mantenere il Cagliari nell’élite del calcio giovanile italiano: l’obiettivo più ambizioso sarà trasformare la Primavera rossoblù in un laboratorio capace di preparare nuovi giocatori per il salto verso la Serie A.
Muy agradecido a @marca por este espacio y por valorar el trabajo que hacemos cada día. https://t.co/yvwXvqgRWy
— Alberto Gallego (@gallegoalb) August 11, 2026
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Il calciomercato domina le prime pagine dei principali quotidiani sportivi italiani di martedì 11 agosto. La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport e Tuttosport concentrano quasi interamente l’attenzione sulle grandi manovre delle squadre di Serie A, tra trattative in fase avanzata, possibili partenze e nuovi obiettivi. In particolare, sono Inter, Juventus e Roma a conquistare i titoli principali, mentre restano molto attive anche Napoli, Milan e Torino.
La copertina de La Gazzetta dello Sport è dedicata all’Inter e alla trattativa per Djed Spence. Il quotidiano presenta l’operazione come ormai entrata nella fase decisiva, con il club nerazzurro intenzionato a trovare rapidamente un nuovo esterno dopo l’uscita di Dumfries.
Il titolo scelto, “Inter è Spence”, fotografa un affare che avrebbe registrato importanti passi avanti con il Tottenham. A undici giorni dall’inizio della nuova stagione, la società milanese vuole completare il reparto a disposizione dell’allenatore senza perdere ulteriore tempo.
Nella parte inferiore della prima pagina trova spazio anche la Juventus, alle prese con la situazione di Jhon Lucumí: secondo la Gazzetta, i bianconeri avrebbero posto una sorta di ultimatum per provare a chiudere subito l’operazione oppure attendere una futura occasione.
Attenzione anche al Napoli, che deve affrontare un’emergenza nel reparto difensivo e guarda a Badiashile, e alla Roma, sempre impegnata nella costruzione della nuova squadra. Per i giallorossi torna in evidenza il talento portoghese Rodrigo Mora. Spazio infine anche al tema arbitrale, con il tentativo di ridurre l’invasività del VAR nelle decisioni di campo.
È Dusan Vlahovic il protagonista principale de Il Corriere dello Sport. Il quotidiano titola “Vlahovic da Italiano” e racconta di un accordo con il Besiktas che sarebbe sempre più vicino alla definizione.
Secondo quanto riportato in prima pagina, il centravanti serbo potrebbe firmare un contratto triennale dopo un’accelerazione importante della trattativa. Per Vlahovic si profilerebbe dunque una nuova esperienza lontano dalla Serie A, con la prospettiva di ritrovare un allenatore con cui aveva già vissuto una fase particolarmente produttiva della sua carriera.
Grande spazio viene riservato anche alla Roma. Il club giallorosso avrebbe deciso di accelerare per Rodrigo Mora, giovane talento del Porto: sul tavolo, stando al quotidiano, potrebbe finire una proposta da 35 milioni di euro, accompagnata da una percentuale molto consistente sulla futura rivendita.
Il Corriere segnala inoltre i movimenti dell’Inter per Spence, la ricerca del Milan sulla fascia e nuove valutazioni della Juventus, che continua a lavorare anche su Suzuki.
Il volto scelto da Tuttosport è quello di Randal Kolo Muani. L’attaccante francese ribadisce pubblicamente il proprio legame con la Juventus, spiegando di aver pensato a lungo a un ritorno in bianconero.
Un messaggio particolarmente significativo in una fase di mercato nella quale la Juventus sta cercando di definire il proprio reparto offensivo. Tuttosport sottolinea inoltre come possano esserci sviluppi per Suzuki, mentre Lucumí continua a rappresentare una possibilità per rinforzare la difesa.
Non manca il mercato del Torino. I granata sarebbero alle prese con diverse operazioni offensive: sulla prima pagina vengono citati Njie, al centro dell’interesse di più società, Cissé e Tolfi.
Anche Tuttosport conferma poi il forte interesse della Roma per Rodrigo Mora, uno dei nomi destinati a movimentare queste settimane di mercato.
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Le prime pagine di oggi
Aurelio è arrivato a Cagliari, completa il tris con Maldini e Carlos
Matteoli: “Esposito? Scandaloso il certificato, ci vuole rispetto”
Il Cagliari avvia il piano sfoltimento, tanti esuberi da piazzare in poco tempo
Piccoli, lezione di gestione: stagione negativa, eppure oggi vale quanto Esposito
Di Marzio: Raterink vicino al prestito agli olandesi dell’ADODenHaag
Ex Cagliari, Ragatzu accetta la corte del Budoni
Serie A. Cagliari Calcio a 5: mercato chiuso con gli arrivi di Ferreira, Caroline, Carboni e Foti
Coppa Italia Frecciarossa, venerdì alle 18, 30 alla Unipol Domus Cagliari-Arezzo: i biglietti
Anche Piras bacchetta Esposito e il suo agente: “I contratti vanno rispettati”
Ufficiale – Kevin Carlos è del Cagliari
Ufficiale – Giuseppe Aurelio è un nuovo giocatore del Cagliari
Raterink rimandato: per l’olandese momentaneo dietrofront
Cagliari, ufficiale: Ciocci a titolo definitivo allo Spezia
Il Cagliari ringrazia Ciocci: “Amore e dedizione”
Cagliari-Nizza: appunti sparsi sui rossoblù in campo sabato
Cagliari, testa all’Arezzo: Borrelli torna in gruppo
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Archiviata la fase delle amichevoli precampionato, per il Cagliari è arrivato il momento di spostare definitivamente l’attenzione sul primo appuntamento ufficiale della stagione 2026-27. I rossoblù sono tornati al lavoro questo pomeriggio al CRAI Sport Center per iniziare la preparazione della sfida contro l’Arezzo, in programma venerdì 14 agosto all’Unipol Domus.
La gara sarà valida per i 32esimi di Coppa Italia e rappresenterà quindi il primo vero banco di prova per la squadra rossoblù, chiamata a trasformare il lavoro svolto durante la preparazione estiva in una prestazione da dentro o fuori.
Dopo l’attivazione iniziale, la seduta odierna è proseguita con una sessione di lavoro aerobico sul campo, utile per gestire i carichi e accompagnare progressivamente il gruppo verso l’appuntamento di venerdì.
Tra le notizie più interessanti provenienti dal centro sportivo c’è il ritorno in gruppo di Gennaro Borrelli. L’attaccante ha lavorato insieme ai compagni, aggiungendo così una possibile soluzione al reparto offensivo in vista della partita con l’Arezzo.
La sua presenza assume particolare interesse proprio all’inizio della settimana che conduce alla prima competizione ufficiale. I prossimi allenamenti serviranno a capire quale potrà essere il suo livello di impiego e, soprattutto, quali saranno le scelte dello staff tecnico in attacco. Ora, però, il margine per gli esperimenti inevitabilmente si restringe: contro l’Arezzo ci sarà in palio il passaggio al turno successivo.
La seduta di lunedì ha assunto un significato particolare anche per i nuovi acquisti del Cagliari. Giuseppe Aurelio, Kevin Carlos e Daniel Maldini hanno infatti svolto i loro primi lavori con il resto della squadra.
Tre innesti che ampliano sensibilmente le possibilità a disposizione dei rossoblù in zone differenti del campo. Aurelio porta nuove alternative sulla corsia sinistra, Kevin Carlos aggiunge struttura fisica e caratteristiche da riferimento offensivo, mentre Daniel Maldini offre qualità tecnica e soluzioni tra trequarti e attacco.
L’inserimento dei tre nuovi arrivati sarà naturalmente graduale. Il tempo a disposizione prima della sfida di Coppa Italia non è molto, ma questi primi allenamenti consentiranno allo staff di valutarne immediatamente condizione fisica e possibilità di utilizzo.
Il programma del Cagliari proseguirà domani, martedì 11 agosto, quando i rossoblù torneranno in campo per una nuova seduta fissata al mattino.
Entrano dunque nel vivo i giorni che separano la squadra dalla sfida con l’Arezzo. Per il Cagliari sarà importante affinare gli automatismi e integrare rapidamente i nuovi elementi, ma soprattutto aumentare intensità e concentrazione dopo le indicazioni raccolte durante il precampionato.
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Dal nostro inviato all’Unipol Domus
Osservando da vicino il Cagliari contro il Nizza, sabato scorso all’Unipol Domus in occasione del 2° Trofeo Gigi Riva, la sensazione principale è stata quella di una squadra già in discrete condizioni atletiche ma ancora alla ricerca della fluidità e dell’intensità necessarie per sviluppare con continuità il proprio gioco.
La partita ha offerto poche emozioni e si è sviluppata prevalentemente su ritmi abbastanza bassi. La difesa rossoblù, in particolare, è stata chiamata raramente a un vero lavoro. Questo ha inevitabilmente reso più complicato valutare alcuni interpreti del reparto arretrato.
Tra le assenze dalla distinta hanno risaltato quella di Raterink, il cui futuro sembra sempre più lontano da Cagliari, e di Borrelli fisicamente non al meglio. Out anche Mina, tornato da pochi giorni dopo un mese di vacanza post Mondiale, e Idrissi alle prese con il recupero dal grave infortunio.
Per Caprile il lavoro non è stato particolarmente abbondante, ma quando è stato necessario si è fatto trovare pronto. Sulla destra Zé Pedro si è concentrato quasi esclusivamente sul presidio della corsia. Non ha incontrato particolari difficoltà e all’inizio della ripresa ha messo anche un buon pallone in mezzo all’area avversaria. Circa la prestazione di Deiola, soprattutto qualche pallone smistato senza fronzoli. Per il resto, una serata nella quale non è stato costretto a compiere interventi particolarmente significativi.
Anche Rodríguez è rimasto praticamente inoperoso per gran parte del primo tempo. Al 42° però ha commesso una doppia sbavatura, prima in uscita e poi nel ripiegamento, fortunatamente senza conseguenze. Decisamente migliore la successiva chiusura su Diallo.
Obert sulla fascia sinistra ha provato anche a proporsi, ma in una delle sue scorribande si è allungato troppo il pallone accompagnandolo oltre la linea di fondo. Zappa ha giocato una decina di minuti, Grandu ha solamente fatto presenza. Kofler è rimasto seduto in panca.
A centrocampo, curiosità per la prova dell’inglese Winks. I compagni lo hanno cercato con continuità e appare già evidente come possa diventare uno dei potenziali riferimenti tecnici del Cagliari. Muove rapidamente la sfera, cerca di dare ordine e soprattutto sembra sapere in anticipo quale debba essere la giocata successiva.
Tra coloro che hanno trasferito le impressioni migliori c’è sicuramente Fazzini. Su un calcio piazzato ha pennellato in area un pallone che Mendy ha spedito fuori di testa. Ma al di là dell’episodio, ciò che emerge è la naturalezza con cui tratta il pallone. Fazzini dà del tu alla sfera, e nelle strategie della squadra può diventare un elemento prezioso.
Di segno opposto la prova di Romano. In particolare nel primo tempo è sembrato probabilmente il rossoblù più avulso dalla manovra, poco coinvolto e incapace di incidere con la continuità che ci si potrebbe attendere dalle sue qualità.
Prati è subentrato a Winks in cabina di regia al 63°, senza offrire elementi utili in quasi mezzora disponibile. Sulev e Liteta (profili in probabile uscita) e Akarakiri (destinato alla Primavera) sono rimasti in panchina.
Interessante – ma non nuova, viste le prove in amichevole – la posizione di Adopo, schierato da trequartista sul lato destro. In quella zona porta inevitabilmente qualcosa di diverso rispetto a un rifinitore classico: soprattutto forza fisica, sostanza e capacità di reggere il contatto.
Su Trepy, invece, arriva la sensazione di vedere un ragazzo ancora un po’ frenato. In diverse occasioni si è abbassato eccessivamente, tanto che il citato Winks gli ha indicato di alzarsi e contribuire a portare più avanti il baricentro della squadra.
L’attaccante francese deve muoversi con maggiore convinzione e scrollarsi di dosso qualche titubanza. Una possibilità comunque l’ha costruita: una conclusione di spalla ha costretto il portiere alla deviazione in angolo.
Al 63° è entrato Felici, che ha subito cercato ciò che gli riesce più naturale: la fuga rapida lungo la linea laterale sinistra, puntando l’avversario in velocità. Un buon segnale, sulla strada del tempo perso per il grave infortunio. Cavuoti, sulla trequarti, al momento sembra poter sperare in uno spazio: tuttavia appare difficile una sua conferma per il campionato e vista la sua storia in rossoblù.
Tra i singoli, promozione per Mendy. È stato il vero terminale offensivo della squadra e, pur senza riuscire a trovare il guizzo decisivo, ha dato l’impressione di poter diventare un riferimento importante.
Al 19° ha mandato alto un colpo di testa. In un’altra circostanza ha creato da solo una situazione interessante: sembrava aver perso il possesso, è riuscito invece a recuperare il pallone e a servire Trepy, la cui conclusione è terminata fuori. È quel tipo di giocata che resta impressa perché racconta capacità di proteggere e recuperare la sfera, far proseguire l’azione.
Più complicato l’ingresso di Kingstone, subentrato nella ripresa. Il primo disimpegno è stato sbagliato e Pisacane lo ha immediatamente incoraggiato dalla panchina. Poco dopo, tentando una rovesciata, ha finito per colpire la testa di Fazzini. Al 79°, infine, ha sciupato un pallone invitante arrivando in corsa. L’attaccante dello Zambia è sembrato impreciso e un po’ pasticcione, pur con la solita generosità.
Albarracín è subentrato al tramonto del match, realizzando dal dischetto la rete decisiva per la vittoria del trofeo. Una serata che non sposta di una virgola un destino già deciso, geograficamente altrove. Di Paolo ha osservato i compagni da bordo campo.
Una delle cose più interessanti della serata è stata proprio osservare Fabio Pisacane a bordo campo. Il tecnico del Cagliari vive la partita continuamente e cerca di accompagnare ogni fase con indicazioni molto precise.
Le parole che è stato possibile sentire più spesso sono state “salire” e “ricominciare”. Due concetti che dicono già parecchio dell’idea che vuole trasmettere: squadra corta, baricentro più alto quando possibile e disponibilità a ricostruire l’azione senza forzare immediatamente la giocata.
Pisacane ha catechizzato frequentemente soprattutto gli attaccanti, con Mendy destinatario di diverse indicazioni. Non semplici richiami, ma correzioni continue su posizione, movimenti e tempi dell’azione.
Alla fine, più che il risultato o lo spettacolo, da questa sfida con il Nizza si possono portare via alcune fotografie abbastanza nitide: Winks candidato al ruolo di leader tecnico, Fazzini elegante e naturale, Mendy presente e utile, una difesa raramente sollecitata e alcuni giovani ancora da liberare dalle esitazioni. Il Cagliari è apparso fisicamente in buone condizioni. Ora serviranno ritmo, coraggio e automatismi. Ed è proprio su questi aspetti che il tecnico batte con insistenza da settimane.
Nel sistema verranno inseriti gli ultimi arrivati Kevin Carlos, Maldini e Aurelio, desiderosi di ritagliarsi uno spazio degno di nota.
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Non soltanto il comunicato che ha sancito ufficialmente la separazione. Il Cagliari ha voluto dedicare un ulteriore messaggio a Giuseppe Ciocci, portiere cresciuto nel vivaio rossoblù e trasferitosi allo Spezia a titolo definitivo.
Attraverso i propri canali social, il club sardo ha ricordato il lungo percorso dell’estremo difensore, partito dalle giovanili e arrivato sino alla prima squadra. Un legame particolare, quello tra Ciocci e i colori rossoblù, anche perché il classe 2002 è nato a Cagliari e ha costruito nel settore giovanile della società gran parte della propria formazione calcistica.
“Dal settore giovanile rossoblù sino alla prima squadra, un percorso di grande amore e dedizione per i colori della tua città“, è il messaggio pubblicato dalla società, che ha poi ringraziato il calciatore per la professionalità dimostrata nel corso degli anni.
Il saluto non è rimasto senza risposta. Proprio sotto il post del Cagliari, Giuseppe Ciocci ha replicato con poche parole ma dal significato evidente: “Grazie!!“, accompagnando il messaggio con due cuori nei colori che hanno caratterizzato la sua carriera sino a questo momento.
Un piccolo scambio social che racchiude il rapporto costruito negli anni tra il portiere e la società. Per Ciocci, infatti, lasciare il Cagliari significa salutare non soltanto un club, ma l’ambiente nel quale è cresciuto passando progressivamente dal calcio giovanile a quello professionistico.
La separazione arriva con il trasferimento allo Spezia, nuova tappa di una carriera che adesso potrà svilupparsi lontano dalla Sardegna con l’obiettivo di trovare spazio e continuità.
La storia di Ciocci con il Cagliari è stata costruita attraverso diverse tappe. Dopo la formazione nel settore giovanile, il portiere ha maturato esperienza attraverso i prestiti, vestendo tra le altre le maglie di Olbia, Pescara e Pontedera.
Esperienze importanti per un estremo difensore giovane, chiamato ad accumulare minuti e responsabilità prima del ritorno in rossoblù.
Il momento più significativo è arrivato con il debutto in Serie A, traguardo particolarmente simbolico per un ragazzo cagliaritano cresciuto nel vivaio della squadra della propria città. Successivamente è arrivato anche spazio nelle competizioni ufficiali con la prima squadra, completando un percorso iniziato molti anni prima nelle categorie giovanili.
Adesso per Giuseppe Ciocci inizia una storia completamente nuova. Il trasferimento allo Spezia non avviene con la formula del prestito, come accaduto in precedenza, ma rappresenta una separazione definitiva dal Cagliari e l’inizio di un nuovo progetto professionale.
Il club rossoblù, nel messaggio pubblicato sui social, gli ha augurato il meglio «per la prossima sfida con la maglia dello Spezia e per tutto quello che verrà».
Parole alle quali il portiere ha risposto conservando idealmente un ultimo frammento di rossoblù: due cuori e un grazie. Un saluto semplice che chiude un lungo percorso cominciato nel vivaio e arrivato fino alla prima squadra, prima di imboccare la strada verso la Liguria e una nuova fase della sua carriera.
Un post condiviso da Cagliari Calcio (@cagliaricalcio)
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Potrebbe essere già arrivata a un bivio l’esperienza di Othniël Raterink con il Cagliari. Il giovane terzino olandese, acquistato dai rossoblù nella sessione invernale del 2026, è finito nel mirino dell’ADO Den Haag, che lo avrebbe individuato come rinforzo ideale per la fascia destra.
Secondo quanto riportato dal quotidiano olandese AD, il club dell’Aia avrebbe già raggiunto un accordo personale con Raterink. Il passo successivo riguarda quindi l’intesa con il Cagliari, proprietario del cartellino del ventenne, legato alla società sarda da un contratto di lunga durata.
L’ADO è tornato quest’anno in Eredivisie e sta lavorando per adeguare la propria rosa alla massima serie. Il club aveva già valutato altri profili per il ruolo di terzino destro e nelle settimane precedenti aveva rinunciato alla pista che conduceva a Hidde ter Avest, scegliendo di orientarsi verso altre soluzioni.
Raterink era arrivato in Sardegna tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, quando il Cagliari lo aveva acquistato a titolo definitivo dal De Graafschap facendogli firmare un contratto sino al 30 giugno 2030. Il club rossoblù lo aveva presentato come un giocatore di prospettiva, capace di agire da terzino in una difesa a quattro oppure qualche metro più avanti, con la possibilità di coprire l’intera corsia destra.
Per assicurarselo, il Cagliari aveva investito una cifra indicata dalle fonti specializzate in circa 1,1 milioni di euro.
Classe 2006, nato a Winterswijk il 7 aprile, alto 189 centimetri, Raterink aveva attirato l’attenzione dei rossoblù grazie soprattutto alle prestazioni offerte nella seconda divisione olandese. Prima del trasferimento in Italia aveva raccolto 23 presenze, 3 gol e 4 assist nella Keuken Kampioen Divisie 2025-26.
Il curriculum del giovane difensore comprende anche un passaggio importante in Germania. Cresciuto nel De Graafschap, Raterink aveva trascorso la stagione 2024-25 in prestito al Bayer Leverkusen, giocando prevalentemente con l’Under 19 e partecipando anche alla UEFA Youth League, pur allenandosi con frequenza nell’ambiente della prima squadra allora guidata da Xabi Alonso.
Al Cagliari, invece, lo spazio in prima squadra è stato limitato. Nella seconda parte della stagione 2025-26 ha raccolto un’apparizione in Serie A, entrando nel finale della sfida contro il Napoli del 20 marzo.
Il possibile trasferimento all’ADO Den Haag potrebbe quindi offrirgli la possibilità di tornare in patria e trovare maggiore continuità in un campionato che conosce bene, questa volta però sul palcoscenico dell’Eredivisie.
La pista appare dunque concreta, ma il passaggio non può ancora considerarsi concluso. L’elemento più importante emerso dalla stampa olandese è il via libera del giocatore al trasferimento all’ADO Den Haag. Resta da definire l’accordo con il Cagliari, con modalità e condizioni economiche dell’eventuale operazione ancora da formalizzare.
Per i rossoblù si tratta anche di una scelta legata alla crescita del calciatore: Raterink ha appena 20 anni e un contratto sino al 2030. Un’esperienza con maggiore minutaggio in Eredivisie potrebbe rappresentare una tappa importante nel suo percorso, mentre per l’ADO significherebbe aggiungere alla rosa un laterale giovane, fisicamente strutturato e già passato attraverso tre realtà calcistiche differenti come Olanda, Germania e Italia.
Di sicuro, c’è che il ragazzo non era neppure presente in distinta per l’amichevole contro il Nizza dei giorni scorsi, valida per il 2° Trofeo Gigi Riva.
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Si chiude una lunga pagina rossoblù per Giuseppe Ciocci. Il Cagliari Calcio ha ufficializzato in questi minuti la cessione del portiere allo Spezia, con il trasferimento che avviene a titolo definitivo. Per l’estremo difensore classe 2002 inizia così una nuova fase della carriera dopo un percorso che lo ha visto crescere calcisticamente proprio all’interno del club della sua città.
Una separazione particolarmente significativa sul piano umano oltre che sportivo. Ciocci è infatti cagliaritano ed è cresciuto nel settore giovanile del Cagliari, completando in rossoblù il proprio percorso di formazione prima di iniziare a confrontarsi stabilmente con il calcio professionistico.
La scelta dello Spezia gli offre ora la possibilità di aprire un nuovo capitolo e cercare continuità tra i pali.
Il percorso di Giuseppe Ciocci non si è sviluppato esclusivamente a Cagliari. Per consentirgli di maturare esperienza, il club rossoblù ha infatti scelto negli anni la strada dei prestiti.
La prima tappa particolarmente importante è stata quella con l’Olbia, con cui il portiere ha giocato in Serie C nella stagione 2021/22. Successivamente sono arrivate le esperienze con Pescara e Pontedera, sempre con l’obiettivo di accumulare minuti, responsabilità ed esperienza nel calcio professionistico prima del ritorno alla base.
Un percorso tradizionale per un giovane portiere, ruolo nel quale continuità e possibilità di giocare assumono un peso ancora maggiore nel processo di crescita.
Tra i momenti più importanti della storia di Ciocci con la maglia del Cagliari resta certamente l’esordio in Serie A. Il debutto nel massimo campionato è arrivato nel maggio 2025, in occasione della trasferta contro il Napoli.
Un traguardo dal valore particolare per un calciatore nato a Cagliari e cresciuto nel vivaio rossoblù: dalla trafila nel settore giovanile fino al palcoscenico della Serie A con la squadra della propria città.
Nella stagione successiva è arrivata anche la prima presenza da titolare con la prima squadra. Ciocci ha difeso la porta rossoblù nella partita di Coppa Italia contro il Frosinone, vinta dal Cagliari per 4-1 e valida per la qualificazione agli ottavi di finale della competizione.
Il trasferimento allo Spezia rappresenta adesso un passaggio importante per il futuro del portiere. A 24 anni, Ciocci entra in una fase della carriera nella quale la ricerca di maggiore continuità può diventare determinante per completarne la maturazione.
Il passaggio a titolo definitivo segna inoltre una cesura rispetto alle precedenti esperienze lontano dalla Sardegna, affrontate prevalentemente attraverso la formula del prestito. Questa volta il portiere lascia la società che lo ha formato per diventare a tutti gli effetti un calciatore dello Spezia.
Nel comunicato con cui ha annunciato l’operazione, il Cagliari ha voluto salutare il proprio prodotto del vivaio ringraziandolo per la professionalità dimostrata nel corso degli anni e augurandogli il meglio per le prossime sfide professionali.
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Ora c’è anche l’ufficialità: Giuseppe Aurelio è un nuovo calciatore del Cagliari. La società rossoblù ha annunciato l’acquisizione a titolo definitivo del giocatore dallo Spezia, completando un’altra operazione destinata a rinforzare la rosa a disposizione dello staff tecnico.
Il laterale ha sottoscritto con il club sardo un contratto fino al 30 giugno 2029. Si tratta dunque di un investimento non soltanto per l’immediato, ma anche in prospettiva, considerando che Aurelio è un classe 2000 e arriva in Sardegna dopo aver maturato una significativa esperienza tra Serie C e Serie B.
Il suo innesto aggiunge soprattutto nuove soluzioni sulla corsia mancina. Il nuovo acquisto rossoblù può infatti essere impiegato sia come terzino sinistro all’interno di una linea difensiva a quattro, sia come esterno a tutta fascia, caratteristica che aumenta le possibilità tattiche del Cagliari.
Originario di Bracciano, Giuseppe Aurelio è un esterno mancino dotato di una struttura fisica importante. Tra le caratteristiche sottolineate dallo stesso Cagliari figurano dinamismo, capacità di spinta e tiro dalla distanza.
Il suo profilo appare particolarmente interessante anche per la duttilità. Aurelio può infatti partire da una posizione più arretrata oppure occupare l’intera corsia, garantendo profondità e presenza nella metà campo avversaria. Un tipo di giocatore capace quindi di offrire alternative sia nella costruzione della manovra sia quando la squadra deve accompagnare maggiormente l’azione offensiva.
Il percorso calcistico di Aurelio è iniziato nel settore giovanile del Sassuolo. Il passaggio al calcio professionistico lo ha poi portato a vestire le maglie di Cesena, Imolese e Gubbio in Serie C.
Nell’estate del 2022 è arrivato il trasferimento a titolo definitivo al Pontedera, tappa importante per la sua crescita. Dopo una prima parte di stagione nella quale realizzò quattro reti, nel gennaio 2023 è passato al Palermo, club con il quale ha esordito in Serie B. Proprio con i rosanero è arrivato anche il primo gol nella categoria, segnato contro il Modena il 17 marzo.
Un altro passaggio fondamentale della carriera di Aurelio è rappresentato dall’esperienza con lo Spezia. Arrivato in Liguria in prestito nell’estate del 2024, il laterale ha vissuto una stagione particolarmente positiva, totalizzando 30 presenze e 4 gol e contribuendo alla corsa degli spezzini fino alla finale dei playoff. Le prestazioni gli hanno permesso di guadagnarsi il riscatto da parte della società ligure nell’estate successiva.
La crescita è proseguita anche nella stagione 2025-26. Aurelio ha infatti raccolto 33 presenze in Serie B, 25 delle quali da titolare, realizzando 6 reti. Numeri rilevanti per un calciatore impiegato prevalentemente sulla corsia sinistra e che certificano anche la sua capacità di incidere in zona offensiva.
L’arrivo di Giuseppe Aurelio consegna dunque al Cagliari un giocatore ormai abituato al calcio professionistico italiano, ma ancora con importanti margini di crescita. Esperienza, corsa e capacità di interpretare più ruoli sulla fascia sinistra rappresentano le principali qualità che il classe 2000 porta in dote alla formazione rossoblù.
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